{"id":82153,"date":"2020-06-10T08:22:42","date_gmt":"2020-06-10T06:22:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82153"},"modified":"2020-06-15T08:07:06","modified_gmt":"2020-06-15T06:07:06","slug":"la-geopolitica-dellenergia-rinnovabile-quali-opportunita-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/la-geopolitica-dellenergia-rinnovabile-quali-opportunita-per-litalia\/","title":{"rendered":"La geopolitica dell&#8217;energia rinnovabile: quali opportunit\u00e0 per l&#8217;Italia?"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>fonti di energia rinnovabile<\/strong> sono il fulcro della transizione energetica e continueranno ad esserlo in futuro. Eolico e solare sono diventati competitivi anche senza sussidi e stanno rimpiazzando i combustibili fossili in molte aree del mondo, e non pi\u00f9 solo in Europa. L&#8217;era delle rinnovabili porter\u00e0 con s\u00e9 trasformazioni importanti in politica internazionale. In uno <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/geopolitics-and-italian-foreign-policy-age-renewable-energy\">studio appena pubblicato<\/a>, l&#8217;Istituto Affari Internazionali (IAI) spiega come, con particolare attenzione all&#8217;Italia e alla sua politica estera.<\/p>\n<p>Un semplice mantenimento dello <em>status quo <\/em>\u00e8 improbabile. Il <strong>cambiamento climatico<\/strong> \u00e8 infatti una grave minaccia sociale, politica ed economica: se ignorato, il suo impatto sar\u00e0 devastante non solo sull&#8217;ambiente ma anche sulla sicurezza internazionale. D&#8217;altro canto, affrontarlo richiede una trasformazione del mix energetico, la cui composizione ha plasmato le relazioni internazionali a partire dalla rivoluzione industriale.<\/p>\n<p><strong>Sicurezza energetica e\u00a0sicurezza elettrica<br \/>\n<\/strong>Le rinnovabili hanno delle caratteristiche che le differenziano dalle altre fonti energetiche e che cambieranno il concetto di <strong>sicurezza enegetica<\/strong>. Innanzitutto, le rinnovabili portano a una <strong>maggiore elettrificazione del sistema<\/strong>. Gli elettroni si spostano con pi\u00f9 difficolt\u00e0 sulle grandi distanze rispetto alle molecole. Una minor distanza tra luoghi di produzione e luoghi di consumo implica una riduzione degli scambi intercontinentali.<\/p>\n<p>Gradualmente, la necessit\u00e0 di proteggere oleodotti, gasdotti e vie di transito e di assicurarsi il controllo sulle risorse cesser\u00e0 di essere al centro delle politiche di sicurezza energetica. Maggiore enfasi verr\u00e0 posta sulla <strong>sicurezza elettrica<\/strong>. Le reti dovranno essere potenziate e sar\u00e0 cruciale per gli Stati trovare modi per mitigare l&#8217;intermittenza delle rinnovabili. Tra questi vi sono batterie, idrogeno e reti pi\u00f9 capienti, integrate e digitalizzate. Con l&#8217;elettrificazione e la digitalizzazione cresceranno i <strong>rischi di attacchi cibernetici<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Maggiore autosufficienza e nuovi legami<\/strong><br \/>\nMolti Paesi importatori sono attratti dalle rinnovabili perch\u00e9 vogliono ottenere <strong>maggiore autosufficienza<\/strong>. Ridurre le importazioni di energia permette di limitare l&#8217;esposizione al rischio di tagli alle forniture e la dipendenza politica dai Paesi produttori, nonch\u00e9 di migliorare la bilancia commerciale e di diminuire l&#8217;impatto della volatilit\u00e0 dei prezzi dei combustibili.<\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/politica-energetica-climatica-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a> nutre questi interessi, dato che dipende dall&#8217;estero per pi\u00f9 del 70% del proprio fabbisogno energetico. L&#8217;Italia <strong>importa pi\u00f9 del 90% del petrolio e del gas<\/strong> che consuma &#8211; in particolar modo da Russia, Caspio, Medio Oriente e Nordafrica. Nonostante buoni livelli di diversificazione, l&#8217;esposizione a rischi di sicurezza degli approvvigionamenti \u00e8 notevole in un contesto di crescente instabilit\u00e0 politica. Nell&#8217;ultimo decennio, l&#8217;Italia ha speso <strong>44 miliardi di euro<\/strong> l&#8217;anno per le importazioni di combustibili fossili.<\/p>\n<p>In generale, e in alcuni contesti in particolare, una <strong>localizzazione della produzione energetica<\/strong> pu\u00f2 ridurre la conflittualit\u00e0 e i rischi di sicurezza. Tuttavia, il venir meno dell&#8217;interdipendenza tra Stati consolidata dallo scambio energetico pu\u00f2 anche avere ripercussioni negative. Costruire <strong>nuovi legami di interdipendenza positiva<\/strong> fondati sulle rinnovabili \u00e8 in questo senso desiderabile e potrebbe apportare benefici non solo politici ma anche economici. Infatti, le rinnovabili possono essere prodotte in modo pi\u00f9 efficiente in alcune regioni che in altre, grazie ad esempio a una maggiore irradiazione solare, ventilazione o disponibilit\u00e0 di terreni liberi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia e i suoi vicini<\/strong><br \/>\nL&#8217;Italia deve dunque <strong>collaborare con il proprio vicinato<\/strong>, sia a Sud (Nordafrica) che a Est (Balcani), su progetti di produzione di energia rinnovabile. Questi progetti possono generare nuovi legami d&#8217;interdipendenza positiva e sostenibile, creare <strong>posti di lavoro<\/strong> in aree di emigrazione, aprire <strong>opportunit\u00e0<\/strong> commerciali per aziende italiane e rafforzare la <strong>stabilit\u00e0 politica del vicinato.<\/strong><\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo punto \u00e8 particolarmente importante. Infatti, una delle sfide pi\u00f9 importanti della transizione energetica sar\u00e0 quella di <strong>evitare il collasso sociale, politico ed economico di interi Paesi<\/strong> i cui modelli di sviluppo sono attualmente imperniati sulla produzione e sul commercio di combustibili fossili. L&#8217;Italia sarebbe particolarmente esposta a eventuali ripercussioni negative data la sua posizione geografica di vicinanza al <strong>Medio Oriente <\/strong>e al<strong> Nordafrica<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dinamiche globali e basi di partenza<br \/>\n<\/strong>Nonostante tendenze di decentralizzazione, le rinnovabili rimangono soggette ad alcune importanti <strong>dinamiche globali<\/strong>. Infatti, anche se la produzione avviene in loco, la produzione di rinnovabili necessita di minerali critici come litio, cobalto, nickel, manganese e terre rare, ma anche materiali (come ad esempio il polisilicone), apparecchiature, linee di assemblaggio e tecnologie su cui determinati Paesi detengono (e potranno ulteriormente conseguire) posizioni di <em>leadership<\/em>.<\/p>\n<p>Come ampiamente documentato dalla <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iaip2013_statistical_factsheet.pdf\">scheda statistica prodotta dallo IAI<\/a>, l&#8217;Italia ha <strong>buone basi di partenza<\/strong>. In base a vari criteri, l&#8217;Italia \u00e8 al primo posto in Europa nel geotermico e nelle pompe di calore, seconda nel solare e nell&#8217;idroelettrico e quinta nell&#8217;eolico. L&#8217;Italia ha inoltre la terza migliore produttivit\u00e0 del lavoro in Europa nelle rinnovabili ed \u00e8 stato il settimo pi\u00f9 grande investitore al mondo in rinnovabili nell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n<p>Il <strong>35% dell&#8217;elettricit\u00e0 prodotta in Italia deriva dalle rinnovabili<\/strong>, in linea con i target. Il nostro Paese gode inoltre di una posizione di leadership in alcune componenti ad alta tecnologia e apparecchiature nel settore eolico ed \u00e8 dotato di una rete elettrica all\u2019avanguardia. Ma si pu\u00f2 e si deve sicuramente fare di pi\u00f9, promuovendo politiche industriali verdi e creando sinergie tra politica industriale e politica estera.<\/p>\n<p>Le rinnovabili offrono all&#8217;Italia la possibilit\u00e0 di <strong>consolidare la propria posizione geo-economica e geopolitica<\/strong>. Un maggior coordinamento interministeriale \u00e8 necessario per individuare aree di potenziale vantaggio comparato e per esprimerlo, creando nuove opportunit\u00e0 per le imprese italiane all\u2019estero e nuovi rapporti d&#8217;interdipendenza positiva. \u00c8 inoltre auspicabile istituire un <strong>osservatorio per l&#8217;energia indipendente<\/strong> che fornisca al decisore politico dati e studi aggiornati sulle dimensioni politico-economiche della transizione energetica, affinch\u00e9 l&#8217;Italia possa cogliere al meglio le grandi opportunit\u00e0 offerte dall&#8217;<strong>era delle rinnovabili<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fonti di energia rinnovabile sono il fulcro della transizione energetica e continueranno ad esserlo in futuro. Eolico e solare sono diventati competitivi anche senza sussidi e stanno rimpiazzando i combustibili fossili in molte aree del mondo, e non pi\u00f9 solo in Europa. 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