{"id":82266,"date":"2020-06-15T08:06:30","date_gmt":"2020-06-15T06:06:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82266"},"modified":"2020-06-17T15:30:47","modified_gmt":"2020-06-17T13:30:47","slug":"stati-uniti-contro-corte-penale-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/stati-uniti-contro-corte-penale-internazionale\/","title":{"rendered":"Stati Uniti contro Corte penale internazionale"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;attacco degli <strong>Stati Uniti<\/strong> alla <strong>Corte penale internazionale<\/strong> si arricchisce di un nuovo atto a seguito dell&#8217;adozione dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/presidential-actions\/executive-order-blocking-property-certain-persons-associated-international-criminal-court\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Executive<\/em>\u00a0O<em>rder on Blocking Property of Certain Persons Associated with the International Criminal Court<\/em><\/a>. Un atto, quello voluto dal presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/trump-e-veramente-cosi-debole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Donald Trump<\/strong><\/a>, promulgato l&#8217;11 giugno, senza precedenti per portata e soggetti colpiti e anche per il cambio di scena che vede passare gli Stati Uniti <strong>da tradizionali sostenitori della giustizia penale internazionale<\/strong> (da Norimberga al Tribunale per l&#8217;ex Jugoslavia) a <strong>demolitori della <em>rule of law<\/em><\/strong> al pari di governi dittatoriali.<\/p>\n<p>Il nuovo colpo sferrato non solo alla Corte dell&#8217;Aja &#8211; definita dal segretario di Stato <strong>Mike Pompeo<\/strong> come una &#8220;<em>kangaroo Court<\/em>&#8221; &#8211; ma in generale alla giustizia penale internazionale, segue quello con il quale era stata decisa la revoca del visto, nell&#8217;aprile 2019, nei confronti della procuratrice della Corte, <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-us-canada-47822839\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Fatou Bensouda<\/strong><\/a>, colpevole di avere avviato, ad ampio raggio, le indagini sui crimini commessi in Afghanistan.<\/p>\n<p><b>L&#8217;indagine sui crimini in Afghanistan<\/b><br \/>\nMa il nuovo decreto \u00e8 ben pi\u00f9 diretto e ad alto tasso di aggressivit\u00e0. Infatti, l&#8217;<em>Executive<\/em> <em>Order <\/em>dispone sanzioni economiche, restrizioni all&#8217;ingresso e altre misure nei confronti dell&#8217;intero staff (e, come vedremo, non solo) della Corte penale internazionale coinvolto, a vario titolo, nelle indagini.<\/p>\n<p>In pratica, Pompeo potr\u00e0 creare delle <strong><em>blacklist<\/em><\/strong> nelle quali non ci saranno dittatori, criminali, ma normali <strong>funzionari internazionali<\/strong> e, in generale, <strong>ogni cittadino straniero che sia stato coinvolto nelle attivit\u00e0 della Corte <\/strong>per le indagini che riguardano personale americano (non solo cittadini statunitensi). Un cambio di passo di rilievo perch\u00e9 un conto \u00e8 non aderire allo statuto della Corte penale internazionale, un altro boicottare e impedire una giustizia alle vittime, fornendo un modello per ogni altro Stato i cui vertici o cittadini siano accusati di crimini (si veda il caso del Myanmar).<\/p>\n<p>La scelta di Trump \u00e8 la diretta conseguenza della decisione del 5 marzo 2020 (<a href=\"https:\/\/www.icc-cpi.int\/Pages\/record.aspx?docNo=ICC-02\/17-138\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ICC-02\/17-138<\/a>) della Camera di appello della Corte dell&#8217;Aja con la quale \u00e8 stato ribaltato il giudizio della Camera di primo grado del 12 aprile 2019, autorizzando l&#8217;indagine della procura sui<strong> possibili crimini di guerra e contro l&#8217;umanit\u00e0 commessi in Afghanistan<\/strong>. Ma non solo. L&#8217;amministrazione Usa attacca la Corte anche per l&#8217;avvio di indagini nei confronti di <strong>possibili crimini commessi in Cisgiordania<\/strong>, a<strong> Gerusalemme est <\/strong>e a<strong> Gaza<\/strong>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la prima questione, si profila uno scenario inaccettabile per Trump che nel provvedimento sostiene l&#8217;illegittimit\u00e0 della decisione della Camera di appello contestando la giurisdizione nei confronti del personale Usa e dei suoi alleati. La scelta del presidente \u00e8 stata bollata dalla Corte penale internazionale come un evidente <strong><a href=\"https:\/\/www.icc-cpi.int\/Pages\/item.aspx?name=200611-icc-statement\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tentativo di interferire con lo stato di diritto e con i procedimenti in corso<\/a><\/strong>.\u00a0Il tutto dimenticando le vittime di crimini internazionali e la richiesta di giustizia che arriva dall\u2019intera comunit\u00e0 internazionale per atti efferati che colpiscono il mondo intero.<\/p>\n<p><strong>Il fondamento &#8220;giuridico&#8221; del provvedimento<\/strong><br \/>\nLa base giuridica del provvedimento \u00e8 individuata dall&#8217;amministrazione Usa nella circostanza che <strong>gli Stati Uniti non hanno ratificato il Trattato istitutivo della Corte<\/strong> e dal fatto che hanno sempre respinto ogni forma di esercizio della giurisdizione nei confronti dei cittadini Usa. In pratica, l&#8217;azione della Corte implica una violazione della sovranit\u00e0 territoriale degli Stati Uniti che, per Trump, deve portare a conseguenze rilevanti per gli autori di questa violazione.<\/p>\n<p>Nella foga di mostrare i muscoli Trump ha dimenticato che la Corte pu\u00f2 esercitare la giurisdizione anche nei confronti di cittadini di Stati non parti a condizione che si trovino sul territorio di uno Stato parte. Ed \u00e8 questo il caso, tenendo conto che l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/afghanistan-morto-il-capo-dei-talebani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Afghanistan<\/strong><\/a> \u00e8 parte allo Statuto della Corte dal 10 febbraio 2003.<\/p>\n<p><strong>Nessuna violazione<\/strong>, quindi, della sovranit\u00e0 Usa, che certo non pu\u00f2 frenare il cammino, seppure troppo lento, della giustizia penale internazionale. Arrivare poi a scrivere nel testo che l&#8217;azione della Corte costituisce una grave minaccia alla sicurezza nazionale e dichiarare l&#8217;emergenza nazionale per fronteggiarla significa aver perso di vista la realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Le misure previste nell&#8217;<em>Executive Order <\/em><\/strong><br \/>\nIl provvedimento voluto da Trump predispone un <strong>arsenale di misure<\/strong> che sarebbe stato meglio destinare a migliori cause. Sono previste sanzioni come il congelamento immediato di fondi, di beni, di propriet\u00e0 di funzionari della Corte penale presenti negli Stati Uniti, ma anche, con aspetti simili al modello della <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Helms\u2013Burton_Act\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge <em>Helms-Burton<\/em><\/a>, verso ogni altro cittadino straniero che abbia collaborato con la Corte nelle indagini. Un <strong>raggio d&#8217;azione enorme<\/strong> che include finanche coloro che si siano limitati a fornire un supporto tecnologico o beni o servizi. Inoltre, \u00e8 stata prevista la restrizione dei visti di ingresso negli Stati Uniti per i funzionari della Corte e per i loro familiari.<\/p>\n<p>Difficile dire quali <strong>effetti<\/strong> potranno avere queste misure sull&#8217;attivit\u00e0 della Corte penale. Certo, varrebbe la pena che anche gli Stati parti allo statuto e l&#8217;Unione europea facessero sentire la propria voce tenendo conto che \u00e8 in gioco l&#8217;accertamento della verit\u00e0 sui crimini e lo stesso futuro della giustizia penale internazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;attacco degli Stati Uniti alla Corte penale internazionale si arricchisce di un nuovo atto a seguito dell&#8217;adozione dell&#8217;Executive\u00a0Order on Blocking Property of Certain Persons Associated with the International Criminal Court. 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