{"id":82306,"date":"2020-06-16T14:16:07","date_gmt":"2020-06-16T12:16:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82306"},"modified":"2020-06-19T07:53:29","modified_gmt":"2020-06-19T05:53:29","slug":"vi-racconto-sarah-hegazy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/vi-racconto-sarah-hegazy\/","title":{"rendered":"Vi racconto Sarah Hegazy"},"content":{"rendered":"<p class=\"Body\">Immaginate di andare al concerto della vostra band preferita. Immaginate l&#8217;eccitamento di poter finalmente vedere dal vivo coloro che interpretano cos\u00ec bene il vostro sentire pi\u00f9 profondo: vi preparate e organizzate con gli amici che condividono la stessa passione. Decidete di portare il simbolo che pi\u00f9 vi rappresenta, quella <strong>bandiera arcobaleno<\/strong> che custodite gelosamente nel posto pi\u00f9 segreto che conoscete per evitare che venga scoperta. In mezzo a tutta quella gente, non rischio di sicuro e potr\u00f2 finalmente dire al mondo che esisto, deve aver pensato <strong>Sarah Hegazy<\/strong>\u00a0quando ha iniziato a sventolare quella bandiera al concerto della band libanese indie rock, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/libano-indie-rock-identita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mashrou Leila<\/em><\/a> al Cairo nel settembre 2017. D&#8217;altronde, nell&#8217;agosto del 2010, il <em>frontman<\/em> della band, <strong><span lang=\"DE\">Hamed Sinno<\/span><\/strong>, \u00e8 gay e aveva gi\u00e0 mostrato sul palco del <em><span lang=\"ES-TRAD\">Byblos Festival<\/span><\/em>, in Libano, una bandiera arcobaleno che gli era stata consegnata da un fan.<\/p>\n<p class=\"Body\">Immaginatevi all&#8217;apice della gioia in quel momento magico di affermazione di s\u00e9 improvvisamente infranto bruscamente da un incubo liberticida che per le persone <strong>Lgbt<\/strong><em><strong>+<\/strong><\/em>\u00a0in <strong>Egitto<\/strong> e in tanti altri Paesi della regione \u00e8 una tragica realt\u00e0 quotidiana: Sarah Hegazy viene <strong>arrestata con l&#8217;accusa di &#8220;promuovere la devianza sessuale e la dissolutezza&#8221;<\/strong> e scatta una brutale caccia alle streghe conto le persone che le autorit\u00e0 sospettano di appartenere alla comunit\u00e0 Lgbt+.<\/p>\n<p class=\"Body\">Verranno arrestate circa <strong>59 persone<\/strong>, ma Sarah rimarr\u00e0 l&#8217;unica donna vittima della pi\u00f9 grande repressione contro la comunit\u00e0 Lgbt+ del Paese nella storia recente. Molte di loro sono state sottoposte a un processo sommario e condannate. Attivisti dell&#8217;Egitto, del Medio Oriente e del Nord Africa hanno iniziato una campagna internazionale\u00a0con <a href=\"https:\/\/go.allout.org\/it\/a\/egypt-lgbt-hunt\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>All Out<\/em><\/a>.<\/p>\n<p class=\"Body\">\u00c8 stato &#8220;un <strong>atto di solidariet\u00e0<\/strong> per tutti coloro che sono oppressi&#8221;, avrebbe detto pi\u00f9 tardi in un&#8217;intervista per <a href=\"https:\/\/www.npr.org\/2018\/06\/18\/620110576\/after-crackdown-egypts-lgbt-community-contemplates-dark-future?t=1592308230249\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Npr<\/em><\/a>. &#8220;Eravamo orgogliosi di tenere la bandiera. Non avremmo mai immaginato la reazione della societ\u00e0 e dello Stato egiziano. Per loro ero una criminale, una persona che cercava di distruggere la struttura morale della societ\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p class=\"Body\">&#8220;Mi sono dichiarata in una societ\u00e0 che odia tutto ci\u00f2 che \u00e8 diverso dalla norma&#8221;, ha detto a <em>Deutsche Welle<\/em> in un&#8217;intervista separata.<\/p>\n<p><strong>Le torture in carcere<\/strong><br \/>\n<span lang=\"DA\">Sarah<\/span> rimarr\u00e0 <strong>in carcere per tre mesi<\/strong> prima di essere rilasciata su cauzione. Racconter\u00e0 poi delle violenze e delle <strong>torture fisiche e psicologiche subite<\/strong>, anche dalle altre detenute, che la segneranno profondamente.<\/p>\n<p class=\"Body\">&#8220;Mentre mi arrestavano, in casa mia, davanti alla mia famiglia, un agente mi ha chiesto cosa pensavo della religione, perch<span lang=\"FR\">\u00e9 <\/span>non indossassi il velo e se fossi vergine o no. L&#8217;agente mi ha bendato nell&#8217;auto che mi ha portato in un posto che non dovevo riconoscere. Sono stata portata gi\u00f9 da una scala, senza sapere dove sarei arrivata. Ho sentito soltanto una voce di uomo dire: &#8220;Portala da <em>al-basha&#8221;<\/em>, poi ho avvertito un odore nauseabondo, e ho sentito gemiti di dolore. Mi hanno fatto sedere su una sedia, con le mani legate e un pezzo di stoffa in bocca per motivi che non riuscivo a capire. Non vedevo nessuno, nessuno mi rivolgeva la parola. Un attimo dopo, il mio corpo si \u00e8 contorto dalle convulsioni e ho perso conoscenza. Non so per quanto tempo sono rimasta esanime. Era una scossa elettrica. <strong>Sono stata torturata con l&#8217;elettricit\u00e0<\/strong>. Hanno minacciato di fare del male a mia madre, se ne avessi parlato a qualcuno. Mia madre che poi \u00e8 morta poco dopo la mia partenza per il Canada&#8221;, racconta Sarah stessa al giornale indipendente egiziano <a href=\"https:\/\/mada24.appspot.com\/madamasr.com\/en\/2020\/06\/15\/opinion\/u\/a-year-after-the-rainbow-flag-controversy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mada Masr<\/em><\/a> nel settembre 2018, tradotto oggi da <em><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2020\/06\/16\/news\/sarah_hegazi_testamento_spirituale-259343272\/?ref=fbpr&amp;fbclid=IwAR3h8lTPz6VSPqLDrOkCc6pr07quR-xpzRyWeu0navtKA08BFtmXrOihTLw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Repubblica<\/a><\/em>.<\/p>\n<p class=\"Body\">Ma l&#8217;<strong>incubo non era ancora finito<\/strong>. Fuori dal carcere venne presa di mira per il suo gesto, per il suo orientamento sessuale e per il fatto di essere atea. L&#8217;<strong>omofobia<\/strong> in Egitto \u00e8 fortissima, come dimostra anche la vicenda dell&#8217;arresto di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/patrick-george-zaki-dovere-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Patrick Zaki<\/strong><\/a>, lo studente egiziano che studia all&#8217;universit\u00e0 di Bologna, fermato al ritorno nel suo Paese d&#8217;origine e da allora detenuto. Non esiste una legge che criminalizza esplicitamente gay, lesbiche, bisessuali e transessuali ma denunce e arresti arrivano per aver tenuto <strong>&#8220;comportamenti immorali&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"Body\">La pressione \u00e8 talmente insostenibile che Sarah \u00e8 costretta a scappare dall&#8217;Egitto e fare domanda di protezione internazionale in Canada. &#8220;<strong>La prigione mi ha ucciso. Mi ha distrutto<\/strong>&#8220;, ha detto dopo essere scappata. Le viene concesso asilo politico e la libert\u00e0 che Sarah scopre la user\u00e0 per continuare a difendere le persone Lgbt+ in Egitto. Lo far\u00e0 per tre anni prima di decidere di togliersi la vita. Aveva solo 30 anni e aveva tentato il suicidio gi\u00e0 altre volte.<\/p>\n<p><strong>Il messaggio prima di morire<\/strong><br \/>\nPrima di morire ha lasciato un biglietto con su scritto: &#8220;<strong>Ho cercato di sopravvivere, ma non ce l&#8217;ho fatta<\/strong>&#8220;. Ha lasciato un biglietto:\u00a0&#8220;Ai miei fratelli &#8211; ho tentato di trovare riscatto e non ci sono riuscita, perdonatemi. Ai miei amici &#8211; l&#8217;esperienza \u00e8 stata dura e sono troppo debole per resistere. Al mondo &#8211; sei stato estremamente crudele, ma io perdono&#8221;.<\/p>\n<p class=\"Body\">Lascia un messaggio anche nella sua ultima foto pubblicata sui social, distesa su un prato in una giornata di sole: &#8220;Il cielo \u00e8 pi\u00f9 bello della terra! E io voglio il cielo e non la terra&#8221;.<\/p>\n<p class=\"Body\">Per alcuni Sarah non avrebbe diritto nemmeno al perdono divino per il suo orientamento sessuale perch<span lang=\"FR\">\u00e9 <\/span>atea. Dopo essere stata ripudiata da viva non la lasciano in pace nemmeno da morta.<\/p>\n<p class=\"Body\">Sempre nel 2018 scriveva <em>Mada Masr<\/em>: &#8220;<strong>Chiunque sia diverso, chiunque non sia un musulmano sunnita eterosessuale maschio che sostiene il regime al potere \u00e8 considerato perseguibile, impuro o morto<\/strong>. La societ\u00e0 ha applaudito il regime quando sono stata arrestata con Ahmed Alla, un amico che come me ha perso tutto per aver sventolato la bandiera arcobaleno. I Fratelli Musulmani, i salafiti e gli estremisti alla fine si sono detti d&#8217;accordo con il potere dominante: hanno assunto una medesima posizione nei nostri riguardi. Hanno convenuto sulla violenza, sull&#8217;odio, sul pregiudizio e sulla persecuzione. Forse, sono le due facce di una stessa medaglia. Non abbiamo trovato una mano tesa ad aiutarci tranne che nella societ\u00e0 civile, che ha svolto il suo lavoro malgrado le restrizioni opprimenti&#8221;.<\/p>\n<p class=\"Body\">Oggi, per\u00f2, il nome e il sorriso di Sarah sulla bandiera arcobaleno stanno rimbalzando sui social media, anche in Italia, con l&#8217;<span lang=\"EN-US\">hashtag <\/span><strong><span lang=\"EN-US\">#<em>RaiseTheFlagForSarah<\/em><\/span>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate di andare al concerto della vostra band preferita. Immaginate l&#8217;eccitamento di poter finalmente vedere dal vivo coloro che interpretano cos\u00ec bene il vostro sentire pi\u00f9 profondo: vi preparate e organizzate con gli amici che condividono la stessa passione. 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