{"id":82348,"date":"2020-06-18T09:57:32","date_gmt":"2020-06-18T07:57:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82348"},"modified":"2020-06-24T07:54:49","modified_gmt":"2020-06-24T05:54:49","slug":"la-nuova-stagione-dei-rapporti-italia-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/la-nuova-stagione-dei-rapporti-italia-ue\/","title":{"rendered":"La nuova stagione dei rapporti Italia-Ue"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un dato che colpisce, pi\u00f9 di altri, nell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/gli-italiani-e-la-politica-estera-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>indagine d&#8217;opinione IAI-Circap 2020<\/strong><\/a>, appena pubblicata, sugli orientamenti e le percezioni degli italiani in materia di politica estera: l&#8217;aggravarsi della <strong>crisi di fiducia<\/strong> nei confronti dell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong>. L&#8217;indagine, che \u00e8 basata su interviste realizzate a fine aprile su un campione rappresentativo della popolazione di nazionalit\u00e0 italiana residente nel nostro Paese, registra quest&#8217;anno, per la prima volta, una maggioranza relativa (<strong>48%<\/strong>) favorevole, in caso di referendum, all&#8217;uscita dall&#8217;Ue. Nel 2017 i favorevoli all\u2019&#8221;<strong><em>Italexit<\/em><\/strong>&#8221; erano molto meno (31%).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto dell&#8217;emergenza coronavirus<br \/>\n<\/strong>Indubbiamente questo dato riflette, in larga misura, la profonda insoddisfazione degli italiani per come l&#8217;Unione ha affrontato l&#8217;emergenza sanitaria e per quella che \u00e8 stata percepita come una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/covid-19-e-opinione-pubblica-italiani-insoddisfatti-dellue-governo-promosso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>mancanza di solidariet\u00e0<\/strong><\/a> fra gli Stati membri.\u00a0Non solo il sondaggio IAI-Circap, ma anche sondaggi pi\u00f9 recenti, compreso l\u2019ultimo pubblicato da <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/at-your-service\/it\/be-heard\/eurobarometer\/public-opinion-in-the-eu-in-time-of-coronavirus-crisis\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Eurobarometro<\/a>,\u00a0segnalano che gli italiani sono, tra i 27,<strong> di gran lunga <\/strong>i pi\u00f9 insoddisfatti per l&#8217;operato dell&#8217;Ue in risposta a questa crisi.<\/p>\n<p>Questo potrebbe anche essere visto come un fattore contingente, legato all&#8217;<strong>emergenza Covid-19<\/strong> e in particolare ai tentennamenti e alle accese discussioni che hanno caratterizzato la <strong>risposta dell&#8217;Ue<\/strong> alle crisi sanitaria ed economica nelle settimane in cui \u00e8 avvenuta la rilevazione demoscopica. \u00a0In altre parole, \u00e8 possibile che si assista, prima o poi, a un&#8217;<strong>inversione di tendenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Va notato, tuttavia, che, nel caso della crisi finanziaria e del debito sovrano, ci \u00e8 voluto molto tempo prima che si registrasse in Italia un <strong>recupero di fiducia<\/strong> nell&#8217;Ue &#8211; dato peraltro soltanto parziale. Non basta che l&#8217;Ue prenda decisioni di interesse collettivo, come sta faticosamente facendo, e che attui, come si spera accada, quello che ha deciso; \u00e8 cruciale che migliorino anche le condizioni materiali dei cittadini, che invece, secondo molte previsioni, potrebbero peggiorare nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Ragioni di pi\u00f9 lungo periodo<br \/>\n<\/strong>Ci sono per\u00f2 altre ragioni, un po&#8217; meno contingenti, che spiegano questo malcontento nei confronti dell&#8217;Ue. Come evidenzia il sondaggio, il <strong>70% degli italiani pensano di essere discriminati in Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>Qualche motivo per questo malcontento c&#8217;\u00e8. Il nostro Paese ha sempre auspicato una maggiore solidariet\u00e0 nella gestione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/europa-mediterranea-e-migranti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>flussi migratori<\/strong><\/a>. Inoltre, \u00e8 diffusa la percezione che durante la crisi finanziaria l&#8217;Italia abbia ricevuto dall&#8217;Ue un sostegno insufficiente e tardivo. Ma non si pu\u00f2 ignorare che questo sentimento di insoddisfazione e sfiducia e l&#8217;idea, molto radicata, che l&#8217;Europa ci maltratti nascono anche da rappresentazioni distorte, scorrette o strumentali di come funziona l&#8217;Ue, delle sue regole, e delle reciproche responsabilit\u00e0 tra i vari livelli di governo.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Ue da &#8220;vincolo esterno&#8221; a panacea<br \/>\n<\/strong>Da qualche tempo, inoltre, il nostro dibattito politico e mediatico \u00e8 dominato da una <strong>polemica costante verso alcuni nostri partner europei<\/strong>, in particolare <strong>Francia<\/strong> e <strong>Germania<\/strong>, anche laddove ci sono &#8211; come si \u00e8 visto di recente &#8211; ampi spazi di convergenza per iniziative comuni capaci di incidere sugli equilibri politici all&#8217;interno dell&#8217;Ue. Emblematico l&#8217;antagonismo, spesso pretestuoso, verso la Francia di qualche mese fa, che presumibilmente non ha mancato di lasciare il segno nell\u2019opinione pubblica italiana.<\/p>\n<p>Infine, prevale spesso un&#8217;<strong>idea assistenzialistica dell&#8217;Ue<\/strong>, da cui ci aspettiamo che risolva problemi che invece chiamano in causa, in primo luogo, le nostre responsabilit\u00e0 nazionali. Dovremmo invece abituarci all&#8217;idea che, per esempio, in campo economico, non ci sono &#8220;pranzi gratis&#8221;, n\u00e9 la Banca centrale europea \u00e8 la gallina dalle uova d&#8217;oro, come Mario Draghi, per primo, non si \u00e8 stancato di spiegarci.<\/p>\n<p>Queste rappresentazioni dell&#8217;Ue, che sono un po&#8217; l&#8217;opposto speculare del vecchio &#8220;<strong>vincolo esterno<\/strong>&#8220;, creano contraccolpi, generano inevitabilmente delusioni e, quel che pi\u00f9 grave, offrono pretesti ai nostri decisori politici per deresponsabilizzarsi.<\/p>\n<p><strong>Fase nuova<br \/>\n<\/strong>Ora siamo per\u00f2 in una fase nuova. Per il governo, che finora ha goduto di un ampio consenso &#8211; oggi \u00e8 attorno al 60% &#8211; sar\u00e0 pi\u00f9 dura. Ma \u00e8 una fase che, grazie alle nuove iniziative assunte dall&#8217;Ue, offre l&#8217;opportunit\u00e0 di impostare il dibattito politico su <strong>nuove basi<\/strong> che permettano di mettere in luce le peculiari responsabilit\u00e0 e, insieme, le potenzialit\u00e0 nazionali nel quadro dei progetti europei.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo strategico \u00e8 di disporre di <strong>meccanismi efficaci di intervento e di solidariet\u00e0 reciproca<\/strong>. Il progetto del <em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/recovery-fund-da-750-mld-il-piano-di-rilancio-della-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU Initiative<\/strong><\/a>,<\/em> di cui si discuter\u00e0 nel prossimo Consiglio Europeo, pu\u00f2 aprire questa prospettiva. A questo riguardo, \u00e8 incoraggiante che gli italiani siano in maggioranza <strong>favorevoli<\/strong>, come risulta da diversi sondaggi, al ricorso alla nuova linea di credito, senza condizioni, del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (<strong>Mes<\/strong>), ed esprimano apprezzamento per il <em>Next Generation EU<\/em>. \u00c8 una significativa apertura di credito verso l&#8217;Ue, che \u00e8 augurabile trovi adeguato riscontro.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 in voga parlare di &#8220;<strong>progettazione del futuro<\/strong>&#8220;. Quello che ci serve \u00e8 un progetto di rinnovamento e riforma sia per l&#8217;Italia che per l&#8217;Europa. <strong>Il successo dell&#8217;uno dipende, in larga misura, da quello dell&#8217;altro<\/strong>. Tenere nel dovuto conto questo legame ineludibile aiuterebbe non poco ad elevare la qualit\u00e0 del dibattito pubblico sui nostri rapporti con l&#8217;Europa.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><em>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/em><\/a><em>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore\/autori sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un dato che colpisce, pi\u00f9 di altri, nell&#8217;indagine d&#8217;opinione IAI-Circap 2020, appena pubblicata, sugli orientamenti e le percezioni degli italiani in materia di politica estera: l&#8217;aggravarsi della crisi di fiducia nei confronti dell&#8217;Unione europea. 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