{"id":82355,"date":"2020-06-18T09:55:46","date_gmt":"2020-06-18T07:55:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82355"},"modified":"2021-02-02T12:03:41","modified_gmt":"2021-02-02T11:03:41","slug":"ripresa-economica-le-misure-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/ripresa-economica-le-misure-dellue\/","title":{"rendered":"Ripresa economica: le misure dell&#8217;Ue"},"content":{"rendered":"<p>Se la discussione e le delibere del Consiglio europeo non stravolgeranno il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/recovery-fund-da-750-mld-il-piano-di-rilancio-della-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU<\/strong> <\/a>proposto dalla Commissione, il complesso dei provvedimenti dell&#8217;Unione per fronteggiare la crisi del Covid-19 sar\u00e0 adeguato e, se ben utilizzato dai Paesi membri, efficace. Non solo: la sua ideazione e attuazione immetteranno <strong>nuova linfa nella costruzione di un&#8217;Europa pi\u00f9 unita<\/strong>, economicamente e politicamente.<\/p>\n<p><strong>La politica monetaria<br \/>\n<\/strong>\u00c8 arrivata prima la <strong>politica monetaria<\/strong>, con un\u2019ingentissima iniezione di liquidit\u00e0 della Banca Centrale Europea (Bce), decisa in tre tappe. Una prima, pi\u00f9 esitante, il 12 marzo, che ha un poco <strong>rafforzato il preesistente programma di acquisto di titoli<\/strong> ma che era diretta soprattutto ad alimentare e facilitare il rifinanziamento delle banche. Una seconda, solo sei giorni dopo, molto ampia e decisa, che ha introdotto un nuovo programma di<strong> acquisto di titoli pubblici e privati (Pepp)<\/strong>, specificamente diretto all\u2019emergenza Covid-19, per 750 miliardi entro fine anno.<\/p>\n<p>Sono stati inoltre <strong>rilassati i criteri di accettabilit\u00e0 dei titoli<\/strong> al risconto della Bce e i requisiti di capitalizzazione delle banche nell\u2019erogazione dei prestiti. Il 30 aprile le misure si sono nuovamente concentrate sul rafforzamento dei prestiti alle banche commerciali. Il 4 giugno c&#8217;\u00e8 stato un nuovo salto dimensionale dell\u2019intervento monetario con il <strong>quasi raddoppio della dimensione del Pepp<\/strong> (+600 miliardi) e la sua estensione fino a fine giugno 2021.<\/p>\n<p><strong>Liquidit\u00e0 nell&#8217;eurozona<br \/>\n<\/strong>Il bilancio del sistema europeo delle banche centrali, che meno di 5 anni fa era pari al 30% del Pil dell&#8217;eurozona e alla fine del 2019 era del 33%, all&#8217;inizio di giugno 2020 \u00e8 poco meno del 45% e si avvia a <strong>superare il 50%<\/strong> a fine anno. Poich\u00e9 quasi tutto questo bilancio corrisponde ad attivit\u00e0 liquide create dalla Bce e detenute da banche e operatori economici privati, queste percentuali danno un&#8217;idea di come <strong>le dimensioni della liquidit\u00e0 disponibile per l&#8217;eurozona <\/strong>stiano crescendo rispetto al valore della produzione di beni e servizi.<\/p>\n<p>\u00c8 la liquidit\u00e0 che costituisce la <strong>materia prima per alimentare il credito<\/strong> nei confronti delle imprese, delle famiglie e delle pubbliche amministrazioni. \u00c8 cio\u00e8 un aiuto alla formazione di nuovi debiti, indispensabili per far fronte alla crisi. L&#8217;<strong>eccessiva crescita dei debiti, <\/strong>pubblici e privati,\u00e8 il pericolo che le attuali reazioni delle politiche europee alla crisi Covid non hanno ancora affrontato. Andrebbe presto progettata, anche se a lungo termine, la loro riduzione, non solo in rapporto al Pil ma anche in assoluto, per evitare che infragiliscano troppo il futuro finanziario delle economie europee e che il loro gravame sia di ostacolo alla crescita. Occorrono programmi accettabili e condivisi e, nel caso dei debiti privati, forti incentivi a sostituirli con l\u2019impegno di capitali propri.<\/p>\n<p>Va notato che il nuovo programma Pepp per la prima volta consente l&#8217;<strong>acquisto di titoli dei vari Paesi membri<\/strong> in proporzioni anche diverse dalle loro quote nel capitale della Bce. Perci\u00f2 l&#8217;Italia, pi\u00f9 colpita dal virus e finanziariamente pi\u00f9 debole, pu\u00f2 beneficiarne pi\u00f9 che nei precedenti programmi del\u00a0<em>quantitative easing<\/em>. Questa <strong>asimmetria nei benefici dell\u2019espansione monetaria<\/strong> si aggiunge a quella derivante dal fatto che i titoli italiani hanno tassi di interesse maggiori che, corrisposti alla Bce, ritornano ai Paesi membri sotto forma dei suoi profitti.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza del Pepp va valutata anche tenendo conto che il <strong>canale alternativo<\/strong> per creare liquidit\u00e0, quello attraverso il quale la Banca Centrale finanzia le banche commerciali, <strong>non funziona molto bene<\/strong>: nonostante il costo di indebitarsi con la Bce sia addirittura negativo, le banche erogano credito in misura insufficiente soprattutto in un periodo in cui le imprese che lo richiedono sono molto rischiose. Le banche tengono invece notevoli quantit\u00e0 di titoli di Stato. Un limite (per non dire difetto) della politica monetaria in Europa \u00e8 che <strong>per far arrivare moneta alle economie \u00e8 quasi obbligatorio passare dai governi<\/strong> privilegiando cos\u00ec un0allocazione molto pubblica e &#8220;politica&#8221; delle risorse.<\/p>\n<p><strong>La politica di bilancio<br \/>\n<\/strong>Veniamo dunque alla <strong>politica di bilancio<\/strong>. Eliminando temporaneamente i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-commissione-ue-attiva-la-clausola-che-stoppa-il-patto-di-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vincoli del Patto di Stabilit\u00e0<\/strong><\/a>, la Commissione ha innanzitutto consentito un abbondante dispiego di <strong>spese in disavanzo <\/strong>da parte dei governi nazionali. Si \u00e8 poi proceduto a disegnare un pacchetto di provvedimenti di <strong>finanza pubblica propriamente &#8220;europea&#8221;<\/strong>. In tappe successive \u00e8 nato un insieme di misure ricco e articolato.<\/p>\n<p>Il Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 (<strong>Mes<\/strong>) \u00e8 stato dotato di un nuovo strumento di finanziamento di <strong>spese pubbliche sanitarie<\/strong> che pu\u00f2 erogare a ciascun Paese somme fino al 2% per suo Pil alla sola condizione che i fabbisogni sanitari siano l\u2019effettiva destinazione delle spese. \u00c8 stato creato il <strong>Sure<\/strong> per finanziare, con fondi comunitari e garanzie degli Stati membri, esigenze straordinarie dei meccanismi nazionali di <strong>sostegno ai disoccupati<\/strong>. La Banca europea per gli Investimenti (<strong>Bei<\/strong>) ha ampliato le sue attivit\u00e0, che finanzia emettendo titoli (che \u00e8 difficile non chiamare &#8220;eurobond&#8221;) sui mercati internazionali, con un programma diretto soprattutto a facilitare la <strong>ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese<\/strong>. Infine e soprattutto, vista la dimensione e lo spettro delle misure che contiene, la Commissione ha disegnato il <em><strong>Next Generation EU<\/strong><\/em> che \u00e8 ora in discussione da parte del Consiglio.<\/p>\n<p><strong>Tre grandi meriti<br \/>\n<\/strong>Senza entrare nel dettaglio della ricca articolazione del progetto e senza esaminare le discussioni divisive che rendono problematica la sua approvazione nel Consiglio europeo, se ne possono sottolineare <strong>tre grandi meriti<\/strong>.<\/p>\n<p>Primo merito: il riconoscimento che <strong>vanno privilegiati i Paesi che hanno pi\u00f9 sofferto<\/strong> dalla pandemia, sia per come il virus li ha colpiti che per come si presentavano, prima del virus, la loro struttura sanitaria e la loro macro-finanza. Fra i favoriti della proposta di suddivisione dei finanziamenti vi \u00e8 l\u2019<strong>Italia<\/strong>, cui sono destinate somme pi\u00f9 che proporzionali al peso del Paese nell\u2019economia dell&#8217;Unione e della sua quota nel bilancio comunitario. Poich\u00e9 le risorse distribuite proverranno prevalentemente da un indebitamento comunitario che andr\u00e0 invece rimborsato lungo i prossimi decenni in proporzione alla quota istituzionale di ogni Paese nell&#8217;Ue, \u00e8 implicito nel progetto <strong>un trasferimento reale e definitivo di risorse<\/strong> a vantaggio dei Paesi pi\u00f9 colpiti e deboli. Va tenuto presente che, pi\u00f9 che con una generica &#8220;solidariet\u00e0&#8221;, questo trasferimento \u00e8 giustificato \u2013 anche dal diritto \u00a0 \u00a0comunitario \u2013 con la <strong>difesa dei destini del mercato unico<\/strong>, che \u00e8 un pilastro dei Trattati europei e verrebbe compromesso da eccessive divergenze economiche strutturali fra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Secondo merito: <strong>il legame che viene proposto fra Next Generation EU e il bilancio pluriennale dell&#8217;Unione<\/strong> che dev&#8217;essere preparato per il settennato 2021-27. Il progetto coglie anche l\u2019occasione per sbloccare una discussione che l\u2019anno scorso era sorta fra chi voleva innovare e ingrandire il bilancio e chi era pi\u00f9 conservatore. Il programma <strong>raddoppierebbe quasi la dimensione del bilancio<\/strong> (raggiungendo il 2% del Pil dell&#8217;Ue), <strong>lo legherebbe meglio a obiettivi genuinamente comunitari<\/strong> e \u2013 cosa ancor pi\u00f9 rivoluzionaria \u2013 <strong>lo manderebbe in deficit<\/strong> con un fabbisogno che &#8216;\u2019Unione coprirebbe emettendo obbligazioni. Le quali meriterebbero il nome di eurobond pi\u00f9 di quelli che altre proposte farebbero nascere, come temono i nemici di questo termine, come panieri di titoli pubblici nazionali emessi in passato. L&#8217;emissione di questi eurobonds sui mercati mondiali sarebbe di per s\u00e9 un impulso al ruolo internazionale dell\u2019euro e all\u2019immagine di un\u2019Europa economicamente e finanziariamente integrata.<\/p>\n<p>Terzo merito: <strong>il legame con i Programmi nazionali di riforma <\/strong>(Pnr). Questi sono documenti programmatici che da tempo, ogni anno, i Paesi devono presentare alla Commissione e che seguono indirizzi molto generali adottati dall&#8217;Unione. Per ora i Pnr non sono stati un gran successo. L&#8217;idea del <em>Next Generation EU<\/em> \u00e8 di <strong>farne la base per l&#8217;erogazione dei finanziamenti<\/strong>, valorizzandoli e rendendone pi\u00f9 trasparente e controllata la realizzazione. Importante \u00e8 notare che <strong>l&#8217;iniziativa e la scelta delle riforme rimarrebbe ai Paesi<\/strong>, mentre dall&#8217;Unione verrebbero indirizzi generali per disegnarle, fondi essenziali per realizzarle e controlli periodici pi\u00f9 incisivi sul loro avanzamento.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><em>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/em><\/a><em>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore\/autori sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la discussione e le delibere del Consiglio europeo non stravolgeranno il Next Generation EU proposto dalla Commissione, il complesso dei provvedimenti dell&#8217;Unione per fronteggiare la crisi del Covid-19 sar\u00e0 adeguato e, se ben utilizzato dai Paesi membri, efficace. 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