{"id":82369,"date":"2020-06-18T10:22:15","date_gmt":"2020-06-18T08:22:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82369"},"modified":"2020-06-24T07:54:22","modified_gmt":"2020-06-24T05:54:22","slug":"trump-radicalizzazione-del-partito-e-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/trump-radicalizzazione-del-partito-e-politica-estera\/","title":{"rendered":"Trump: radicalizzazione del partito repubblicano e politica estera"},"content":{"rendered":"<p>Le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/vi-racconto-la-rivolta-dei-neri-damerica-parla-marina-catucci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>proteste<\/strong><\/a> seguite alla <strong>morte di George Floyd<\/strong> mettono in risalto linee di faglia razziali, sociali ed economiche che attraversano la societ\u00e0 americana. Questi squilibri alimentano un dibattito politico che \u00e8 andato sempre pi\u00f9 polarizzandosi e che durante la presidenza di Donald Trump si \u00e8 ulteriormente invelenito. Tutto questo ha significative implicazioni per la <strong>politica estera americana<\/strong>, visto che influenza tanto le scelte internazionali dell&#8217;amministrazione in carica quanto la percezione degli Stati Uniti di altri Paesi.<\/p>\n<p><strong>La polarizzazione della politica Usa<\/strong><br \/>\nLa polarizzazione della politica Usa progressivamente emersa dagli anni 1990 \u00e8 il risultato di un movimento diseguale tra il polo progressista e quello conservatore. Mentre lo slittamento a sinistra del primo \u00e8 stato graduale e limitato, il secondo si \u00e8 invece radicalizzato. Ci\u00f2 ha facilitato la rapida <strong>politicizzazione di questioni internazionali<\/strong> in precedenza relativamente non controverse.<\/p>\n<p>L&#8217;avversione spesso viscerale del Partito Repubblicano ai due presidenti democratici del post-Guerra fredda, <strong>Bill Clinton<\/strong> e <strong>Barack Obama<\/strong>, ha investito anche la base ideologica della loro politica estera, l&#8217;internazionalismo liberale nel cui solco &#8211; con tutte le differenze &#8211; si erano pur mosse le amministrazioni Usa nel dopoguerra.<\/p>\n<p>L&#8217;impegno americano in trattati e organizzazioni internazionali ne \u00e8 risultato gravemente indebolito. Gi\u00e0 con <strong>George W. Bush<\/strong> gli Stati Uniti cominciano a uscire da accordi in materia di controllo degli <strong>armamenti<\/strong> (il Trattato Abm con la Russia che vietava lo sviluppo di difese antibalistiche, l&#8217;Accordo quadro con la Corea del Nord, la mancata ratifica del Trattato Start II sulla riduzione delle testate atomiche schierate), sul <strong>clima<\/strong> (il Protocollo di Kyoto), sul <strong>diritto penale internazionale<\/strong> (la Corte penale internazionale), ed entrano ripetutamente in contrasto con le Nazioni Unite, in particolare sull&#8217;invasione dell&#8217;Iraq. Salvo eccezioni isolate, l&#8217;opposizione dei Repubblicani \u00e8 sufficiente a ridurre considerevolmente, e spesso a bloccarlo del tutto, la ratifica dei trattati internazionali, per cui \u00e8 necessaria una maggioranza di due terzi (quindi tendenzialmente bipartisan) del Senato.<\/p>\n<p>Il fallimentare intervento militare in <strong>Iraq<\/strong> e la <strong>Grande Recessione<\/strong> del 2008-9 erodono ulteriormente il residuo sostegno dei conservatori a una politica di pieno coinvolgimento negli affari mondiali, anche se declinata in chiave unilaterale. In reazione, emerge un <strong>discorso nazionalista con chiare venature xenofobe<\/strong> che fonde insieme opposizione a immigrazione, multiculturalismo, apertura dei mercati e globalizzazione all\u2019avversione per l&#8217;internazionalismo liberale, multilaterale o unilaterale che sia.<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze di Trump<br \/>\n<\/strong>Questo discorso riesce ad affermarsi su vasta scala perch\u00e9 i Repubblicani vi attingono indistintamente durante la presidenza Obama, proseguendo una strategia di opposizione frontale al presidente se non di vera e propria delegittimazione. La polarizzazione cavalcata dai Repubblicani crea cos\u00ec le condizioni per una &#8220;<strong>acquisizione ostile<\/strong>&#8221; dello stesso Partito Repubblicano da parte di un candidato ultra-nazionalista e populista, <strong>Donald Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;ultra-nazionalismo di Trump si traduce in una politica estera fortemente antagonistica nei confronti di chiunque, rivale o amico, minacci non soltanto la supremazia militare ed economica degli Stati Uniti, ma anche la loro libert\u00e0 d&#8217;azione. Il disimpegno americano dall\u2019ordine multilaterale subisce cos\u00ec una brusca accelerazione. Le vittime pi\u00f9 illustri includono l&#8217;<strong>a<\/strong><strong>ccordo di Parigi sul clima<\/strong>, l&#8217;<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong>, l&#8217;<strong>accordo nucleare con l&#8217;Iran<\/strong>, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/disarmo-trump-marcia-indietro-att\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trattato Inf sui missili balistici a medio raggio<\/strong><\/a>, l&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/gli-usa-si-ritirano-dallennesimo-trattato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo <em>Open Skies<\/em><\/a><\/strong> (che consente la ricognizione aerea dei paesi membri come misura di <em>confidence-building<\/em>) e l&#8217;<strong>Unesco<\/strong>. A questi potrebbe aggiungersi il <strong>trattato russo-americano New Start<\/strong> sulla riduzione delle testate nucleare negoziato da Obama. Nel frattempo, l&#8217;amministrazione Trump blocca i lavori dell&#8217;<strong>Organizzazione mondiale del commercio<\/strong>, mette in discussione il valore strategico della <strong>Nato<\/strong> e critica aspramente l&#8217;<strong>Unione Europa<\/strong>, sostenendo apertamente la <strong>Brexit<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Populismo e politica estera<br \/>\n<\/strong>La natura <strong>populista<\/strong> della presidenza Trump non \u00e8 meno gravida di conseguenze. La delegittimazione dell&#8217;avversario, interno o estero, \u00e8 strutturale alla natura del potere carismatico di Trump e pertanto funzionale al mantenimento del suo consenso. Questo facilita ipersemplificazioni per cui Paesi stranieri &#8211; tanto i rivali come la <strong>Cina<\/strong> quanto gli alleati come la <strong>Germania<\/strong> &#8211; sono costruiti discorsivamente come i responsabili di problemi interni che affliggono gli Stati Uniti e intaccano la popolarit\u00e0 del presidente.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che la risposta automatica alla crisi sanitaria ed economica provocata dalla <strong>pandemia di Covid-19<\/strong> \u00e8 stato l&#8217;inasprimento dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-virus-wuhan-e-la-guerra-tra-usa-e-cina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>antagonismo con la Cina<\/strong><\/a>. Un&#8217;altra conseguenza \u00e8 la progressiva <strong>demolizione del ruolo apolitico della diplomazia americana<\/strong>, per cui l&#8217;azione internazionale degli Stati Uniti diventa riconducibile sempre pi\u00f9 a motivazioni di opportunit\u00e0 partigiana piuttosto che a considerazioni strutturali sugli interessi nazionali di lungo periodo. Un esempio \u00e8 l&#8217;ex ambasciatore Usa a Berlino, <strong>Richard Grenell<\/strong>, che ha fatto da cassa da risonanza alle accuse che Trump periodicamente rivolge al governo di Angela Merkel e infine facilitato la \u00a0riduzione di un terzo del contingente USA in Germania, una decisione che avvelena le relazioni con il principale paese europeo e indebolisce la coesione della Nato.<\/p>\n<p>Il <strong>combinato di nazionalismo e populismo<\/strong> dell&#8217;amministrazione Trump ha ridotto massicciamente la capacit\u00e0 americana di esercitare una leadership organizzando un consenso internazionale intorno a valori o interessi condivisi. Questo non ha intaccato la potenza americana, che resta intatta sul piano militare e in crescita su quello finanziario, ma ne ha ridotto l&#8217;influenza. Direttamente e indirettamente, questo \u00e8 il risultato della <strong>radicalizzazione del Partito Repubblicano<\/strong>, la vera origine della polarizzazione della politica americana di oggi e delle sue nefaste conseguenze sul prestigio e l&#8217;autorit\u00e0 dell&#8217;America nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le proteste seguite alla morte di George Floyd mettono in risalto linee di faglia razziali, sociali ed economiche che attraversano la societ\u00e0 americana. Questi squilibri alimentano un dibattito politico che \u00e8 andato sempre pi\u00f9 polarizzandosi e che durante la presidenza di Donald Trump si \u00e8 ulteriormente invelenito. 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