{"id":82378,"date":"2020-06-18T18:25:27","date_gmt":"2020-06-18T16:25:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82378"},"modified":"2020-06-18T20:39:14","modified_gmt":"2020-06-18T18:39:14","slug":"clearview-ai-trasparenti-intenzioni-opache-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/clearview-ai-trasparenti-intenzioni-opache-verita\/","title":{"rendered":"Clearview AI: trasparenti intenzioni, opache verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Nel contesto di una sempre pi\u00f9 visibile e invasiva digitalizzazione della societ\u00e0, l&#8217;impiego di nuove tecnologie di sorveglianza e le notizie di abusi ad esse correlate hanno spostato i riflettori su una questione molto difficile da affrontare: la <strong>contrapposizione tra sicurezza collettiva e diritti individuali<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel campo specifico dei <strong>software identificativi<\/strong>, come il <strong>riconoscimento facciale<\/strong>, il dibattito si fa particolarmente acceso e, anche in questo caso, la massima espressione dello scandalo ha un nome: <strong>Clearview AI.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Diritti e potere<br \/>\n<\/strong>Non fossero bastate le rivelazioni di <strong>Edward Snowden<\/strong> sul programma di sorveglianza Prism a dare un calcio al gi\u00e0 irrequieto vespaio chiamato <em>Privacy<\/em> nel 2013, questo gennaio il <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2020\/01\/18\/technology\/clearview-privacy-facial-recognition.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">New York Times<\/a> ha dirottato l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica americana sulle attivit\u00e0 di Clearview AI.<\/p>\n<p>Nello specifico, parliamo di un&#8217;<strong>azienda autoctona sviluppatrice di un software<\/strong> in grado di identificare una persona e collegarla ai suoi profili social attraverso un&#8217;<strong>immediata analisi dei lineamenti faccial<\/strong>i. In particolare, la notizia dell&#8217;uso di questo software da parte di alcune <strong>forze di polizia locale statunitensi<\/strong> presenta, nel caso di Clearview AI, un dettaglio non trascurabile.<\/p>\n<p>Data la necessit\u00e0 di possedere un database contenente delle immagini campione per poter eseguire una qualunque analisi facciale delle persone ricercate, Clearview AI ha deciso di creare il proprio reperendo tali immagini da numerosi profili utente su vari social network. Pertanto, l&#8217;idea che la polizia possa risalire all&#8217;identit\u00e0 di alcune persone senza averle schedate -passaggio che di norma richiederebbe valide ragioni legali per essere eseguito- non appare generalmente ben accetta agli occhi dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p><strong>Problemi in America, problemi in Europa<br \/>\n<\/strong>Complice anche l\u2019assenza di una stringente regolamentazione a livello federale, Clearview AI ha trovato negli Stati Uniti un terreno relativamente fertile nel quale coltivare i propri interessi di mercato. Ciononostante, l\u2019eticit\u00e0 dei servizi offerti dall\u2019azienda \u00e8 stata contestata da alcune rappresentanze statali come il procuratore generale del Vermont, che ha prontamente aperto una <a href=\"https:\/\/www.theverge.com\/2020\/3\/11\/21174613\/clearview-ai-sued-vermont-attorney-general-facial-recognition-app-database\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>causa legale<\/strong><\/a> contro l&#8217;azienda.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.businessinsider.com\/clearview-ai-facial-recognition-startup-expand-overseas-authoritarian-regimes-2020-2?IR=T\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>rapida espansione internazionale<\/strong><\/a> programmata dall\u2019azienda ha invece trovato nell\u2019Europa un terreno estremamente arido, dove l\u2019Unione Europea ha mostrato la propria risolutezza nella <strong>protezione dei dati personali<\/strong> tramite il <strong>Gdpr<\/strong>\u00a0e, nell\u2019implementarne i contenuti, ha comunicato tramite lo <a href=\"https:\/\/edpb.europa.eu\/news\/news\/2020\/thirty-first-plenary-session-establishment-taskforce-tiktok-response-meps-use_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>European Data Protection Board<\/em><\/strong><\/a> (Edpb) che un utilizzo del suddetto software da parte delle forze dell\u2019ordine degli Stati Membri \u00a0potrebbe non essere in linea con le vigenti normative UE.<\/p>\n<p>Considerando inoltre la trapelata inaffidabilit\u00e0 dell\u2019azienda stessa -che in seguito ad un <a href=\"https:\/\/www.theverge.com\/2020\/4\/17\/21224718\/clearview-ai-exposed-server-source-code-windows-ios-android-mac-apps-cloud-storage\"><strong>attacco informatico<\/strong><\/a> ha visto esposti la propria lista di clienti e il codice sorgente del software applicativo- e il suo recente annuncio di ritiro dal mercato <a href=\"https:\/\/www.theverge.com\/2020\/5\/7\/21251387\/clearview-ai-law-enforcement-police-facial-recognition-illinois-privacy-law\"><strong>privato<\/strong><\/a>, resta da vedere se tale espansione potr\u00e0 di fatto avvenire.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;oro del terzo millennio<br \/>\n<\/strong>In una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 digitale e invasiva nella vita dei cittadini, le informazioni private possono presto diventare una valuta universalmente apprezzata &#8211; non solo dalla politica &#8211; i cui usi subdoli sono potenzialmente innumerevoli. A tal riguardo, sarebbe lecito chiedersi se <em>Clearview AI<\/em> non rappresenti solo il <strong>primo caso di una lunga serie<\/strong>.<\/p>\n<p>Di certo la responsabilit\u00e0 personale riguardo i contenuti che i singoli utenti scelgono di condividere online costituisce un elemento cardine del dibattito e l&#8217;invito ad un uso attento di internet non \u00e8 mai fuori luogo. Tuttavia, questo elemento da solo fornisce ai cittadini una visione abbastanza riduttiva del problema. Non \u00e8 una novit\u00e0 che certe aziende siano talvolta disposte a vendere le informazioni raccolte nelle loro banche dati (anche in maniera legale) a clienti che intendono utilizzarle in maniera poco etica e lo <strong>scandalo <em>Cambridge Analytica<\/em><\/strong> ne \u00e8 una triste rappresentazione.<\/p>\n<p><strong>Mal comune, mezzo gaudio?<br \/>\n<\/strong>Cercando di restare obiettivi, il valore intrinseco di una tecnologia come il riconoscimento facciale non pu\u00f2 essere liquidato come universalmente positivo o negativo.<\/p>\n<p>Da una parte, difficilmente il buon senso porterebbe i cittadini ad <strong>opporsi alla possibilit\u00e0 di localizzare terroristi o criminali in fuga<\/strong>. Ad esempio, proprio nel caso di <em>Clearview AI<\/em> alcuni poliziotti statunitensi hanno dichiarato che il <em>software<\/em> ha contribuito alla risoluzione di episodi di microcriminalit\u00e0. Inoltre, questa tecnologia pu\u00f2 essere impiegata in caso di epidemie per il controllo della diffusione virale: una lezione che la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/una-svolta-per-il-modello-digitale-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cina<\/strong><\/a> sembra aver ben appreso dalla crisi Covid-19.\u00a0Dall&#8217;altra, il <strong>pedinamento o la persecuzione di dissidenti politici<\/strong> da parte di governi non particolarmente inclini a tutelare i diritti individuali, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 per i cittadini di finire erroneamente vittime di un software talvolta <a href=\"https:\/\/www.theverge.com\/2020\/1\/24\/21079354\/clearview-ai-nypd-terrorism-suspect-false-claims-facial-recognition\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>inaffidabile<\/strong><\/a> (sempre nel caso di <em>Clearview AI<\/em>) presentano un margine di tolleranza decisamente minore da parte dell&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p>Sebbene questo tema coinvolga ogni persona appartenente a un qualunque stato democratico, forse proprio i cittadini statunitensi &#8211; ora pi\u00f9 che mai avvolti da un clima di accesi scontri e tensioni &#8211; dovrebbero interrogarsi su ci\u00f2 che il padre fondatore Benjamin Franklin afferm\u00f2 riguardo i valori fondanti della loro nazione: &#8220;Chi sacrifica la libert\u00e0 per la sicurezza, non merita nessuna delle due&#8221;.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<div class=\"news-main-text\">\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/category\/news\/cara-ai-ti-scrivo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>\u201cCara AI Ti Scrivo\u201d<\/strong><\/a>\u00a0\u00e8 la rubrica che offre ai pi\u00f9 giovani (studenti, laureandi, neolaureati e stagisti) la possibilit\u00e0 di cimentarsi con analisi e commenti sulla politica internazionale. Mandateci le vostre proposte:\u00a0<a href=\"mailto:affarinternazionali@iai.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affarinternazionali@iai.it<\/a>.<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel contesto di una sempre pi\u00f9 visibile e invasiva digitalizzazione della societ\u00e0, l&#8217;impiego di nuove tecnologie di sorveglianza e le notizie di abusi ad esse correlate hanno spostato i riflettori su una questione molto difficile da affrontare: la contrapposizione tra sicurezza collettiva e diritti individuali. 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