{"id":82421,"date":"2020-06-20T10:03:05","date_gmt":"2020-06-20T08:03:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82421"},"modified":"2020-06-25T18:49:49","modified_gmt":"2020-06-25T16:49:49","slug":"dagli-usa-un-colpo-ai-negoziati-multilaterali-sulla-digital-tax","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/dagli-usa-un-colpo-ai-negoziati-multilaterali-sulla-digital-tax\/","title":{"rendered":"Dagli Usa un colpo ai negoziati multilaterali sulla digital tax"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivata &#8211; inaspettata &#8211; la notizia che gli <strong>Stati Uniti<\/strong> hanno deciso di <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2020\/06\/17\/us\/politics\/us-digital-tax-talks.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sospendere i negoziati multilaterali in corso all&#8217;Ocse<\/strong><\/a> sulla definizione di nuove regole per l&#8217;introduzione di una<strong> tassa digitale globale<\/strong>, cos\u00ec come espresso in una lettera del segretario del Tesoro americano \u00a0<strong>Steven\u00a0<\/strong><strong>Mnuchin<\/strong> inviata ai ministri delle Finanze di quattro Paesi europei e vista dal <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/1ac26225-c5dc-48fa-84bd-b61e1f4a3d94\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Financial Times<\/em>. <\/a><\/p>\n<p>Dopo l&#8217;ottimismo emerso a gennaio in concomitanza con la pubblicazione di un documento condiviso che gettava le basi teoriche per sviluppare una <strong>nuova cornice fiscale globale<\/strong> per le attivit\u00e0 digitali, quest&#8217;ultima decisione americana potrebbe aver dato un punto d&#8217;arresto significativo alla possibilit\u00e0 di trovare un consenso multilaterale nel breve termine sulla <strong><em>digital tax<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Trattative spinose<br \/>\n<\/strong>Eppure, questa rottura non sorprende del tutto. Gi\u00e0 durante i negoziati di gennaio era emersa una <strong>polarizzazione tra gli Usa e alcuni Paesi europei<\/strong> che avrebbe reso le successive trattative particolarmente spinose. Ma nulla di tutto ci\u00f2 sembrava far prevedere un\u2019escalation cos\u00ec grave e le cui conseguenze potrebbe produrre un&#8217;escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Unione europea.<\/p>\n<p>Paradossalmente, erano stati proprio gli Usa ad aver enfatizzato l&#8217;importanza di un <strong>processo multilaterale<\/strong> sulla tassazione alle attivit\u00e0 digitali che prevenisse la fioritura di iniziative nazionali che avrebbero potuto danneggiare l&#8217;economia globale. Alla luce di questo contesto, appare ancora pi\u00f9 ironica la motivazione ufficiale con cui gli Usa hanno giustificato la loro uscita dai negoziati, spiegando che in questo momento i governi dovrebbero concentrarsi sulle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/la-madre-di-tutte-le-recessioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>risposte economiche al Covid-19<\/strong><\/a> piuttosto che accelerare su una <em>digital tax<\/em> globale.<\/p>\n<p>Ma, come sottolineato pi\u00f9 volte dal commissario europeo agli Affari economici\u00a0<strong>Paolo\u00a0<\/strong><strong>Gentiloni<\/strong>, l&#8217;introduzione di una <em>digital tax<\/em>, oltre che garantire una <strong>pi\u00f9 equa tassazione<\/strong>, potrebbe essere uno degli strumenti per incrementare la capacit\u00e0 fiscale per finanziare le <strong>politiche espansive<\/strong> rese necessarie dalla crisi Covid-19.<\/p>\n<p><b>Divisioni in seno all&#8217;<em>Inclusive Framework<\/em><br \/>\n<\/b>Alla plenaria di gennaio dell&#8217;<em>Inclusive Framework<\/em>, ovvero il forum di 137 Paesi guidato dall&#8217;Ocse, i negoziati hanno trovato un punto di arrivo sulla definizione generale di un <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/tax\/beps\/statement-by-the-oecd-g20-inclusive-framework-on-beps.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo internazionale per tassare i profitti provenienti dall&#8217;economia digitale<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Questo si concentra su due <em>pillars<\/em><em>. <\/em>Il primo riguarda strettamente la possibilit\u00e0 di tassare i redditi prodotti nel mondo digitale dove si concretizzano le <strong>vendite reali<\/strong>, favorendo le giurisdizioni di mercato. Il secondo, invece, permette alle agenzie delle entrate dei Paesi firmatari di <strong>considerare il profitto globale del gruppo multinazionale<\/strong> per richiedere una maggiore imposizione fiscale nel caso in cui la percentuale di tasse pagata dal gruppo non superi un&#8217;aliquota minima fiscale (intorno al 3%).<\/p>\n<p>Dalla lettera del segretario al Tesoro Mnuchin si evince la volont\u00e0 degli Usa di <strong>ritirarsi dai negoziati sul primo <em>pillar<\/em><\/strong> perch\u00e9 gli Usa non sono disposti a firmare un accordo che danneggerebbe molte grandi imprese con sede americana e che affrettarsi a trovare una soluzione durante questo periodo storico &#8220;\u00e8 una distrazione da questioni ben pi\u00f9 importanti&#8221;.<\/p>\n<p>Va anche detto che gli Usa non hanno digerito bene il rifiuto da parte dell&#8217;<em>Inclusive Framework<\/em> della proposta di Washington, &#8220;<strong><em>Safe<\/em>\u00a0<em>Harbour<\/em><\/strong>&#8220;<em>,<\/em> che avrebbe reso opzionale l&#8217;osservanza del <em>pillar 1 <\/em>da parte delle multinazionali, permettendo loro di scegliere se attenersi alle regole per beneficiare di un sistema migliore di risoluzione delle controversie fiscali. Mnuchin ha per\u00f2 sottolineato che nelle trattative sul secondo\u00a0<em>pillar, <\/em>invece, gli Stati sono molto vicini a un accordo, auspicando di riuscire a concordare un&#8217;aliquota fiscale minima entro la fine del 2020.<\/p>\n<p><b>Gli scontri e il compromesso<br \/>\n<\/b>Nel corso del 2019, l&#8217;amministrazione Trump si era gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/digital-tax-trump-macron\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>scontrata apertamente con il governo francese<\/strong><\/a>, reo di aver approvato l&#8217;introduzione di una <em>digital tax<\/em> nazionale. Il governo americano era arrivato a minacciare l&#8217;imposizione di dazi sull&#8217;export di prodotti francesi per un valore doppio rispetto a quello della <em>digital tax<\/em>. Ma il rappresentante del commercio statunitense aveva anche messo nel mirino altri Paesi (Regno Unito, Spagna e Italia) che avevano introdotto iniziative simili alla <em>digital tax<\/em> francese. Washington aveva accusato i governi europei di perseguire un <strong>comportamento anti-competitivo<\/strong> che avrebbe danneggiato ingiustamente le multinazionali Usa che operano in Europa.<\/p>\n<p>Fu proprio il compromesso di procedere con dei <strong>negoziati multilaterali<\/strong> condotti dall&#8217;Ocse che permise agli Stati Uniti e ai Paesi europei di trovare un compromesso ed evitare un&#8217;escalation delle tensioni commerciali. L&#8217;accordo prevedeva il <strong>&#8220;congelamento&#8221; delle <em>digital tax<\/em> nazionali<\/strong> in vista di una proposta condivisa e globale sviluppata dai negoziati in corso all&#8217;Ocse che avrebbe dovuto esser approvata entro dicembre 2020.<\/p>\n<p>Secondo quanto pubblicato dal <em>Financial Times<\/em>, per evitare il sorgere di iniziative nazionali come risposta alla sospensione unilaterale dei negoziati, gli Usa avrebbero minacciato di <strong>imporre dazi<\/strong> a coloro che procederanno con soluzioni nazionali. I Paesi europei per\u00f2 non sembrano pronti ad accettare di buon grado questo atteggiamento americano. Il Regno Unito e la Francia hanno comunicato la loro intenzione di proseguire con la propria iniziativa nazionale, senza per\u00f2 specificare quando entrer\u00e0 effettivamente in vigore, se i negoziati non dovessero riprendere. Il commissario Ue Gentiloni ha rincarato la dose dicendo che l&#8217;Ue \u00e8 pronta a procedere con un&#8217;<strong>iniziativa europea<\/strong> se lo sforzo Ocse dovesse interrompersi, e, che in caso di ritorsioni americane, l&#8217;Ue \u00e8 pronta a rispondere in maniera adeguata.<\/p>\n<p><strong>Non tutto \u00e8 perduto?<br \/>\n<\/strong>Nonostante la lettera getti ombre sul futuro dei negoziati, <strong>non tutto \u00e8 perduto<\/strong>. Potrebbero esistere ancora gli spazi diplomatici per cercare di far avanzare positivamente il percorso multilaterale per una <em>digital tax<\/em> globale. L&#8217;incontro dei <strong>ministri delle Finanze del G20<\/strong>, previsto per luglio, potrebbe essere un appuntamento importante per capire effettivamente quali scenari si potrebbero aprire.<\/p>\n<p>L&#8217;emersione di <em>digital tax<\/em> nazionali non rappresenterebbe soltanto il <strong>fallimento della governance multilaterale<\/strong>, ma anche un ulteriore fattore di<strong> instabilit\u00e0<\/strong> nelle relazioni transatlantiche, in un momento in cui le due sponde dovrebbero invece cercare di cooperare il pi\u00f9 possibile per cercare di uscire dalla crisi Covid-19.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivata &#8211; inaspettata &#8211; la notizia che gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere i negoziati multilaterali in corso all&#8217;Ocse sulla definizione di nuove regole per l&#8217;introduzione di una tassa digitale globale, cos\u00ec come espresso in una lettera del segretario del Tesoro americano \u00a0Steven\u00a0Mnuchin inviata ai ministri delle Finanze di quattro Paesi europei e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":82441,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[2077,1806,151,1840,2366,474,422,140,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82421"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82421"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82421\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82442,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82421\/revisions\/82442"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82421"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82421"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82421"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}