{"id":82497,"date":"2020-06-23T12:00:41","date_gmt":"2020-06-23T10:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82497"},"modified":"2020-06-27T09:33:05","modified_gmt":"2020-06-27T07:33:05","slug":"dal-summit-con-la-cina-emerge-uneuropa-piu-assertiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/dal-summit-con-la-cina-emerge-uneuropa-piu-assertiva\/","title":{"rendered":"Dal summit con la Cina emerge un&#8217;Europa pi\u00f9 assertiva"},"content":{"rendered":"<p>Le premesse del summit del 22 giugno 2020 tra <strong>Unione europea<\/strong> e <strong>Cina<\/strong> non erano delle migliori. Se da un lato la pandemia ha costretto i rispettivi leader a incontrarsi online, anzich\u00e9 di persona come di consueto, dall\u2019altro il summit ha avuto luogo in un clima meno disteso ed ottimista del solito. Il tanto atteso summit di Lipsia, occasione in cui Bruxelles e Pechino avrebbero finalmente firmato l\u2019agognato <strong>accordo comprensivo sugli investimenti<\/strong>, \u00e8 per il momento congelato fino a data da definirsi. Inoltre, alcuni giorni prima del summit di luned\u00ec scorso, la Commissione europea ha adottato un <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_20_1070\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;white paper&#8221;<\/a> con l\u2019intenzione di <strong>limitare la capacit\u00e0 di azione nel mercato europeo di aziende finanziate da Stati terzi<\/strong>; decisione evidentemente mossa a colpire le imprese di Stato cinesi e le potenziali distorsioni di mercato che queste possono portare.<\/p>\n<p>Aggiungiamo gli attacchi cibernetici agli ospedali durante la pandemia, un clima globale che vede rimanere tese le relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti, il caso della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/timori-per-la-fine-di-hong-kong\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">legge sulla sicurezza nazionale di <strong>Hong Kong<\/strong><\/a> e una lunga storia di promesse da parte di Pechino che per\u00f2 raramente si sono trasformate in realt\u00e0, e forse potremmo iniziare a capire perch\u00e9 questa volta la conclusione del summit \u00e8 stata \u00e8 un po\u2019 meno rosea del solito.<\/p>\n<p><strong>Ma non aspettiamoci una guerra dei dazi<\/strong><br \/>\nNon giungiamo a conclusioni affrettate. Sappiamo non essere nel Dna dell\u2019Unione europea adottare azioni che possano realmente mettere a repentaglio la relazione con la Cina, non aspettiamoci dunque una guerra dei dazi tra Ue e Cina, almeno non per il momento. Tuttavia, durante la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2020\/06\/22\/eu-china-summit-defending-eu-interests-and-values-in-a-complex-and-vital-partnership\/\">conferenza stampa conclusiva<\/a>, questa volta non congiunta, la presidente della Commissione europea <strong>Ursula von der Leyen<\/strong> ha adottato un tono e termini ben pi\u00f9 duri del solito. Se in passato, Bruxelles e Pechino hanno sempre accettato di non essere d\u2019accordo su alcuni punti, senza che questo presentasse un reale ostacolo alla loro collaborazione, questa volta alcuni di questi disaccordi devono trovare una soluzione. Protagonista di questo discorso \u00e8 il famigerato accordo comprensivo sugli investimenti che dovrebbe in teoria garantire agli investitori europei in Cina pari diritti e possibilit\u00e0 rispetto agli investitori cinesi ed anche un maggiore accesso al mercato. La questione \u00e8 sotto <a href=\"https:\/\/trade.ec.europa.eu\/doclib\/press\/index.cfm?id=2115\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">negoziati dal 2014<\/a>, da allora ad oggi, mentre gli investitori cinesi in Europa hanno avuto pi\u00f9 o meno libero accesso al mercato europeo, quelli europei in Cina si sono visti sottoposti a stretti limiti e trattamenti non paritari.<\/p>\n<p>L&#8217;imminente semestre di\u00a0<strong>presidenza del Consiglio dell&#8217;Ue a guida tedesca<\/strong>\u00a0aveva perci\u00f2 deciso di prendere le redini della situazione decidendo che l\u2019accordo doveva concludersi entro la fine del proprio mandato, dicembre 2020. Il summit di Lipsia\u00a0<span style=\"font-size: 16px;\">previsto per il settembre prossimo era stato scelto come momento per la firma. La posticipazione a data da definirsi del summit, tuttavia, non sembra aver indebolito particolarmente la determinazione europea. Secondo le parole della presidente von der Leyen, questo \u00e8 il momento di risolvere i rimanenti ostacoli e di firmare l\u2019accordo; se Ue e Cina si lasciassero sfuggire questa occasione, avrebbero perso un\u2019opportunit\u00e0 potenzialmente unica. L\u2019intenzione \u00e8 quella di elevare i negoziati per l\u2019accordo, dando loro maggiore visibilit\u00e0 e portandoli ad un livello pi\u00f9 alto nella speranza di avere cos\u00ec successo. Quello che ci si chiede \u00e8 per\u00f2 se la perdita del <\/span><em style=\"font-size: 16px;\">momentum<\/em><span style=\"font-size: 16px;\"> implicherebbe il definitivo abbandono, almeno per prossimo il futuro, dell\u2019accordo o se invece passato questo, si torner\u00e0 alle consuete negoziazioni senza fine, dove i soliti problemi continuano a presentarsi.<\/span><\/p>\n<p><strong>Un atteggiamento pi\u00f9 pragmatico e meno illuso<\/strong><br \/>\nPurtroppo, istanze pi\u00f9 complesse, come il caso di Hong Kong, vedono l\u2019Unione europea ancora titubante. Ferma nell\u2019affermare il proprio disaccordo e l\u2019illegalit\u00e0 della decisione di Pechino rispetto alla Dichiarazione congiunta sino-britannica, ma per il momento, al di fuori di minacce di potenziali future ripercussioni non definite, non vi \u00e8 altro. Ad onor del vero, l\u2019Ue, ed in particolare il Parlamento europeo, si sta muovendo per portare la questione di fronte alla <strong>Corte internazionale di giustizia<\/strong> dell\u2019Aja. Tuttavia, <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2016\/07\/13\/world\/asia\/south-china-sea-hague-ruling-philippines.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sappiamo che la Cina in passato ha gi\u00e0 ignorato decisioni provenienti proprio da questo tribunale<\/a>, quindi perch\u00e9 questa volta dovrebbe essere diverso? Parte della risoluzione prende anche in considerazione l\u2019eventuale adozione di dazi da parte dell\u2019Ue nei confronti della Cina.<\/p>\n<p>Indubbiamente<strong> la lunga serie di docce fredde di realt\u00e0 ha portato infine ad un atteggiamento meno illuso e forse, pi\u00f9 pragmatico da parte dell\u2019Unione europea<\/strong>. D\u2019altro canto, la Cina continua a dipingere il summit, e quindi la relazione con l\u2019Ue, come un altro successo. Viene sottolineato come i punti di convergenza tra i due continuino a superare di gran lunga quelli di divisione; il premier Li Keqiang afferma dunque che il livello di cooperazione tra Ue e Cina \u00e8 di gran lunga maggiore rispetto a quello della loro competizione. Su Xinhua, il presidente Xi Jinping si munisce dei soliti strumenti retorici facendo riferimento all&#8217;Ue e alla Cina come principali forze, mercati e civilt\u00e0 globali. Quest\u2019ultima, in particolare ha destato non pochi dubbi: l\u2019Unione europea \u00e8 molteplici cose, ma forse definirla un\u2019unica civilt\u00e0, con annesse connotazioni storiche, \u00e8 spingersi un pochino troppo oltre.<\/p>\n<p><strong>Un vertice che non \u00e8 destinato a rimanere un episodio isolato<\/strong><br \/>\nL\u2019immutata retorica cinese, seppur prevedibile, rende difficile sperare che nei prossimi mesi si riesca a giungere a un compromesso tra i due, anche solo nell\u2019ambito dell\u2019accordo comprensivo per gli investimenti. D&#8217;altro canto, il summit ha chiaramente segnato un <strong>cambio di atteggiamento da parte di Bruxelles<\/strong>, cambio che si \u00e8 sviluppato lentamente nei passati anni e che, con ogni probabilit\u00e0, continuer\u00e0 a prendere forma gradualmente nel futuro.<\/p>\n<p>Il summit di luned\u00ec 22 giugno non sembra perci\u00f2 destinato a rimanere un episodio isolato. Con la presidenza von der Leyen, la relazione tra Unione europea e Cina ha confermato un processo di cambiamento che vedr\u00e0 Bruxelles difendere i propri interessi pi\u00f9 decisamente ed apertamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le premesse del summit del 22 giugno 2020 tra Unione europea e Cina non erano delle migliori. Se da un lato la pandemia ha costretto i rispettivi leader a incontrarsi online, anzich\u00e9 di persona come di consueto, dall\u2019altro il summit ha avuto luogo in un clima meno disteso ed ottimista del solito. 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