{"id":82552,"date":"2020-06-26T07:25:44","date_gmt":"2020-06-26T05:25:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82552"},"modified":"2020-06-30T08:42:35","modified_gmt":"2020-06-30T06:42:35","slug":"lonu-compie-75-anni-un-anniversario-in-chiaroscuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/lonu-compie-75-anni-un-anniversario-in-chiaroscuro\/","title":{"rendered":"L&#8217;Onu compie 75 anni: un anniversario in chiaroscuro"},"content":{"rendered":"<p>Sulla scia della Grande depressione e nel mezzo del Secondo conflitto mondiale, i leader di <strong>Stati Uniti<\/strong>, <strong>Unione Sovietica<\/strong>, <strong>Repubblica Popolare Cinese<\/strong> e <strong>Regno Unito<\/strong> si incontrano a Dumbarton Oaks, villa nella capitale americana Washington D.C., per ragionare su <strong>una nuova architettura internazionale<\/strong> da mettere in piedi, una volta terminata la guerra, sulle macerie della <strong>fallimentare Societ\u00e0 delle Nazioni<\/strong>. Era il 1944; l\u2019anno successivo <strong>50 delegazioni<\/strong> provenienti da altrettanti Paesi si diedero appuntamento a San Francisco dove, dopo due mesi circa di negoziati, il <strong>26 giugno 1945<\/strong>, firmarono la <strong>Carta delle Nazioni Unite<\/strong>.<\/p>\n<p>Da allora l\u2019<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite<\/strong> (<strong>Onu<\/strong>) \u00e8 cresciuta sino a contare <strong>193 Paesi membri<\/strong> e <strong>due osservatori<\/strong> (Autorit\u00e0 nazionale palestinese e Stato del Vaticano), satelliti e comunicazione digitale hanno interconnesso realt\u00e0 lontane migliaia di chilometri, agevolando quel processo di integrazione (incompiuta) che \u00e8 stato chiamato globalizzazione. L\u2019Urss, superpotenza in grado di regolare gli equilibri mondiali, \u00e8 implosa nel 1991, mentre la Cina \u00e8 diventata attore di riferimento mondiale e la seconda pi\u00f9 grande economia del pianeta. Dal bipolarismo sancito sulle mappe dalla cortina di ferro disegnata nel dopoguerra, ci si trova oggi davanti a uno scenario di rischio di <strong>nuova bipartizione tra Stati Uniti e Cina<\/strong>, come affermato dal segretario generale dell&#8217;Onu <strong>Ant\u00f3nio Guterres<\/strong> nel discorso su \u201clo stato del mondo\u201d dello scorso settembre. Una divisione dettata dalla rivalit\u00e0 valutaria, finanziaria, commerciale e di Internet e dalle rispettive strategie geopolitiche e militari \u201ca somma zero\u201d. Nove mesi dopo, in occasione di questo anniversario, per il numero uno del Palazzo di Vetro questo rischio \u201c\u00e8 pi\u00f9 reale che mai\u201d, e il mondo sta assistendo alla <strong>cronicizzazione dell\u2019antagonismo mondialista<\/strong>, le cui pericolose sfide potrebbero essere giocate proprio in Europa.<\/p>\n<p><strong>I limiti dell&#8217;architettura Onu<\/strong><br \/>\nIn questo senso le Nazioni Unite hanno dimostrato limiti, anche perch\u00e9, ad avviso di molti, strutturate su un bilanciamento di poteri che era il riflesso degli equilibri di<strong> 75 anni fa<\/strong>. A partire dal <strong>Consiglio di sicurezza<\/strong>, il suo organo esecutivo, i cui 5 membri permanenti, ovvero i Paesi di Dumbarton Oaks pi\u00f9 la Francia, sono gli unici ad avere potere di veto col quale spesso si annullano reciprocamente, bloccando iniziative modulate su ideologie o interessi differenti. Per arrivare ai limiti dell&#8217;<strong>Assemblea Generale<\/strong>, il grande consesso, dove ogni voto vale uno, ma le risoluzioni non sono vincolanti e non hanno valore di legge. La contrapposizione Usa-Cina ha poi riflesso su una serie di realt\u00e0 che gravitano nella dimensione onusiana, a partire dalle agenzie, oggetto di accuse, non sempre ingiustificate, di dispute e ritorsioni. La pandemia di Covid-19 ha dimostrato tutti i limiti dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/loms-al-tempo-del-coronavirus-tra-critiche-e-progetti-di-riforma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong><\/a> (Oms), mentre la lotta per il clima ha fatto emergere la parziale iniquit\u00e0 delle istituzioni internazionali a creare azioni coordinate.<\/p>\n<p>La cooperazione internazionale e le organizzazioni multilaterali hanno registrato un indebolimento causato dal proliferare di populismo, <strong>unilateralismo<\/strong> e <strong>bilateralismo<\/strong>, come quelli evocati e attuati dal presidente degli Stati Uniti, <strong>Donald Trump<\/strong>, perch\u00e9, afferma lui (e talvolta non a torto) sono pi\u00f9 efficaci ed efficienti. Contrapposizione sovente nata a ragione dal risentimento di quelle parti della popolazione mondiale che dal benessere generato dalla globalizzazione sono state tagliate fuori. O coloro che dai fenomeni di unificazione, politica o monetaria, sono stati impoveriti. La voce della rabbia \u00e8 stata spesso cavalcata con opportunismo da certe realt\u00e0 politiche, ma perch\u00e9 non intercettata dalle istituzioni internazionali.<\/p>\n<p><strong>Luci e ombre secondo Guterres<\/strong><br \/>\nNel <a href=\"https:\/\/apnews.com\/96dd634922b20421d671d899bb678cd8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">suo personale bilancio sui 75 anni di vita dell\u2019Onu<\/a>, Guterres ha spiegato che il principale successo dell\u2019Organizzazione \u00e8 stato l\u2019<strong>assenza di grandi conflitti tra le maggiori potenzie mondiali<\/strong>, e la minaccia sventata di un confronto nucleare tra blocchi contrapposti. Il pi\u00f9 grande fallimento, invece, \u00e8 stato l<strong>\u2019incapacit\u00e0 di impedire la proliferazione di conflitti di dimensioni piccole e medie<\/strong>. Quelle guerre contemporanee spesso procura periferica di trame conflittuali pi\u00f9 ampie ordite da grandi Paesi. Parliamo di Siria, Libia, Yemen e Afghanistan, per dirne alcune. E molte altre ce ne sarebbero state senza l\u2019encomiabile azione dei caschi blu e il \u201c<strong>peacekeeping<\/strong>\u201d. Attivit\u00e0 di cui l\u2019<strong>Italia<\/strong> \u00e8 primo fornitore, in termini di personale militare e di polizia altamente qualificato, tra i Paesi occidentali e dell\u2019Unione Europea, e settimo finanziatore al suo bilancio.<\/p>\n<p>\u201cNon abbiamo visto un Consiglio di sicurezza aiutarci nell\u2019adottare azioni decise per una tregua in quelle nazioni travagliate, a negoziati e quindi a una pace\u201d, \u00e8 l\u2019amara constatazione di Guterres. Che \u00e8 stato ferito in prima persona quando il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/guterres-il-mondo-ha-un-nemico-comune-siamo-in-guerra-con-il-virus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">suo appello per un cessate il fuoco globale dello scorso marzo<\/a>, volto a dare spazio alla pi\u00f9 globale battaglia contro il coronavirus, \u00e8 crollato sotto il peso degli interessi dei signori della guerra. Eppure, come mi disse una volta un\u2019abile funzionario internazionale di prima linea, &#8220;<strong>con tutti i suoi difetti l\u2019Onu \u00e8 importante che ci sia, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico posto dove un americano e un iraniano possono incrociare gli sguardi, ed eventualmente darvi seguito<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Una piattaforma dove tutti possono incontrarsi&#8221;<\/strong><br \/>\nGuterres stesso ha parlato di Onu come \u201cpiattaforma dove tutti possono incontrarsi&#8221; e contaminarsi positivamente. Per dimostrare che questo <a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/un75\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>75esimo anniversario<\/strong><\/a> debba essere pi\u00f9 di un semplice compleanno, i 193 Stati membri si sono messi al lavoro da tempo per forgiare una nuova dichiarazione, la \u201c<strong>UN-75 Declaration<\/strong>\u201d. L\u2019obiettivo \u00e8 delineare priorit\u00e0 collettive in maniera \u201cconcisa, sostanziale, lungimirante e unificante\u201d.<\/p>\n<p>Tre quarti di secolo dopo San Francisco, e in questo <strong>nuovo anno zero<\/strong> calendarizzato dalla tragedia del Covid, l\u2019Onu vuole ripartire. E se gli Stati membri si impegnano davvero a &#8220;ricostruire meglio&#8221;, come sottolinea la dichiarazione, le Nazioni Unite potranno accelerare la ripresa globale e, ispirate dai padri fondatori di San Francisco, migliorare le <strong>prospettive per un&#8217;architettura di governance globale pi\u00f9 reattiva, energica ed equa<\/strong>. Quando nel <strong>2045<\/strong>, tracciando il bilancio dei primi 100 anni delle Nazioni Unite (magari proprio\u00a0sulle colonne di questa illustre pubblicazione), ci\u00a0auguriamo poter scrivere che tale impegno non \u00e8 rimasto disatteso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla scia della Grande depressione e nel mezzo del Secondo conflitto mondiale, i leader di Stati Uniti, Unione Sovietica, Repubblica Popolare Cinese e Regno Unito si incontrano a Dumbarton Oaks, villa nella capitale americana Washington D.C., per ragionare su una nuova architettura internazionale da mettere in piedi, una volta terminata la guerra, sulle macerie della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":82553,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2027,9],"tags":[1568,2377,869,96,2376,1134,103],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82552"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=82552"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":82559,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/82552\/revisions\/82559"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/82553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=82552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=82552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=82552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}