{"id":82598,"date":"2020-06-29T06:05:24","date_gmt":"2020-06-29T04:05:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82598"},"modified":"2020-06-29T06:54:51","modified_gmt":"2020-06-29T04:54:51","slug":"litalia-ha-un-problema-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/litalia-ha-un-problema-culturale\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia ha un problema culturale?"},"content":{"rendered":"<p>In due recenti e incisivi editoriali sul\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/20_giugno_16\/tutti-all-ultimo-banco-999d2b4c-b000-11ea-a957-8b82646448cc.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Corriere della Sera<\/em><\/a>, <strong>Carlo Verdelli<\/strong> ha puntato il dito sulla miopia del governo nei confronti della <strong>scuola<\/strong>, ricordando, tra l&#8217;altro, che <strong>Piero Calamandrei<\/strong>,\u00a0uno dei padri della Costituzione, riteneva che la scuola fosse pi\u00f9 importante del Parlamento, della magistratura e della Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Il dramma \u00e8 che questa <strong>miopia<\/strong> \u00e8 la stessa di tutti i governi e Parlamenti succedutisi negli ultimi 40 anni. Quella miopia che ha tagliato i fondi per la scuola, la ricerca e la cultura, ponendoci all&#8217;<strong>ultimo posto<\/strong> tra i Paesi dell&#8217;Unione europea per indice di scolarit\u00e0, di cultura, di numero di laureati in rapporto alla popolazione, per investimenti nella ricerca e nella scuola. <strong>Non si \u00e8 investito nella formazione del capitale umano<\/strong> che \u00e8 il fattore principale per la creazione del benessere di un Paese e per ridurre le disuguaglianze sociali.<\/p>\n<p>La pandemia ha acceso i riflettori sui problemi cronici del nostro Paese: <strong>inefficienza della burocrazia e della giustizia<\/strong> paralizzate da troppe leggi, <strong>industria<\/strong> senza massa critica nei settori chiave, <strong>poca innovazione<\/strong>, sistema politico basato su <strong>processi decisionali troppo lenti<\/strong>. Problemi che in buona parte derivano dall&#8217;abbandono della scuola e della cultura.<\/p>\n<p><strong>La classe politica e i problemi da affrontare<br \/>\n<\/strong>Oggi ci si chiede se l&#8217;attuale classe politica sia in grado di identificare e risolvere con competenza questi problemi. Sorge immediatamente un&#8217;altra domanda: <strong>questa classe politica riflette le statistiche del bassso livello di cultura e scolarit\u00e0 di cui abbiamo appena parlato? <\/strong><\/p>\n<p>I dubbi sorgono spontanei quando si pensa che pochi anni fa un ministro della ricerca pensava che i neutrini viaggiassero dal Cern di Ginevra ai laboratori del Gran Sasso attraverso un tunnel alla cui costruzione avevamo contribuito in modo sostanziale. Oppure che un ministro degli Esteri ha confuso il Cile con il Venezuela.<\/p>\n<p>Non parliamo poi dell&#8217;<strong>uso improprio dell&#8217;inglese<\/strong>. Anni fa \u00a0fu coniato il termine &#8220;<em>Jobs Act<\/em>&#8221; per il progetto di legge sul lavoro. In corretto inglese si direbbe &#8220;<em>Labour Bill<\/em>&#8221; o &#8220;<em>Draft Labour Law<\/em>&#8220;. <em>Bill<\/em> significa appunto progetto di legge mentre <em>Act<\/em> \u00e8 una legge approvata dal Parlamento. Errore ripetuto di recente per il <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/il-family-act-pillole-sconti-asili-all-assegno-unico-i-figli-ADtKoOX\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Family Act<\/em><\/a>. Per carit\u00e0 di patria dimentichiamo poi gli errori di pronuncia dell&#8217;inglese. Ma perch\u00e9 non si usa l&#8217;italiano che \u00e8 una lingua ricchissima di vocaboli e comprensibile a tutti?<\/p>\n<p>Nello scenario mondiale globalizzato al politico \u00e8 richiesta oggi una profonda preparazione per capire le dinamiche economiche e geopolitiche e quindi difendere gli interessi nazionali nell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> e negli organismi mondiali come l&#8217;<strong>Onu<\/strong>, l&#8217;<strong>Organizzazione mondiale del commercio<\/strong>, la <strong>Nato<\/strong>. Ovviamente la conoscenza delle lingue, in particolare dell&#8217;inglese, diventa elemento essenziale per svolgere un ruolo credibile ed efficace. Proprio nell&#8217;attuale situazione di crisi vorremmo sentire proposte basate sul pensiero profondo e sullo studio. Al contrario, le parole dei leader di maggioranza e opposizione hanno come principale obiettivo la<strong> ricerca del consenso<\/strong> piuttosto che la reale volont\u00e0 di partecipare alla soluzione dei gravi problemi che stiamo vivendo.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 possibile una strada virtuosa?<br \/>\n<\/strong>Sembra dunque di trovarsi in un vicolo cieco. Se la classe politica non \u00e8 in grado di risolvere i problemi del Paese perch\u00e9 inadeguata dal punto di vista della formazione scolastica e culturale, <strong>come ne usciremo?<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo rassegnarci a vivere in un Paese con queste croniche patologie? No, perch\u00e9, per fortuna, l&#8217;Italia ha ancora un numero elevatissimo di persone colte e preparate che sarebbero in grado di risolvere i problemi citati. Abbiamo fior di economisti, fisici, ingegneri, letterati, storici, biologi, anche se una parte di questi ogni anno va a lavorare in altri Paesi. Purtroppo, per\u00f2, raramente li troviamo a occupare seggi in Parlameto o far parte della compagine di governo. Solo in casi estremi, come in presenza di questa pandemia, la politica si \u00e8 rivolta agli scienziati, impaurita dalla strage provocata dal coronavirus. Ma diversi politici hanno mostrato una insofferenza per questa <strong>invasione di campo<\/strong>. Eppure \u00e8 proprio il politico intelligente e preparato che sa servirsi dei tecnici e scienziati per le materie pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p><strong>Le leggi elettorali<br \/>\n<\/strong>Le ultime leggi elettorali non hanno mai aiutato a far in modo che fossero candidate persone di spessore, ma solo amici fedeli scelti dalle segreterie dei partiti. Un modo, quindi, per perpetuare una classe politica mediocre.<\/p>\n<p>Si dovrebbe pensare a una <strong>legge elettorale nazionale a doppio turno<\/strong> come quella dei sindaci che funziona benissimo, con collegi uninominali affidati a persone di valore. L&#8217;attuale Parlamento difficilmente potr\u00e0 approvare una legge del genere perch\u00e9 per molti dei suoi componenti significherebbe rinunciare al benessere economico e al potere. \u00c8\u00a0assai pi\u00f9 probabile che si arrivi a una legge proporzionale con una barriera modesta che assicuri a tutti una voce in Parlamento e un minimo potere di influenza, perpetuando l&#8217;<strong>instabilit\u00e0 della politica italiana<\/strong>. Ormai \u00e8 definitivamente scomparsa l&#8217;idea di occupare una posizione pubblica per rendere un servizio al proprio Paese.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima domanda: se si arrivasse per ipotesi a collegi uninominali, gli elettori sarebbero in grado di riconoscere i candidati pi\u00f9 qualificati? O anche in questo caso le <strong>carenze formative<\/strong> finirebbero per orientare le scelte verso facili qualunquismi o pericolosi sovranismi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In due recenti e incisivi editoriali sul\u00a0Corriere della Sera, Carlo Verdelli ha puntato il dito sulla miopia del governo nei confronti della scuola, ricordando, tra l&#8217;altro, che Piero Calamandrei,\u00a0uno dei padri della Costituzione, riteneva che la scuola fosse pi\u00f9 importante del Parlamento, della magistratura e della Corte costituzionale. 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