{"id":82625,"date":"2020-06-30T08:10:56","date_gmt":"2020-06-30T06:10:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82625"},"modified":"2020-07-03T19:00:25","modified_gmt":"2020-07-03T17:00:25","slug":"washington-dc-51-stato-il-dilemma-degli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/washington-dc-51-stato-il-dilemma-degli-stati-uniti\/","title":{"rendered":"Washington D.C. 51\u00b0 Stato? Il dilemma degli Usa"},"content":{"rendered":"<p>La maggioranza democratica dell&#8217;<em>House of Representatives<\/em> del Congresso degli Stati Uniti ha approvato un progetto di legge per <strong>trasformare il <\/strong><em><strong>District of Columbia<\/strong>, <\/em>istituito nel 1790 insieme al progetto della capitale Washington, nel<a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2020\/06\/26\/politics\/dc-statehood-101\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> 51\u00b0 Stato dell&#8217;Unione<\/strong><\/a>. La Costituzione prevedeva che il distretto federale fosse sotto la diretta giurisdizione del Congresso senza identit\u00e0 statuale.<\/p>\n<p>Attualmente gli Stati americani sono <strong>cinquanta<\/strong> (da cui le 50 stelle della bandiera <em>Stars and Stripes<\/em>). Inizialmente, furono 13 le ex colonie fondatrici degli Stati Uniti (1790) che divennero 33 Stati fino al 1860, quindi 45 a fine &#8216;800, 48 dopo la Seconda guerra mondiale e infine 50 con l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione degli ultimi due Stati (Alaska e Hawaii) nel 1959. Ogni Stato, per Costituzione, \u00e8 rappresentato in Congresso da due senatori, e da almeno un rappresentante in proporzione alla popolazione.<\/p>\n<p><strong>Da distretto a Stato<br \/>\n<\/strong>Da tempo a Washington DC si \u00e8 sviluppato un <a href=\"https:\/\/www.51for51.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>movimento<\/strong><\/a> per trasformare il distretto federale nel 51\u00b0 Stato con il <strong>diritto di eleggere in Congresso un rappresentante e due senatori<\/strong>. Il movimento ha innalzato lo slogan che in origine diede avvio alla guerra d&#8217;indipendenza: &#8220;<em>No taxation without representation&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Nel 2016, un <strong>referendum<\/strong> tra la popolazione del distretto vot\u00f2 all&#8217;<strong>86%<\/strong> per l&#8217;istituzione dello Stato. Ora la <strong>Camera<\/strong> ha fatto un ulteriore passo avanti, che per\u00f2 non \u00e8 quello definitivo: per completare l&#8217;iter costituzionale occorre il voto del <strong>Senato<\/strong>, attualmente a maggioranza repubblicana.<\/p>\n<p>Oltre al <em>District of Columbia<\/em>, vi sono anche <strong>altri &#8220;territori&#8221;<\/strong> fuori dagli Stati Uniti che aspirano a divenire &#8220;Stati&#8221; aggiungendo altre stelle alla bandiera rossa e blu. Il territorio che pi\u00f9 esercita pressione in tal senso \u00e8 <strong>Puerto Rico<\/strong> che, per\u00f2, al momento non ha possibilit\u00e0 di entrare nell&#8217;Unione.<\/p>\n<p><strong>Una questione politica<br \/>\n<\/strong>La questione istituzionale della formazione di uno &#8220;Stato&#8221; \u00e8 sempre divenuta anche una <strong>questione politica<\/strong>. Infatti, la maggioranza del Senato, composto da 100 membri in rappresentanza di 50 Stati, generalmente si regge su un margine precario di pochi voti di differenza tra i rossi (repubblicani) e i blu (democratici), e pu\u00f2 cambiare con l&#8217;ingresso di due nuovi senatori. Attualmente i repubblicani dispongono di tre voti di maggioranza.<\/p>\n<p>Oggi il 51\u00b0 Stato che deriverebbe dal distretto &#8211; che potrebbe chiamarsi &#8220;Columbia&#8221; o &#8220;Potomac&#8221; &#8211; sarebbe presumibilmente <strong>d<\/strong><strong>emocratico<\/strong>, come indicano i voti popolari alle presidenziali. Due senatori democratici aggiuntivi potrebbero perci\u00f2 fare la differenza alterando l&#8217;<strong>equilibrio della Camera alta<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa la ragione per cui la speaker democratica della <em>House<\/em>, <strong>Nancy Pelosi<\/strong>, ha sostenuto l&#8217;iniziativa pro-Stato, e il presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/trump-radicalizzazione-del-partito-e-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Donald\u00a0<\/strong><strong>Trump<\/strong><\/a> ha preannunciato che opporrebbe il veto: &#8220;<strong>DC non sar\u00e0 mai uno Stato<\/strong>&#8220;. Ma le elezioni presidenziali e congressuali sono alle porte.<\/p>\n<p>La formazione in 230 anni degli Stati Uniti \u00e8 stata travagliata. L&#8217;espansione della <strong>frontiera<\/strong> da est verso ovest, conclusasi a fine Ottocento, \u00e8 stata segnata dalle dispute sullo statuto con cui i nuovi territori colonizzati dai bianchi dovevano entrare nell&#8217;Unione. La <strong>guerra civile<\/strong> tra Stati liberisti e Stati schiavisti (1860-1865) nacque in origine proprio dallo scontro sullo <em>status<\/em>, schiavista o non schiavista, dei nuovi Stati dell&#8217;ovest candidati all&#8217;Unione. Anche allora l&#8217;ingresso di nuovi Stati avrebbe alterato l&#8217;equilibrio del Senato di Washington.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggioranza democratica dell&#8217;House of Representatives del Congresso degli Stati Uniti ha approvato un progetto di legge per trasformare il District of Columbia, istituito nel 1790 insieme al progetto della capitale Washington, nel 51\u00b0 Stato dell&#8217;Unione. 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