{"id":82733,"date":"2020-07-03T18:59:22","date_gmt":"2020-07-03T16:59:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82733"},"modified":"2020-07-09T11:15:33","modified_gmt":"2020-07-09T09:15:33","slug":"imparare-dalla-strategia-con-lurss-per-gestire-i-rapporti-con-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/imparare-dalla-strategia-con-lurss-per-gestire-i-rapporti-con-la-cina\/","title":{"rendered":"Imparare dalla strategia con l&#8217;Urss per gestire i rapporti con la Cina"},"content":{"rendered":"<p class=\"Corpo\">La <strong>Cina<\/strong> \u00e8 la nuova grande potenza emergente. Non \u00e8 ancora in grado di affrontare alla pari gli <strong>Stati Uniti<\/strong> e forse, se questi ultimi si lasceranno alle spalle le follie unilaterali di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/trump-radicalizzazione-del-partito-e-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Donald Trump<\/strong><\/a> e torneranno a gestire per il meglio la loro solida rete di alleanze, non sar\u00e0 mai in grado di superarli. Ma ha comunque quelle capacit\u00e0, quella volont\u00e0 politica e quelle strategie globali di lungo termine che fanno grande una potenza.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Di fronte alla Cina, come si posiziona l&#8217;<strong>Europa<\/strong>? Bistrattata da Trump, lasciata sola davanti all&#8217;attivismo piratesco di <strong>Vladimir Putin<\/strong> e di varie potenze regionali emergenti alle sue frontiere, alle prese con un tasso di crescita economica insoddisfacente e frenata da un allargamento che ne ha frazionato e rallentato il processo decisionale, l&#8217;Europa (o meglio, i singoli Paesi europei) \u00e8 stata fortemente <strong>corteggiata dalla Cina<\/strong>, a volte con offerte sincere, pi\u00f9 spesso con abili mosse propagandistiche e con un uso spregiudicato delle risorse rese disponibili dal suo capitalismo di stato.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Ma la Cina di <strong>Xi Jinping<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 quella post-maoista di <strong>Deng Xiaoping<\/strong>, che credeva nella possibile convergenza dei due sistemi. Oggi \u00e8 uno Stato autoritario fortemente centralizzato, che ha scelto di rafforzare il consenso interno attorno al Partito guida anche grazie a un forte appello nazionalista. Le sue rivendicazioni nel <strong>Mar cinese<\/strong> <strong>meridionale<\/strong> e in quello settentrionale, la svolta duramente repressiva nei confronti di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/timori-per-la-fine-di-hong-kong\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Hong Kong<\/strong><\/a>, la ripresa delle pressioni politiche e delle minacce militari nei confronti di <strong>Taiwan<\/strong>, persino nuove incursioni militari al confine conteso con l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/tra-india-e-cina-un-braccio-di-ferro-destinato-a-non-evolversi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>India<\/strong><\/a>, si aggiungono al progressivo allargarsi della presenza militare cinese in Medi Oriente, in Africa e nel Mediterraneo.<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>L&#8217;Unione europea non ignora la sfida<\/strong>. Il recentissimo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/dal-summit-con-la-cina-emerge-uneuropa-piu-assertiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vertice tra la Cina e l&#8217;Ue<\/strong><\/a> \u00e8 stato praticamente ignorato dalla stampa italiana, ma in realt\u00e0 ha visto i massimi dirigenti delle istituzioni europee sollevare numerosi punti controversi, tanto che al termine non \u00e8 stato siglato alcun documento congiunto.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Il vertice, svoltosi con oltre tre mesi di ritardo, a causa della pandemia, si \u00e8 concluso con l&#8217;osservazione agrodolce del primo ministro Li Keqiang che &#8220;<strong>la cooperazione con l&#8217;Ue \u00e8 pi\u00f9 rilevante dei contrasti<\/strong>&#8220;, mentre da parte europea Charles Michel e Ursula von der Leyen hanno affermato che &#8220;<strong>confrontarsi e insieme cooperare<\/strong> con la Cina sono sia un&#8217;opportunit\u00e0 sia una necessit\u00e0&#8221;. In realt\u00e0, l&#8217;Ue continua a lamentare l&#8217;assenza di reale reciprocit\u00e0 in campo economico e commerciale, mentre la Cina si risente per le critiche sui diritti umani e politici. Sembra comunque improbabile che si riesca ad arrivare a quell&#8217;<strong>accordo generale<\/strong> sugli investimenti che Angela Merkel sperava a di poter firmare il prossimo settembre.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Di fatto, <strong>sembra che la Cina guardi all&#8217;Ue come un cane che abbaia ma non morde, forse anche grazie ai molti governi filo-cinesi presenti al suo interno.<\/strong><\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>Questa situazione non \u00e8 sana<\/strong>. Gli interessi strategici dell&#8217;Europa richiedono una rivitalizzazione del rapporto transatlantico. L&#8217;Europa non \u00e8 oggi in grado di affrontare con successo le tante crisi che si sviluppano ai suoi confini orientali e meridionali, senza un deciso appoggio americano.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Dal punto di vista europeo, la Cina \u00e8 nell&#8217;immediato <strong>un difficile interlocutore<\/strong> sia politico sia economico, e nel pi\u00f9 lungo termine un <strong>grande problema strategico<\/strong>. Tuttavia, \u00e8 anche il maggiore rivale identificato dagli Stati Uniti come suo antagonista globale. Se il nostro interesse strategico primario \u00e8 quello di ritrovare solidi e buoni rapporti di alleanza con Washington, non possiamo ignorare questa percezione. Il futuro dei rapporti transatlantici passa anche per il Pacifico.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">L&#8217;Europa deve quindi elaborare una <strong>strategia pi\u00f9 articolata e decisa<\/strong> nei confronti della Cina. Non sar\u00e0 facile, perch\u00e9 Pechino \u00e8 gi\u00e0 oggi presente e influente in molti Paesi europei, ma \u00e8 anche una questione che non pu\u00f2 essere ignorata o rimandata.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Purtroppo, <strong>la Brexit ha molto ridotto la presenza e la visibilit\u00e0 europea nell&#8217;Asia-Pacifico<\/strong>. Sar\u00e0 quindi necessario che l&#8217;Ue agisca anche in stretta collaborazione con la <strong>Nato<\/strong>. Ci\u00f2 potrebbe comportare alcune difficolt\u00e0 politiche legate alle sensibilit\u00e0 e agli allineamenti politici di alcuni paesi membri e di alcune forze politiche, come ad esempio i Verdi tedeschi, ma sembra un passaggio obbligato, se non altro per convincere Pechino della seriet\u00e0 dell&#8217;impegno europeo. <strong>Ma con quali obiettivi<\/strong>?<\/p>\n<p class=\"Corpo\">L&#8217;Ue non alcuna ragione n\u00e9 interesse ad assumere una posizione bellicosa nei confronti della Cina, ma allo stesso tempo non pu\u00f2 accettare che essa lavori per allentare i legami tra gli americani e i loro alleati, nell&#8217;Atlantico come nel Pacifico. <strong>\u00c8 un problema molto simile a quello che abbiamo avuto durante la Guerra Fredda, con l&#8217;Unione Sovietica, che era insieme un partner economico, una realt\u00e0 europea e un avversario strategico<\/strong>. Allora il compromesso prese le forme del cosiddetto rapporto Harmel, che coniugava insieme la dissuasione e il contenimento dell&#8217;Urss e il perseguimento della distensione politica ed economica oltre all&#8217;avvio di negoziati per il controllo e la riduzione degli armamenti.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Quella strategia ebbe pieno successo. Non c&#8217;\u00e8 alcuna ragione di pensare che <strong>qualcosa di simile<\/strong> non funzionerebbe anche nei confronti della Cina, a condizione che Washington e Bruxelles riescano a trovare le ragioni di un comune sentire. Anche questo non sar\u00e0 facile.<\/p>\n<p class=\"Corpo\"><strong>Joe Biden<\/strong>, se vincer\u00e0 le elezioni, sarebbe certamente pi\u00f9 disponibile di quanto non sia Trump a lavorare con gli alleati. Ma mentre in Europa parliamo di una partnership, sia pure difficile, con la Cina, da parte americana, anche tra i democratici, si parla piuttosto di competizione, di rivalit\u00e0 e persino di scontro. Alcuni citano la possibilit\u00e0 di cooperazioni, ma molto circoscritte. L&#8217;Europa afferma la necessit\u00e0 di difendere i suoi interessi e i suoi principi, ma definisce comunque la partnership con la Cina come &#8220;vitale&#8221;. Certo si riconosce che la Cina \u00e8 un rivale sistemico, ma anche un partner per negoziati, cooperazioni e concorrenza economica.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Sar\u00e0 quindi necessario un attento e delicato lavoro dalle due parti dell&#8217;Atlantico per trovare un&#8217;<strong>intesa solida e di lungo periodo<\/strong>. Tuttavia, gli interessi strategici in ballo sono troppo importanti per non tentare il tutto per tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cina \u00e8 la nuova grande potenza emergente. 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