{"id":82776,"date":"2020-07-06T07:11:33","date_gmt":"2020-07-06T05:11:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82776"},"modified":"2020-07-10T23:05:35","modified_gmt":"2020-07-10T21:05:35","slug":"maro-una-decisione-favorevole-allitalia-ma-con-qualche-chiaroscuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/maro-una-decisione-favorevole-allitalia-ma-con-qualche-chiaroscuro\/","title":{"rendered":"Mar\u00f2: una decisione favorevole all&#8217;Italia, ma con qualche chiaroscuro"},"content":{"rendered":"<p>Il 2 luglio scorso il <strong>tribunale arbitrale<\/strong> costituito in virt\u00f9 dell&#8217;annesso VII alla Convenzione sul diritto del mare ha emesso la <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/news\/2020-07-02\/maro-arbitrato-assegna-processo-italia-india-andra-risarcimento-9046645\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sentenza<\/strong><\/a> nella controversia tra Italia e India relativa all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/caso-maro-che-strategia-per-litalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>incidente della petroliera Enrica Lexie<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Schematicamente i termini della vicenda: nel 2012 la Enrica Lexie, in transito nell\u2019Oceano indiano al largo delle coste del Kerala, incroci\u00f2 un battello da pesca indiano, il St Anthony, la cui condotta fu considerata ostile dal nucleo armato di protezione dei <strong>fucilieri della Marina militare<\/strong>, che si trovavano a bordo della Enrica Lexie in <strong>funzione anti-pirateria<\/strong>. Furono sparati dei <strong>colpi di avvertimento<\/strong>. Due membri dell&#8217;equipaggio del peschereccio persero la vita. La Enrica Lexie fu attirata con l&#8217;inganno nel porto di Kochi e rilasciata dopo che <strong>due membri del nucleo di fucilieri<\/strong>\u00a0&#8211; Massimiliano Latorre e Salvatore Girone &#8211; furono<strong> arrestati dalla polizia locale<\/strong>.<\/p>\n<p>Di fronte alle proteste italiane, i due fucilieri furono trasferiti a New Delhi in attesa della <strong>costituzione di un tribunale <em>ad hoc<\/em><\/strong> e fu loro consentito di risiedere presso la nostra sede diplomatica. La questione si \u00e8 trascinata con alterne vicende fino al 2015, quando il <strong>governo italiano decise di ricorrere all&#8217;arbitrato internazionale<\/strong>, senza ovviamente rinunciare ad una soluzione diplomatica della controversia. Il tribunale arbitrale, composto da cinque giudici, ha effettuato la prima riunione nel gennaio 2016. I tempi dell&#8217;arbitrato, che non sono mai rapidi, si sono prolungati a causa del decesso del giudice indiano e conseguente nomina del nuovo arbitro.<\/p>\n<p><strong>Attualmente si conosce solo il dispositivo della sentenza<\/strong>. Le motivazioni saranno pubblicate successivamente. Ma talune parti saranno secretate.<\/p>\n<p>Il tribunale arbitrale non era ovviamente chiamato a giudicare se i due fucilieri di Marina fossero colpevoli, ma doveva solo stabilire <strong>a chi spettasse la giurisdizione sul caso<\/strong>: all&#8217;<strong>Italia<\/strong>, poich\u00e9 i fucilieri, in quanto organi dello Stato italiano, godevano dell&#8217;immunit\u00e0 dalla giurisdizione locale, oppure all&#8217;India, Stato di nazionalit\u00e0 delle vittime. La Corte si \u00e8 pronunciata a favore dell&#8217;<strong>immunit\u00e0 dalla giurisdizione locale<\/strong>. Ci\u00f2 non significa che i titolari dell&#8217;immunit\u00e0 siano esenti dalla giurisdizione nazionale. Ed infatti l&#8217;Italia, come ricordato dal tribunale arbitrale, si era impegnata a riprendere il procedimento presso il tribunale di Roma.<\/p>\n<p>Pertanto l&#8217;<strong>India dovr\u00e0 terminare ogni azione nei confronti dei mar\u00f2<\/strong>, che erano tenuti ad adempiere taluni obblighi, nonostante fosse stato loro concesso di rientrare in Italia.<\/p>\n<p>Ma la sentenza non si limita a dirimere la questione della titolarit\u00e0 della giurisdizione. Essa va oltre ed accoglie la richiesta indiana, stabilendo che l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, con l\u2019azione dei suoi fucilieri contro il St. Anthony, e la conseguente morte dei due pescatori, <strong>ha violato il principio della libert\u00e0 dell&#8217;alto mare e il relativo diritto di navigazione<\/strong>. La violazione delle norme internazionali comporta l&#8217;<strong>obbligo di riparazione dell&#8217;illecito<\/strong>. La constatazione della violazione da parte dell&#8217;Italia \u00e8 misura &#8220;satisfattoria&#8221;, che integra un primo aspetto della riparazione. Poich\u00e9, tuttavia, l&#8217;Italia ha provocato dei danni materiali e morali nei confronti del St. Anthony e del suo equipaggio, dovr\u00e0 provvedere con <strong>idoneo risarcimento<\/strong>, da quantificare mediante accordo tra le parti ed eventualmente mediante ricorso al Tribunale arbitrale.<\/p>\n<p><strong>Tanto l&#8217;Italia quanto l&#8217;India hanno cantato vittoria<\/strong>: Roma perch\u00e9 \u00e8 stato affermato il principio dell&#8217;immunit\u00e0 dalla giurisdizione e quindi non dovr\u00e0 riconsegnare i mar\u00f2 all&#8217;India; New Delhi perch\u00e9 ha ottenuto che il tribunale affermasse la violazione italiana del principio della libert\u00e0 dell&#8217;alto mare e conseguentemente l&#8217;obbligo al risarcimento dei danni. Tra l&#8217;altro, da parte indiana, si \u00e8 finito per ammettere che il principio dell&#8217;immunit\u00e0 dalla giurisdizione \u00e8 <strong>principio che pu\u00f2 tornare utile anche per l&#8217;India<\/strong>.<\/p>\n<p>Le circostanze sono tali che il <strong>lodo arbitrale verr\u00e0 correttamente eseguito<\/strong> al contrario di altre decisioni arbitrali rese nell&#8217;ambito dell&#8217;annesso VII alla Convenzione sul diritto del mare: i mar\u00f2 si trovano gi\u00e0 in Italia e il nostro Paese aveva gi\u00e0 provveduto a risarcire le vittime, pur senza ammettere nessuna colpevolezza. Si tratter\u00e0 di vedere solo se sia necessario un&#8217;aggiunta, una volta quantificato il danno. Peraltro, il punto dei risarcimenti pregressi non \u00e8 trattato nel dispositivo.<\/p>\n<p><strong>Tutto bene, quindi? S\u00ec e no<\/strong>. Certamente \u00e8 positivo l&#8217;accoglimento da parte del tribunale del principio dell&#8217;immunit\u00e0 giurisdizionale per gli organi dello Stato. Essi non possono essere sottoposti ad alcun procedimento penale all&#8217;estero, tranne che abbiano commesso un crimine internazionale. Ci\u00f2 perch\u00e9 l&#8217;atto non resta proprio dell&#8217;individuo che lo abbia commesso, ma viene imputato allo Stato di appartenenza, che resta il solo responsabile. Questa parte della sentenza, quantunque adottata a maggioranza, costituisce <strong>un valido contributo allo sviluppo del diritto internazionale<\/strong> e sar\u00e0 certamente tenuta nella debita considerazione nel quadro dei lavori che in materia si svolgono presso la Commissione del diritto internazionale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Desta, invece, <strong>perplessit\u00e0<\/strong> il paragrafo in cui si afferma la <strong>responsabilit\u00e0 italiana dell&#8217;incidente<\/strong> e la conseguente violazione del principio della libert\u00e0 dell&#8217;alto mare. Paragrafo che, tra l&#8217;altro, \u00e8 stato approvato all&#8217;unanimit\u00e0. In attesa di conoscere\u00a0 le motivazioni della sentenza, e sempre che questa parte non sia secretata, bene ha fatto la Farnesina a diramare un <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/caso-enrica-lexie.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunicato<\/a> in cui si afferma che la ricostruzione della vicenda operata in sede arbitrale non avr\u00e0 alcuna conseguenza sul procedimento che sar\u00e0 instaurato presso il tribunale di Roma, cui spetter\u00e0 accertare autonomamente i fatti.<\/p>\n<p>Ulteriore motivo di perplessit\u00e0 \u00e8 costituito dal fatto che, una volta affermato il principio dell&#8217;immunit\u00e0 dalla giurisdizione, <strong>non venga imputata all&#8217;India nessuna violazione del diritto internazionale<\/strong>, nonostante che i mar\u00f2 siano stati incarcerati e per lungo tempo trattenuti in India.<\/p>\n<p>In conclusione, secondo il tribunale <strong>la responsabilit\u00e0 \u00e8 solo italiana. L&#8217;India ha violato il principio dell&#8217;immunit\u00e0 dalla giurisdizione, ma non lo si dice.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 luglio scorso il tribunale arbitrale costituito in virt\u00f9 dell&#8217;annesso VII alla Convenzione sul diritto del mare ha emesso la sentenza nella controversia tra Italia e India relativa all&#8217;incidente della petroliera Enrica Lexie. 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