{"id":82821,"date":"2020-07-08T06:09:28","date_gmt":"2020-07-08T04:09:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82821"},"modified":"2020-07-12T17:16:10","modified_gmt":"2020-07-12T15:16:10","slug":"il-covid-19-il-mediterraneo-e-la-politica-estera-degli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/il-covid-19-il-mediterraneo-e-la-politica-estera-degli-stati-uniti\/","title":{"rendered":"Come cambia la politica estera degli Stati Uniti nel Mediterraneo con il Covid-19"},"content":{"rendered":"<p><em>Questo articolo \u00e8 una riebalorazione ridotta, in italiano, del lavoro di Ian Lesser di prossima pubblicazione sul <\/em>Mediterranean Yearbook 2020<em> dello IEMed sulla politica estera americana nella regione (<a href=\"https:\/\/www.iemed.org\/actualitat-en\/noticies\/estats-units-i-el-mediterrani-en-una-era-de-xocs?set_language=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui la versione originale integrale<\/a>).\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crisi del Covid-19<\/a> e le sue conseguenze economiche avranno implicazioni importanti per la <strong>politica estera americana<\/strong>, anche nel <strong>Mediterraneo.<\/strong> In primo luogo, avr\u00e0 un enorme <strong>effetto di distrazione<\/strong>. Gli Stati Uniti non si libereranno necessariamente dei problemi mediterranei, ma la soglia per interventi costosi e sforzi diplomatici sar\u00e0 pi\u00f9 alta. I governi del mondo non avranno molto capitale politico in eccesso da spendere in politica internazionale. Allo stesso modo, molti problemi non potranno essere affrontati poich\u00e9 Washington e altri sono concentrati su altro.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/la-madre-di-tutte-le-recessioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>depressione economica globale<\/strong><\/a> avr\u00e0 conseguenze per la politica americana. Le economie emergenti &#8211; <strong>Turchia<\/strong> e Marocco &#8211; e quelle dell\u2019Europa meridionale sono particolarmente esposte. Quale sar\u00e0 l&#8217;estensione del sostegno americano in caso di nuove richieste al Fondo monetario internazionale e pressioni sul debito sovrano?<\/p>\n<p>Lo sviluppo delle risorse di <strong>gas <em>offshore<\/em><\/strong> nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/litalia-e-mediterraneo-zee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mediterraneo orientale<\/strong><\/a> \u00e8 stato elemento centrale nella politica americana, sia come elemento di cooperazione che, pi\u00f9 recentemente, come preoccupazione di stabilit\u00e0. Il crollo dei prezzi globali dell&#8217;energia sospender\u00e0 i costosi progetti energetici <em>offshore<\/em> di ogni tipo per il prossimo futuro. Infine, la crisi attuale ha enfatizzato la tensione esistente tra la necessit\u00e0 di approcci coordinati e multilaterali &#8211; in materia di salute, economia e sicurezza &#8211; e l&#8217;istinto diffuso di ritorno alle soluzioni nazionali. L\u2019approccio americano degli ultimi anni ha anche contribuito a stimolare una <strong>ritirata globale dal multilateralismo<\/strong>, le cui conseguenze sono state avvertite distintamente nel Mediterraneo.<\/p>\n<p>Guardando al futuro, la politica di Washington verso il Mediterraneo, il nord e il sud, sar\u00e0 probabilmente modellata da maggiori preoccupazioni in evoluzione e cambiamenti geopolitici. La competizione strategica, e i rischi, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/la-stretta-su-hong-kong-complica-le-relazioni-sino-americane\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">con la Cina<\/a> saranno in cima all&#8217;agenda americana, indipendentemente da chi sieder\u00e0 alla Casa Bianca. Vi saranno preoccupazioni specifiche in merito agli investimenti cinesi nei porti e nelle infrastrutture, compresa l&#8217;infrastruttura informatiche nella regione, questione molto controversa in Europa meridionale, nei Balcani occidentali e forse in tutto il Nord Africa. In termini strutturali, l&#8217;impegno nel Mediterraneo potrebbe essere significativamente influenzato dallo spostamento, nel lungo periodo, dell&#8217;attenzione diplomatica e militare americana verso l\u2019area dell\u2019Indo-Pacifico.<\/p>\n<p>Le recenti amministrazioni, e l&#8217;establishment Usa in generale, hanno ridotto il ruolo degli Stati Uniti nelle periferie europee, dove gli alleati sono in grado di agire, compresi i Balcani e il Maghreb. Questo stesso impulso ha motivato il ritiro delle forze americane dalle <strong>missioni antiterrorismo nel Sahel e nel Corno d&#8217;Africa<\/strong>. \u00c8 possibile che un&#8217;amministrazione democratica guardi pi\u00f9 favorevolmente a continuare questo impegno come una questione di solidariet\u00e0 con la Francia. Ma, escludendo eventi dirompenti, <strong>la tendenza \u00e8 chiaramente verso un progressivo spostamento di attenzione e risorse verso l&#8217;Asia<\/strong>.<\/p>\n<p>Tradizionalmente, gli Stati Uniti hanno prestato un\u2019attenzione notevole ai <strong>problemi di stabilit\u00e0 nell\u2019Egeo e nel Mediterraneo orientale<\/strong>. Washington ha svolto un ruolo cruciale nella gestione delle crisi tra Turchia e Grecia (ad esempio, nella crisi di Imia \/ Kardak del 1996) e su Cipro. Questi temi non hanno dominato l&#8217;agenda americana negli ultimi anni ma l\u2019attenzione rispetto alla tensione nella regione \u00e8 in crescita, specialmente quella del Congresso, molto critico verso la Turchia e pi\u00f9 favorevole alla cooperazione tra Grecia, Cipro, Israele e (forse con meno entusiasmo) l&#8217;Egitto. Il Congresso ha recentemente votato per consentire il trasferimento di armi a Cipro. Nel complesso, <strong>gli Stati Uniti hanno un chiaro interesse nell&#8217;evitare il disordine nel Mediterraneo orientale e nel preservare la distensione, ancora prevalente, tra Atene e Ankara<\/strong>.<\/p>\n<p>Vi sono poi altri due attori critici per l&#8217;ambiente strategico del Mediterraneo: <strong>Iran<\/strong> e <strong>Russia<\/strong>. Un grave conflitto armato tra Iran e Stati Uniti porterebbe nuove richieste ai partner americani nel Mediterraneo, rivelandosi una nuova fonte di tensione nelle sue gi\u00e0 tese relazioni con la Turchia. Anche senza conflitti, l&#8217;uso di sanzioni e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/proteggere-il-jcpoa-per-proteggere-la-cooperazione-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la politica di &#8220;massima pressione&#8221; rimarr\u00e0 in contrasto con l&#8217;approccio degli alleati di Washington<\/a>. Al contrario, qualora una nuova amministrazione dovesse rilanciare la partecipazione americana all&#8217;accordo nucleare, ci\u00f2 sarebbe ampiamente apprezzato nella regione. La Russia sar\u00e0 in cima all&#8217;agenda della politica estera americana. Un&#8217;amministrazione democratica sarebbe probabilmente ancora pi\u00f9 dura su questo fronte. Ci\u00f2 potrebbe spingere gli Stati Uniti a guardare pi\u00f9 da vicino <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/la-russia-in-libia-una-nuova-sfida-per-litalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il ruolo della Russia in Libia<\/a><\/strong>, altrove in Nord Africa e, naturalmente, in Siria. Vi sono scarse prospettive che un&#8217;amministrazione americana scelga di impegnarsi pi\u00f9 direttamente in Siria, ma <strong>i democratici potrebbe essere pi\u00f9 orientati a partecipare a possibili operazioni guidate dall&#8217;Unione europea, in Siria e\/o in Libia<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo quadro, le elezioni presidenziali del 3 novembre, il corso della pandemia di Covid-19 e le sue ramificazioni economiche pongono questioni enormi sul futuro della presenza americana nell\u2019area. Le preoccupazioni per il disimpegno americano si sono dimostrate esagerate ad oggi. Guardando al futuro, per\u00f2,<strong> la politica americana sar\u00e0 divisa tra il focus su crisi e alleanze e l&#8217;immensa distrazione provocata dalle preoccupazioni globali in materia di salute, economia e sicurezza<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 una riebalorazione ridotta, in italiano, del lavoro di Ian Lesser di prossima pubblicazione sul Mediterranean Yearbook 2020 dello IEMed sulla politica estera americana nella regione (qui la versione originale integrale).\u00a0 La crisi del Covid-19 e le sue conseguenze economiche avranno implicazioni importanti per la politica estera americana, anche nel Mediterraneo. 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