{"id":83041,"date":"2020-07-18T09:59:06","date_gmt":"2020-07-18T07:59:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83041"},"modified":"2020-07-21T08:40:32","modified_gmt":"2020-07-21T06:40:32","slug":"si-dimette-il-premier-fakhfakh-tunisia-di-nuovo-senza-governo-e-in-piena-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/si-dimette-il-premier-fakhfakh-tunisia-di-nuovo-senza-governo-e-in-piena-crisi\/","title":{"rendered":"Tunisia di nuovo senza governo (e in piena crisi)"},"content":{"rendered":"<p>Dopo meno di cinque mesi dal suo insediamento, il primo ministro tunisino <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/tunisia-fakhfakh-governo-speranze-incertezze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Elyes Fakhfakh<\/strong><\/a>, sotto accusa per un presunto <strong>conflitto di interessi<\/strong>, ha rassegnato le sue dimissioni mercoled\u00ec 15 luglio. Si apre una nuova fase di profonda incertezza, triste conferma di un\u2019instabilit\u00e0 politica &#8211; la durata media dei vari esecutivi in\u00a0<strong>Tunisia<\/strong> \u00e8 di un anno e mezzo, senza contare singoli e ripetuti rimpasti ministeriali &#8211; \u00a0che sta diventando la norma e non pi\u00f9 l\u2019eccezione.<\/p>\n<p>Le dimissioni di Fakhfakh \u201ccadono\u201d in un momento in cui il Paese, dopo aver efficacemente contenuto la diffusione del coronavirus annoverando \u201csolo\u201d 50 decessi e circa 1300 contagi, si trova a dover fare i conti con le ricadute economiche e sociali delle misure di confinamento e della chiusura dei confini. A complicare il quadro, la ripresa, nel sud del Paese, delle mobilitazioni nei pressi dell&#8217;<strong>oleodotto di El Kamour<\/strong>. La parola passa ora al presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/tunisia-elezioni-saied-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kais Saied<\/strong><\/a> che avr\u00e0 dieci giorni a disposizione per nominare un possibile successore.<\/p>\n<p><strong>Le accuse di conflitto di interessi<\/strong><br \/>\nL\u2019annuncio delle dimissioni anticipa il voto sulla <strong>mozione di sfiducia<\/strong> contro Fakhfakh depositata da un gruppo di 105 parlamentari, tra cui anche esponenti di <strong>Ennahda<\/strong>, forza islamista moderata che siede al governo, e i suoi \u201calleati dell\u2019opposizione\u201d in Parlamento: il partito Qalb Tounes, e la coalizione islamista El Karama. La proposta di ritirare la fiducia al premier \u00e8 il culmine di mesi di schermaglie e dissapori nel gi\u00e0 fragile esecutivo e all\u2019interno del Parlamento, ma prende le mosse, ufficialmente, da un\u2019accusa per conflitto di interessi. <strong>Nell\u2019occhio del ciclone una societ\u00e0 che si \u00e8 aggiudicata appalti pubblici per lo smaltimento di rifiuti <\/strong>in aprile rispondendo ad un bando nell\u2019autunno quando Fakfakh, azionista di minoranza, non rivestiva ancora alcuna carica pubblica. L\u2019inchiesta, condotta anche dall\u2019Istanza nazionale per la lotta alla corruzione (Inlucc) \u2013 la cui condotta nello scoppio della vicenda non \u00e8 stata esente, in questi giorni, da critiche \u2013 prende le mosse dalla pubblicazione, a fine giugno scorso, di una serie di documenti che mostrerebbero il coinvolgimento di Fakhfakh in alcune societ\u00e0 di servizi private in affari con lo Stato.<\/p>\n<p>Secondo un comunicato, la scelta del primo ministro andrebbe ad \u201c<strong>evitare al Paese un conflitto tra istituzion<\/strong>i\u201d in attesa dei risultati dell\u2019inchiesta. Contestualmente, Fakhfakh, che rimarr\u00e0 a capo del governo in carica per il disbrigo degli affari correnti, ha per\u00f2 prontamente sostituito i sei ministri di Ennahda, ammonendo \u201ccoloro che attentano alla sicurezza e agli interessi\u201d nazionali.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;antefatto<\/strong><br \/>\nIncaricato dal presidente Saied dopo la bocciatura parlamentare del candidato proposto da Ennahda, Fakhfakh, si era insediato il 27 febbraio, ponendo fine \u2013 solo temporaneamente, col senno del poi \u2013 a mesi di infruttuose consultazioni e stallo politico dopo le ultime legislative di ottobre 2019.<\/p>\n<p>Nel braccio di ferro tra Saied e lo storico leader di Ennahda <strong>Rashid Ghannouchi<\/strong>, speaker del Parlamento, il partito musulmano-democratico aveva votato a malincuore la fiducia all\u2019esecutivo di Fakhfakh, messo alle strette di fronte dell\u2019alternativa dello scioglimento del Parlamento paventato dalla presidenza della repubblica. Nei mesi a seguire, Ennahda, che detiene la maggioranza relativa dei seggi in parlamento (55 su 217), non ha mai rinunciato a chiedere l\u2019inclusione di Qalb Tounes e El Karama in una coalizione di governo in cui ha lamentato una crescente marginalizzazione, vedendo anche diminuire la sua influenza in Parlamento, dove si era opposto invano alla cessione di \u201cpoteri speciali\u201d all\u2019esecutivo per fronteggiare l\u2019emergenza Covid-19.<\/p>\n<p>Negli scorsi mesi, Fakhfakh, \u00a0la cui popolarit\u00e0 \u00e8 notevolmente cresciuta, ha mostrato notevole autonomia decisionale &#8211; troppa, secondo alcuni -, puntando sull\u2019<strong>immagine di politico efficiente e competente pur senza il diretto sostegno di un partito in Parlamento<\/strong>, ed oscurando la centralit\u00e0 di Ghannouchi nelle scelte politiche vitali per il paese.<\/p>\n<p><strong>Instabilit\u00e0 politica ed economica: rischi calcolati?<\/strong><br \/>\nE proprio Ennahda sembra aver rovesciato il tavolo per prendersi la sua rivincita. Ma a quale prezzo? Ancora una volta la Tunisia si ritrova impantanata in una crisi di governo che comporter\u00e0 un dispendio enorme di capitale politico, sottraendolo alla programmazione di riforme economiche e strutturali, da anni rimandate. Questa volta, per\u00f2, con lo spettro della recessione globale e le difficolt\u00e0 dell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong>, primo partner commerciale della Tunisia, <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/covid-19-and-tunisian-democracy-high-risks-ahead\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019emergenza economica e sociale provocata dalla crisi sanitaria del coronavirus rischia di avere effetti davvero imprevedibili<\/a>.<\/p>\n<p>A giugno, inoltre, sono riprese le <strong>proteste nella regione meridionale di Tataouine<\/strong> con pesanti scontri tra le forze di sicurezza e i manifestanti, continuazione del movimento El Kamour che nel 2017 aveva bloccato per oltre tre mesi l\u2019<strong>estrazione di petrolio<\/strong> nell\u2019omonima <strong>stazione nel deserto<\/strong> e in piena zona militare contro la mancanza di lavoro, investimenti locali e prospettive in una regione frontaliera troppo spesso stigmatizzata con terrorismo e contrabbando. Le proteste, pur rimanendo geograficamente concentrate e con scarsa risonanza a livello nazionale, restano la prova tangibile di un malcontento popolare che, soprattutto nelle aree pi\u00f9 marginali del Paese, riesplode ciclicamente \u2013 in questo caso per rivendicare la mancata applicazione degli accordi col precedente governo\u00a0 \u2013 e che trova scarsa, se non nulla, <em>accountability<\/em> da parte della classe dirigente nazionale.<\/p>\n<p>I vari attori politici mostrano i muscoli tra loro e rimescolano le carte, ma senza fornire risposte concrete alle attese della stragrande maggioranza dei cittadini, distratti o impegnati come sono a giocare una partita personale contro l\u2019avversario di turno. Con la speranza che il loro sia davvero un rischio calcolato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo meno di cinque mesi dal suo insediamento, il primo ministro tunisino Elyes Fakhfakh, sotto accusa per un presunto conflitto di interessi, ha rassegnato le sue dimissioni mercoled\u00ec 15 luglio. 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