{"id":83066,"date":"2020-07-20T09:48:22","date_gmt":"2020-07-20T07:48:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83066"},"modified":"2020-07-27T12:20:09","modified_gmt":"2020-07-27T10:20:09","slug":"israele-e-lannessione-degli-insediamenti-in-cisgiordania-parla-nathalie-tocci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/israele-e-lannessione-degli-insediamenti-in-cisgiordania-parla-nathalie-tocci\/","title":{"rendered":"Israele e l&#8217;annessione degli insediamenti in Cisgiordania. Parla Nathalie Tocci"},"content":{"rendered":"<p>Nathalie Tocci, direttore dell&#8217;Istituto Affari Internazionali, illustra in questo podcast le tematiche del suo ultimo paper, <strong><a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/framing-eu-response-israels-annexation-west-bank\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Framing an EU Response to Israel&#8217;s Annexation of the West Bank<\/em><\/a>, <\/strong>scritto per i <em>Commentary<\/em> dell&#8217;Istituto Affari Internazionali, sulle conseguenze della possibile annessione da parte di Israele degli insediamenti in Cisgiordania.<\/p>\n<p>A cura di <strong>Francesco De Leo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=39858921&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-83077 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Israele-e-lannessione-degli-insedi-amenti-in-Cisgiordania_1200x640-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Israele-e-lannessione-degli-insedi-amenti-in-Cisgiordania_1200x640-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Israele-e-lannessione-degli-insedi-amenti-in-Cisgiordania_1200x640-768x410.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Israele-e-lannessione-degli-insedi-amenti-in-Cisgiordania_1200x640-1024x546.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Israele-e-lannessione-degli-insedi-amenti-in-Cisgiordania_1200x640-125x67.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Israele-e-lannessione-degli-insedi-amenti-in-Cisgiordania_1200x640.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>All&#8217;interno del governo, tra il premier\u00a0<strong>Benjamin Netanyahu<\/strong> e il suo vice\u00a0<strong>Benny Gantz<\/strong>, c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/il-coronavirus-fa-saltare-la-parziale-annessione-della-cisgiordania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>annessione<\/strong><\/a>. Quindi, si dice che il governo a partire dal 1\u00b0 luglio possa <strong>annettere parte della Cisgiordania<\/strong>. La scadenza non era il 1\u00b0 luglio: era a partire da quel giorno. L&#8217;arco temporale di cui stiamo parlando, politicamente, \u00e8 <strong>dal 1\u00b0 luglio al<\/strong> <strong>3 novembre<\/strong>, perch\u00e9 la finestra di opportunit\u00e0 politica \u00e8 fino alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blog\/diario-americano-usa-2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezioni americane<\/strong><\/a>. Sappiamo che \u00e8 questa Amministrazione statunitense che appoggia l&#8217;idea di una parziale annessione della Cisgiordania. Quello che succeder\u00e0 dopo il 3 novembre nessuno lo sa. Quindi, politicamente questa \u00e8 la finestra. <strong>L&#8217;annessione potrebbe accadere come potrebbe non accadere<\/strong>. La riflessione \u00e8 se questo \u00e8 significativo, da quale punto di vista e perch\u00e9. <strong>Legalmente, \u00e8 molto significativo<\/strong>. Non \u00e8 semplicemente l&#8217;annessione ad essere una <strong>violazione del diritto internazionale<\/strong>, perch\u00e9 gi\u00e0 c&#8217;\u00e8 una costante violazione del diritto internazionale, in particolar modo del diritto umanitario internazionale, quindi le Convenzioni di Ginevra e le leggi sull&#8217;occupazione. Sappiamo che Israele viola queste leggi nel modo in cui conduce la sua occupazione della Cisgiordania e di &#8220;casa&#8221;. L&#8217;annessione crea un altro tipo di violazione, ovvero l&#8217;<strong>acquisizione di territorio attraverso l&#8217;utilizzo della forza<\/strong>, che \u00e8 un passo ulteriore nella violazione del diritto internazionale. Legalmente \u00e8 significativa, non perch\u00e9 le violazioni non esistessero prima, ma perch\u00e9 \u00e8 come se si fosse scalato di marcia. <strong>Politicamente, invece, \u00e8 pi\u00f9 o meno significativa<\/strong>. Non \u00e8 significativa se vediamo l&#8217;annessione come <strong>qualcosa che peggiora la situazione<\/strong>, perch\u00e9 gi\u00e0 va tutto male da molti anni. Man mano che si \u00e8 andati avanti negli anni e nei decenni, la matrice di occupazione di Israele si \u00e8 andata infittendo sempre pi\u00f9 e le violazioni dei diritti umani, del diritto internazionale e umanitario sono andati acuendosi nel corso degli anni. L&#8217;annessione \u00e8 semplicemente un passaggio in questo processo, che \u00e8, quindi, significativo fino a un certo punto: le cose gi\u00e0 vanno male. La non annessione non \u00e8 necessariamente la conferma che le cose vadano bene. Al contrario, \u00e8 politicamente significativa perch\u00e9 si trova in uno <strong>spettro di violazioni crescenti<\/strong> nei territori occupati. L&#8217;annessione potrebbe essere un passaggio che rende pi\u00f9 possibile il trasferimento e l&#8217;espulsione di popolazioni, un rischio che l&#8217;annessione potrebbe facilitare. Quindi, \u00e8 molto significativo sia legalmente sia politicamente.<\/p>\n<p><strong>IL RUOLO DELLA GIORDANIA<br \/>\n<\/strong>Si potrebbero dire tante cose, ma mi soffermo solamente su un punto: la\u00a0<strong>Giordania<\/strong>. Se ci dovesse essere un&#8217;annessione di parte di territori della Cisgiordania, questo vuol dire la <strong>fine dell&#8217;idea dei due Stati<\/strong>: Israele e Palestina. Questa annessione potrebbe riguardare il <strong>3% della Cisgiordania<\/strong> o il <strong>30%<\/strong>, la percentuale \u00e8 irrilevante. Il punto \u00e8 che <strong>questo tipo di annessione, di fatto, elimina la possibilit\u00e0 dei due Stati<\/strong>. Eliminando questa possibilit\u00e0 si crea una minaccia esistenziale per la Giordania, perch\u00e9 in Giordania la maggioranza della popolazione sono rifugiati palestinesi e, eliminando la possibilit\u00e0 di uno Stato palestinese &#8211; perci\u00f2 attuando il &#8220;vecchio piano&#8221; di Israele &#8211; <strong>la Giordania potrebbe diventare la Palestina<\/strong> e questo vuol dire la fine del regno Hashemita. Si pu\u00f2 dire che quello che si potrebbe scatenare in Medio Oriente dopo l&#8217;annessione sia una minaccia esistenziale, ma la vera minaccia esistenziale riguarda la Giordania.<\/p>\n<p><strong>TRUMP VS BIDEN IN ISRAELE<\/strong><br \/>\nIl dibattito sull\u2019annessione in Israele non \u00e8 qualcosa di nuovo. \u00c8 per\u00f2 qualcosa che \u00e8 stato reso possibile nella sua fattibilit\u00e0, perch\u00e9 per la prima volta nella storia esiste un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/trump-radicalizzazione-del-partito-e-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Amministrazione statunitense<\/strong><\/a> che accetta, anzi supporta, l&#8217;idea di una parziale annessione. Era prevista all&#8217;interno del famoso &#8220;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cisgiordania-indipendenza-protettorato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>piano Trump<\/strong><\/a>&#8221; per Israele e Palestina ed \u00e8 questo che l&#8217;ha resa una possibilit\u00e0 concreta. Come dicevo prima, \u00e8 una possibilit\u00e0 concreta che si pu\u00f2 materializzare soltanto da qui a novembre. Nell&#8217;ipotesi di una riconferma di Trump &#8211; poco probabile data la situazione della pandemia e le sue conseguenze negli Stati Uniti -, qualora non ci fosse un&#8217;annessione da adesso a novembre, si allungherebbe l&#8217;arco temporale in cui potrebbe avvenire e, mi sentirei di dire, diverrebbe una quasi certezza. Se ci dovesse essere un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/i-piani-di-trump-e-biden-per-conquistare-un-elettorato-diviso-impaurito-e-confuso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Amministrazione Biden<\/strong><\/a>, i giochi cambierebbero completamente. Un&#8217;Amministrazione Biden non accetterebbe mai l&#8217;annessione, e Israele sarebbe mesa di fronte a costi reali, non soltanto da parte degli europei, ma anche degli Stati Uniti. Quindi, il <strong>calcolo politico interno israeliano<\/strong>, quello che determiner\u00e0 se quest\u2019annessione avverr\u00e0 o meno, cambierebbe. Per questo dico che tanto pi\u00f9 diventa possibile, se non probabile, l&#8217;ipotesi di un&#8217;amministrazione Biden, tanto pi\u00f9 Israele compir\u00e0 l&#8217;annessione da qui a novembre. Non aspetter\u00e0 pi\u00f9 tardi, perch\u00e9 dopo diventer\u00e0 un <strong>rischio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>TRE PIANI DI INTERVENTO<br \/>\n<\/strong>Credo che quello che noi europei dobbiamo fare non deve prescindere da quello che pensiamo sia l&#8217;impatto su Israele. Quello che dobbiamo fare come europei deve essere il riflesso di chi siamo e di quello che crediamo riguardo la regione. Le possibili mosse sono in tre categorie diverse. Si ha la classica mossa in risposta di un&#8217;annessione, che abbiamo visto nel caso della Crimea: le <strong>sanzioni<\/strong>. Il <strong>caso della Crimea<\/strong> conferma il fatto che quando vogliamo sappiamo imporre sanzioni non soltanto a Paesi piccoli, insignificanti e deboli, ma anche a Paesi abbastanza significanti e strategici per l&#8217;Europa. \u00c8 una possibilit\u00e0 che ad oggi sembra remota, ma poi sono le circostanze che rendono qualcosa di impossibile possibile. Nel caso della Crimea c&#8217;era stato l&#8217;abbattimento del volo RH17 della Malaysia Airlines che ha reso tutto d&#8217;un tratto possibile l&#8217;impossibile. In questo caso, le circostanze specifiche dell&#8217;annessione potrebbero rendere delle circostanze restrittive come le sanzioni, che ad oggi sembrano improbabili, probabili se non possibili.<\/p>\n<p>La seconda categoria di azione \u00e8 pi\u00f9 sul <strong>piano politico<\/strong>. Ci potrebbe essere una <strong>catena di riconoscimento<\/strong> da parte di vari Stati membri: gi\u00e0 nove hanno riconosciuto l&#8217;esistenza dello Stato palestinese e ce ne potrebbero essere altri. A mio avviso, questo \u00e8 qualcosa di poco significativo, che ci potrebbe far sentire gratificati, ma che ha poco significato politicamente. Ci potrebbe essere una<strong> sospensione degli aiuti finanziari<\/strong> all&#8217;Autorit\u00e0 nazionale palestinese. Al contrario di quanto si crede, questa, in realt\u00e0, sarebbe una &#8220;punizione&#8221; a Israele e non ai palestinesi, perch\u00e9 i fondi europei all&#8217;autorit\u00e0 palestinese hanno contribuito al radicamento dell&#8217;occupazione e pagato i costi dell&#8217;occupazione per Israele. L&#8217;idea della sospensione di aiuti finanziari, all&#8217;Autorit\u00e0 palestinese e non ai palestinesi, potrebbe quindi essere un&#8217;altra possibile via.<\/p>\n<p>Una terza, che secondo me dovrebbe essere intrapresa a prescindere: <strong>la via legale<\/strong>.\u00a0Ritornando sull&#8217;argomento dell&#8217;annessione significativa soltanto se vista come punto in un percorso, sappiamo che ci sono una serie di <strong>accordi di cooperazione tra l&#8217;Unione europea e Israele<\/strong>. Questi accordi, come qualunque accordo di cooperazione, riguardano un territorio specifico, quindi quello riconosciuto dall&#8217;Unione europea. Io interagisco con te all&#8217;interno di confini cos\u00ec come io li conosco. Queste forme di cooperazione, che si traducono nell&#8217;elargire <strong>benefici<\/strong> alla controparte, come l&#8217;eliminazione di dazi, la cooperazione in materia giudiziaria o fondi per la ricerca, devono essere un supporto che si limita al territorio di Israele stesso. Questa cosa, dalla comunit\u00e0 di esperti e non solo, viene definita &#8220;<strong>agenda sulla differenziazione<\/strong>&#8220;, ovvero differenziare il trattamento da parte dell&#8217;Unione europea tra l&#8217;Israele riconosciuta all&#8217;interno dei confini del &#8217;67 e i territori occupati o annessi. Rinvigorire quest\u2019agenda sulla differenziazione \u00e8 un\u2019altra possibile via che, ripeto, dovrebbe e probabilmente sar\u00e0 intrapresa a prescindere se l\u2019annessione avviene o meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nathalie Tocci, direttore dell&#8217;Istituto Affari Internazionali, illustra in questo podcast le tematiche del suo ultimo paper, Framing an EU Response to Israel&#8217;s Annexation of the West Bank, scritto per i Commentary dell&#8217;Istituto Affari Internazionali, sulle conseguenze della possibile annessione da parte di Israele degli insediamenti in Cisgiordania. 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