{"id":83187,"date":"2020-07-26T08:46:57","date_gmt":"2020-07-26T06:46:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83187"},"modified":"2020-07-31T10:10:02","modified_gmt":"2020-07-31T08:10:02","slug":"che-succede-se-il-covid-19-mette-fuori-gioco-trump-o-biden","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/che-succede-se-il-covid-19-mette-fuori-gioco-trump-o-biden\/","title":{"rendered":"Che succede se il Covid-19 mette fuori gioco Trump o Biden?"},"content":{"rendered":"<p>Per uno strano caso del destino, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/i-piani-di-trump-e-biden-per-conquistare-un-elettorato-diviso-impaurito-e-confuso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>campagna per le presidenziali Usa<\/strong><\/a> vede coinvolti due candidati ultra-settantenni proprio quando l&#8217;America, cos\u00ec come il resto del mondo, \u00e8 alle prese con una pandemia che miete le sue vittime soprattutto tra gli anziani.<\/p>\n<p><strong>Donald Trump<\/strong>, presidente in carica e candidato del partito repubblicano, ha da poco compiuto <strong>74 anni<\/strong>. Lo sfidante democratico, l&#8217;ex vicepresidente <strong>Joe Biden<\/strong>, ne ha addirittura <strong>77<\/strong>. Entrambi sembrano in buona salute e sono sotto stretto monitoraggio medico. Tuttavia, il virus all&#8217;origine del Covid-19, il Sars-Cov-2, \u00e8 tanto contagioso quanto imprevedibile nel generare complicazioni che possono portare a una prolungata intubazione con sedazione (e quindi incapacit\u00e0) o alla morte. Dal momento che il rischio aumenta con l&#8217;et\u00e0, \u00e8 lecito chiedersi che cosa succederebbe se uno dei due candidati finisse <strong>vittima del virus<\/strong>.<\/p>\n<p>Occorre fare subito una precisazione. La questione non riguarda la <b>successione presidenziale<\/b>, che \u00e8 meticolosamente disciplinata dalla legge. La presidenza passerebbe all&#8217;attuale vicepresidente <strong>Mike Pence<\/strong> fino al momento in cui Trump non fosse pienamente ristabilito oppure, in caso di morte del presidente, fino al termine del mandato nel gennaio 2021.<\/p>\n<p><strong>Il timing<br \/>\n<\/strong>Ma Trump non \u00e8 solo il presidente in carica. \u00c8 anche, come Biden, uno dei candidati alla presidenza per il quadriennio 2021-25. E allora, che succede <strong>se uno dei due \u00e8 messo fuori gioco dal virus<\/strong>?<\/p>\n<p>Tutto dipende dal <em>timing<\/em>.\u00a0Una prima possibilit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;<strong>emergenza occorra prima delle <em>convention <\/em>di partito<\/strong>, previste per agosto (probabilmente in forma virtuale per evitare rischi di contagio). Anche se da decenni si limitano a ratificare l\u2019esito delle primarie, le <em>convention<\/em> restano l\u2019organo formalmente preposto alla designazione del candidato. Se Trump o Biden non fossero disponibili, i delegati hanno tutto il diritto di scegliere qualcun altro.<\/p>\n<p>Semplice sul piano procedurale, politicamente la cosa \u00e8 ben diversa. Per i Repubblicani la scelta pi\u00f9 ovvia \u00e8 il vice-presidente Pence, ma per i Democratici le cose stanno diversamente. I candidati sconfitti da Biden durante le primarie tornerebbero alla carica, e la <em>convention<\/em> potrebbe diventare teatro di un memorabile gioco di potere (com&#8217;era del resto prima dell\u2019affermarsi delle primarie come metodo di selezione dei candidati presidenziali). Se per\u00f2 Biden dovesse scegliere la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/137-klobuchar-fuori-dalla-corsa-la-vice-di-biden-sia-nera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sua candidata vice-presidente<\/strong><\/a> prima della <em>convention<\/em>, per\u00f2, i voti dei delegati potrebbero convogliarsi su di lei.<\/p>\n<p>Una seconda possibilit\u00e0 \u00e8 che il <strong>Covid colpisca uno dei candidati dopo la <em>convention<\/em> ma prima delle elezioni<\/strong>. In questo caso la palla passa ai comitati nazionali di partito, una specie di grande forum di personalit\u00e0 politiche (tra cui deputati anziani ed ex presidenti) che hanno un fondamentale ruolo di coordinamento e <i>fund-raising<\/i> ma che di solito sono politicamente secondari. Di nuovo, la scelta pi\u00f9 ovvia per i comitati nazionali di partito \u00e8 elevare il candidato vice-presidente a candidato presidenziale.<\/p>\n<p><strong>Una soluzione possibile<br \/>\n<\/strong>Tutto facile quindi? Nemmeno per sogno. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/voto-per-posta-ecco-come-gli-usa-potrebbero-scegliere-il-prossimo-presidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gli americani<strong> votano anche per posta<\/strong><\/a>, e ben prima della fatidica data del 3 novembre. Si pone quindi il problema di <strong>cosa fare coi voti gi\u00e0 espressi per un candidato che non \u00e8 pi\u00f9 in corsa<\/strong>. Rimandare un&#8217;elezione federale negli Usa \u00e8 di fatto impossibile, sia per motivi procedurali che politici. Tuttavia una soluzione, per quanto non ottimale, esiste.<\/p>\n<p>Di nuovo entra in gioco la <strong>complessit\u00e0 del sistema elettorale<\/strong>. Come ormai si \u00e8 cominciato a imparare anche in Europa, gli elettori americani non eleggono direttamente il presidente, ma un gruppo di &#8220;<strong>grandi elettori<\/strong>&#8221; (il cui numero cambia in base alla popolazione dei singoli Stati), che a loro volta votano per il presidente. Anche se il loro voto riflette sempre l&#8217;esito elettorale del loro Stato di appartenenza, i grandi elettori hanno tuttavia mandato libero e potrebbero pertanto <strong>&#8220;dirottare&#8221; il consenso<\/strong> per il candidato non pi\u00f9 in corsa su quello che l&#8217;ha sostituito.<\/p>\n<p><strong>Elezione vice-presidenziale?<br \/>\n<\/strong>Una terza possibilit\u00e0 \u00e8 che Trump o Biden escano di scena <b>dopo le elezioni<\/b>. Qui le cose cominciano a complicarsi sensibilmente. Il collegio dei grandi elettori si riunisce a met\u00e0 dicembre, quindi se il fattaccio avviene prima ci sarebbe ancora modo per riparare \u2013 evidentemente votando il vice del candidato che ha vinto le elezioni. Dopotutto, l&#8217;elezione presidenziale \u00e8 anche <strong>sempre un&#8217;elezione vice-presidenziale<\/strong> (si vota per entrambe le cariche) e la Costituzione americana stabilisce chiaramente che il vice-presidente \u00e8 il successore naturale di un presidente deceduto o altrimenti incapacitato a esercitare le sue funzioni.<\/p>\n<p>La questione si complicherebbe solo se la sfortuna colpisse prima che il voto del collegio sia formalmente ratificato dal Congresso (prevista per il <b>6 gennaio<\/b>), perch\u00e9 in quel caso non ci sarebbe base legale per far scattare automaticamente la procedura di successione. Cosa succederebbe dopo, nessuno lo sa, perch\u00e9 non ci sono precedenti n\u00e9 la Costituzione dice nulla al riguardo.<\/p>\n<p>In conclusione, quindi, la sconcertante complessit\u00e0 del sistema elettorale degli Stati Uniti non offre soluzioni certe, e addirittura non ne offre nessuna nei venti giorni tra il voto del collegio dei grandi elettori e la conseguente ratifica da parte del Congresso. Tuttavia le procedure &#8211; sia di partito sia di Stato &#8211; offrono alla fine sempre una scappatoia, che poi \u00e8 la pi\u00f9 semplice e ovvia: se il capo non \u00e8 pi\u00f9 disponibile, <strong>si sceglie il vice<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per uno strano caso del destino, la campagna per le presidenziali Usa vede coinvolti due candidati ultra-settantenni proprio quando l&#8217;America, cos\u00ec come il resto del mondo, \u00e8 alle prese con una pandemia che miete le sue vittime soprattutto tra gli anziani. 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