{"id":83201,"date":"2020-08-24T16:20:56","date_gmt":"2020-08-24T14:20:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83201"},"modified":"2020-09-09T16:34:20","modified_gmt":"2020-09-09T14:34:20","slug":"una-corte-per-una-costituzione-aperta-al-mondo-parla-daria-de-pretis-giudice-della-corte-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/una-corte-per-una-costituzione-aperta-al-mondo-parla-daria-de-pretis-giudice-della-corte-costituzionale\/","title":{"rendered":"Una Corte per una Costituzione aperta al mondo. Parla Daria de Pretis, giudice della Corte costituzionale"},"content":{"rendered":"<p>Per far sorridere anche gli occhi della giudice della Corte costituzionale <strong>Daria de Pretis<\/strong> bisogna parlare di <strong>universit\u00e0<\/strong>. O meglio, della sua universit\u00e0, a Trento, quella dove ha ricoperto il ruolo di rettrice. E il perch\u00e9 di questo legame ce lo spiega lei stessa: &#8220;Le studentesse si rivolgevano a me con entusiasmo per la mia carica. Sentivo di rappresentare per loro un modello di ruolo, che io non avevo avuto&#8221;.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra esperienza che lei custodir\u00e0 per sempre \u00e8 senza dubbio il tempo trascorso nelle <strong>carceri<\/strong>, che le ha lasciato impresso &#8220;la percezione di un mondo isolato, ma molto compiuto al suo interno&#8221;.<\/p>\n<p>La nostra conversazione si sposta verso un altro simbolo, di rilievo soprattutto per la Corte: intervistiamo Daria de Pretis sette giorni dopo la sentenza storica firmata da tre <strong>donne<\/strong>, e che &#8220;per la prima volta insieme hanno fatto accadere una cosa nuova, simbolica di una maggiore presenza delle donne nelle istituzioni&#8221;.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=40468237&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><br \/>\n<strong>Professoressa de Pretis, noi la intervistiamo e la conosciamo per la carica che ricopre oggi, giudice della Corte costituzionale, ma lei \u00e8 anche stata rettrice dell&#8217;Universit\u00e0 di Trento, prima donna rettore dell&#8217;ateneo. In generale, in Italia, non ci sono molte donne che ricoprono questo ruolo.<\/strong><br \/>\nCe ne sono molto poche. Quando fui eletta, eravamo in cinque su 72 rettori, e anche oggi non mi risulta che ci siano molte donne rettrici. Tra di noi, ci siamo anche date una mano. Di quell\u2019esperienza una cosa che mi \u00e8 piaciuta \u00e8 stato che le studentesse si rivolgevano a me con entusiasmo per la mia carica. Sentivo di rappresentare per loro un <strong>modello di ruolo<\/strong>, che io non avevo avuto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Per la prima volta, la firma di tre donne in una carta cosa pu\u00f2 significare per la Corte costituzionale?<\/strong><br \/>\n&#8220;\u00c8 un fatto che ha rilievo soprattutto sul piano del costume. Quelle tre firme per la prima volta insieme hanno fotografato una cosa nuova, che \u00e8 simbolica di una maggiore presenza delle donne nelle istituzioni, tra l\u2019altro su due fronti interessanti \u2013 due giudici, di cui una prima donna Presidente, e la cancelliera \u2013 in ruoli che fino a poco tempo fa erano monopolio degli uomini. Credo che questa sia un&#8217;immagine che ci fa capire che la nostra societ\u00e0 sta finalmente cambiando. Quella promessa contenuta nella Costituzione di uguaglianza e parit\u00e0 tra uomini e donne si sta realizzando anche in questo palazzo che per tanto tempo \u00e8 stato occupato da soli uomini. La prima donna giudice costituzionale l\u2019abbiamo avuta nel 1996 quando il Presidente della Repubblica nomin\u00f2 <strong>Fernanda Contri<\/strong>. Per tanto tempo c\u2019\u00e8 stata solo una donna alla volta, prima Fernanda Contri, poi la professoressa <strong>Maria Rita\u00a0Saulle<\/strong> e poi <strong>Marta Cartabia<\/strong>. Soltanto quando sono stata nominata io, per la prima volta, ci siamo ritrovate in due e quasi subito in tre, con la professoressa <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/come-il-lockdown-ha-cambiato-il-nostro-lavoro-parla-silvana-sciarra-giudice-della-corte-costituzionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Silvana Sciarra<\/a><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Un bellissimo lavoro di squadra\u2026<\/strong><br \/>\n&#8220;Adesso possiamo fare un lavoro di squadra, certo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 stato un evento o un intervento per lei particolarmente significativo della sua esperienza nelle carceri e con i detenuti?<\/strong><br \/>\n\u201c\u00c8 stata un&#8217;esperienza profondamente toccante e molto intensa, in particolare per me, che non avevo dimestichezza con quel mondo, non essendomi mai occupata di diritto penale. Di episodi da raccontare ne avrei molti, ma forse una cosa che mi ha colpita in particolare \u00e8 stata la <strong>percezione di un mondo isolato<\/strong>, ma molto compiuto al suo interno. Noi pensiamo che le carceri siano solo i detenuti, ma sono veramente un mondo: ci sono i <strong>detenuti<\/strong>, che sono i protagonisti di quel mondo, ma c&#8217;\u00e8 anche il <strong>personale amministrativo<\/strong>, ci sono i <strong>direttori <\/strong>e le <strong>direttrici<\/strong> delle carceri. Ricordo intensamente l&#8217;incontro con la direttrice del carcere di Lecce, che ho visitato. C&#8217;\u00e8 anche il personale di polizia penitenziaria e, anche in quel caso, ci sono molte donne e giovani, che fanno un lavoro molto difficile e delicato. In questo mondo in s\u00e9 chiuso e conchiuso, essere entrata in contatto con loro, in particolare dopo aver cominciato ad occuparmi qui di questioni che riguardano i detenuti, \u00e8 stato molto importante e significativo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Cosa si potrebbe migliorare, non solo in Italia ma anche nel resto d&#8217;Europa, per quanto riguarda la protezione e la difesa dei diritti fondamentali dei detenuti?<\/strong><br \/>\n&#8220;Il nostro ordinamento, e in generale quelli europei, sono molto attenti alla tutela delle persone detenute. Tutti i diritti sviluppati da questi ordinamenti offrono un <strong>insieme molto avanzato di protezione<\/strong>. Le corti, in particolare la nostra <strong>Corte costituzionale<\/strong>, li ha sempre interpretati nelle sue decisioni con grande saggezza e con la consapevolezza di tradurre quello che i costituenti hanno voluto. Molti dei costituenti erano stati in carcere. Quindi, quando hanno scritto la Costituzione, vi hanno messo quello che da detenuti avevano capito essere fondamentale per la <strong>protezione<\/strong> delle persone che si trovano in quella condizione. Quello che manca, quello che si pu\u00f2 fare, pi\u00f9 che intervenire sugli ordinamenti giuridici o su coloro che li interpretano, \u00e8 occuparsi in concreto di quelle strutture, che sono largamente insufficienti e inadeguate. Tra l&#8217;altro, il nostro Paese si trova purtroppo nella triste condizione di essere stato pi\u00f9 volte segnalato per la dimensione degli spazi a disposizione dei detenuti. Direi che c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da lavorare sul concreto, sulla gestione e sull&#8217;amministrazione, che non sulle leggi, le regole e la loro applicazione&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nel podcast &#8220;<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/magazine\/atlante\/societa\/La_Corte_donne.html\">La Corte e le donne<\/a>&#8221; che lei ha registrato, pubblicato ne &#8220;La libreria dei Podcast della Corte costituzionale&#8221;, ha sottolineato la necessit\u00e0 di leggi che tengano conto del contesto e dei condizionamenti subiti dalle donne. In quale modo questo pu\u00f2 e viene attuato? Ci sono esempi nella scena internazionale a cui si potrebbe fare riferimento e prendere spunto?<\/strong><br \/>\n&#8220;Le leggi devono disciplinare le diverse situazioni tenendo conto della <strong>realt\u00e0<\/strong>. La realt\u00e0, spesso, presenta situazioni molto diverse: il compito della legge \u00e8 riportare su un piano di parit\u00e0 situazioni che sono nei fatti diseguali. Questo vuol dire tener conto del contesto, anche quando si parla di donne. Ormai, anche grazie al lavoro compiuto dalla Corte costituzionale, non \u00e8 facile trovare leggi che formalmente discriminino le donne. Quello che \u00e8 vero invece \u00e8 che non si possono cambiare le cose solo con leggi che trattino tutti alla stessa maniera, ma occorre tenere conto della situazione generale, sociale e di contesto culturale, e lavorare per cambiarla, anche attraverso leggi che riequilibrino le disparit\u00e0. In questo senso, <strong>le leggi vanno valutate dal punto di vista della loro ragionevolezza<\/strong>, affinch\u00e9 tengano conto in maniera coerente delle situazioni di diversit\u00e0. Determinati benefici concessi solo alle donne si giustificano proprio per il fatto che sono diretti a superare una situazione di <strong>disparit\u00e0<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Nello stesso podcast ha spiegato che il lavoro della Corte costituzionale \u00e8 dichiarare incostituzionali le leggi che discriminano le donne. Le \u00e8 mai capitato, nel suo lavoro di giudice, di dover giudicare leggi che avrebbero potuto essere o erano discriminatorie nei confronti delle donne?<\/strong><br \/>\n&#8220;Ormai di leggi cos\u00ec ce ne sono poche, ma la sua domanda sulla sentenza della Corte mi offre l\u2019occasione per ricordarne una, cio\u00e8 quella che stabilisce che il <strong>cognome del figlio \u00e8 solo quello paterno<\/strong>. La Corte si \u00e8 pronunciata tre volte su questa vicenda. La prima volta ha detto che non poteva fare nulla perch\u00e9 era compito del legislatore. La seconda ha sollecitato il legislatore a intervenire. La <a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/actionSchedaPronuncia.do?anno=2016&amp;numero=286\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>terza volta<\/strong><\/a>, due o tre anni fa, in assenza di intervento da parte del legislatore, ha ritenuto <strong>illegittimo negare a due genitori<\/strong>, che lo desiderano di comune accordo, <strong>di dare a loro figlio anche il cognome della madre<\/strong>. In virt\u00f9 di una sentenza della Corte, \u00e8 stata superata, almeno per il caso dei due genitori d\u2019accordo, questa normativa che, vietando la trasmissione del cognome della madre, \u00e8 una forma di discriminazione nei confronti della donna, oltre che una forma di limitazione del diritto all\u2019identit\u00e0 del figlio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Lei ha parlato di sentenze della Corte costituzionale che hanno dato una svolta importante al ruolo della donna nella societ\u00e0. Ci sono sentenze significative anche nell&#8217;ambito dell&#8217;immigrazione? Sono in qualche modo in relazione con le decisioni, gli accordi e le leggi europee?<\/strong><br \/>\n&#8220;Non ho in mente sentenze che si riferiscano specificamente alle donne immigrate. Indirettamente, per\u00f2, determinate sentenze della Corte che <strong>riconoscono agli immigrati gli stessi diritti dei cittadini, <\/strong>si riferiscono a servizi che interessano pi\u00f9\u00a0 direttamente le donne. Pensiamo agli <strong>asili nido<\/strong>. L&#8217;offerta del servizio dell&#8217;asilo nido non \u00e8 un beneficio per la donna di per s\u00e9, perch\u00e9 in realt\u00e0 \u00e8 un beneficio offerto anche all&#8217;uomo. Sappiamo per\u00f2 che la cura dei figli pesa, nella nostra societ\u00e0, quasi esclusivamente sulle spalle della donna. Sentenze di questo tipo sono sentenze che aiutano le donne&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La Corte costituzionale italiana pu\u00f2 giudicare una legge incostituzionale, se essa non rispetta i diritti fondamentali delineati a livello europeo con la Carta dei Diritti Fondamentali dell&#8217;Unione europea?<\/strong><br \/>\n&#8220;S\u00ec, lo pu\u00f2 fare. Il discorso \u00e8 molto complicato, perch\u00e9 in questi ultimi decenni assistiamo a un grande arricchimento del panorama delle carte dei diritti che si affiancano alla nostra Costituzione, affermando diritti a volte uguali, a volte leggermente diversi, a volte anche nuovi. Insieme a queste carte dei diritti ci sono anche Corti che tutelano il rispetto di quei diritti. La nostra \u00e8 una <strong>Costituzione aperta al mondo<\/strong>, aperta anche alle Carte dei Diritti alle quali il nostro Paese ha aderito. Quindi, la Corte costituzionale si trova non di rado a dover applicare, attraverso la via della Costituzione che fa richiamo a questi atti, anche norme contenute in queste Carte, quindi diritti proclamati in quelle Carte&#8221;.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/uk-53427197\">Shamima Begum<\/a>, una delle tre teenager inglesi che nel 2015 presero l&#8217;aereo per giurare fedelt\u00e0 allo Stato Islamico, pu\u00f2 tornare nel Regno Unito per prendere parte al processo per la revoca della sua cittadinanza, decisa dal Ministro degli Interni. Che significato ha questa decisione a livello giuridico e di rispetto dei diritti fondamentali?<\/strong><br \/>\n&#8220;Ha almeno due significati. Il primo \u00e8 che uno <strong>Stato costituzionale \u00e8 tollerante anche verso coloro che sono intolleranti verso di esso<\/strong>, almeno entro certi limiti. Quindi, lo Stato tiene conto dei diritti anche di quelli che negano la sua stessa funzione. Dall\u2019altro lato, da questa vicenda emerge l&#8217;<strong>importanza del diritto di difesa<\/strong>, che non pu\u00f2 essere mai disconosciuto. Nel caso che citava lei, si tratta di una persona che era fuori, alla quale doveva essere revocata la cittadinanza, ma che non di meno aveva un diritto a un processo e a prendere parte a quel processo. Questa \u00e8 la ragione per la quale le \u00e8 stato concesso comunque di tornare nel Regno Unito. Il diritto di difesa \u00e8 un diritto fondamentale: essere posti nella condizione di <strong>potersi difendere<\/strong>. Nell&#8217;ordinamento anglosassone anche la stessa presenza dell&#8217;imputato \u00e8 condizione per lo svolgimento del processo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Recentemente, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/in-mali-ce-voglia-di-futuro\/\">il presidente del Mali ha sciolto la Corte costituzionale<\/a> su richiesta dei protestanti contro il governo. Questi ultimi ritengono che la Corte non sia stata imparziale nel giudicare i risultati elettorali e che abbia favorito il partito dell&#8217;attuale presidente. Lo scioglimento della Corte, in queste situazioni e su richiesta dei cittadini, \u00e8 legittimo?<\/strong><br \/>\n&#8220;No, non \u00e8 legittimo in un sistema come il nostro, dove la sovranit\u00e0 appartiene al popolo che<strong> la esercita nei modi e nelle forme previsti dalla Costituzione<\/strong>. Tra questi modi e queste forme, non c&#8217;\u00e8 quello per cui i cittadini possono direttamente sfiduciare la Corte costituzionale. Nel nostro sistema, ogni organo e potere dello stato esiste e opera nel rispetto delle regole previste dalla Costituzione e, solo in quelle regole, se ne \u00e8 il caso, pu\u00f2 essere messa in discussione la sua permanenza. Questo, per\u00f2, non \u00e8 consentito nel nostro ordinamento per la Corte costituzionale&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La Presidente della Corte costituzionale ha affermato che la Costituzione italiana non prevede un diritto speciale in tempi di emergenza, ma \u00e8 una bussola per l&#8217;emergenza. Quali articoli della Costituzione hanno guidato l\u2019azione del governo italiano e il lavoro della Corte durante l\u2019emergenza da Covid-19?<\/strong><br \/>\n&#8220;\u00c8 una domanda alla quale non posso rispondere, perch\u00e9 mette in campo un giudizio dell\u2019operato del governo e, in particolare, su quali siano le norme di riferimento alle quali il governo si \u00e8 ispirato, e su questo non ho nulla da dire. Posso solo confermare quello che lei diceva riprendendo le parole della nostra Presidente, cio\u00e8 che <strong>la nostra Costituzione non prevede lo stato di emergenza<\/strong>. Prevede che, anche nelle situazioni di emergenza, ci si muova secondo le regole ordinarie, le quali prevedono, in via ordinaria, la possibilit\u00e0 che ci sia estrema urgenza di un certo provvedimento, anche legislativo. In quel caso, il governo \u00e8 autorizzato a intervenire senz\u2019altro, se davvero le situazioni di necessit\u00e0 e urgenza ci sono, e poi il Parlamento \u00e8 chiamato a convertire in legge quello che il governo, in via d\u2019urgenza, ha adottato. Il sistema funziona sempre fisiologicamente e, nella fisiologia, \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 che ci siano casi di necessit\u00e0 e di urgenza&#8221;.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83207\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis4-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis4-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis4-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis4-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis4.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83206\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83205\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis2-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis2.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83210\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis8-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis8-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis8-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis8-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis8-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis8.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83214\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis1-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis1.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83211\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis10-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis10-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis10-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis10-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis10-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis10.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83209\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis7-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis7-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis7-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis7-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis7-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis7.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83213\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis12-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis12-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis12-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis12-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis12-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis12.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-83206\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3-125x94.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/AI_Depretis3.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per far sorridere anche gli occhi della giudice della Corte costituzionale Daria de Pretis bisogna parlare di universit\u00e0. O meglio, della sua universit\u00e0, a Trento, quella dove ha ricoperto il ruolo di rettrice. E il perch\u00e9 di questo legame ce lo spiega lei stessa: &#8220;Le studentesse si rivolgevano a me con entusiasmo per la mia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":83204,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2028,9],"tags":[2077,521,793,1928,722,864,1496],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83201"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83201"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83201\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83930,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83201\/revisions\/83930"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83204"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}