{"id":83391,"date":"2020-08-10T09:20:00","date_gmt":"2020-08-10T07:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83391"},"modified":"2020-08-27T11:54:22","modified_gmt":"2020-08-27T09:54:22","slug":"siamo-a-un-punto-di-non-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/siamo-a-un-punto-di-non-ritorno\/","title":{"rendered":"Siamo a un punto di non ritorno?"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>devastazione di Beirut<\/strong> ha colpito il mondo intero. Le esplosioni che hanno raso al suolo il porto e distrutto parte della citt\u00e0, causando centinaia di morti e migliaia di feriti e sfollati, potrebbero rappresentare la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/un-colpo-definitivo-agli-equilibri-del-libano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>goccia che fa traboccare il vaso<\/strong><\/a> di un Paese dilaniato da decenni di instabilit\u00e0 politica, corruzione, tensioni sociali, crisi economica e conflitti regionali. Quelle esplosioni per certi versi sono arrivate come una doccia fredda. Per altri, come la rappresentazione plastica di una morte annunciata.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 doveroso chiedersi quale sia precisamente la causa di questa morte. Di che morte parliamo?<\/p>\n<p>Le speculazioni e i presunti complotti, come in ogni vicenda mediorientale, non scarseggiano.<\/p>\n<p>Alcuni media tradizionali, in particolare occidentali e israeliani, si sono affrettati a collegare le esplosioni di Beirut al giudizio atteso il 18 agosto dal Tribunale Speciale sull&#8217;<strong>assassinio dell&#8217;ex primo ministro Rafik Hariri<\/strong> nel 2005. Il Tribunale Speciale presumibilmente annuncer\u00e0 la condanna di alcuni membri di <strong>Hezbollah<\/strong>. Dunque, Hezbollah stessa potrebbe aver sparigliato le carte attraverso la devastazione della citt\u00e0. \u00c8 una narrazione incardinata in quella pi\u00f9 ampia mirata a sottolineare non solo le colpe di Hezbollah, ma anche e soprattutto la sua designazione come organizzazione terroristica.<\/p>\n<p>Chi altri, se non un&#8217;organizzazione terroristica, potrebbe aver commesso un tale attacco? Perch\u00e9 \u00e8 precisamente quella parola \u2013 &#8220;<strong>attacco<\/strong>&#8221; \u2013 che ha usato il Presidente statunitense <strong>Donald Trump<\/strong> in riferimento agli eventi di Beirut. Se un attacco \u00e8 stato, non pu\u00f2 che essere stato un attacco terroristico. E dunque la pistola fumante non pu\u00f2 che essere quella di Hezbollah.<\/p>\n<p>Specularmente, altri speculano su un possibile complotto, un&#8217;<strong>operazione <em>false flag<\/em><\/strong>, mirata precisamente a far insorgere il popolo libanese contro Hezbollah, richiedendo che i suoi arsenali vengano rimossi dalle citt\u00e0 e possibilmente dal Paese, supervisionati dalla comunit\u00e0 internazionale. La convocazione di una <strong>riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu<\/strong> per richiedere la supervisione internazionale del Paese sarebbe dunque l&#8217;occasione colta dalle potenze occidentali e Israele per indebolire e contenere Hezbollah.<\/p>\n<p>Nello specchio riflesso di questo contro-complotto la domanda centrale \u00e8 dunque: &#8220;<em>cui bono<\/em>?&#8221; Se a beneficiare dall&#8217;attacco saranno i nemici di Hezbollah \u00e8 forse l\u00ec che dovremmo cercare la proverbiale pistola fumante?<\/p>\n<p>Siamo ben lontani da un&#8217;analisi forense che ci permetter\u00e0, chiss\u00e0 un giorno, di verificare se c&#8217;\u00e8 del vero dietro a questi <strong>fantasiosi complotti e contro complotti<\/strong>. Ad oggi speculare sulla loro veracit\u00e0 non \u00e8 solo puerile, ma anche una inutile distrazione dalla banalit\u00e0 del male dietro alle esplosioni di Beirut.<\/p>\n<p>Eppure, il fatto stesso che queste speculazioni esistono, e sono emerse mentre la nuvola di fumi tossici e detriti ancora avvolgeva la citt\u00e0, mette in luce una delle fragilit\u00e0 strutturali del Paese. Le divisioni sociopolitiche libanesi, che rispecchiano e sono alimentate dalle pi\u00f9 ampie divisioni regionali e globali che affliggono da decenni il Medio oriente, rappresentano uno dei tasselli chiave di quella fragilit\u00e0 che ci permette di comprendere il senso ultimo delle esplosioni di Beirut.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 a prescindere dai complotti politici, la vera storia che emerge dal porto di Beirut \u00e8 proprio quella di una <strong>profonda fragilit\u00e0<\/strong>, che \u00e8 andata via via approfondendosi fino ad arrivare, forse con le esplosioni, o forse no, a un punto di non ritorno.<\/p>\n<p>Ad oggi, <strong>la versione pi\u00f9 verosimile dei fatti \u00e8 atrocemente banale<\/strong>. Un porto distrutto da una scintilla nel Hangar 12, in cui 2,700 kg di nitrato di ammonio giacevano da quando una nave moldava proveniente dalla Georgia e diretta in Mozambico fece scalo a Beirut nel lontano <strong>2014<\/strong>. Quel nitrato di ammonio sequestrato sei anni fa non era altro che il frutto di una negligenza criminale, a sua volta causata da corruzione, venalit\u00e0 e da una struttura di sicurezza frammentata, specchio del degrado morale di un\u2019intera classe politica, e delle profonde ferite sociali del paese intero. Quel nitrato di ammonio giaceva da sei anni nel Hangar 12 per gli stessi identici motivi che hanno mobilitato le piazze di Beirut l&#8217;anno scorso e che rappresentano quella promessa di rigenerazione tradita dopo la guerra civile.<\/p>\n<p>Le esplosioni di Beirut piovono sul bagnato. La <strong>guerra in Siria<\/strong> e la pressione generata dall&#8217;influsso di <strong>rifugiati<\/strong> ha riacceso tensioni sociali, economiche e politiche. La crisi economica e il collasso della moneta, accelerate dal <a href=\"https:\/\/www.state.gov\/caesar-syria-civilian-protection-act\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Caesar Act<\/em><\/a> statunitense che impone sanzioni sulla Siria con effetti secondari paralizzanti sul Libano, devastano il Paese da mesi, e il governo tecnico, frutto delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/libano-protesta-giovani-sfidano-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>proteste del 2019<\/strong><\/a>, si \u00e8 dimostrato fino ad ora incapace di mettere in atto le pi\u00f9 basilari riforme essenziali. La <strong>pandemia<\/strong> ha messo a dura prova il settore sanitario.<\/p>\n<p>Ora la distruzione del porto rischia di causare una crisi sanitaria e alimentare senza precedenti. Infatti, il Libano <strong>importa ben l&#8217;80% dei beni consumati<\/strong>, di cui il 60% transitava per il porto di Beirut. Tra questi, oltre il 90% del grano importato, alla base della dieta libanese. La distruzione del porto di Beirut potrebbe dunque rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso.<\/p>\n<p>Le manifestazioni del fine settimana, con i duri scontri tra manifestanti e poliziotti vicino al Parlamento, sono una prima spia di instabilit\u00e0? Dobbiamo aspettarci rivolte, rivoluzione o addirittura una nuova guerra civile? O nulla di tutto questo in una popolazione che ancora ricorda il dramma della guerra, e che ha sviluppato gli anticorpi contro il ripetersi della storia, ma che, al tempo stesso, non ha ancora trovato la resilienza necessaria per fare il passo verso una reale trasformazione?<\/p>\n<p>Quel che \u00e8 certo \u00e8 che nell&#8217;immediato il Libano richieder\u00e0 un\u00a0<strong>enorme afflusso di aiuti esterni<\/strong> per tamponare una catastrofe alimentare e sanitaria e i 250 milioni di euro, stanziati ieri dai leader mondiali riuniti in videoconferenza dal presidente francese <strong>Emmanuel Macron<\/strong> con il sostegno dell&#8217;Onu, sono un primo passo. Ma quel che \u00e8 altrettanto certo \u00e8 che questi aiuti non potranno arrestare il declino del Paese.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>Europa<\/strong> probabilmente non \u00e8 in grado di invertire la rotta libanese, ma pu\u00f2 certamente rallentarne la spirale, assicurandosi che gli aiuti per la ricostruzione siano monitorati attentamente localmente e internazionalmente, evitando che anche questi diventino parte di quelle fragilit\u00e0 esplose in un&#8217;enorme fungo di fumo nel porto di Beirut.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La devastazione di Beirut ha colpito il mondo intero. 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