{"id":83405,"date":"2020-08-12T07:00:06","date_gmt":"2020-08-12T05:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83405"},"modified":"2020-08-29T09:24:17","modified_gmt":"2020-08-29T07:24:17","slug":"per-europa-una-ripresa-autunnale-con-qualche-incognita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/per-europa-una-ripresa-autunnale-con-qualche-incognita\/","title":{"rendered":"Una ripresa autunnale con qualche incognita"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea ha affrontato l&#8217;inizio della pausa estiva in uno stato di grazia. Con l&#8217;accordo del 21 luglio sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/il-consiglio-europeo-e-la-lanterna-magica-delleuropa-possibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU<\/strong><\/a>, il Consiglio europeo ha varato il programma comune di aiuti, mirati a fronteggiare l&#8217;emergenza economica post-Covid, pi\u00f9 ambizioso e pi\u00f9 importante della storia dell&#8217;Ue; e ha contestualmente adottato il Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027.<\/p>\n<p>Malgrado le difficolt\u00e0 di un\u00a0 negoziato che si \u00e8 protratto per quasi cinque giorni, e le divisioni che pure sono emerse su vari aspetti di questo programma, alla fine l&#8217;<strong>Europa si \u00e8 mostrata all&#8217;altezza della sfida di una congiuntura drammatica<\/strong>, imprevista e imprevedibile, come quella determinata dalla pandemia sulla economie e le societ\u00e0 europee. E rilevano sotto questo profilo non solo la dimensione complessiva delle risorse che saranno mobilitate, ma anche la circostanza che questi interventi, straordinari e temporanei, saranno finanziati facendo ricorso a <strong>strumenti di debito comune<\/strong>, emessi dalla Commissione e garantiti dal bilancio dell&#8217;Ue. Inoltre, questi aiuti saranno distribuiti, grazie ad un esplicito riconoscimento del <strong>principio di solidariet\u00e0<\/strong>, secondo criteri innovativi, che privilegeranno i Paesi pi\u00f9 colpiti dalla pandemia.<\/p>\n<p>Ora si tratta di garantire i seguiti operativi di quel programma. Si dovr\u00e0 completare il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale con il <strong>Parlamento europeo<\/strong>, che non aveva mancato di esternare qualche critica su vari aspetti della intesa raggiunta in Consiglio europeo (in particolare sui tagli apportati ai fondi a disposizione di alcuni importanti programmi comuni).<\/p>\n<p>Ma soprattutto i <strong>governi<\/strong> <strong>degli Stati membri<\/strong>\u00a0dovranno definire, entro la met\u00e0 di ottobre, i <strong>Piani nazionali di ricostruzione<\/strong>, per\u00a0 sottoporli successivamente alla valutazione della Commissione e del Consiglio. In quella sede si dovr\u00e0 garantire il rispetto delle <strong>condizioni<\/strong>, relative alla coerenza con gli obiettivi definiti in sede europea, alla efficacia e alla verificabilit\u00e0 degli interventi, che sono parte integrante delle intese del 21 luglio. Si tratter\u00e0 di un compito sicuramente impegnativo per i governi, che dovranno definire programmi e progetti credibili, mirati e monitorabili; ma anche per la <strong>Commissione<\/strong> che, in sede di verifica, dovr\u00e0 assicurarne la coerenza con le raccomandazioni Paese.<\/p>\n<p>In fondo, la stessa credibilit\u00e0 del Recovery Fund comune si giocher\u00e0 sulla capacit\u00e0 di questi piani nazionali\u00a0di contribuire concretamente a una ripresa e a un rilancio delle economie in un <strong>quadro di sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale<\/strong>.<\/p>\n<p>Su un altro fronte, comprensibilmente trascurato dai media per effetto del Covid, si dovr\u00e0 completare il negoziato per la ridefinizione dei rapporti fra l&#8217;Unione e il Regno Unito dopo la <strong>Brexit<\/strong>. Le scadenze sono strette, data la ferma determinazione del Primo ministro britannico a concludere un accordo entro la fine dell&#8217;anno, e la corrispondente, pi\u00f9 volte annunciata, indisponibilit\u00e0 a chiedere una proroga del periodo transitorio. Su alcuni aspetti di questa trattativa le posizioni rispettive sono all&#8217;apparenza ancora distanti. Ma la posta in gioco \u00e8 troppo importante per entrambe le parti perch\u00e9 si possa realisticamente mettere in conto un fallimento del negoziato e l&#8217;ipotesi di una Brexit senza accordo.<\/p>\n<p>Comprensibile che ancora in questa fase le parti mantengano le proprie posizioni, soprattutto su questioni di principio. Ma in prospettiva una accordo che garantisca una relazione basata su una interdipendenza efficacemente regolata delle rispettive economie, e su collaborazione ampia e articolata in materia di affari interni, giustizia, politica estera e anche difesa, \u00e8 di tutta evidenza nel <strong>reciproco interesse<\/strong> sia del Regno Unito che della Ue.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa dovr\u00e0 poi tradurre in fatti concreti e iniziative verificabili la sua dichiarata aspirazione all&#8217;<strong>autonomia strategica<\/strong>. Dovr\u00e0 essere in grado di assumere quelle responsabilit\u00e0 sulla scena internazionale che la Presidente della Commissione aveva individuato, all&#8217;inizio del suo mandato, quando aveva evocato il <strong>ruolo geo-politico dell&#8217;Unione<\/strong>.<\/p>\n<p>Il quadro internazionale resta complesso, incerto e problematico. E la <strong>pandemia ha accentuato tendenze gi\u00e0 in atto<\/strong>: crisi del multilateralismo, prevalenza di un multipolarismo privo di regole e di potenze egemoni, debolezze e inadeguatezze delle istituzioni internazionali, ripiegamento sulla dimensione nazionale, crisi del commercio internazionale e frammentazione delle catene globali del valore.<\/p>\n<p>E&#8217; per\u00f2 oggi pi\u00f9 che mai nell&#8217;interesse dell\u2019Europa definire un programma di iniziative che le consentano di impegnarsi credibilmente per il <strong>rilancio di un multilateralismo efficace<\/strong>, per il <strong>ripristino di regole del gioco<\/strong> riconosciute e rispettate, e per il <strong>rafforzamento di istituzioni internazionali<\/strong> autorevoli e ugualmente rispettate. Cos\u00ec come sarebbe nell&#8217;interesse dell&#8217;Europa riassumere un qualche pi\u00f9 visibile protagonismo nella <strong>gestione di crisi regionali<\/strong>, soprattutto quando si sviluppano ai confini del nostro continente (come ad esempio in <strong>Siria<\/strong>, <strong>Libia<\/strong> e da ultimo anche <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/siamo-a-un-punto-di-non-ritorno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libano<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Ma la pandemia ha anche esaltato la <strong>competizione globale fra Usa e Cina<\/strong>. Questa rivalit\u00e0 strategica, in origine confinata alle tensioni sui rapporti commerciali, si \u00e8 rapidamente\u00a0 trasferita sul terreno del primato sulle tecnologie di punta e successivamente delle responsabilit\u00e0 per la gestione della pandemia; e ha ormai assunto &#8211; anche per effetto della campagna per le presidenziali negli Usa &#8211; i caratteri di un <strong>confronto\/scontro a tutto campo<\/strong> (con reciproche accuse di attivit\u00e0 di spionaggio e di interferenze negli affari interni), che molti definiscono come una nuova guerra fredda fra le due superpotenze.<\/p>\n<p>Per l&#8217;Europa questa competizione sistemica pone <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/usa-vs-cina-leuropa-dove-va\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sfide non indifferenti<\/strong><\/a>. Prima fra tutte il rischio di dover scegliere fra l&#8217;alleato tradizionale e partner storico (oggi sicuramente meno affidabile che nel passato) e la potenza emergente (che offre grandi opportunit\u00e0 come partner economico, ma dalla quale ci dividono differenze difficilmente colmabili sul piano dei valori e dei principi).<\/p>\n<p>Paradossalmente, per\u00f2, gli effetti della\u00a0 pandemia offrono anche <strong>opportunit\u00e0<\/strong> all&#8217;Europa. Basti pensare che il Covid <strong>ha indebolito gli Usa<\/strong>, per la pessima e ondivaga gestione della pandemia e per gli effetti del virus sull&#8217;economia e sull&#8217;occupazione. Ma <strong>ha anche messo in discussione il ruolo e lo status della Cina<\/strong>, che non ha mai chiarito fino in fondo le sue responsabilit\u00e0 sull&#8217;origine del Covid, e che sta subendo un rallentamento significativo dei tassi di crescita del Pil nazionale, con un impatto non indifferente sui livelli di occupazione, perdendo cos\u00ec gran parte della sua credibilit\u00e0 come potenza responsabile, come effetto di una nuova aggressivit\u00e0 sul piano internazionale e della prova di forza esercitata su <strong>Hong Kong<\/strong>.<\/p>\n<p>Tutto questo per concludere che, almeno sulla carta, si aprono <strong>spazi di iniziativa<\/strong> per l&#8217;Europa, a patto che l&#8217;Ue sappia definire con chiarezza le grandi linee di una sua &#8220;<em>China policy<\/em>&#8221; che le consenta di coniugare la necessaria solidariet\u00e0 transatlantica con la tutela di interessi autenticamente europei.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 infine da chiedersi quale ruolo potr\u00e0 svolgere in questo contesto la <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/new-push-european-democracy_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Conferenza sul Futuro dell&#8217;Europa<\/strong><\/a>. Annunciata e faticosamente messa in cantiere prima del Covid, e poi di fatto accantonata per far spazio ad altre priorit\u00e0, la Conferenza resta tra le iniziative da avviare nel quadro del programma della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/recovery-fund-e-semestre-tedesco-le-sfide-per-lunione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>presidenza semestrale tedesca della Ue<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 pi\u00f9 che lecito affrontare questa iniziativa con la dovuta cautela. Ben venga la Conferenza se sar\u00e0 in grado di coinvolgere oltre alle istituzioni anche cittadini, organizzazioni di categoria e\u00a0 rappresentanze di interessi, e se sar\u00e0 capace di fornire idee e spunti per un&#8217;Unione pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 trasparente e pi\u00f9 democratica. Attenzione per\u00f2 ad evitare sia il rischio di suscitare <strong>aspettative eccessive<\/strong>, sia la prospettiva di trasformare questa lodevole iniziativa in una cassa di risonanza di differenze di percezione e di visione sul ruolo della Ue, che sono gi\u00e0 oggi fin troppo evidenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea ha affrontato l&#8217;inizio della pausa estiva in uno stato di grazia. 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