{"id":83458,"date":"2020-08-14T08:00:35","date_gmt":"2020-08-14T06:00:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83458"},"modified":"2020-08-15T10:11:35","modified_gmt":"2020-08-15T08:11:35","slug":"resa-dei-conti-in-mauritania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/resa-dei-conti-in-mauritania\/","title":{"rendered":"Resa dei conti in Mauritania"},"content":{"rendered":"<p>Il 6 agosto scorso, il primo ministro della\u00a0<strong>Mauritania<\/strong> Ismail Bodde Ould Sidiya\u00a0ha rassegnato le <strong>dimissioni<\/strong>\u00a0insieme a tutto il governo nelle mani del presidente <strong>Mohamed Ould Ghazouani<\/strong>. Il presidente, accentando il passo indietro, ha contestualmente annunciato la nomina di Mohamed Ould Bilal come nuovo primo ministro incaricato. Le dimissioni di Sidiya arrivano un anno dopo la sua nomina, in seguito ad <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/topnews\/2019\/06\/22\/mauritania-al-voto_2a34b936-41b0-4937-a077-6af0d5220181.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni<\/a> pi\u00f9 contestate del previsto, che avevano portato Ghazouani alla vittoria, e vanno lette nel contesto della resa dei conti che sta dominando la scena politica mauritana in cui l\u2019attuale presidente si contrappone al suo predecessore, di cui era alleato storico, <strong>Mohamed Ould Abdel Aziz<\/strong>.<\/p>\n<p>Ghazouani \u00e8 stato capo di Stato maggiore dal 2008 fino al novembre 2018, quando fu nominato ministro della Difesa. Dimessosi nel marzo successivo, quando divenne chiaro che si andasse verso una transizione guidata, Ghazouani specific\u00f2 che avrebbe garantito continuit\u00e0. In effetti, la scelta di Sidiya, per anni ministro sotto Abdel Aziz, venne vista come chiaro segnale della volont\u00e0 di garantire continuit\u00e0 con il vecchio sistema, di cui anche Ghazouani era espressione.<\/p>\n<p><strong>Lo scontro Ghazouani-Abdel Aziz<\/strong><br \/>\nSin dai primi mesi, per\u00f2, Ghazouani ha mostrato la volont\u00e0 di caratterizzare il proprio mandato in termini diversi. <strong>Le tensioni con Abdel Aziz sono cresciute a dismisura<\/strong>, culminando nel primo, visibile momento di attrito: il congresso di dicembre dell\u2019Unione per la Repubblica (Upr), in cui i due si sono scontrati, con Ghazouani chiaro vincitore. Da allora, <strong>il <em>redde rationem<\/em> \u00e8 diventato sistemico<\/strong>. A inizio giugno, Ghazouani ha cambiato parte dei vertici delle Forze armate, con una parziale riorganizzazione che portato alla creazione di un gruppo di forze speciali, di cui fa parte la Guardia presidenziale, con il generale Mohamed Ould Beyda al comando. In un Paese che ha conosciuto svariati colpi di stato militari \u2013 e Ghazouani fu uno dei protagonisti del colpo di stato che port\u00f2 Abdel Aziz al potere nel 2008 &#8211; la prudenza per chi \u00e8 al potere, da questo punto di vista, non \u00e8 mai troppa. Ma la questione pi\u00f9 importante in questo scontro \u00e8 l\u2019inizio di una serie di <strong>inchieste su corruzione e illeciti durante i dieci anni al potere di Abdel Aziz<\/strong>.<\/p>\n<p>Una commissione parlamentare d\u2019inchiesta creata a gennaio ha cominciato a indagare sulla <strong>gestione dei contratti nel settore degli idrocarburi, industria divenuta sempre pi\u00f9 importante negli ultimi anni<\/strong>. I lavori della commissione si sono focalizzati non solo su Abdel Aziz, ma anche su alcuni dei principali membri del suo &#8220;cerchio magico&#8221;. <a href=\"https:\/\/www.rfi.fr\/fr\/afrique\/20200729-mauritanie-parlement-approuve-rapport-enquete-president-abdel-aziz\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nel report finale<\/a> vi sono i nomi del premier Sidiya e di altri tre ministri uscenti. Tra di essi spicca Mohamed Abdel Vetah, ministro del petrolio, dell&#8217;energia e delle miniere nominato dall\u2019ex presidente e uno dei rappresentati pi\u00f9 significativi, insieme a Ismail Ould Ahmed (Esteri) e del nuovo &#8211; ma vicino ad Abdel Aziz &#8211; Mohamed Lemine Ould Dhehbi (Finanze), della <strong>continuit\u00e0 esistente tra nuovo e vecchio sistema<\/strong>. Data l\u2019<strong>immunit\u00e0<\/strong> di cui gode da ex presidente, Abdel Aziz si \u00e8 rifiutato di testimoniare. Ma il lavoro della commissione \u00e8 andato avanti, con il Parlamento che ha votato alla fine di luglio in favore di <a href=\"https:\/\/www.rfi.fr\/fr\/afrique\/20200728-mauritanie-d%C3%A9put%C3%A9s-votent-projet-loi-r%C3%A9habilitant-haute-cour-justice\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una legge che permetter\u00e0 la <strong>creazione di un\u2019Alta Corte di Giustizia<\/strong><\/a>, per cui l\u2019immunit\u00e0 dell&#8217;ex capo di Stato non \u00e8 valida, essendo questa istituzione l\u2019unica che pu\u00f2 processare ex presidenti.<\/p>\n<p><strong>Tra Bidham e Haratin<\/strong><br \/>\nQuesto \u00e8 il contesto in cui le dimissioni del governo e la nomina di Bilal sono avvenute. A guardare la scelta, <strong>il neo-premier\u00a0Bilal rappresenta un elemento di discontinuit\u00e0 a vari livelli<\/strong>. Bilal \u00e8 un tecnico molto stimato, gi\u00e0 ministro nel governo di Zeine Ould Zeidane nel 2007. Con Abdel Aziz, fu nominato a capo della <em>Soci\u00e9t\u00e9 Mauritanienne d&#8217;Electricit\u00e9<\/em> (Somelec), prima di essere sostituito a causa di divergenze con il presidente rispetto alla gestione dei contratti pubblici della compagnia. Quindi la scelta di Bilal vuole essere un segnale di presa di distanza dall\u2019eredit\u00e0 di Abdel Aziz. Inoltre, \u00e8 un <em>hartani<\/em>. Gli <strong><em>Haratin<\/em><\/strong>, i \u201cmauri neri\u201d che parlano arabo e berbero, diffusi in tutto il Nord Africa, discendenti degli schiavi, formano circa il 48% della popolazione mauritana \u2013 anche se le percentuali sui gruppi etnici vanno presi con molta cautela in questo Paese di poco pi\u00f9 di 4 milioni di abitanti nel <strong>Sahel<\/strong> &#8211; e sono storicamente il gruppo sociale ed etnico pi\u00f9 svantaggiato.<\/p>\n<p>Storicamente, l\u2019autorit\u00e0 sociale e il potere politico sono stati nelle mani dei <strong><em>Bidhan<\/em><\/strong>, \u201ci mauri bianchi\u201d, mentre gli afro-mauritani \u2013 diversi dagli <em>Haratin<\/em>, e presenti principalmente nel sud del Paese, hanno spesso occupato posizioni amministrative e tecniche, eredit\u00e0 del dominio coloniale francese la cui presenza era pi\u00f9 forte nel sud (data la vicinanza a Saint-Louis, nell\u2019odierno Senegal).<\/p>\n<p><strong>Tentativi di un cambio di passo<\/strong><br \/>\n<strong>La Mauritania soffre\u00a0storicamente di marcate divisioni interne<\/strong>, e uno dei motivi per cui il Paese si \u00e8 proclamato \u201cRepubblica islamica\u201d \u00e8 esattamente dovuto al fatto che la religione rappresentasse uno dei pochi elementi di coerenza e unit\u00e0.<\/p>\n<p>In tal senso, sebbene in passato non siano mancati <em>Haratin<\/em> in posti di responsabilit\u00e0 politica, un <em>Hartani<\/em> proviente dal sud (Bilal \u00e8 nato a Rosso, nella regione di Trarza) come primo ministro \u00e8 un messaggio, da parte di Ghazouani, della necessit\u00e0 di garantire maggiore inclusione, vista come imprescindibile per ridurre le tensioni interne. In tal senso, le indagini sulla corruzione e una crescente inclusione di tutti, sono percepite come due facce della stessa medaglia: combattere la corruzione significa combattere il clientelismo che guida l\u2019accesso alle cariche pubbliche, con relative occasioni d\u2019arricchimento privato, cariche pubbliche spesso precluse a chi non fa parte dell\u2019\u00e9lite storica ed etnica del paese.<\/p>\n<p><strong>Queste mosse <\/strong>di Ghazouani, per\u00f2, <strong>non \u00e8 detto che portino ad un reale cambio di passo<\/strong>: in Nord Africa, il <strong>cambiamento cosmetico<\/strong> e limitato \u00e8 spesso la regola, pi\u00f9 che l\u2019eccezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 agosto scorso, il primo ministro della\u00a0Mauritania Ismail Bodde Ould Sidiya\u00a0ha rassegnato le dimissioni\u00a0insieme a tutto il governo nelle mani del presidente Mohamed Ould Ghazouani. 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