{"id":83472,"date":"2020-08-16T19:06:59","date_gmt":"2020-08-16T17:06:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83472"},"modified":"2020-08-20T16:54:48","modified_gmt":"2020-08-20T14:54:48","slug":"tunisia-italia-numeri-malessere-e-rimpatri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/tunisia-italia-numeri-malessere-e-rimpatri\/","title":{"rendered":"Tunisia-Italia: numeri, malessere e rimpatri"},"content":{"rendered":"<p>Barche fatiscenti sulla lunga costa di Sidi Mansour, oltre venti km di spiaggia a ridosso della citt\u00e0 di Sfax che guarda negli occhi Lampedusa. E&#8217; da qui che in queste settimane stanno partendo <strong>oltre il 40% di migranti<\/strong> diretti in Italia, siano essi tunisini o subsahariani.<\/p>\n<p>Comunicano attraverso segnali di luce, i trafficanti, gli scafisti, i capitani delle barche ed i migranti. Quando il buio \u00e8 totale si esce dal porto a bordo di piccole feluche che percorrono un primo tratto di mare, per poi salire a bordo di barche pi\u00f9 grosse che iniziano la traversata. Dodici ore circa il tempo di percorrenza in condizioni ottimali, ma spesso le barche vanno in avaria gi\u00e0 dopo un\u2019ora di tragitto, all\u2019altezza delle isole Kerkennah, uno stupendo arcipelago rovinato prima da una marea nera provocata dall\u2019errore fatale di una compagnia estrattiva, poi dallo stigma dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>A partire sono sempre di pi\u00f9 i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/crisi-tunisina-e-migrazioni-miti-e-realta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tunisini<\/strong><\/a>, ma non solo loro. Secondo i dati del Forum tunisino dei diritti economici e sociali, nel primo semestre del 2020 i migranti che si sono imbarcati da questo pezzo di costa sono stati <strong>circa<\/strong> <strong>4000<\/strong>, contro i circa 1000 dello stesso semestre dell\u2019anno precedente (dati comunque contenti rispetto a quelli del biennio 2011-2012). A giugno, nel 57% dei casi a imbarcarsi sono stati tunisini, i restanti stranieri.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimi &#8211; che in Tunisia difficilmente riescono ad ottenere asilo o protezione umanitaria &#8211; sono soprattutto subsahariani che gli scorsi anni sceglievano la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/libia-un-anno-di-guerra-e-la-pace-e-piu-lontana-che-mai\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> come Paese dal quale salpare verso l&#8217;Europa, ma che hanno ora optato per la Tunisia viste le condizioni sempre pi\u00f9 critiche nei dintorni di Tripoli e il trattamento disumano che qui viene riservato ai migranti.<\/p>\n<p>Le coste tunisine sono quindi diventate il <strong>punto di incontro di diverse rotte migratorie<\/strong> verso l&#8217;Europa, governate da leggi diverse e in mano a business separati, come provato dal diverso tariffario applicato degli scafisti a tunisini e subsahariani, che salgono anche a bordo di imbarcazioni diverse tra loro.<\/p>\n<p><strong>Il malessere che genera le partenze<br \/>\n<\/strong>Per capire che cosa spinge i tunisini a partire verso le coste italiane bisogna lasciarsi alle spalle la costa, regione dove il turismo negli anni d&#8217;oro ha portato pi\u00f9 benessere che altrove e dalla quale proviene buona parte dell\u2019\u00e9lite politica che da sempre fa il possibile per conservare i privilegi della zona. Serve attraversare tutto il Paese e arrivare al <strong>centro della sua pancia meridionale<\/strong>, la pi\u00f9 depressa e la pi\u00f9 abbandonata, quella pi\u00f9 fertile alle attivit\u00e0 di reclutamento del sedicente stato islamico che proprio in questa parte della Tunisia ha ingaggiato tanti combattenti, offrendo loro pochi spicci.<\/p>\n<p>E&#8217; soprattutto qui &#8211; da dove oltre 10 anni fa part\u00ec la rivoluzione che diede il l\u00e0 alle primavere arabe &#8211; che la <strong>disoccupazione ormai al 16%<\/strong> (anche 34% tra i giovani) strangola la gente. E la situazione &#8211; dicono le previsioni del Fondo monetario internazionale &#8211; potrebbe addirittura peggiorare, visto che ci sar\u00e0 un&#8217;<strong>ulteriore contrazione del Pil<\/strong> che porter\u00e0 con s\u00e9 un ulteriore aumento della disoccupazione.<\/p>\n<p>Facile quindi capire che cosa porti la popolazione locale a manifestare &#8211; come avviene del resto da anni &#8211; e a chiedere il rispetto di quegli accordi firmati anni fa tra governo e sindacato che promettevano sviluppo e occupazione per la regione. &#8220;<strong>Promesse mai realizzate<\/strong>&#8220;, gridavano a met\u00e0 luglio i manifestanti che con l&#8217;esercito in strada chiudevano la valvola di pompaggio dell&#8217;oleodotto di Al Kamour che dal governatorato di Tataouine porta petrolio nell\u2019intera nazione.<\/p>\n<p>Alla crisi socio economica si somma quella <strong>politica<\/strong>, anche questa latente da ormai un decennio. Con un parlamento particolarmente lottizzato, a luglio \u00e8 venuto meno l&#8217;11esimo governo degli ultimi dieci anni. Un esecutivo durato solo cinque mesi, gli stessi che ci aveva messo a formarsi. Il presidente della Repubblica <strong>Ka\u00efs Sa\u00efed<\/strong>\u00a0&#8211; la figura istituzionale di riferimento che ha dovuto fare i conti anche con l&#8217;occupazione del Parlamento da parte del partito pi\u00f9 nostalgico dell&#8217;epoca benalista &#8211; ha quindi incaricato il ministro degli interni <strong>Mesheshi<\/strong> di creare un nuovo governo.<\/p>\n<p><strong>Il nodo dei rimpatri<br \/>\n<\/strong>I trenta giorni che la Costituzione d\u00e0 al tentativo di Mesheshi sono stati fortemente influenzati dalla crisi con l&#8217;Italia proprio sulla questione migranti. Da quando <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/italia-tunisia-relazioni-sempre-piu-tese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Roma ha alzato la voce<\/strong><\/a>, gli sforzi delle istituzioni ancora in piedi si sono quasi tutti concentrate sul contenimento delle partenze, come ha mostrato il viaggio del presidente della repubblica e di Mesheshi a Sfax e dintorni sulla quale sono aumentati visibilmente i controlli.<\/p>\n<p>E&#8217; in questa ottica che dal 10 agosto i voli bisettimanali previsti dall&#8217;<strong>accordo di rimpatrio<\/strong> siglato tra Roma e Tunisi hanno ripreso a viaggiare al completo. Bloccati a causa dell&#8217;emergenza Covid, gi\u00e0 dal 16 luglio erano infatti ripresi i voli charter adibiti al rimpatrio, ma per mantenere il distanziamento rimaptriavano solo 20 tunisini per tratta, per un totale di 40 a settimana, contro gli 80 previsti. Fino al 6 agosto sono quindi rientrati 95 migranti tunisini, dato destinato a cresce incrementalmente nelle prossime settimane.<\/p>\n<p>Anche se il governo italiano ha ipotizzato un&#8217;<strong>ulteriore operazione di rimpatrio pi\u00f9 corposa<\/strong>, tramite una nave, questa ipotesi resta per ora una mossa solo eventuale, per altro sgradita alla controparte tunisina che deve fare i conti con il malcontente creato da le alcune dichiarazioni italiane. Non a caso, marted\u00ec un gruppo di manifestanti, tra i quali i familiari dei migranti clandestini arrivati in Italia, si \u00e8 dato appuntamento davanti all&#8217;Ambasciata italiana a Tunisi per reclamare il <strong>rispetto dei diritti umani dei migranti e opporsi alle procedure di espulsione<\/strong> dal nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Barche fatiscenti sulla lunga costa di Sidi Mansour, oltre venti km di spiaggia a ridosso della citt\u00e0 di Sfax che guarda negli occhi Lampedusa. 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