{"id":83557,"date":"2020-08-31T07:00:33","date_gmt":"2020-08-31T05:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83557"},"modified":"2020-08-31T11:34:19","modified_gmt":"2020-08-31T09:34:19","slug":"il-nuovo-patto-europeo-su-migrazione-e-asilo-tra-riforma-e-continuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/il-nuovo-patto-europeo-su-migrazione-e-asilo-tra-riforma-e-continuita\/","title":{"rendered":"Il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo tra riforma e continuit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La politica migratoria dell&#8217;Unione europea va cambiata radicalmente. A dirlo \u00e8 la presidente della Commissione europea <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, che non appena eletta ne ha proposto la riforma inserendola tra le priorit\u00e0 del suo <strong><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/sites\/beta-political\/files\/political-guidelines-next-commission_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">programma di governo<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Con il nome di <strong>Patto sulla migrazione e asilo<\/strong>, il piano di riforme delineato da von der Leyen prevede una serie di cambiamenti ambiziosi e a tutto tondo basati su quattro pilastri. In ambito di asilo, il superamento del <strong><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/home-affairs\/sites\/homeaffairs\/files\/what-we-do\/policies\/european-agenda-migration\/background-information\/docs\/20160406\/factsheet_-_the_dublin_system_it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sistema di Dublino<\/a> <\/strong>con l&#8217;introduzione di <strong>nuove forme di solidariet\u00e0<\/strong> per diminuire la pressione migratoria nei Paesi di primo arrivo. La Commissione ha specificato che la solidariet\u00e0 sar\u00e0 basata principalmente, ma non esclusivamente, sulla redistribuzione dei richiedenti asilo sul territorio europeo, cos\u00ec da distanziarsi dal fallimentare modello di <strong>quote obbligatorie<\/strong> introdotto nel 2015 e nel frattempo definitivamente ritirato.<\/p>\n<p>In secondo luogo, il miglioramento dei <strong>programmi di ritorno e riammissione dei migranti irregolari<\/strong> nei loro paesi di origine, tramite una maggiore cooperazione con i Paesi di origine e di transito.<\/p>\n<p>Terzo, l&#8217;adozione di un approccio sostenibile e permanente nella <strong>gestione delle operazioni di ricerca e salvataggio in mare<\/strong>, cos\u00ec da evitare ulteriori morti nel Mediterraneo e fragili soluzioni <em>ad hoc <\/em>ad ogni nuovo arrivo.<\/p>\n<p>Infine, la lotta all&#8217;immigrazione irregolare ed al traffico di esseri umani con il <strong>rafforzamento della Guardia di frontiera e costiera europea<\/strong> (Frontex), che entro il 2024 dovrebbe contare 10,000 agenti operanti ai contini esterni dell&#8217;Ue.<\/p>\n<p><strong>Un equilibrio difficile<br \/>\n<\/strong>Il nuovo Patto su migrazione e asilo ambisce a trovare un<strong> equilibrio tra solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0<\/strong> nella gestione dei flussi migratori. Il suo successo per\u00f2 dipende dal superamento delle enormi divergenze fra Stati membri, che da anni bloccano ogni tentativo di riforma. Il nodo pi\u00f9 difficile da sciogliere \u00e8 la <strong>redistribuzione dei richiedenti asilo<\/strong>, ritenuta <strong><a href=\"https:\/\/www.statewatch.org\/media\/documents\/news\/2020\/apr\/eu-ceas-cy-el-es-it-mt-non-paper-4-20.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">indispensabile<\/a><\/strong> dai Paesi di primo arrivo (Cipro, Grecia, Spagna, Italia e Malta) ma\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/polandin.com\/48397776\/v4-against-compulsory-relocation-under-migration-and-asylum-pact\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">inaccettabile<\/a><\/strong> dai Paesi del gruppo di Visegr\u00e1d (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia) e da Estonia, Lettonia e Slovenia.<\/p>\n<p>A rendere ancora pi\u00f9 arduo il compito della Commissione, l&#8217;emergenza causata dalla pandemia di Covid-19 che ha sconvolto l&#8217;agenda politica europea. Il Patto, inizialmente previsto per il primo trimestre del 2020,<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/migration-reform-to-be-postponed-after-a-deal-on-the-eu-budget-said-commissioner-ylva-johansson\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> \u00e8 stato pi\u00f9 volte rimandato<\/strong><\/a> per dare priorit\u00e0 alle misure anti-coronavirus e di ripresa. Ad oggi non \u00e8 ancora stato presentato, e le aspettative pi\u00f9 ottimistiche prevedono la sua pubblicazione <strong>non prima di met\u00e0 settembre<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la pandemia ha paralizzato la gi\u00e0 fragile cooperazione fra Stati membri in ambito di redistribuzione e ritorno dei migranti, fornendo allo stesso tempo l&#8217;occasione a molti leader europei per imporre <strong>misure molto restrittive <\/strong>su arrivi e accesso all&#8217;asilo. La Commissione, la cui competenza in materia si limita a proporre linee guida e raccomandazioni, non \u00e8 stata finora in grado di riportare la situazione alla <strong>normalit\u00e0<\/strong>, e molte delle misure introdotte non sono state ancora revocate, nonostante il picco dell\u2019emergenza Covid-19 sia passato.<\/p>\n<p><strong>Tensioni vecchie e crisi nuove<br \/>\n<\/strong>Inoltre, mentre la pandemia si diffondeva in Europa, le <strong>tensioni tra Grecia e Turchia<\/strong> si sono inasprite, dopo che il governo turco ha annunciato di non voler pi\u00f9 impedire ai migranti di attraversare il confine per entrare in Europa. Questa ennesima crisi ai confini esterni europei ha reso evidente l&#8217;insostenibilit\u00e0 della politica di esternalizzazione\u00a0delle frontiere e della gestione dei migranti adottata dalla Commissione Junker, esemplificata proprio dall&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2016\/03\/18\/eu-turkey-statement\/\">accordo fra Ue e Turchia<\/a><\/strong> del 2016.<\/p>\n<p>Tuttavia, il supporto delle istituzioni europee alla <strong>militarizzazione del confine greco<\/strong> per impedire nuovi arrivi non si discosta dall&#8217;approccio securitario adottato in passato, mentre \u00e8 in evidente contrasto con i proclami di cambiamento di pochi mesi prima.<\/p>\n<p>Visti i rinvii imposti dalla pandemia e l&#8217;allineamento dei leader europei dietro la <strong>Grecia<\/strong> <strong>scudo d&#8217;Europa<\/strong>, la Commissione ha iniziato a rielaborare il contenuto del Patto ridimensionandone fortemente la portata. Secondo i documenti raccolti dall&#8217;<em><a href=\"https:\/\/www.epc.eu\/en\/publications\/The-upcoming-New-Pact-on-Migration-and-Asylum-Will-it-be-up-to-the-ch~327210\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">European Policy Centre<\/a><\/em>, le lungimiranti riforme annunciate a fine 2019 avrebbero lasciato il posto a una serie di <strong>compromessi al ribasso concentrati<\/strong> sul rafforzamento delle frontiere esterne. Se cos\u00ec fosse, il tanto annunciato Patto sulla migrazione e asilo rischia di ridursi a un deludente <em>patchwork<\/em> di misure poco organiche ed incomplete.<\/p>\n<p>Sono passati cinque anni dalla <strong>crisi migratoria\u00a0del 2015<\/strong>, e da allora la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/migration-partnership-framework-normalizzazione-emergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">normalizzazione<\/a><\/strong> della logica dell&#8217;emergenza si \u00e8 diffusa in tutta Europa. In questi anni l&#8217;Ue non \u00e8 stata in grado di affrontare la situazione con umanit\u00e0 e sistematicit\u00e0. Il Patto sulla migrazione e asilo potrebbe segnare un <strong>nuovo inizio per la politica migratoria europea<\/strong>.<\/p>\n<p>Tuttavia, la situazione altamente volatile e i recenti passi indietro della Commissione rendono difficile fare previsioni non solo sulla possibilit\u00e0 di successo del Patto, ma anche sul suo contenuto. La speranza \u00e8 che la Commissione non si lasci conquistare dalla retorica securitaria e dai veti di alcuni Stati membri, proponendo invece <strong>cambiamenti radicali<\/strong> al sistema attuale, incapace sia di rispondere alle necessit\u00e0 degli Stati membri che di garantire protezione e diritti ai migranti.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><small><strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/category\/news\/cara-ai-ti-scrivo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cCara AI Ti Scrivo\u201d<\/a><\/strong>\u00a0\u00e8 la rubrica che offre ai pi\u00f9 giovani (studenti, laureandi, neolaureati e stagisti) la possibilit\u00e0 di cimentarsi con analisi e commenti sulla politica internazionale. Mandateci le vostre proposte:\u00a0<a href=\"mailto:affarinternazionali@iai.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">affarinternazionali@iai.it<\/a>.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La politica migratoria dell&#8217;Unione europea va cambiata radicalmente. A dirlo \u00e8 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che non appena eletta ne ha proposto la riforma inserendola tra le priorit\u00e0 del suo programma di governo. 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