{"id":83559,"date":"2020-08-19T13:04:09","date_gmt":"2020-08-19T11:04:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83559"},"modified":"2020-08-19T13:04:40","modified_gmt":"2020-08-19T11:04:40","slug":"memorie-dagosto-helsinki-crocevia-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/memorie-dagosto-helsinki-crocevia-di-pace\/","title":{"rendered":"Memorie d&#8217;agosto: Helsinki, crocevia di pace"},"content":{"rendered":"<p>A partire dal 17 novembre 1969, in pieno clima di Guerra Fredda tra il blocco occidentale e quello allora guidato dall\u2019Unione Sovietica, ad <strong>Helsinki<\/strong> ebbe luogo la prima fase del negoziato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/muro-di-berlino-eurocomunismo-e-dottrina-sonnenfeldt-un-ricordo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Salt I<\/strong><\/a>, ovvero il negoziato sulla limitazione delle armi strategiche, che ebbe due fasi, la prima delle quale fu appunto ospitata nella capitale finlandese e produsse il Trattato sui missili antibalistici.<\/p>\n<p>Tuttavia Helsinki balz\u00f2 sotto i riflettori del mondo nel periodo <strong>tra il 1972 ed il 1975<\/strong>, quando le varie fasi della<strong> Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa <\/strong>(Csce), portarono alla firma del cosiddetto <a href=\"https:\/\/www.osce.org\/files\/f\/documents\/a\/c\/39504.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Atto Finale di Helsinki<\/strong><\/a>, il 1\u00b0 agosto 1975, <strong>evento che pose le basi per un avvio della distensione tra i bue blocchi contrapposti<\/strong>, e che vide la partecipazione di 33 Stati oltre ad Usa ed Urss. Il documento finale di Helsinki, sottoscritto nel bianco e marmoreo <strong>Palazzo Finlandia<\/strong>, opera del celebre architetto <strong>Alvar Aalto<\/strong>, pu\u00f2 essere considerato come <strong>uno degli strumenti pi\u00f9 significativi del dialogo internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>In quell\u2019occasione, tutti i 35 paesi firmatari arrivarono ad un accordo su un fatto fondamentale, ovvero che la pace non \u00e8 sicura quando le armi tacciono; piuttosto la pace \u00e8 il risultato della cooperazione degli individui da una parte e delle societ\u00e0 stesse dall\u2019altra. I famosi \u201cdieci principi\u201d che aprono il documento finale di Helsinki costituiscono la base sulla quale i popoli d\u2019Europa, che sono stati per anni vittime di tante guerre e divisioni, esprimevano il desiderio di consolidare e preservare la pace, in modo tale da permettere alle generazioni future di vivere in armonia e in sicurezza. Fu definito <strong>lo \u2018spirito di Helsinki<\/strong>, e <strong>molti considerano quell\u2019evento il seme che cancell\u00f2 il comunismo nell\u2019Urss, favorendo la nascita dell&#8217;attuale Russia<\/strong>. Ma se le ideologie nascono e muoiono, la necessit\u00e0 di promuovere il dialogo diretto fra coloro che posseggono armi di distruzione di massa non viene mai meno, e con esso il ruolo di una citt\u00e0 come Helsinki ridivenne attuale nel favorire lo scambio di idee e di proposte de visu. Il carismatico presidente finlandese <strong>Urho Kekkonen<\/strong>\u00a0fu l\u2019artefice infaticabile della riunione finale di Helsinki nel 1975.<\/p>\n<p><strong>La profezia di Aldo Moro<\/strong><br \/>\nChi scrive era un giovane laureando in Diritto internazionale con una tesi di laurea connessa alla Csce e si trovava ad Helsinki in quel periodo, con una borsa di studio, proprio per la redazione dell&#8217;elaborato. Ebbi la fortuna di essere accreditato e di poter assistere a quell\u2019evento di grande portata per il destino dell\u2019Europa, ma anche dell\u2019umanit\u00e0. Ed ebbi quindi l\u2019occasione di vedere il presidente del Consiglio italiano <strong>Aldo Moro<\/strong> firmare l\u2019Atto Finale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_83567\" aria-describedby=\"caption-attachment-83567\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-83567\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Aldo-Moro-durante-i-lavori-della-Conferenza-su-Sicurezza-e-Cooperazione-in-Europa-del-1975.-Nello-scatto-stringe-la-mano-di-Leonid-Breznev-foto-Tass--300x245.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Aldo-Moro-durante-i-lavori-della-Conferenza-su-Sicurezza-e-Cooperazione-in-Europa-del-1975.-Nello-scatto-stringe-la-mano-di-Leonid-Breznev-foto-Tass--300x245.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Aldo-Moro-durante-i-lavori-della-Conferenza-su-Sicurezza-e-Cooperazione-in-Europa-del-1975.-Nello-scatto-stringe-la-mano-di-Leonid-Breznev-foto-Tass--768x626.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Aldo-Moro-durante-i-lavori-della-Conferenza-su-Sicurezza-e-Cooperazione-in-Europa-del-1975.-Nello-scatto-stringe-la-mano-di-Leonid-Breznev-foto-Tass--1024x835.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Aldo-Moro-durante-i-lavori-della-Conferenza-su-Sicurezza-e-Cooperazione-in-Europa-del-1975.-Nello-scatto-stringe-la-mano-di-Leonid-Breznev-foto-Tass--125x102.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Aldo-Moro-durante-i-lavori-della-Conferenza-su-Sicurezza-e-Cooperazione-in-Europa-del-1975.-Nello-scatto-stringe-la-mano-di-Leonid-Breznev-foto-Tass-.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-83567\" class=\"wp-caption-text\">Aldo Moro e Leonid Breznev<\/figcaption><\/figure>\n<p>In una delle foto dell\u2019epoca, si intravede Moro, un po\u2019 ripiegato e concentrato ad ascoltare in cuffia l\u2019interpretazione dei discorsi. Della delegazione faceva parte anche un grande testimone e tessitore per l\u2019Italia di quella Conferenza, l\u2019ambasciatore <strong>Luigi Vittorio Ferraris<\/strong>, personalit\u00e0 di grande cultura e di profonda esperienza diplomatica. E firmando Moro nell\u2019agosto 1975 l\u2019Atto Finale della Conferenza di Helsinki, sia come presidente del Consiglio italiano sia come presidente di turno dell\u2019allora Comunit\u00e0 europea, gli fu da qualcuno contestato che era illusorio sottoscrivere un documento cos\u00ec innovativo mentre da parte del presidente sovietico<strong> Leonid Breznev<\/strong> si affermava il permanere della \u201csovranit\u00e0 limitata\u201d degli Stati amici dell\u2019Urss. Moro replic\u00f2 profetico: \u201cIl signor Breznev passer\u00e0 e il seme che tutti insieme abbiamo gettato dar\u00e0 i suoi frutti\u201d.<\/p>\n<p>A 45 anni da quel torrido, per Helsinki, 1\u00b0 agosto (ben 30\u00b0), alcuni organismi internazionali o governi hanno ricordato quell\u2019evento i cui protagonisti principali, capi di Stato o di governo, non sono pi\u00f9 tra noi, tranne il solo presidente francese <strong>Valery Giscard d&#8217;Estaing <\/strong>(nella foto di copertina insieme al presidente americano <strong>Gerald Ford<\/strong> e al segretario di Stato Usa Henry Kissinger)<u>,<\/u> ma molti partecipanti secondari o presenti nel Palazzo Finlandia quel giorno, tra cui lo scrivente, hanno un ricordo ben vivo della rilevanza storica dell\u2019avvenimento.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;Osce<\/strong><br \/>\nL&#8217;<strong>Osce<\/strong>, l\u2019Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa, nata come emanazione dei seguiti della Csce, in una nota della sua Assemblea Parlamentare ha dichiarato: &#8220;Quarantacinque anni fa, i leader di Est ed Ovest si riunirono per adottare un documento audace, sia per ambizione che per ambito di applicazione, che rimane visionario fino ad oggi. L&#8217;Atto Finale di Helsinki pose le basi per la pace europea, garantita da un sistema multilaterale collaborativo basato su valori e impegni condivisi. Per generazioni di nostri cittadini, che vivono da Vancouver a Vladivostok, la nostra ricerca di sicurezza e cooperazione ha anche tracciato un percorso verso il pieno rispetto dei loro diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali. Dal 1975, sono stati compiuti progressi significativi in \u200b\u200btutta la regione dell&#8217;Osce, ma i principi dell&#8217;Atto Finale di Helsinki continuano a essere violati e, per molti dei nostri, oltre un miliardo, di cittadini, la sicurezza globale rimane un sogno lontano&#8221;.<\/p>\n<p>A sua volta, il Presidente di turno dell&#8217;Osce, il premier albanese\u00a0<strong>Edi Rama<\/strong>, ha invitato a \u201ctrovare ispirazione in questo anniversario, per andare avanti con rinnovata determinazione&#8221;, osservando che la fiducia pu\u00f2 essere costruita solo attraverso un dialogo aperto e franco, e ci\u00f2 richiede sostenuti sforzi, pazienza e perseveranza, concludendo che &#8220;Sono convinto che la piattaforma inclusiva dell&#8217;Osce per il dialogo e l&#8217;azione comune lo rende un forum cruciale e duraturo per l&#8217;impegno\u201d.<\/p>\n<p>Lo \u201cspirito di Helsinki\u201d come storicamente \u00e8 definito quel passaggio della storia d\u2019Europa e del mondo, nonostante affievolimenti, guerre, pandemie e tensioni internazionali, \u00e8 una fiammella che deve e pu\u00f2 continuare ad illuminare i nostri sentieri di pace e civilt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal 17 novembre 1969, in pieno clima di Guerra Fredda tra il blocco occidentale e quello allora guidato dall\u2019Unione Sovietica, ad Helsinki ebbe luogo la prima fase del negoziato Salt I, ovvero il negoziato sulla limitazione delle armi strategiche, che ebbe due fasi, la prima delle quale fu appunto ospitata nella capitale finlandese [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":83565,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[2454,2453,2455,2451,164,2456,2452,799],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83559"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83559"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83559\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83570,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83559\/revisions\/83570"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83565"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}