{"id":83617,"date":"2020-08-22T10:41:46","date_gmt":"2020-08-22T08:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83617"},"modified":"2020-08-31T09:56:22","modified_gmt":"2020-08-31T07:56:22","slug":"libia-cessate-il-fuoco-ed-elezioni-a-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/libia-cessate-il-fuoco-ed-elezioni-a-marzo\/","title":{"rendered":"Libia: cessate il fuoco ed elezioni a marzo"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\">\n<div dir=\"ltr\">\n<p>\u00c8 un segnale incoraggiante quello giunto dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-ruolo-di-usa-e-russia-nel-conflitto-libico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> nella giornata di venerd\u00ec, se non altro perch\u00e9 registra <strong>una convergenza tra Est ed Ovest che mancava da quasi 17 mesi<\/strong>. Da quel 4 aprile 2019 in cui il generale della Cirenaica\u00a0<strong>Khalifa Haftar<\/strong>, contravvenendo agli impegni presi nei consessi internazionali, davanti a confusi garanti occidentali e inique mediazioni di cancellerie e palazzi pi\u00f9 o meno di vetro, decise di far capitolare da sera a mattina Tripoli e tutte le sue milizie, ergendosi a nuovo rais. Un calcolo errato foriero di un disastro umanitario e di un conflitto divenuto regionale. Ebbene, era da allora che il dialogo, o meglio il confronto intra-libico, non portava a una identit\u00e0 di intenti come quella emersa ieri quando <strong>sia Tripoli sia Tobruk hanno proclamato il cessate il fuoco<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Alla luce della situazione attuale e dell&#8217;emergenza coronavirus, il capo del <strong>Governo di accordo nazionale libico (Gna)<\/strong>, <strong>Fayez al Serraj<\/strong>, ordina a tutte le forze militari di osservare un cessate il fuoco immediato\u201d, si legge sulla pagina Facebook dell\u2019esecutivo di Tripoli. Dove si puntualizza come ogni tregua esiga \u201cla demilitarizzazione di Sirte e Jufra\u201d. Serraj si spinge oltre e annuncia finanche \u201c<strong>elezioni presidenziali e parlamentari il prossimo marzo sulla base di un&#8217;adeguata base costituzionale su cui le due parti concordano<\/strong>\u201d. Dall\u2019altro capo del Paese \u00e8 il <strong>presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Saleh<\/strong>, a confermare il clima conciliante sul congelamento delle ostilit\u00e0: &#8220;Chiediamo a tutte le parti di osservare il cessate il fuoco immediato e fermate tutte le operazioni militari in tutta la Libia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Convergenza tra Turchia e Russia<\/strong><br \/>\nLa concertazione \u00e8 accolta con soddisfazione da <strong>Onu<\/strong>, <strong>Lega<\/strong> <strong>Araba<\/strong>, <strong>Usa<\/strong>, <strong>Italia<\/strong> e <strong>Francia<\/strong> che tuttavia chiede immediati passi concreti sul terreno. Del resto l\u2019intesa tra le due anime della Libia \u00e8 il riflesso di una progressiva convergenza dei principali azionisti di riferimento stranieri, con <strong>Turchia<\/strong>, primo sponsor del Gna, e <strong>Russia<\/strong>, sostenitrice dell\u2019Est, che non vogliono arrivare a uno scontro aperto sugli insidiosi terreni di Sirte e Al Jufra. E l\u2019Egitto che vuole evitare inutili e pericolose escalation militari consolidando la sua influenza sulla Cirenaica per blindare la propria linea di confine come cerniera anti-terroristica.<\/p>\n<p>La convergenza tuttavia cela due fragilit\u00e0. La prima \u00e8 la divergenza sul futuro assetto politico del Paese. Mentre Serraj parla di primavera elettorale, Saleh punta a emendare gli accordi costitutivi di Skhirat e formare un nuovo Consiglio presidenziale di tre membri, uno per ogni regione (Tripolitania, Cirenaica e Fezzan) e con sede a Sirte. Al di l\u00e0 della fattibilit\u00e0 del secondo progetto, che richiederebbe un complicato processo di modifica degli accordi costitutivi siglati nel dicembre 2015, le parti devono necessariamente giungere a un\u2019intesa sul processo di rilancio politico interno, che non pu\u00f2 non passare attraverso una riforma della costituzione.<\/p>\n<p>\u201cIl cessate il fuoco \u00e8 una notizia molto positiva e destinata sicuramente a durare grazie alla volont\u00e0 di <strong>Turchia, Russia ed Egitto <\/strong>che<strong> non hanno nessuna intenzione di farsi la guerra<\/strong>\u201d, spiega Daniele Ruvinetti consulente strategico e profondo conoscitore delle dinamiche libiche.\u00a0Secondo il quale anche il cammino per il rilancio istituzionale del Paese pu\u00f2 trovare uno sbocco senza minare la solidit\u00e0 del cessate il fuoco. \u201cSulla proposta della zona demilitarizzata di Sirte ed Al Jufra e sulla ripresa della produzione di petrolio molto dipende dalla reazione di Haftar ma in particolare degli Emirati &#8211; puntualizza -. <strong>Il nodo da sciogliere rimane sempre il controllo della mezzaluna petrolifera e della distribuzione dei proventi<\/strong>, finch\u00e9 non si risolver\u00e0 questo aspetto sar\u00e0 impossibile avere una pace duratura\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il nodo del petrolio<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 che ha descritto Ruvinetti \u00e8 infatti la seconda fragilit\u00e0 sopra menzionata, ben pi\u00f9 insidiosa rispetto alla prima. L\u2019intesa attuale, seguita all\u2019annuncio di Haftar della scorsa settimana di riaprire i pozzi petroliferi e i porti, e quindi di rimettere in moto produzione ed esportazione di greggio considerati la linfa vitale della Libia, prevede che i proventi dell\u2019oro nero siano depositati in un conto speciale della Noc (Autorit\u00e0 petrolifera nazionale) presso la Libyan Foreign Bank. Conto che rimarrebbe congelato per almeno quattro mesi, durante i quali le parti dovrebbero trovare un accordo sulla distribuzione dei proventi fra Tripolitania, Cirenaica e Fezzan.\u00a0Ed \u00e8 questo lo stesso presupposto in base al quale &#8211; come emerso a luglio, quando vi fu una prima riapertura dei pozzi dopo sette mesi di blocco decisi dal generale alla viglia della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-dopo-la-conferenza-di-berlino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conferenza di Berlino del 19 gennaio<\/a> per rafforzare il suo potere negoziale al tavolo delle trattative -, <strong>Washington starebbe lavorando alla creazione di una zona demilitarizzata nella mezzaluna petrolifera<\/strong>, ovvero nella fascia di territorio a sud dell\u2019area costiera tra Sirte e Bengasi.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo degli Emirati<\/strong><br \/>\nCome a luglio, per\u00f2, \u00e8 giunta un\u2019altra doccia fredda. Haftar, infatti, \u00e8 pronto a fare un passo indietro anche questa volta, come conferma il portavoce, Ahmed Al-Mismari, secondo cui l&#8217;annuncio del capo della Guardia petrolifera (Pfg) Naji Al-Maghrabi sulla riapertura di giacimenti e porti si riferiva a un periodo limitato di tempo, necessario per sistemare alcune questioni tecniche. Dietro l\u2019ambiguo annuncio di Al-Maghrabi c\u2019era in realt\u00e0 l\u2019esigenza di impedire un blackout totale della Cirenaica ed evitare una dura presa di posizione dello stesso Saleh sul rischio di un collasso del sistema elettrico. Ma ridato \u201cossigeno\u201d alle reti di distribuzione, Haftar \u00e8 pronto a chiudere di nuovo i rubinetti petroliferi. Questo perch\u00e9 di fatto non c\u2019\u00e8 un accordo sulla distribuzione dei proventi del greggio.<\/p>\n<p>Il generale\u00a0non vuole lasciare la gestione dei proventi alla Noc perch\u00e9 \u00e8 allineata alla capitale e Tripoli non \u00e8 d\u2019accordo nel dare soldi al generale perch\u00e9 fonte di finanziamento delle sue derive belliche. In questo senso <strong>\u00e8 fondamentale l\u2019opera di seduzione degli Emirati<\/strong>, sponsor pi\u00f9 agguerriti dell\u2019uomo forte della Cirenaica.\u00a0Opera di seduzione che sembrava avesse sortito gli effetti sperati nell\u2019ambito dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/laccordo-israele-emirati-arabi-mediato-da-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo tra Israele ed Emirati patrocinato dagli Usa<\/a>. Trump, che vede Abu Dhabi un alleato strategico nella regione, vuole emendare nell\u2019accordo sul Medio Oriente anche l\u2019ipotesi \u201criapertura pozzi libici\u201d, pronto a incassare un altro risultato di politica estera da giocarsi in vista del voto per il rinnovo della Casa Bianca del 3 novembre.\u00a0Nella speranza che le doti seduttive del presidente Khalifa bin Zayed Al Nahyan nei confronti dell\u2019alleato Haftar, sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0, siano veloci ed efficaci.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un segnale incoraggiante quello giunto dalla Libia nella giornata di venerd\u00ec, se non altro perch\u00e9 registra una convergenza tra Est ed Ovest che mancava da quasi 17 mesi. 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