{"id":83646,"date":"2020-08-25T05:30:30","date_gmt":"2020-08-25T03:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83646"},"modified":"2020-09-17T16:08:53","modified_gmt":"2020-09-17T14:08:53","slug":"conferenza-futuro-europa-appuntamento-necessario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/conferenza-futuro-europa-appuntamento-necessario\/","title":{"rendered":"La Conferenza sul futuro dell&#8217;Europa \u00e8 un appuntamento pi\u00f9 che mai necessario"},"content":{"rendered":"<p>Nel suo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/per-europa-una-ripresa-autunnale-con-qualche-incognita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente articolo sull&#8217;Unione europea<\/a>, <strong>Ferdinando Nelli Feroci<\/strong> chiude la sua carrellata di impegni per le istituzioni di Bruxelles ricordando anche la quasi-dimenticata <strong>Conferenza sul Futuro dell&#8217;Europa<\/strong> (Cfe). In effetti questa iniziativa, lanciata con grande enfasi e convinzione da Ursula von der Leyen all&#8217;inizio della sua presidenza, \u00e8 un po&#8217; scomparsa dal radar delle notizie dell&#8217;Unione. Cosa abbastanza logica di fronte al periodo assolutamente eccezionale e inaspettato vissuto dall&#8217;Ue nell&#8217;affrontare la crisi della pandemia. Ma soprattutto per l&#8217;urgente necessit\u00e0 di trovare dei<strong> rimedi comuni<\/strong> che aiutassero i 27 a trovare una <strong>via d&#8217;uscita unitaria<\/strong> attraverso nuovi fondi, strumenti e politiche. Di qui tutta l&#8217;attenzione rivolta in questi mesi al varo del cosiddetto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Recovery Fund<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Ma che la Conferenza non fosse del tutto scomparsa nei pensieri della Commissione e dei suoi principali supporter, <b>Macron e Merkel<\/b>,\u00a0lo si indovina dalla denominazione ufficiale del fondo: <strong><em>Next Generation EU<\/em><\/strong>. In esso si ritrovano infatti indicazioni e prospettive gi\u00e0 accennate nella bozza di proposta della Cfe, dalle politiche per la digitalizzazione all&#8217;ambiente, dall&#8217;intelligenza artificiale alle infrastrutture. Se questa nostra interpretazione \u00e8 valida, allora esiste qualche speranza che la Conferenza possa essere ripresa per i capelli e magari rendersi utile per rafforzare il programma del Recovery Fund. In altre parole, \u00e8 dalla <strong>fusione fra Recovery e Cfe<\/strong> che potrebbero nascere risultati positivi per l&#8217;Ue sia sul piano delle politiche che delle istituzioni.<\/p>\n<p>A ben leggere la decisione del Consiglio europeo di met\u00e0 luglio sul Recovery Fund si possono infatti gi\u00e0 intravedere <strong>novit\u00e0 di grande rilievo sotto il<\/strong> <strong>profilo politico-istituzionale<\/strong>: la possibilit\u00e0 per la Commissione di emettere titoli di debito sul mercato internazionale, la prospettiva di risorse proprie e di tassazione comune volte a ripagare lo stesso debito, politiche comuni anche nel campo sanitario oltre che nei settori sopra ricordati.<\/p>\n<p>Tutte queste iniziative, se messe in pratica, implicano anche la necessit\u00e0 di <strong>sistemi di governance pi\u00f9 avanzati<\/strong> di quelli attualmente esistenti. Non per nulla uno dei maggiori scontri all&#8217;interno del Consiglio europeo si \u00e8 consumato sul tema del <strong>voto a maggioranza qualificata<\/strong> nel Consiglio dei ministri da adottare in sede di approvazione dei programmi nazionali finanziati dal fondo comune. Il fatto che per accontentare i Paesi sovranisti, contrari al voto a maggioranza, si sia introdotto il cosiddetto &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/come-funzionera-il-freno-di-emergenza-del-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">freno di emergenza<\/a><\/strong>&#8221;\u00a0per sospendere i pagamenti e rivedere i piani nazionali la dice lunga sulle difficolt\u00e0 delle istituzioni comunitarie di rispondere rapidamente e con efficacia alle sfide che le attendono. Anche se il &#8220;freno&#8221; o veto sospensivo, che consiste nel rinvio al Consiglio europeo dell&#8217;esame dello stato di implementazione dei programmi, non sia una novit\u00e0 sul piano istituzionale, non vi \u00e8 dubbio che ci\u00f2 cozza con l&#8217;ambizione e la necessit\u00e0 di governo del fondo da parte della Commissione e del Parlamento europeo, secondo le regole comunitarie classiche.<\/p>\n<p>Ma di fronte alla crescita esponenziale, dal trattato di Lisbona ad oggi, del <strong>ruolo centrale e inappellabile del Consiglio europeo<\/strong> \u00e8 abbastanza evidente che una Unione a 27 non pu\u00f2 rispondere efficacemente alle grandi sfide che la attendono in tutti i campi e non solo in quelli del Recovery Fund.<\/p>\n<p>Ecco quindi che la Conferenza sul Futuro dell&#8217;Europa trova la sua piena giustificazione: affrontare ancora una volta, come lo si \u00e8 fatto per ben sei volte nel passato, il tema dell&#8217;aggiornamento dei meccanismi istituzionali da cui dipendono le decisioni dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Ma proprio sulla questione di una <strong>revisione<\/strong>, per quanto parziale del Trattato di Lisbona, sono cominciate le prime difficolt\u00e0 per la Cfe. Infatti, ancora prima che la Conferenza inizi ufficialmente (probabilmente nel tardo autunno) gli ambasciatori dei 27 riuniti nel Coreper 2 hanno dichiarato che <strong>non saranno necessarie modifiche dei Trattati<\/strong>, dato che le attuali regole lasciano sufficiente spazio per migliorare la capacit\u00e0 decisionale dell&#8217;Ue. Quali siano questi spazi nessuno davvero lo sa. Finch\u00e9 un solo Paese potr\u00e0 utilizzare la <strong>carta del veto<\/strong> <strong>sospensivo o di emergenza<\/strong> sar\u00e0 ben difficile per l&#8217;Ue progredire. Si pensi ad esempio alla <strong>politica estera<\/strong>, tanto declamata nei programmi della von der Leyen, ove anche le decisioni comuni adottate a maggioranza qualificata possono essere bloccate da un singolo Paese e rinviate al Consiglio europeo, che entro 3 mesi dovr\u00e0 decidere all&#8217;unanimit\u00e0 se andare avanti o meno.<\/p>\n<p>Insomma, <strong>mettere mano alle regole \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario<\/strong>, anche per non fare perdere credibilit\u00e0 alla stessa Conferenza. Essa potr\u00e0 invece trovare ulteriori terreni di sostegno proprio dalle esperienze che nel frattempo verranno avviate con il Next Generation EU, non dando troppo peso alle posizioni del Coreper 2 ove, come spesso succede in questi organismi, si tende ad evitare gli ostacoli, aggirandoli.<\/p>\n<p>Oggi, se davvero si vuole guardare al futuro dell&#8217;Ue, va colta l&#8217;opportunit\u00e0 sia della Cfe che del Recovery Fund. Ma per non essere ingabbiata nella logica del Coreper e dei governi sovranisti, la Cfe dovr\u00e0 anche condurre una <strong>grande campagna pubblica<\/strong> e coinvolgere nei propri futuri organi gestionali i diversi livelli di governo dell&#8217;Unione, dalle istituzioni comuni fino agli enti locali e ai rappresentanti della societ\u00e0 civile. <strong>Una grande mobilitazione per le future generazioni<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 il secondo contributo dedicato a una riflessione sulla ripresa autunnale dell&#8217;Ue iniziata con l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/per-europa-una-ripresa-autunnale-con-qualche-incognita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">editoriale<\/a> del presidente dello IAI Ferdinando Nelli Feroci.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel suo recente articolo sull&#8217;Unione europea, Ferdinando Nelli Feroci chiude la sua carrellata di impegni per le istituzioni di Bruxelles ricordando anche la quasi-dimenticata Conferenza sul Futuro dell&#8217;Europa (Cfe). In effetti questa iniziativa, lanciata con grande enfasi e convinzione da Ursula von der Leyen all&#8217;inizio della sua presidenza, \u00e8 un po&#8217; scomparsa dal radar delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":83661,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2026,9],"tags":[2460,785,478,2338,2282,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83646"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83646"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83646\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84140,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83646\/revisions\/84140"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83646"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83646"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83646"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}