{"id":83713,"date":"2020-08-29T09:23:37","date_gmt":"2020-08-29T07:23:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83713"},"modified":"2020-09-06T11:50:27","modified_gmt":"2020-09-06T09:50:27","slug":"abe-getta-la-spugna-dove-andra-adesso-il-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/abe-getta-la-spugna-dove-andra-adesso-il-giappone\/","title":{"rendered":"Abe getta la spugna: dove andr\u00e0 adesso il Giappone?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;assenza del gobbo elettronico alla conferenza stampa convocata d&#8217;urgenza presso l&#8217;ufficio della presidenza del consiglio giapponese dava subito conferma delle voci circa le <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-asia-53943758\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dimissioni a sorpresa di Abe Shinz\u014d<\/strong><\/a>. Del resto, l&#8217;attenta gestione del profilo pubblico di Abe &#8211; ivi incluso l&#8217;impiego di agguerriti <em>spin doctor<\/em>\u00a0e <em>speechwriter\u00a0<\/em>&#8211; ha contribuito non poco alla sua longevit\u00e0 politica da record.<\/p>\n<p>Superato da poco il <strong>primato come primo ministro giapponese<\/strong> in carica pi\u00f9 a lungo in maniera continuata &#8211; e a un anno dalla fine naturale del mandato -, Abe non avrebbe dovuto pi\u00f9 rincorrere ossessivamente il favore dell&#8217;opinione pubblica, anche se sarebbe rimasto nell&#8217;agone politic o come membro della Dieta nipponica.<\/p>\n<p><strong>Le ragioni delle dimissioni<br \/>\n<\/strong>Abe ha letto alcune note stilate all&#8217;ultimo minuto per <strong>parlare a braccio con la nazione<\/strong>, ragguagliandola prima sulla lotta del <strong>Giappone<\/strong> al Covid-19, poi sui missili della <strong>Corea del Nord<\/strong>, quindi sul suo <strong>stato di salute personale<\/strong>, peggiorato di recente da una recrudescenza della stessa colite ulcerosa che aveva, presumibilmente, posto una brusca fine alla sua prima premiership nel 2007.<\/p>\n<p>Stavolta, per\u00f2, Abe \u00e8 stato pi\u00f9 avveduto con la tempistica che potrebbe essere stata pi\u00f9 studiata di quanto sembri. Esami di routine di giugno hanno confermato<strong> sintomi importanti<\/strong>, curati a loro volta da nuovi e pi\u00f9 potenti farmaci che hanno contribuito &#8211; a detta di Abe &#8211; a un progressivo defaticamento, ma non ad una remissione soddisfacente dell&#8217;infiammazione intestinale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, Abe ha deciso luned\u00ec di dimettersi dall&#8217;incarico di primo ministro poich\u00e9 le forze non gli avrebbero permesso di dedicarsi al &#8220;perseguimento di risultati, la missione pi\u00f9 importante della politica&#8221;, e &#8220;scusandosi di cuore&#8221; per ben due volte con l\u2019elettorato del suo <strong>Partito liberal democratico<\/strong> (Pld) per l&#8217;<strong>incapacit\u00e0<\/strong> di portare a compimento la sua opera politica nell&#8217;anno che gli sarebbe rimasto davanti.<\/p>\n<p><strong>La <em>legacy<\/em> del primo ministro<br \/>\n<\/strong>Nel discorso \u00e8 emerso appieno il <em>penchant<\/em> della presidenza Abe per le questioni di sicurezza. Abe si \u00e8 riconosciuto i meriti per la <strong>ripresa del Giappone del post-Fukushima<\/strong>, incluso l&#8217;alto tasso di occupazione, quindi per le importanti riforme sulla sicurezza, per il rafforzamento dell&#8217;alleanza nippo-americana &#8211; il perno della politica estera giapponese &#8211; e per la difesa del libero commercio, evidenziato dall\u2019accordo per una <strong><em>Comprehensive and Progressive Trans-Pacific Partnership<\/em><\/strong> e l\u2019<strong>accordo di partnership economica tra Giappone e Unione europea<\/strong>.<\/p>\n<p>Abe ha anche espresso sincero rammarico &#8211; con tanto di voce rotta e lucciconi &#8211; circa<strong> tre dossier ancora aperti<\/strong>: l&#8217;annosa questione dei giapponesi rapiti da agenti della Corea del Nord, il mancato accordo di pace tra Russia e Giappone con relativa soluzione sulle dispute territoriali, e la riforma del famoso articolo 9 della Costituzione (la &#8220;rinuncia alla guerra&#8221;, <em>ndr<\/em>), che non sta comunque impedendo al Giappone di perseguire una politica estera e di sicurezza da grande potenza.<\/p>\n<p>La <em>legacy<\/em> principale di Abe andrebbe ritrovata proprio nella <strong>normalizzazione dello strumento militare<\/strong>, un&#8217;evoluzione non da poco in un Paese profondamente scosso dalla disastrosa esperienza dell&#8217;imperialismo, e tradizionalmente riluttante ad un profilo pi\u00f9 assertivo nell&#8217;agone internazionale. Attraverso i suoi fidati consiglieri alla sicurezza nazionale, Abe ha instillato la politica estera nipponica con una <strong>buona dose di strategia<\/strong>, impiegando leve economiche, <em>soft power <\/em>e arsenale bellico per il perseguimento di chiari obiettivi diplomatici.<\/p>\n<p><strong>Passi falsi<\/strong> sono stati fatti anche con la<strong> Corea del Sud<\/strong> e nell&#8217;incapacit\u00e0 di ritrovare un&#8217;autentica stabilit\u00e0 con il principale rivale strategico, la <strong>Cina<\/strong> di <strong>Xi Jinping<\/strong>. Va detto, impresa non facile poich\u00e9 Pechino ci mette sempre del suo. Rimane da vedere se il <strong>successore<\/strong> di Abe sia in grado di dimostrare la stessa destrezza e dedizione a questioni diplomatiche e di sicurezza, e se si voglia circondare di un entourage di mandarini con una <em>vision <\/em>sufficientemente a fuoco, quale \u00e8 l&#8217;<strong>Indo-Pacifico libero e aperto<\/strong>, e se e in grado di incidere con autorevolezza sulla macchina governativa &#8211; sempre potenzialmente preda di atomismi &#8211; in maniera altrettanto olistica.<\/p>\n<p><strong>La caccia al successore<br \/>\n<\/strong>Il Pld dovr\u00e0 designare un successore prima della riapertura del Parlamento, ma ancora non son stati chiariti i termini per la votazione interna dal <strong>segretario di partito<\/strong>, vicino ad Abe. Di certo, Abe si sta muovendo perch\u00e9 il prossimo primo ministro non smantelli la sua eredit\u00e0 politica &#8211; come fece l&#8217;odiato <strong>Fukuda Yasuo<\/strong> nel 2007-08 &#8211; e star\u00e0 presumibilmente macchinando perch\u00e9 il vice-premier e ministro delle Finanze <strong>As\u014d Tar\u014d<\/strong>, il segretario generale di gabinetto <strong>Suga Yoshihide<\/strong> o, alla peggio, l&#8217;ex ministro degli Esteri <strong>Kishida Fumio<\/strong>, gli succedano.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>idea sottaciuta<\/strong> \u00e8 di dare la possibilit\u00e0 ad un nome a lui vicino di prendere le redini dell&#8217;esecutivo, eseguire un rimpasto di governo che strizzi l&#8217;occhio all&#8217;opinione pubblica e, dopo poche settimane, <strong>sciogliere la Camera Bassa per indire elezioni generali<\/strong>. I rappresentanti della Camera Bassa, quella con pi\u00f9 peso, devono finire il proprio mandato entro l&#8217;<strong>autunno del 2021<\/strong>, ma la contrazione importante dell&#8217;economia giapponese e di una potenziale seconda ondata di Covid-19 in inverno renderebbero azzardata l\u2019attesa fino al termine naturale della legislatura.<\/p>\n<p>Il riassestamento in atto delle due principali forze di <strong>opposizione<\/strong>, che dovrebbero riunirsi in un unico partito a settembre, costituisce un altro elemento chiave nei calcoli della dirigenza Pld. Bisogna vedere, poi, se il prossimo primo ministro duri a fronte delle <strong>numerose sfide<\/strong> che si profilano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;assenza del gobbo elettronico alla conferenza stampa convocata d&#8217;urgenza presso l&#8217;ufficio della presidenza del consiglio giapponese dava subito conferma delle voci circa le dimissioni a sorpresa di Abe Shinz\u014d. 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