{"id":83855,"date":"2020-09-07T02:15:24","date_gmt":"2020-09-07T00:15:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83855"},"modified":"2020-09-10T08:22:22","modified_gmt":"2020-09-10T06:22:22","slug":"leuropa-puo-beneficiare-dalla-surreale-photo-opportunity-tra-serbia-e-kosovo-alla-casa-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/leuropa-puo-beneficiare-dalla-surreale-photo-opportunity-tra-serbia-e-kosovo-alla-casa-bianca\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa pu\u00f2 beneficiare dalla photo opportunity tra Serbia e Kosovo alla Casa Bianca"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019accordo \u201cstorico\u201d che doveva ricucire l\u2019ultima frattura ancora palesemente aperta nei <strong>Balcani occidentali<\/strong> si \u00e8 rivelata una <strong><em>photo opportunity<\/em> dai risvolti bizzarri<\/strong>, se non a tratti grotteschi \u2013 ma soprattutto, uno sforzo pressoch\u00e9 inutile -. La firma di un\u2019intesa per una <strong>presunta normalizzazione delle relazioni economiche tra Belgrado e Pristina<\/strong>, sotto gli auspici e la facilitazione della Casa Bianca, lo scorso 4 settembre appariva gi\u00e0 di per s\u00e9 come una soluzione di ripiego al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/la-pericolosa-accelerazione-della-casa-bianca-sui-negoziati-tra-serbia-e-kosovo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vertice di giugno (poi saltato all&#8217;ultimo) organizzato dall\u2019Amministrazione Trump<\/a> tra il <strong>presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107 e il suo omologo kosovaro Hashim Tha\u00e7i<\/strong>, che secondo molti commentatori avrebbe dovuto ufficializzare la possibilit\u00e0 dello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/con-hoti-si-avvicina-lo-scambio-di-territori-tra-pristina-e-belgrado\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>scambio di territori<\/strong> tra Belgrado e Pristina<\/a>.<\/p>\n<p>Per quanto nessuno si aspettasse niente di rivoluzionario dall\u2019accordo tra Vu\u010di\u0107 e il <strong>premier kosovaro Avdullah Hoti<\/strong>, chiamato a sostituire il suo presidente in attesa di una probabile formalizzazione dell\u2019incriminazione, l\u2019accordo raggiunto pochi giorni fa a Washington ha lasciato molti di stucco \u2013 per i suoi contenuti, per la sua forma e perfino per il <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/europe\/comments\/in7vdu\/the_president_of_serbia_aleksandar_vu%C4%8Di%C4%87_at_the\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>body language<\/em><\/a> dei due leader balcanici trapelati da alcuni <a href=\"https:\/\/twitter.com\/adriatikk\/status\/1301984376050388994\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">filmati sui social<\/a>.<\/p>\n<p><strong>I termini dell&#8217;accordo<\/strong><br \/>\nInnanzitutto, la forma: quello firmato a Washington non \u00e8 un accordo internazionale, dato che Vu\u010di\u0107 e Hoti non hanno apposto la loro firma sulla stessa copia del documento, n\u00e9 hanno firmato lo stesso accordo; anzi, le versioni differiscono pure leggermente. I contenuti, poi, non farebbero gridare al miracolo: le parti si impegnerebbero a rispettare gli accordi gi\u00e0 raggiunti a febbraio sulla <strong>realizzazione di un\u2019autostrada e di un collegamento ferroviario tra Belgrado e Pristina<\/strong>, aggiungendo la realizzazione di un valico di frontiera congiunto e il <strong>riconoscimento reciproco dei diplomi e dei certificati professionali<\/strong>. L\u2019unico punto politicamente rilevante in chiave bilaterale \u00e8 l\u2019impegno \u2013 anche qui con il sostegno statunitense che sembra quasi imposto \u2013 ad uno studio di fattibilit\u00e0 sulla <strong>condivisione del lago artificiale di Gazivode\/Ujmani<\/strong>, importante riserva idrica ed energetica nel nord del Kosovo a cui la Serbia vorrebbe accedere; il punto c\u2019\u00e8, ma la soluzione appare comunque alquanto vaga ed aggirabile.<\/p>\n<p>Altra questione bilaterale, ma di natura in un certo senso interlocutoria, \u00e8 la moratoria reciproca di un anno sul riconoscimento internazionale del Kosovo: Pristina si impegna a non avanzarlo e a non cercare di aderire ad organizzazioni internazionali, mentre Belgrado si impegna a fermare la sua campagna di delegittimazione.<\/p>\n<p>Vengono poi una serie di clausole inserite, apparentemente, pi\u00f9 a beneficio del facilitatore statunitense che delle parti coinvolte: le infrastrutture menzionate verranno realizzate con l\u2019assistenza delle statunitensi <em>International Development Finance Corporation<\/em> ed <em>Export-Import Bank<\/em>;<strong> le parti si impegnano poi a proibire l\u2019acquisto e l\u2019uso di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/leuropa-stretta-fra-cina-e-stati-uniti-nella-contesa-del-5g-parte-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">apparecchiature 5G<\/a> provenienti da \u201cvenditori inaffidabili\u201d (leggi Cina)<\/strong> ed acconsentiranno alla condivisione di informazioni con i sistemi di monitoraggio USA, come quelli per le liste dei passeggeri dei voli. Anche l\u2019intenzione di Serbia e Kosovo di <strong>designare Hezbollah come organizzazione terroristica \u201cnella sua interezza\u201d<\/strong> (e quindi non nella sua sola accezione militare, come fa l\u2019Unione europea) sembra pi\u00f9 un <em>desiderata<\/em> statunitense che un\u2019impellente questione bilaterale.<\/p>\n<p><strong>La clausola su Israele<\/strong><br \/>\nMa il punto in assoluto pi\u00f9 bizzarro dell\u2019accordo \u00e8 quello relativo ad <strong>Israele<\/strong>,\u00a0non propriamente un Paese della regione balcanica. La Serbia si impegna a <strong>spostare la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme entro il prossimo luglio<\/strong>, mentre il <strong>Kosovo e Israele si riconosceranno impegnandosi a stabilire relazioni diplomatiche<\/strong>. Trump ha abituato il mondo intero a stranezze, gaffe e mancanza di tatto: ma inserire Israele in un accordo di normalizzazione economica tra Serbia e Kosovo sembra andare oltre la pi\u00f9 vivida immaginazione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, tale mossa \u00e8 rivelatrice di come Trump veda la questione tra Pristina e Belgrado: un affare ormai bruciato, dato che il grande accordo politico \u00e8 sfumato con l\u2019uscita di scena di Tha\u00e7i, ma che pu\u00f2 essere riciclato (anche elettoralmente) per la campagna di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/ambiguita-costruttiva-il-nodo-palestina-nellaccordo-israele-emirati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">normalizzazione delle relazioni tra Israele e i Paesi arabi, di cui gli Emirati Arabi Uniti sono stati apripista<\/a>. Non a caso Trump, in un tweet successivo all\u2019accordo, ha lodato il <a href=\"https:\/\/twitter.com\/realDonaldTrump\/status\/1301924019147616257\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kosovo \u201ca maggioranza musulmana\u201d<\/a> per il riconoscimento di Israele, dichiarando che \u201caltri paesi islamici e arabi\u201d si uniranno presto \u2013 con buona pace dello scarsissimo peso che la religione ha nella definizione politica kosovara. Da capire, poi, cosa ci guadagni la Serbia nello spostare la propria ambasciata a Gerusalemme, andando contro la linea di Bruxelles e buttando a mare <strong>decenni di tradizione terzomondista ereditata dalla Jugoslavia<\/strong>, e che era tornata utile nell\u2019ostacolare la campagna di riconoscimenti internazionali del Kosovo. Il <a href=\"https:\/\/twitter.com\/carlbildt\/status\/1302339768538324994\">video dell\u2019espressione di Vu\u010di\u0107<\/a> alla menzione di Trump di questa parte dell\u2019accordo fa quasi pensare che tale clausola sia stata inserita a sua insaputa.<\/p>\n<p><strong>La partita per Bruxelles<\/strong><br \/>\nUn accordo inutile, quindi, sicuramente per Vu\u010di\u0107 e Hoti (quest\u2019ultimo avrebbe addirittura rischiato una crisi di governo sul punto del lago di Gazivode\/Ujmani), e in parte utile per Trump che \u2013 pur con un totale disinteresse sulla questione Serbia-Kosovo &#8211; ha ribadito una <strong>poco credibile immagine di pacificatore internazionale<\/strong> e di amico di Israele.<\/p>\n<p>Il vero vincitore di questa storia a tratti surreale \u00e8 per\u00f2 un altro, che non era presente alla firma. Si tratta dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/stravolti-i-piani-usa-per-kosovo-e-serbia-unoccasione-per-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>, che di fronte alla farsa messa in atto a Washington ha un\u2019occasione in pi\u00f9 di fronte al mondo e, soprattutto, a Belgrado e Pristina, per dimostrare di essere l<strong>\u2019unico attore con la seriet\u00e0 necessaria per portare avanti \u2013 piano, ma con sostanza \u2013 il processo di normalizzazione tra Serbia e Kosovo<\/strong>. L\u2019Unione pu\u00f2 provare tale punto gi\u00e0 oggi, quando riprenderanno a Bruxelles i negoziati di alto livello guidati dal Rappresentante Speciale Miroslav Laj\u010dak: non verr\u00e0 fermato nessun accordo, e forse questa per una volta pu\u00f2 essere una buona notizia.<\/p>\n<p><small>Le opinioni espresse appartengono unicamente all\u2019autore e non riflettono necessariamente l\u2019opinione della Commissione europea o del Servizio europeo di azione esterna\u00a0<\/small>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019accordo \u201cstorico\u201d che doveva ricucire l\u2019ultima frattura ancora palesemente aperta nei Balcani occidentali si \u00e8 rivelata una photo opportunity dai risvolti bizzarri, se non a tratti grotteschi \u2013 ma soprattutto, uno sforzo pressoch\u00e9 inutile -. 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