{"id":83866,"date":"2020-09-18T08:59:51","date_gmt":"2020-09-18T06:59:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83866"},"modified":"2020-10-02T12:33:21","modified_gmt":"2020-10-02T10:33:21","slug":"dalla-lotta-al-cambiamento-climatico-al-contrasto-delle-disuguaglianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/dalla-lotta-al-cambiamento-climatico-al-contrasto-delle-disuguaglianze\/","title":{"rendered":"Dalla lotta al cambiamento climatico al contrasto delle disuguaglianze"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/premio-iai-il-pianeta-leuropa-e-io\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-84012 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-495x278.jpg 495w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-360x203.jpg 360w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-125x70.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080-850x480.jpg 850w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/IAI_Prize_banner_1920x1080.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;emergenza climatica che stiamo attraversando \u00e8 stata recentemente riconosciuta come il <a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/reports\/the-global-risks-report-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>primo rischio per l&#8217;economia globale<\/strong><\/a>. Non solo: le sue conseguenze sono sempre pi\u00f9 determinanti anche in termini di <strong>conflittualit\u00e0 internazionale<\/strong>. Nonostante ci\u00f2, il consenso raggiunto sull&#8217;insostenibilit\u00e0 del modello di <em>business as usua<\/em>l non ha impedito di registrare, lo scorso dicembre, un <strong>nuovo record di emissioni CO2<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre che all\u2019inerzia del sistema climatico, ci\u00f2 \u00e8 imputabile a una <strong>cooperazione inadeguata<\/strong> nel far fronte all&#8217;<em>emission gap<\/em>, troppo legata ad opzioni nazionali e nazionalistiche &#8211; spesso all&#8217;insegna del &#8220;<em>not in my backyard<\/em>&#8221; e del &#8220;<em>not in my political turn<\/em>&#8221; &#8211; in contraddizione con l&#8217;azione multilaterale di lungo periodo necessaria alla tutela di un bene pubblico globale come il clima.<\/p>\n<p>Non si tratta solamente di una questione di riduzione degli inquinanti. Il cambiamento climatico si impone innanzitutto come la <strong>condizione politica e sociale della nostra era<\/strong> ed \u00e8 inscindibile da una domanda di giustizia sociale che si articoli nel tempo e nello spazio, tra nord e sud del mondo, tra generazioni di ieri e di domani.<\/p>\n<p>Il cambiamento \u00e8 globale, ma gli effetti non ricadono su tutti allo stesso modo. La crisi climatica esaspera <strong>vulnerabilit\u00e0 e disuguaglianze<\/strong> legate a una distribuzione ineguale dell&#8217;accesso alle risorse e dell&#8217;allocazione del rischio: gli effetti peggiori pesano sempre sulla parte pi\u00f9 povera della popolazione mondiale.<\/p>\n<p>Per promuovere politiche lungimiranti sembra dunque imprescindibile affrontare contestualmente disuguaglianza globale e cambiamento climatico. La sostenibilit\u00e0 passa infatti anche attraverso un&#8217;<strong>agenda sociale<\/strong>, cos\u00ec come da una cultura dell&#8217;interdipendenza e del limite.<\/p>\n<p><strong>Conflitti surriscaldati<br \/>\n<\/strong>L&#8217;interdipendenza e l&#8217;interconnessione riguardano il rapporto sia tra aree geografiche sia tra questioni di politica internazionale: il cambiamento climatico interseca ormai sistematicamente <strong>dossier di sicurezza globale legati a conflitti, povert\u00e0 estrema e migrazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Numerosi studi mostrano infatti una correlazione tra il clima e il verificarsi di episodi violenti legati a cause ambientali, localizzati per la maggior parte nel continente africano, specie nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/sahel-parla-losada-rappresentante-speciale-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Sahel<\/strong><\/a>. Qui l&#8217;effetto climatico incide direttamente sull&#8217;accesso all&#8217;acqua e al cibo, mettendo in crisi una sicurezza alimentare e sociale gi\u00e0 precaria per l&#8217;interazione tra povert\u00e0 estrema, difficile accesso a servizi sanitari, disuguaglianze di genere e violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>Situazioni di <strong>ingiustizia ambientale<\/strong> creano insicurezza economica e umanitaria che &#8211; dove le possibilit\u00e0 di adattamento sono pi\u00f9 limitate &#8211; produce una <strong>crescente instabilit\u00e0 regionale<\/strong>. Cos\u00ec, mentre la degradazione del suolo alimenta il conflitto in Darfur, la competizione per le risorse primarie esaspera le tensioni sul <strong>lago Ciad<\/strong> e in <strong>Mali<\/strong>, dove la povert\u00e0 finisce con l&#8217;ingrossare le fila di gruppi armati e terroristici.<\/p>\n<p>Situazioni simili impongono ogni anno a milioni di persone di spostarsi. Gli arrivi in Europa dei <strong>migranti climatici,<\/strong> che forzatamente o &#8220;per adattamento&#8221; lasciano le proprie case, non sono che la punta dell&#8217;iceberg. In assenza di forme specifiche e vincolanti di protezione legale per chi fugge per ragioni legate al cambiamento climatico, la maggior parte degli sfollati rimane infatti bloccata in zone ad alto rischio. Per far fronte alla complessit\u00e0 del quadro fin qui delineato, la cooperazione sulla questione climatica &#8211; cos\u00ec come su quella migratoria e della disuguaglianza globale &#8211; deve necessariamente basarsi su un approccio multilaterale equo ed inclusivo.<\/p>\n<p><strong>Una cooperazione a rischio di stallo<br \/>\n<\/strong>L&#8217;ostacolo principale per la cooperazione internazionale &#8211; che fa sembrare sempre pi\u00f9 lontani gli obiettivi dell&#8217;<strong>Agenda 2030<\/strong>\u00a0&#8211; resta la spaccatura tra <strong>&#8220;grandi inquinatori&#8221; e Paesi pi\u00f9 vulnerabili<\/strong>. Una visione comune sull&#8217;allocazione della responsabilit\u00e0 \u00e8 oggi il principale nodo da sciogliere per procedere nei negoziati, soprattutto in materia di debito ecologico e di <em>loss&amp;damages<\/em> (c.d. Meccanismo di Varsavia).<\/p>\n<p>Durante l&#8217;ultima Cop, i Paesi industrializzati &#8211; Usa in testa &#8211; hanno respinto la proposta di stanziare 50 miliardi di dollari a supporto dei paesi pi\u00f9 vulnerabili, declinando ogni responsabilit\u00e0 in tema di catastrofi ambientali. Per ragioni simili, non si \u00e8 trovato un accordo sui meccanismi di calcolo dei crediti nel carbon market.<\/p>\n<p>L&#8217;ennesimo <strong>rinvio alla Cop26<\/strong> ha dunque posto in dubbio la capacit\u00e0 dei governi di giungere ad accordi in grado di assicurare un&#8217;ampia partecipazione con impegni vincolanti. Le riduzioni di emissioni nazionali volontarie rimangono infatti al cuore delle negoziazioni e, allo stato attuale, non permetteranno di rispettare i target concordati a Parigi nel 2015: anche la <em>carbon neutrality<\/em> potrebbe non essere sufficiente .<\/p>\n<p><strong>Pensare l&#8217;impensato<br \/>\n<\/strong>Tuttavia, mentre Stati Uniti e Cina mantengono un atteggiamento quantomeno ambiguo, si apre uno spazio per nuove forme di orchestrazione con la societ\u00e0 civile ed emergono soggetti non-statali che riscrivono la geopolitica classica. Sono <strong>enti locali, privati, Ong e movimenti <em>grassroot<\/em><\/strong> che chiedono di sedere ai tavoli negoziali proponendo coalizioni trasversali, capaci non solo di &#8220;decarbonizzare&#8221; l&#8217;economia, ma di promuovere forme di giustizia climatica e contrasto alla disuguaglianza.<\/p>\n<p>Le proposte dei vari <em>Green New Deal<\/em> vanno &#8211; almeno teoricamente &#8211; in questa doppia direzione. Tra questi spicca il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/dallemergenza-al-green-deal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Green Deal dell&#8217;Unione Europea<\/strong><\/a>, che tenta di fare della leadership climatica una nuova <em>raison d&#8217;\u00eatre<\/em> internazionale. Occorrono per\u00f2 scelte coraggiose e priorit\u00e0 salde, soprattutto quando l&#8217;agenda politica \u00e8 dominata da crisi come quella del Covid-19.<\/p>\n<p>Di fronte a queste sfide sociali, economiche ed ecologiche, \u00e8 oggi urgente <strong>ripensare la politica internazionale di lungo periodo<\/strong>, superando un approccio semplicemente economicistico e promuovendo nuove forme di giustizia e tutela per le popolazioni pi\u00f9 esposte. <strong>Non \u00e8 sostenibile vivere a credito<\/strong> con le generazioni future e con il sud globale: l&#8217;impulso per una cooperazione pi\u00f9 inclusiva non pu\u00f2 che arrivare da una rivalutazione delle priorit\u00e0 energetiche e geopolitiche alla luce dell&#8217;interdipendenza.<\/p>\n<p><small>Per tutto il mese di settembre, pubblichiamo alcuni estratti dei saggi dei\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/news\/premio-iai-i-finalisti-delledizione-2020\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">finalisti della terza edizione del Premio IAI<\/a>, l\u2019iniziativa dell\u2019Istituto Affari Internazionali rivolta ai neolaureati e agli studenti di universit\u00e0 e scuole superiori<\/small>.<\/p>\n<p>___<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-79605 alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-300x212.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale-125x88.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/logo_maeci-it-verticale.png 676w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><small><em>Il PremioIAI \u00e8 stato realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ai sensi dell\u2019art. 23- bis del DPR 18\/1967<\/em><br \/>\n<\/small><\/p>\n<p><small><em>Le posizioni contenute nel presente report sono espressione esclusivamente degli autori e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale<\/em><\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;emergenza climatica che stiamo attraversando \u00e8 stata recentemente riconosciuta come il primo rischio per l&#8217;economia globale. 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