{"id":83979,"date":"2020-09-14T06:30:59","date_gmt":"2020-09-14T04:30:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=83979"},"modified":"2020-09-18T07:27:57","modified_gmt":"2020-09-18T05:27:57","slug":"lunione-europea-e-la-guerra-culturale-in-polonia-e-ungheria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/lunione-europea-e-la-guerra-culturale-in-polonia-e-ungheria\/","title":{"rendered":"L&#8217;Unione europea e la guerra culturale in Polonia e Ungheria"},"content":{"rendered":"<p>Varsavia vuole i soldi del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Recovery Fund<\/strong><\/a>, si oppone al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/dallemergenza-al-green-deal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Green Deal<\/strong><\/a> per preservare la sua <strong>ricca e inquinante industria mineraria<\/strong>. Budapest battaglia sui <strong>migranti<\/strong> con l&#8217;Europa, strizza l&#8217;occhio alla\u00a0<strong>Turchia<\/strong> di\u00a0<strong>Erdogan<\/strong> con cui vorrebbe aumentare il giro di affari e mira a costruire una zona commerciale generosa nei <strong>Balcani<\/strong> occidentali.<\/p>\n<p>Normale dialettica in seno all&#8217;Unione europea: ogni Paese porta avanti i suoi interessi nazionali e il <strong>blocco di Visegr\u00e1d<\/strong> trova sempre, o quasi, una visione comune per contare di pi\u00f9 e ottenere, di conseguenza, maggiori vantaggi.<\/p>\n<p>Eppure, il confronto fra i Visegr\u00e1d e l&#8217;altra Europa non si misura solo in termini politico-economici. \u00c8 un <strong>braccio di ferro<\/strong> s<strong>ui valori, sull&#8217;identit\u00e0, sulla tradizione quello che si delinea all\u2019orizzonte<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Quale Polonia, quale Ungheria<br \/>\n<\/strong>La domanda non \u00e8 quale Europa Varsavia e Budapest vogliono, ma<strong> quale Polonia e quale Ungheria vogliono stare nella Ue<\/strong>. Ed \u00e8 qui che il divario fra i due Paesi leader di Visegr\u00e1d e gli altri si acuisce.<\/p>\n<p>Come ha evidenziato la\u00a0<em>Gazeta Wyborcza<\/em>, la Polonia si trova nel bel mezzo di &#8220;<strong>una guerra culturale conservatrice<\/strong>&#8221; innescata &#8211; la tesi del giornale dell&#8217;intellighenzia liberal di Varsavia &#8211; e politicizzata poi dal PiS, il partito conservatore guidato da <strong>Jaroslaw Kaczynski<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;Ungheria di <strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong> si muove nel solco della &#8220;democrazia illiberale&#8221;, frase che lo stesso premier us\u00f2 in un discorso nel 2014 per definire le caratteristiche che avrebbe avuto il suo Paese. Anche qui non si tratta di questioni meramente politiche o legislative, la &#8220;<strong>democrazia illiberale<\/strong>&#8221; nei pensieri di Orban altro non \u00e8 che una democrazia che si fonda sulla tradizione cristiana e sull&#8217;identit\u00e0 nazionale. Da qui il rifiuto del multiculturalismo poich\u00e9 vettore per annacquare valori, identit\u00e0 e storia.<\/p>\n<p><strong>Lo scontro sui diritti<br \/>\n<\/strong>In questo contesto, il terreno di scontro principale &#8211; sia sul fronte interno, soprattutto in Polonia, sia con l\u2019Europa &#8211; sono i <strong>diritti<\/strong>: dall&#8217;aborto, alla lotta alla discriminazione contro gay e transgender, al ruolo della <strong>donna<\/strong> nella societ\u00e0, poich\u00e9 rappresentano uno spartiacque, qualcosa per cui si pu\u00f2 essere pro o contro.<\/p>\n<p>La &#8220;<strong>questione gay<\/strong>&#8221; \u00e8 diventata terreno di aspro scontro in Polonia. Nel giorno del secondo giuramento da presidente, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/vince-duda-la-polonia-e-del-pis-ma-per-quanto-ancora\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Andrzej Duda<\/strong><\/a> si \u00e8 ritrovato nell\u2019aula del Parlamento i deputati della forza di opposizione <strong><em>Lewica<\/em><\/strong> vestiti con i colori dell&#8217;arcobaleno. Marce per i diritti della minoranza Lgbt sono diventate frequenti. Il primo sabato di settembre in 2mila hanno superato il confine sfilando da Slubice a Frankfurt an der Oder (Germania) per denunciare le discriminazioni contro i gay. <strong>Un attacco frontale che fa del movimento Lgbt la voce pi\u00f9 limpida di opposizione al nazionalismo di Duda e Kaczysnki<\/strong>. D&#8217;altronde che il tema sia divisivo lo certificano le reazioni del PiS e della <strong>Chiesa cattolica locale<\/strong>, che in una sorta di neo-alleanza fra trono e altare hanno paragonato le teorie del gender al bolscevismo e chiesto l&#8217;apertura di cliniche per &#8220;convertire i gay&#8221;. Eppure, ancora un comune su tre in Polonia si vanta di essere &#8220;Lgbt free&#8221; e quasi l&#8217;80% dei transessuali confessa di non poter vivere la propria sessualit\u00e0 in maniera aperta.<\/p>\n<p>Malgrado evidente, per\u00f2, la battaglia per i diritti gay fatica a imporsi in Polonia. E se la guerra culturale del PiS ha avuto buon gioco finora, \u00e8 pur vero che il terreno resta fertile per la <strong>retorica anti-omosessuali<\/strong>. Il cattolicesimo di stampo tradizionalista radicato nelle aree rurali fornisce il background ideale per le battaglie contro i diritti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/duda-e-trzaskowski-si-contendono-una-polonia-divisa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Rafal Trzaskowski<\/strong><\/a>, sindaco di Varsavia e brillante candidato anti-Duda, non ha mai partecipato a una manifestazione Lgbt pur avendo dichiarato il suo sostegno alle loro sfide. E <strong>Lech Walesa<\/strong>, storico leader di Solidarnosc, primo presidente della Polonia libera e oggi incensato come patriarca anti-nazionalista, nel 2011 disse che il primo deputato apertamente gay eletto in Parlamento doveva sedersi in fondo, magari &#8220;dietro un muro&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Le incognite sul futuro<\/strong><br \/>\nIl Parlamento di Budapest ha invece qualche mese fa licenziato una legge a stragrande maggioranza che <strong>impedisce ai transessuali di cambiare nome sui documenti d&#8217;identit\u00e0<\/strong>. La Corte europea dei diritti umani si pronuncer\u00e0. Ma difficilmente Orb\u00e1n &#8211; che ha gi\u00e0 incassato una sconfitta sul tema migranti e sulla legge anti-Ong di fronte alla Corte di giustizia dell&#8217;Ue &#8211; far\u00e0 marcia indietro. In Ungheria, le unioni gay sono ammesse, ma il 56% della popolazione \u00e8 contraria a trasformarle in matrimoni. La legge sui trans ha avuto consensi fra la popolazione.<\/p>\n<p>La <strong>guerra culturale<\/strong> di Kaczynski e la <strong>democrazia illiberale<\/strong> di Orb\u00e1n potranno perdere vivacit\u00e0 quando i promotori e sponsor principali usciranno di scena. Ma non sar\u00e0 una loro sconfitta elettorale &#8211; possibile nei prossimi anni &#8211; e l&#8217;avvento di nuovi governi pi\u00f9 sensibili a trasformare come d&#8217;incanto Ungheria e Polonia nei migliori amici della visione della storia e della cultura degli europei, quelli cresciuti al di qua della Cortina di ferro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Varsavia vuole i soldi del Recovery Fund, si oppone al Green Deal per preservare la sua ricca e inquinante industria mineraria. Budapest battaglia sui migranti con l&#8217;Europa, strizza l&#8217;occhio alla\u00a0Turchia di\u00a0Erdogan con cui vorrebbe aumentare il giro di affari e mira a costruire una zona commerciale generosa nei Balcani occidentali. Normale dialettica in seno all&#8217;Unione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":83989,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2027,9],"tags":[496,2260,1494,532,150,831,2375,432,185,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83979"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=83979"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":83990,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/83979\/revisions\/83990"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/83989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=83979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=83979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=83979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}