{"id":84018,"date":"2020-09-15T07:00:29","date_gmt":"2020-09-15T05:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84018"},"modified":"2020-09-23T07:01:33","modified_gmt":"2020-09-23T05:01:33","slug":"brexit-un-accordo-sempre-piu-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/brexit-un-accordo-sempre-piu-difficile\/","title":{"rendered":"Brexit: tra Londra e l&#8217;Ue un&#8217;intesa sempre pi\u00f9 difficile"},"content":{"rendered":"<p>Nei lunghi mesi della fase pi\u00f9 acuta del Covid-19 e dei lockdown che avevano paralizzato le attivit\u00e0 economiche e reso pi\u00f9 complicati contatti e negoziati, l&#8217;<strong>Unione europea<\/strong> aveva dovuto concentrarsi su priorit\u00e0 ben diverse dalla <strong>Brexit<\/strong>: definire linee comuni per limitare i contagi, avviare programmi comuni di ricerca su terapie e vaccini, e soprattutto adottare misure comuni in grado di contrastare gli effetti pi\u00f9 immediati della pandemia sull&#8217;economia e successivamente decidere un programma comune di aiuti necessari per stimolare la ripresa e la ricostruzione (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>I seguiti della Brexit e il destino dei negoziati per la definizione delle future relazioni fra la Ue e il Regno Unito erano scomparsi dalle agende delle istituzioni europee. Di Brexit, e di rapporti con Londra, per lunghi mesi non si \u00e8 sentito parlare, anche perch\u00e9 di fatto i negoziati, interrotti nelle fase pi\u00f9 grave della pandemia, erano poi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/cautela-o-azzardo-negoziare-il-futuro-della-brexit-durante-la-pandemia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>proseguiti a ritmo ridotto e sotto traccia<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Ci ha pensato il primo ministro britannico\u00a0<strong>Boris Johnson<\/strong> nei giorni scorsi a riportare la questione alla ribalta della cronaca e della politica, con una <strong>duplice mossa<\/strong> che ha sorpreso e spiazzato la controparte europea. Prima ha lanciato un ennesimo <strong>ultimatum<\/strong> ai negoziatori europei indicando la data del 15 ottobre come ultima scadenza utile per raggiungere un accordo sul futuro delle relazioni bilaterali post-Brexit.<\/p>\n<p>E come se la minaccia di un nuovo ultimatum non bastasse, pochi giorni dopo il suo governo ha presentato in Parlamento un disegno di legge (l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/uk-scotland-54065391\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Internal Market Bill<\/em><\/strong><\/a>) che contiene, tra le altre, alcune disposizioni esplicitamente mirate a rimettere in discussione &#8211; o meglio a consentire di violare &#8211; altrettante disposizioni del <strong>Protocollo sull&#8217;Irlanda del Nord<\/strong>, che costituisce parte integrante dell&#8217;<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/european-union-and-united-kingdom-forging-new-partnership\/eu-uk-withdrawal-agreement_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo di recesso<\/strong><\/a>, a suo tempo solennemente sottoscritto dallo stesso governo britannico e ratificato dal Parlamento di Londra.<\/p>\n<p>Il negoziato sul futuro delle relazioni bilaterali stava gi\u00e0 di suo procedendo faticosamente e con molte difficolt\u00e0. A quanto \u00e8 dato di conoscere, i punti pi\u00f9 controversi tuttora aperti riguardano in particolare il futuro <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-i-nodi-della-pesca-e-degli-standard-comuni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>regime della pesca<\/strong><\/a> nelle acque britanniche e il regime degli <strong>aiuti di Stato<\/strong>.<\/p>\n<p>Sulla <strong>pesca<\/strong> la Ue chiede il riconoscimento dei <strong>diritti storici di pesca per i pescatori europei<\/strong>. Londra resta ferma sull&#8217;idea di un regime che consenta al governo britannico di rilasciare discrezionalmente, e di anno in anno, diritti di pesca per pescatori europei.<\/p>\n<p>E sugli aiuti di Stato, mentre la Ue chiede di <strong>assimilare le regole in vigore nel Regno Unito a quelle europee<\/strong>, con l&#8217;obiettivo di definire (come contropartita dell\u2019accesso al mercato europeo di merci e servizi britannici) un <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/51180282\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><strong>level playing field<\/strong><\/em><\/a>,\u00a0 che consenta di evitare ipotesi di concorrenza sleale, Londra non intende assumere impegni sull&#8217;argomento e pretende di mantenere il massimo di libert\u00e0 di azione.<\/p>\n<p>Due temi sicuramente complessi (gli aiuti di Stato pi\u00f9 della pesca) ma probabilmente <strong>risolvibili<\/strong>, con un minimo di buona volont\u00e0 da entrambe le parti.<\/p>\n<p>Ma il quadro e le prospettive del negoziato sul futuro delle relazioni bilaterali \u00e8 ora cambiato, e appare seriamente compromesso con la presentazione dell&#8217;<em>Internal Market Bill<\/em>, e la dichiarata intenzione del governo Johnson di voler <strong>rimettere in discussione, o violare, disposizioni cruciali dell&#8217;accordo di recesso<\/strong>. Un accordo internazionale, che, vale la pena di ricordare, era stato a lungo negoziato e poi sottoscritto dal britannico e ratificato dal Parlamento di Londra, quindi perfezionato sotto tutti i profili e pienamente in vigore, la cui violazione comporterebbe un <strong>vulnus gravissimo di principi fondamentali del diritto internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>A Londra l&#8217;inattesa e sorprendente iniziativa dell&#8217;esecutivo Johnson sta suscitando le preoccupazioni e le proteste di chi vede drammaticamente compromessa la credibilit\u00e0 e l&#8217;affidabilit\u00e0 di un governo, che non si fa scrupoli di rimettere in discussione i contenuti di un <strong>accordo internazionale<\/strong>, al punto che anche importanti esponenti del partito del premier hanno manifestato esplicite riserve sull&#8217;iniziativa del governo.<\/p>\n<p>Dal canto suo l&#8217;Ue non poteva non reagire. E cos\u00ec ha fatto la Commissione al pi\u00f9 alto livello, minacciando non solo la sospensione del negoziato in corso, ma anche l&#8217;adozione di <strong>sanzioni<\/strong> nei confronti di Londra e il <strong>deferimento del Regno Unito alla Corte di Giustizia<\/strong>, per una clamorosa quanto fragrante violazione di un impegno solennemente sancito in un accordo internazionale a sua volta recepito nel diritto europeo.<\/p>\n<p>Difficile allo stato prevedere come si svilupper\u00e0 la vicenda. \u00c8 possibile che ci troviamo in presenza dell&#8217;<strong>ennesimo &#8220;bluff&#8221; di Johnson<\/strong>, che avrebbe scelto di drammatizzare il confronto con l&#8217;Ue in parte per recuperare consensi (in calo anche come effetto della contestata gestione del Covid) presso il suo elettorato pi\u00f9 radicalmente anti-europeo, e in parte per alzare la posta in un negoziato molto complesso e difficile con la Ue.<\/p>\n<p>Possibile anche &#8211; ma meno probabile dati gli orientamenti prevalenti nel partito conservatore &#8211; che in sede di esame a Westminster del contestato disegno di legge <strong>vengano espunte quelle disposizioni che costituiscono un&#8217;evidente violazione<\/strong> dell&#8217;accordo di recesso, rendendo cos\u00ec possibile la ripresa del dialogo e del negoziato con Bruxelles.<\/p>\n<p>Resta comunque la constatazione che allo stato attuale e, come conseguenza della duplice iniziativa di Johnson, la strada di un accordo con l&#8217;Ue si complica e appare sempre pi\u00f9 in salita. Mentre lo scenario di una &#8220;<strong><em>hard Brexit<\/em><\/strong>&#8220;, di una uscita del Regno Unito dall&#8217;Ue senza accordo, sembra allo stato attuale molto pi\u00f9 verosimile di qualche settimana fa. E questo malgrado l&#8217;evidenza &#8211; sottolineata da decine di autorevoli rapporti e analisi delle pi\u00f9 svariate fonti &#8211; che <strong>una Brexit senza accordo danneggerebbe proporzionalmente molto di pi\u00f9 il Regno Unito che l&#8217;Ue<\/strong>.<\/p>\n<p>Se questo sar\u00e0 l&#8217;esito non rester\u00e0 che concludere che, nella percezione dell&#8217;estroso quanto imprevedibile primo ministro britannico, dare soddisfazione alle richieste, prevalentemente motivate da considerazioni ideologiche, di un visibile quanto illusorio recupero di sovranit\u00e0 nazionale conta di pi\u00f9 che tutelare evidenti e ben dimostrati interessi economici nazionali.<\/p>\n<p>Un&#8217;ulteriore dimostrazione, come se ce ne fosse stato bisogno, dei <strong>danni che pu\u00f2 provocare il populismo nazionalista<\/strong> quando si trova a gestire responsabilit\u00e0 di governo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei lunghi mesi della fase pi\u00f9 acuta del Covid-19 e dei lockdown che avevano paralizzato le attivit\u00e0 economiche e reso pi\u00f9 complicati contatti e negoziati, l&#8217;Unione europea aveva dovuto concentrarsi su priorit\u00e0 ben diverse dalla Brexit: definire linee comuni per limitare i contagi, avviare programmi comuni di ricerca su terapie e vaccini, e soprattutto adottare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":84024,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2026],"tags":[704,462,78,84,733,1202,1473,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84018"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84060,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84018\/revisions\/84060"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}