{"id":84029,"date":"2020-09-15T06:00:07","date_gmt":"2020-09-15T04:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84029"},"modified":"2020-09-19T10:42:07","modified_gmt":"2020-09-19T08:42:07","slug":"negoziati-qatar-afghanistan-riconquista-talebani-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/negoziati-qatar-afghanistan-riconquista-talebani-paese\/","title":{"rendered":"I negoziati in Qatar verso un solo esito: la riconquista talebana dell&#8217;Afghanistan"},"content":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 14 settembre hanno preso il via in <strong>Qatar<\/strong> i <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2020\/09\/peace-afghan-gov-taliban-arrive-talks-200911143549952.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>negoziati tra talebani e governo dell&#8217;Afghanistan<\/strong><\/a>, dopo la cerimonia ufficiale celebrata a Doha il 12 settembre. Alla presenza del segretario di Stato statunitense <strong>Mike Pompeo<\/strong>, l&#8217;incontro segue quella dello scorso 29 febbraio in cui gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/laccordo-di-trump-e-una-vittoria-per-i-talebani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Stati Uniti e il movimento talebano<\/strong><\/a> avevano formalmente sottoscritto i termini di un accordo negoziale per porre termine alla pi\u00f9 lunga guerra combattuta da Washington, ormai nel suo diciannovesimo anno.<\/p>\n<p>Si parla di &#8220;<strong>accordo di pace<\/strong>&#8221; nelle dichiarazioni ufficiali e sui giornali internazionali, ma non si parla di pace al tavolo negoziale, bens\u00ec di aperture e concessioni ai talebani a fronte delle rinunce che il governo afghano, sempre pi\u00f9 debole e in balia di eventi che non pu\u00f2 controllare, dovr\u00e0 accettare suo malgrado.<\/p>\n<p>Sebbene al momento sia stata avviata la <strong>prima fase<\/strong> di un negoziato tra le parti e che dovrebbe agevolare un <strong>cessate il fuoco<\/strong> duraturo come premessa per i successivi passi di un percorso molto accidentato, i 18 attacchi alle forze di sicurezza afghane registrati mentre a Doha si dava inizio al dialogo non sono una buona premessa.<\/p>\n<p><strong>La vittoria di Trump e dei talebani<br \/>\n<\/strong>Gli Stati Uniti sono il soggetto che pi\u00f9 di tutti ha a cuore la conclusione dell&#8217;accordo, qualunque esso sia. In tale quadro si impone la razionale opportunit\u00e0 cercata (e trovata) dal presidente <strong>Donald Trump<\/strong> in un&#8217;ottica elettorale: il <strong>ritiro dall&#8217;Afghanistan<\/strong> \u00e8 la promessa fatta ai suoi elettori. Non \u00e8 una novit\u00e0 per Washington anteporre interessi di politica interna ed elettorali a quelli delle relazioni internazionali o agli equilibri della geopolitica. Prima di lui l&#8217;allora presidente <strong>Barack Obama<\/strong>, artefice del grande <strong><em>surge<\/em><\/strong> che port\u00f2 a schierare in Afghanistan 140.000 militari statunitensi e della Nato.<\/p>\n<p>Quel che emerge chiaramente \u00e8 che i talebani si impongono come <strong>vincitori<\/strong>, ottenendo il disimpegno da parte degli Stati Uniti e la possibilit\u00e0 di agire sostanzialmente indisturbati attraverso un&#8217;inclusione &#8220;forzata&#8221; nelle forme del potere a danno di un esecutivo che \u00e8 stato incapace di governare in maniera efficace negli ultimi 6 anni.<\/p>\n<p>Una sostanziale assenza di governo che \u00e8 frutto dello stallo politico derivante dal compromesso che dal 2014 ha imposto la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/afghanistan-presidenziali-sfida-talebani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>diarchia<\/strong><\/a> del Presidente <strong>Ashraf Ghani<\/strong> e del Primo ministro esecutivo <strong>Abdullah Abdullah<\/strong> che, nonostante le forti divergenze, anche sul tema del negoziato con i talebani, hanno per\u00f2 accettato di sostenere l&#8217;iniziativa di Doha. Un&#8217;adesione che non aveva alternative.<\/p>\n<p><strong>Paese in transizione<\/strong><br \/>\nSi costruisce cos\u00ec un <strong>equilibrio precario<\/strong> in cui solo gli Stati Uniti e i talebani ottengono un risultato soddisfacente: i primi intenzionati ad andarsene, i secondi ben felici di agevolarne il disimpegno per poter avere libert\u00e0 d\u2019azione a scapito del <strong>governo di Kabul, terzo attore (non protagonista) che pagher\u00e0 il conto di una partita giocata in sua vece<\/strong>.<\/p>\n<p>A Doha si chiude il capitolo dell&#8217;impegno statunitense e si apre quello della <strong>difficile transizione<\/strong> che porter\u00e0 i talebani a imporre una riorganizzazione della struttura dello Stato afghano, in termini sostanziali e di principi, di cui progressivamente e anche attraverso l&#8217;uso della forza prenderanno il controllo riproponendo il modello di emirato islamico.<\/p>\n<p><em>L&#8217;autore di questo articolo ne ha recentemente parlato con il Generale <strong>David H. Petraeus<\/strong>, gi\u00e0 comandante militare in Afghanistan ed ex direttore della CIA, che in un&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.startinsight.eu\/en\/petraeus-interviewed-by-bertolotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intervista<\/a><\/strong> rilasciata alla Rivista Militare dell&#8217;Esercito italiano, e pubblicata in inglese da <strong>START InSight<\/strong>, ha manifestato tutta la sua preoccupazione: &#8220;Lo scopo nei colloqui di pace (\u2026) \u00e8 di allontanare le forze [statunitensi] cos\u00ec da poter rovesciare il governo afghano senza ostacoli. L&#8217;accordo sembra implicitamente anticipare la fine del gioco cos\u00ec come gli stessi insorti hanno costantemente perseguito dal 2001: una riconquista talebana del paese&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 14 settembre hanno preso il via in Qatar i negoziati tra talebani e governo dell&#8217;Afghanistan, dopo la cerimonia ufficiale celebrata a Doha il 12 settembre. 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