{"id":84063,"date":"2020-09-20T22:12:29","date_gmt":"2020-09-20T20:12:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84063"},"modified":"2020-09-24T20:08:01","modified_gmt":"2020-09-24T18:08:01","slug":"il-ritorno-di-radio-free-europe-a-budapest-nonostante-i-buoni-rapporti-trump-orban","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/il-ritorno-di-radio-free-europe-a-budapest-nonostante-i-buoni-rapporti-trump-orban\/","title":{"rendered":"Il ritorno di Radio Free Europe in Ungheria (nonostante i buoni rapporti Trump-Orb\u00e1n)"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati quasi trentuno anni dalla caduta della Cortina di Ferro e Radio Europa Libera (<a href=\"https:\/\/www.rferl.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Radio Free Europe<\/em><\/strong><\/a>, Rfe), l&#8217;emittente fondata dal Congresso Usa nel secondo dopoguerra, riprende a occuparsi di cose ungheresi.Attiva dal 1949 al 1993 con sede a Monaco di Baviera, ha fatto la sua comparsa come strumento della Guerra fredda concepito per fare contro-informazione rispetto alla propaganda dei regimi est-europei ed \u201ceducare\u201d le popolazioni interessate alla libert\u00e0 con una contro-propaganda. Era quindi uno strumento di contrapposizione politica al blocco filo-sovietico, non necessariamente sensibile alle sorti degli abitanti di quei Paesi. Di fatto, proprio diversi ungheresi raccontano di essersi sentiti \u201ctraditi\u201d da Rfe nel contesto dell\u2019insurrezione del 1956, in quanto incoraggiati a ribellarsi e poi, secondo i loro ricordi, abbandonati al loro destino dall\u2019emittente e dal mondo occidentale.<\/p>\n<p>Oggi Rfe ritorna in una versione aggiornata, \u00e8 accessibile su Internet e dichiara l\u2019intenzione di dare il suo contributo alla <strong>difesa della libert\u00e0 d\u2019informazione<\/strong> partendo dal caso ungherese.<\/p>\n<p>La vicepresidente della radio, <strong>Daisy Sindelar<\/strong>, sostiene che l&#8217;emittente si \u00e8 posta il problema del &#8220;grave declino della libert\u00e0 di stampa in <strong>Ungheria<\/strong>&#8220;, dove il sistema di potere concepito e guidato da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/orban-e-il-contagio-delle-democrazie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong><\/a> controlla non solo i media pubblici ma anche la gran parte di quelli commerciali. L&#8217;interesse di Rfe ha suscitato la reazione del ministro degli Esteri di Budapest <strong>P\u00e9ter Szijj\u00e1rt\u00f3<\/strong>, per il quale la presenza di Rfe \u00e8 un'&#8221;<strong>offesa<\/strong>&#8220;, giacch\u00e9, a suo avviso, non c&#8217;\u00e8 alcun problema a livello di libert\u00e0 d&#8217;informazione nel Paese.<\/p>\n<p>Di fatto, per\u00f2, le valutazioni delle ong internazionali che monitorano il settore descrivono una situazione ben diversa. Di recente <a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/hungary\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Reporters Sans Fronti\u00e8res<\/em><\/strong><\/a> (Rsf) ha collocato l&#8217;Ungheria all&#8217;ottantanovesimo posto nella classifica dei Paesi in cui la stampa \u00e8 o dovrebbe essere libera.<\/p>\n<p>Alla fine dell&#8217;anno scorso una missione congiunta a Budapest di diverse ong operanti nel settore aveva accusato il governo Orb\u00e1n di aver &#8220;sistematicamente <strong>demolito l&#8217;indipendenza, la libert\u00e0 e il pluralismo dell&#8217;informazione<\/strong> dando luogo ad un controllo sui media senza precedenti in un Paese dell\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p><strong>I casi Index e\u00a0Klubr\u00e1di\u00f3<br \/>\n<\/strong>Per l&#8217;esecutivo danubiano si tratta di <strong>accuse strumentali<\/strong> di marca liberale tese a screditare un governo liberamente eletto dalla popolazione e volenteroso di difendere la sovranit\u00e0 nazionale. Il suo impegno nel mettere a tacere le voci dissenzienti \u00e8 per\u00f2 testimoniato da diversi episodi come quello recente del <strong>licenziamento di Szabolcs Dull<\/strong>, che dirigeva <em>index.hu<\/em>, principale giornale online ungherese letto in media da un milione di persone al giorno. L&#8217;acquisto della societ\u00e0 editrice di <strong>Index<\/strong> da parte di un oligarca vicino a Orb\u00e1n per la riorganizzazione dello staff del giornale in chiave filogovernativa e il gi\u00e0 menzionato licenziamento di Dull avevano portato la redazione a dimettersi in blocco, sostenuta da numerosi manifestanti scesi in piazza in segno di protesta.<\/p>\n<p>Purtroppo, per\u00f2, non \u00e8 tutto: l&#8217;esecutivo ha infatti ripreso ad attaccare anche <strong>Klubr\u00e1di\u00f3<\/strong>: l&#8217;ultima radio libera ungherese rischia seriamente di perdere la licenza. La cosa potrebbe avvenire fra qualche mese stando a quanto annunciato dall&#8217;<strong>Autorit\u00e0 sui media<\/strong> (Nmhh), organo governativo che ha il compito di regolare l&#8217;uso delle frequenze e controllare i contenuti dei media.<\/p>\n<p>Klubr\u00e1di\u00f3 \u00e8 un&#8217;emittente privata molto <strong>critica<\/strong> nei confronti del governo. Secondo la Nmhh,\u00a0ha pi\u00f9 volte infranto le regole vigenti nel settore, pretesto col quale \u00e8 stata privata delle frequenze nelle zone di provincia fino a limitarne il campo d&#8217;azione alla sola Budapest. Secondo <strong>\u00c1gnes Urb\u00e1n<\/strong>, analista indipendente delle questioni media, l&#8217;annuncio della Nmhh non \u00e8 altro che una sentenza in attesa di esecuzione.<\/p>\n<p>L&#8217;attacco alla libert\u00e0 di stampa fa parte delle <strong>violazioni<\/strong> che nel 2018 hanno messo in moto il meccanismo che potrebbe portare all&#8217;<strong>applicazione dell&#8217;articolo 7 del Trattato sull&#8217;Ue<\/strong>. La procedura, per\u00f2, \u00e8 lunga e non ha scoraggiato il governo ungherese a portare avanti le sue iniziative volte a estendere un controllo sempre pi\u00f9 stretto sui principali settori della vita pubblica del Paese. Intanto, nelle scorse settimane, gli studenti della facolt\u00e0 di Teatro e cinema (Szfe) di Budapest sono scesi in piazza per protestare contro il cambio di governance dell&#8217;istituto, passato nell&#8217;orbita di Orb\u00e1n.<\/p>\n<p><strong>Il ritorno di Rfe<br \/>\n<\/strong>Questo stato di cose ha richiamato l&#8217;attenzione di Rfe che, attiva di nuovo in Bulgaria e Romania dal 2018, \u00e8 tornata anche in Ungheria. Le trasmissioni avvengono in rete con contenuti multimediali realizzati da una redazione composta da dieci giornalisti ungheresi. I medesimi promettono un&#8217;informazione quanto pi\u00f9 obiettiva possibile e indipendente sui fatti interni. Niente pubblicit\u00e0, <strong>i finanziamenti provengono dal Congresso degli Stati Uniti<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione appare, per\u00f2, delicata visto che il presidente americano <strong>Donald Trump<\/strong> non nasconde le sue simpatie per il sistema di Viktor Orb\u00e1n, tanto che l&#8217;ambasciatore <strong>David Cornstein<\/strong> avrebbe chiesto alla redazione ungherese di &#8220;trattare bene Orb\u00e1n e la sua famiglia&#8221;. Una nota in controtendenza con l\u2019impegno dichiarato dall\u2019emittente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati quasi trentuno anni dalla caduta della Cortina di Ferro e Radio Europa Libera (Radio Free Europe, Rfe), l&#8217;emittente fondata dal Congresso Usa nel secondo dopoguerra, riprende a occuparsi di cose ungheresi.Attiva dal 1949 al 1993 con sede a Monaco di Baviera, ha fatto la sua comparsa come strumento della Guerra fredda concepito per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":84190,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1024,590,532,2487,422,185,2012,109,489],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84063"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84063"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84063\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84290,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84063\/revisions\/84290"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84063"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84063"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84063"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}