{"id":84065,"date":"2020-09-22T10:06:19","date_gmt":"2020-09-22T08:06:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84065"},"modified":"2020-09-28T19:05:02","modified_gmt":"2020-09-28T17:05:02","slug":"diritto-democrazia-e-debito-parla-sabino-cassese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/diritto-democrazia-e-debito-parla-sabino-cassese\/","title":{"rendered":"Diritto, democrazia e debito. Parla Sabino Cassese"},"content":{"rendered":"<p><em>Sabino Cassese, giurista e accademico italiano, \u00e8 giudice emerito della Corte costituzionale. Ha conversato con AffarInternazionali su tre argomenti dibattuti in questa fase nella comunit\u00e0 internazionale: Diritto, Democrazia e Debito.<\/em><\/p>\n<p>I problemi sono due. Il primo vede la tendenza a portare il <strong>sistema delle fonti<\/strong> nell&#8217;ambito del <strong>potere esecutivo<\/strong>, e quindi a non rispettare quello che noi chiamiamo il principio di legalit\u00e0, lo stato di diritto che \u00e8 il principio base dei nostri ordinamenti; il secondo problema \u00e8 invece di <strong>compliance<\/strong>, ossia di rispetto delle norme.\u00a0Vediamo il primo problema. In tutti gli ordinamenti moderni, il diritto \u00e8 quello che concerne dalla legge, e discende dalla legge perch\u00e9 normalmente \u00e8 adottata dall&#8217;organo rappresentativo del popolo. Ora, nella misura in cui molte delle decisioni che si sono succedute negli ultimi tempi sono decisioni prese dai poteri esecutivi, e non dal potere legislativo, c&#8217;\u00e8 una sorta di evasione, di aggiramento, del principio che noi nel nostro ordinamento chiamiamo <strong>riserva di legge<\/strong>,\u00a0il principio in base al quale le norme generali e astratte sono dettate dagli organi amministrativi del popolo.\u00a0Il secondo aspetto \u00e8 quello della scarsa compliance, ossia del poco rispetto delle norme, che riguarda anche i <strong>trattati internazionali<\/strong>. I trattati internazionali hanno una base contrattuale, ma poi da questo derivano dei principi che vanno rispettati, anzi in molti casi i trattati istituiscono organismi che dettano regole, e queste regole, molto spesso, hanno la stessa forza delle norme internazionali, in qualche caso addirittura superiore, basti pensare agli artt. 10 e 11 della nostra Costituzione.\u00a0Ora c&#8217;\u00e8 un atteggiamento favorevole all&#8217;aggiramento di quest&#8217;obbligo, e in modo particolare questo riguarda i <strong>trattati multilaterali<\/strong>. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 i trattati multilaterali costituiscono un vincolo pi\u00f9 forte rispetto agli accordi bilaterali, che sono condizionati dalla volont\u00e0 di due persone. Gli accordi multilaterali sono (primo) condizionati dalla volont\u00e0 di pi\u00f9 persone, (secondo), in molti casi, retti dal principio non di unanimit\u00e0 ma di maggioranza, e (terzo) in moltissimi casi danno luogo all&#8217;istituzione di organismi che a loro volta dettano delle altre norme (l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite, l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, Organizzazione Mondiale del Commercio, l&#8217;Organizzazione Internazionale del lavoro). <strong>Questi principi sfuggono alla volont\u00e0 del singolo Stato<\/strong>: non sono principi che sono dettati con un criterio che noi chiamiamo nel diritto europeo: intergovernativo.\u00a0Questi sono i due fenomeni che si stanno realizzando in quest&#8217;ultimo periodo.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=41055008&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><br \/>\n<strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-84219 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AI_Cassese_DIRITTO-DEMOCRAZIA-DEBITO_1200x640-1-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AI_Cassese_DIRITTO-DEMOCRAZIA-DEBITO_1200x640-1-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AI_Cassese_DIRITTO-DEMOCRAZIA-DEBITO_1200x640-1-768x410.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AI_Cassese_DIRITTO-DEMOCRAZIA-DEBITO_1200x640-1-1024x546.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AI_Cassese_DIRITTO-DEMOCRAZIA-DEBITO_1200x640-1-125x67.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/AI_Cassese_DIRITTO-DEMOCRAZIA-DEBITO_1200x640-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>LA VERTICALIZZAZIONE DEL POTERE<br \/>\n<\/strong>L&#8217;indebolimento dello spirito democratico, pi\u00f9 che della democrazia, certamente c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 dovuto fondamentalmente ad un fenomeno che spesso si affaccia quando vi sono emergenze o urgenze. Quello di ritenere che <strong>procedure pi\u00f9 rapide<\/strong>, normalmente provenienti dal potere esecutivo, <strong>risolvono pi\u00f9 rapidamente i problemi<\/strong>. Questo \u00e8 nella maggior parte dei casi un <strong>illusione<\/strong>. Infatti, le procedure pi\u00f9 rapide spesso sono seguite da una scarsa capacit\u00e0 esecutiva, oppure da un compliance difficile, per il semplice fatto che negli ordinamenti democratici \u00e8 difficile adoperare strumenti di tipo autoritario o, come dire, unilaterale. Quindi, finiscono per dare l&#8217;impressione di decidere presto, ma poi nella realt\u00e0 l&#8217;esecuzione di quella decisione diventa difficile.\u00a0Molto meglio \u00e8 che vi siano quelle consultazioni, negoziazioni, e quella partecipazione che sono tipiche di un ordinamento democratico che ha un Parlamento, che si chiama cos\u00ec proprio perch\u00e9 parla, e non solo fra i suoi membri, ma anche con la societ\u00e0.\u00a0A questo si \u00e8 aggiunto di recente la tentazione &#8211; che non \u00e8 autoritaria, ma che si ammanta del buon nome rousseauiano della <strong>democrazia diretta<\/strong> -,\u00a0che spinge a ritenere che si possano prendere con un &#8220;clic&#8221; decisioni collettive e poi delegarne l&#8217;attuazione a delle persone vincolate da un mandato. Lei ha capito che mi riferisco al pacchetto delle tre proposte avanzate dal <strong>Movimento cinque stelle<\/strong>. Questa \u00e8 notoriamente una facciata dietro la quale si annida quella che i politologi chiamano verticalizzazione del potere, e che una volta si chiamava concentrazione del potere. Ricordo sempre che &#8220;<em>De<\/em> <em>l&#8217;esprit<\/em> des <em>lois<\/em>&#8220;, dove per la prima volta veniva formulata, come applicato nella Costituzione inglese,\u00a0la teoria della separazione dei poteri formulata da Montesquieu, in realt\u00e0 segue di non molti decenni l&#8217;esperienza di Luigi XIV, un esperienza che a quell&#8217;epoca tutti ricordavano come un esperienza di concentrazione nelle mani di una sola persona, non a caso chiamata &#8220;Re Sole&#8221;, di tutti i poteri. Quindi la separazione dei poteri come negazione della concentrazione dei poteri.<\/p>\n<p><strong>IL PROBLEMA DEL DEBITO<br \/>\n<\/strong>Il costituzionalismo pi\u00f9 antico di tipo anglosassone. Aveva un argomento contro la redazione di costituzioni scritte, che era il seguente: &#8220;una generazione non pu\u00f2 vincolare la generazione successiva, per consentire ad essa (la generazione successiva <em>ndr<\/em>) di fare le sue scelte&#8221;. Quindi la lunga durata delle costituzioni \u00e8 stata per lungo tempo ritenuta un <strong>fatto negativo<\/strong> perch\u00e9 vincola la facolt\u00e0 di scelta della generazione successiva. Ora se c&#8217;\u00e8 una cosa che vincola, e duramente, le generazioni successive, \u00e8 l&#8217;<strong>accensione di debiti<\/strong>, perch\u00e9 i debiti li pagano quelli che vengono dopo. E questo \u00e8 il punto determinante della questione che divide la cultura di alcuni Paesi rispetto alla cultura di altri. Il concetto che il <strong>debito \u00e8 facile da fare<\/strong> perch\u00e9 d\u00e0 dei benefici e non fa affrontare i costi da parte di coloro che fruiscono i benefici, perch\u00e9 i costi vengono spostati a domani. \u00c8 una critica che spesso viene fatta anche nei nostri ordinamenti. Le faccio un esempio: quando il governo Dini (1995) adott\u00f2 una legge di riforma delle pensioni e stabil\u00ec che quella legge avrebbe avuto un effetto, e si sarebbe applicata dopo qualche anno, qualcuno osserv\u00f2 che era facile fare leggi di questo tipo, perch\u00e9 in questo modo il governo avrebbe goduto di tutti i benefici di un provvedimento illuminato, il cui costo sarebbe stato addebitato a qualcuno che veniva dopo e che andava in pensione un pochino pi\u00f9 tardi e avrebbe protestato nei confronti di un altro governo. Questo \u00e8 un <strong>problema di distribuzione dei benefici e dei pesi<\/strong>, dei vantaggi e dei costi, nel corso del tempo, e viola un principio fondamentale, che chi trae beneficio da qualcosa deve anche pagarne i costi, ossia il principio di Adam Smith.\u00a0Non si pu\u00f2 andare a colazione in un bar, fare colazione e poi rinviare il pagamento a un anno dopo. Questa corrispondenza per cui deriva\u00a0la volgarizzazione popolare della famosa frase di Adam Smith: \u00e8 dalla reciproca convenienza di colui che fornisce e colui che ne gode, che deriva la massimizzazione del beneficio sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabino Cassese, giurista e accademico italiano, \u00e8 giudice emerito della Corte costituzionale. Ha conversato con AffarInternazionali su tre argomenti dibattuti in questa fase nella comunit\u00e0 internazionale: Diritto, Democrazia e Debito. I problemi sono due. 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