{"id":84105,"date":"2020-09-16T11:38:17","date_gmt":"2020-09-16T09:38:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84105"},"modified":"2020-09-23T06:50:04","modified_gmt":"2020-09-23T04:50:04","slug":"accordo-di-abramo-trump-festeggia-ma-la-palestina-quasi-non-compare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/accordo-di-abramo-trump-festeggia-ma-la-palestina-quasi-non-compare\/","title":{"rendered":"Accordo di Abramo: Trump festeggia, ma la Palestina (quasi) non compare"},"content":{"rendered":"<p>Lo chiamano tutti &#8220;<strong>accordo di pace<\/strong>&#8220;, ma in effetti non pone fine a un conflitto tra Paesi. L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/briefings-statements\/abraham-accords-peace-agreement-treaty-of-peace-diplomatic-relations-and-full-normalization-between-the-united-arab-emirates-and-the-state-of-israel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Accordo di Abramo<\/strong><\/a>, firmato in pompa magna alla Casa Bianca dal presidente statunitense\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong> come notaio, dal premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu<\/strong>, dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti <strong>Abdullah bin Zayed Al Nahyan<\/strong> e dall&#8217;omologo del Bahrein <strong>Abdullatif Al Zayani<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 che altro una dichiarazione di normalizzazione tra i Paesi oltre che l&#8217;annuncio di cooperazione in diversi campi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, siamo di fronte a <strong>tre distinti accordi<\/strong>: una <strong>dichiarazione generale tra tutte le parti<\/strong> e un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/laccordo-israele-emirati-arabi-mediato-da-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo tra Israele e gli Emirati<\/strong><\/a> e un altro tra Israele e il Bahrein. Nel primo si parla in generale di <strong>pace e collaborazione nel Medio Oriente<\/strong>. Nel secondo si scende nel dettaglio anche di <strong>accordi di collaborazione<\/strong> in diversi campi, culturali, sociali ed economici. Nel terzo, con il Bahrein, Israele <strong>normalizza i rapporti<\/strong>, scongiurando l&#8217;uso della forza.<\/p>\n<p><b>Quale pace senza Palestina?<br \/>\n<\/b>In tutti si riconosce la comune origine, da qui il nome che si rif\u00e0 al <strong>patriarca Abramo<\/strong>, comune capostipite per ebrei, cristiani e musulmani. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/ambiguita-costruttiva-il-nodo-palestina-nellaccordo-israele-emirati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">E la <strong>Palestina<\/strong>?<\/a> Nel trattato con gli Emirati e in quello con il Bahrein il conflitto palestinese viene nominato, mentre nella dichiarazione generale viene sottinteso quando si parla di necessit\u00e0 di mantenere la <strong>pace in Medio Oriente<\/strong>, di cercare il rispetto e la tolleranza verso ognuno con la fine del radicalismo e dei conflitti.<\/p>\n<p>Da Ramallah e dalle dichiarazioni di molti analisti arabi contrari all&#8217;accordo pare chiaro che proprio la Palestina sia l<strong>&#8216;assente pi\u00f9 importante<\/strong> in questo accordo, tanto che il presidente palestinese <strong>Abu Mazen\u00a0ha parlato di pugnalata alle spalle<\/strong>: &#8220;Tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto alla Casa Bianca &#8211; si legge in una dichiarazione del suo ufficio &#8211; <strong>non porter\u00e0 la pace nella regione<\/strong>, fintanto che gli Stati Uniti e Israele come entit\u00e0 di occupazione non riconosceranno i diritti del popolo palestinese di stabilire il proprio Stato entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come la sua capitale, e risolvendo la questione dei rifugiati secondo la risoluzione 194 dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite&#8221;.<\/p>\n<p>La dichiarazione prosegue dicendo che &#8220;la leadership palestinese sottolinea di non aver autorizzato nessuno a parlare a nome del popolo palestinese al posto dell&#8217;Olp, e che il conflitto principale non \u00e8 tra gli Stati che hanno firmato l&#8217;accordo con Israele, ma con il popolo palestinese che geme sotto l&#8217;occupazione&#8221;, aggiungendo che &#8220;<strong>non ci sar\u00e0 stabilit\u00e0 e sicurezza nella regione senza la fine dell&#8217;occupazione<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;accordo con gli Emirati e quello con il Bahrein<br \/>\n<\/strong>Nell&#8217;accordo con gli Emirati si parla, ricordando i trattati israeliani con <strong>Egitto<\/strong> e <strong>Giordania<\/strong>, di impegno a &#8220;lavorare insieme per realizzare una soluzione negoziata al conflitto isralo-palestinese che soddisfi le legittime esigenze e le aspirazioni di entrambi i popoli e di promuovere la pace, la stabilit\u00e0 e la prosperit\u00e0 in Medio Oriente&#8221; e, per farlo, si fa riferimento al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cisgiordania-indipendenza-protettorato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piano di pace di Trump per il Medio Oriente<\/a>.<\/p>\n<p>La soluzione del conflitto, per gli estensori e i firmatari dell&#8217;accordo di Abramo, risiede l\u00ec: &#8220;Ricordando la cerimonia tenuta il 28 gennaio scorso, in cui il presidente Trump ha presentato la sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/israele-palestina-accordo-del-secolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Vision for Peace<\/em><\/a>, e impegnandosi a continuare i loro sforzi per raggiungere una soluzione giusta, globale, realistica e duratura al conflitto israelo-palestinese&#8221;, scrivono i diplomatici nel testo.<\/p>\n<p>Una <strong>visione<\/strong>, quella del piano trumpiano di gennaio, che \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/israele-palestina-trump-annessione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">respinta al mittente dalla Palestina<\/a> e da quei pochi amici che sono rimasti al suo fianco, nonostante il piano preveda la <strong>creazione di due Stati<\/strong>. Il punto non \u00e8 tanto quanti Stati verranno a crearsi, ma con<strong> quale sovranit\u00e0<\/strong>, e il problema \u00e8, ovviamente, soprattutto palestinese. Cos\u00ec come disegnato il piano, in cambio di infrastrutture e aiuti, i palestinesi \u00e8 vero che avrebbero il loro Stato, ma ridotto a una <strong>enclave<\/strong> in terra israeliana, senza confini se non quelli israeliani.<\/p>\n<p>Nell&#8217;accordo con il Bahrein, la questione palestinese \u00e8 <strong>ancora meno presente<\/strong>. &#8220;Le parti hanno discusso il loro comune impegno a promuovere la pace e la sicurezza in Medio Oriente, sottolineando l&#8217;importanza di abbracciare la visione degli accordi di Abraham, allargare il cerchio della pace, riconoscere il diritto di ogni Stato alla sovranit\u00e0 e di vivere in pace e sicurezza, e continuare il sforzi per raggiungere una soluzione giusta, globale e duratura del conflitto israelo-palestinese&#8221;, \u00e8 scritto nel documento.<\/p>\n<p><b>Ramallah sempre pi\u00f9 sola<br \/>\n<\/b>\u00c8 davvero una pugnalata nelle spalle, come ha detto Abu Mazen? Come sempre, <strong>la verit\u00e0 \u00e8 nel mezzo<\/strong>. Israele fa bene a recuperare posizioni in Medio Oriente sia per questioni geopolitiche &#8211; in particolare in <strong>chiave anti-Iran<\/strong> &#8211; sia economiche. Ma lo fa anche perch\u00e9 recupera posizioni lasciate vuote da una leadership, quella palestinese, che non ha voluto adeguare la giusta rivendicazione di uno Stato e di diritti per il proprio popolo al mondo che cambia. <strong>L&#8217;epoca di Arafat, degli attentati, di Oslo, \u00e8 finita<\/strong>. La politica palestinese deve adeguarsi, aggiornarsi e, sicuramente, cambiare anche nelle persone. Abbandonare l\u2019assistenzialismo e agire politicamente in maniera diversa.<\/p>\n<p>L&#8217;allontanamento dei Paesi arabi dalla sua visione &#8211; tra i primi il premier giordano qualche mese fa parlava della non dogmaticit\u00e0 della soluzione a due Stati, ma della possibilit\u00e0 di una soluzione a uno Stato &#8211; deriva anche da questo. Ma il pericolo che incombe \u00e8 quello di un <strong>isolamento<\/strong> sempre maggiore, che derivi dalla maggiore <strong>radicalizzazione<\/strong>. I <strong>razzi lanciati da Gaza<\/strong> mentre si firmava a Washington l&#8217;accordo, sono un esempio.<\/p>\n<p>Con l&#8217;allontanamento di tutti, l&#8217;<strong>Iran<\/strong> \u00e8 pronto a aumentare la sua influenza sui governi di Palestina e di Gaza. Cos\u00ec come la <strong>Turchia<\/strong>. E questo non giova n\u00e9 ai rapporti di Ramallah con i vecchi amici del Golfo (a parte il Qatar, impegnati tutti contro l&#8217;Iran, con Ankara che recupera posizioni nell\u2019area) n\u00e9 tantomeno con Israele e Stati Uniti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo chiamano tutti &#8220;accordo di pace&#8220;, ma in effetti non pone fine a un conflitto tra Paesi. 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