{"id":84119,"date":"2020-09-18T07:00:51","date_gmt":"2020-09-18T05:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84119"},"modified":"2020-09-21T07:26:47","modified_gmt":"2020-09-21T05:26:47","slug":"la-svolta-delleuropa-passi-necessari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/la-svolta-delleuropa-passi-necessari\/","title":{"rendered":"La svolta dell&#8217;Europa e i passi ancora necessari"},"content":{"rendered":"<p>Nel suo primo ampio <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/von-der-leyen-unione-della-sanita-e-vertice-mondiale-in-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>discorso sullo stato dell&#8217;Unione<\/strong><\/a>, la presidente della Commissione\u00a0<strong>Ursula<\/strong> <strong>von der Leyen<\/strong> ha ribadito con forza la necessit\u00e0 di utilizzare questa fase di transizione aperta dalla drammatica crisi pandemica perch\u00e9 l&#8217;Europa si muova verso il futuro, utilizzando il processo di integrazione comunitaria come strumento fondamentale per rispondere alle sfide oggi presenti.<\/p>\n<p>Molte le priorit\u00e0 individuate per andare in tale direzione e che verranno poste al centro dell&#8217;agenda europea gi\u00e0 dai prossimi mesi (dal clima alla sanit\u00e0 passando per le migrazioni, Brexit e i rapporti con gli altri grandi Paesi). Per quanto riguarda l&#8217;<strong>economia<\/strong>,\u00a0sono due le sfide fondamentali che si presentano oggi di fronte all\u2019Unione in uno dei momenti pi\u00f9 drammatici della storia europea, caratterizzato da una crisi tra le pi\u00f9 gravi dagli anni Trenta del secolo scorso.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 il <strong>rilancio della crescita dell&#8217;Europa<\/strong>, basata sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/dallemergenza-al-green-deal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Green Deal<\/strong><\/a> e sulla <strong>trasformazione digitale<\/strong>. \u00c8 una strada obbligata per far fronte all&#8217;ascesa delle forze populiste ed euroscettiche, favorite oltre che dalle ondate migratorie, dal diffuso senso di disagio e insicurezza economica dell&#8217;ultimo decennio.<\/p>\n<p>Per non ripetere gli errori del passato decennio, la crescita dovr\u00e0 essere pienamente <strong>sostenibile<\/strong>, dal punto di vista sociale e ambientale. Un ruolo centrale avr\u00e0 il programma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/recovery-fund-accordo-raggiunto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Next Generation EU<\/strong><\/a> con i suoi obiettivi di redistribuzione e solidariet\u00e0. \u00c8 un nuovo strumento che si basa sulla decisione storica di un <strong>debito comune<\/strong>.<\/p>\n<p>Von der Leyen ha indicato che il 37% dei\u00a0750 miliardi del Recovery Fund\u00a0dovr\u00e0 essere speso in politiche verdi e il 20% nella trasformazione digitale mentre il 30% dei fondi sar\u00e0 raccolto attraverso <em>green bonds<\/em>.\u00a0Tutto questo \u00e8 molto positivo, ma non basta per far divenire il Green Deal una strategia di crescita, inclusiva e sostenibile, dell&#8217;Europa. \u00c8 ancora necessario specificare una serie di <strong>interventi di natura strutturale<\/strong> col sostegno di risorse aggiuntive. Occorre spingere sui nuovi investimenti di qualit\u00e0 e a medio termine, creando la convenienza dei privati a investire e prevedendo un sostegno aggiuntivo da parte della politica fiscale.<\/p>\n<p>Sono <strong>lacune<\/strong> che dovranno essere colmate. Perch\u00e9 in termini economici il problema del Green Deal sar\u00e0 come garantire che producendo in un modo diverso si generi un <strong>saldo positivo<\/strong> in termini di produzione e posti di lavoro, non solo alla fine del percorso, ma anche durante. La grande sfida dei prossimi anni sar\u00e0 dimostrare che la <strong>sostenibilit\u00e0 genera pi\u00f9 occupazione e pi\u00f9 reddito del capitalismo ad alta intensit\u00e0 di carbone<\/strong>. Al riguardo anche il patto di stabilit\u00e0 e crescita andr\u00e0 rivisto, perch\u00e9 le sue regole siano rese pi\u00f9 semplici e possano sostenere al meglio un grande sforzo di spese produttive e investimenti da parte delle singole economie.<\/p>\n<p><strong>Next Generation EU potrebbe cambiare davvero l&#8217;Europa<\/strong>. Ma non \u00e8 affatto scontato che produrr\u00e0 i risultati sperati. Molto dipender\u00e0 da come i Paesi membri sapranno utilizzare questa opportunit\u00e0 e dalle politiche economiche che adotteranno di qui ai prossimi anni per allocare le risorse disponibili. Il loro ruolo sar\u00e0 fondamentale. Soprattutto gli stati come l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/germania-presidenza-di-turno-del-consiglio-dellue-beda-romano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a>, che pi\u00f9 beneficeranno delle risorse comunitarie.<\/p>\n<p>La seconda sfida fondamentale, sempre dal punto di vista economico, \u00e8 relativa al <strong>rafforzamento della presenza europea nel mondo<\/strong>, per promuovere una &#8220;Europa vitale in un mondo fragile&#8221;, come ha detto von der Leyen nel suo discorso. Il rischio oggi \u00e8 che in un&#8217;economia mondiale in corso di frantumazione, a seguito della spinta di sovranismi e nazionalismi in ascesa un po&#8217; ovunque, l&#8217;Ue finisca relegata in una posizione marginale stritolata dallo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/usa-vs-cina-leuropa-dove-va\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>scontro in atto tra Usa e Cina<\/strong><\/a>. Anche per la strutturale debolezza di essere una potenza economica con scarso potere politico. Per evitarlo si tratta di cogliere l&#8217;opportunit\u00e0 del nuovo mondo del post-Covid per <strong>ridefinire un ruolo pi\u00f9 autonomo e sovrano dell&#8217;Europa a livello internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Per l&#8217;economia si possono individuare <strong>tre fronti prioritari<\/strong> su cui intervenire &#8211; come sosteniamo con Pier Carlo Padoan in un libro <em>L&#8217;Economia Europea. Tra crisi e rilancio<\/em> di prossima uscita edito dal Mulino.<\/p>\n<p>Innanzitutto, \u00e8 necessario <strong>correggere l&#8217;attuale eccessiva dipendenza dalle esportazioni e dai surplus commerciali<\/strong> della crescita europea, come avvenuto nell&#8217;ultimo decennio, dando pi\u00f9 spazio agli investimenti e al mercato interno europeo. Al riguardo Green Deal e trasformazione digitale possono offrire grandi opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi, va messa in atto una pi\u00f9 ampia ed efficace<strong> strategia di politica commerciale e degli investimenti esteri<\/strong>, anche per mantenere uno spazio il pi\u00f9 possibile aperto a livello internazionale. Ci\u00f2 comporta gestire, in primo luogo, con maggiore autonomia la relazione bilaterale con gli Stati Uniti e rispondere alla sfida della Cina in termini di maggiore e pi\u00f9 efficace reciprocit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, \u00e8 necessario <strong>colmare il ritardo <\/strong>che l&#8217;Europa ha accumulato in questi anni nella sfida competitiva e tecnologica a livello globale, soprattutto <strong>nei confronti di Stati Uniti e Cina<\/strong>. La credibilit\u00e0 della politica internazionale di un Paese o di un&#8217;area dipende, tra gli altri fattori, dalla forza della sua economia e questo vale anche per l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Per affrontare la crisi economica e sociale pi\u00f9 drammatica del secondo dopoguerra l&#8217;Ue ha deciso di voltare pagina rispetto al passato, introducendo una serie di misure senza precedenti per quantit\u00e0 di risorse e novit\u00e0 di interventi adottati. Ma <strong>il risultato non \u00e8 affatto scontato<\/strong>. Si tratta ora di meglio definire una strategia complessiva e attuare le scelte e i cambiamenti necessari.\u00a0 L&#8217;accentuata frammentazione e l&#8217;assenza di adeguati meccanismi di decisione comune hanno sempre indebolito in passato la posizione europea. Un altro grande ostacolo sono le divisioni interne e la mancanza di fiducia reciproca tra i paesi membri.<\/p>\n<p>Ma la posta in gioco questa volta \u00e8 davvero troppo alta per rischiare un insuccesso. La sfida \u00e8 la <strong>costruzione dell&#8217;Europa per le nuove generazioni<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 il terzo contributo dedicato a una riflessione sulla ripresa autunnale dell&#8217;Ue iniziata con l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/per-europa-una-ripresa-autunnale-con-qualche-incognita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">editoriale<\/a> del presidente dello IAI Ferdinando Nelli Feroci.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel suo primo ampio discorso sullo stato dell&#8217;Unione, la presidente della Commissione\u00a0Ursula von der Leyen ha ribadito con forza la necessit\u00e0 di utilizzare questa fase di transizione aperta dalla drammatica crisi pandemica perch\u00e9 l&#8217;Europa si muova verso il futuro, utilizzando il processo di integrazione comunitaria come strumento fondamentale per rispondere alle sfide oggi presenti. 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