{"id":84176,"date":"2020-09-21T06:21:41","date_gmt":"2020-09-21T04:21:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84176"},"modified":"2020-09-27T11:48:25","modified_gmt":"2020-09-27T09:48:25","slug":"libia-al-serraj-in-bilico-e-il-rischio-di-una-nuova-incertezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/libia-al-serraj-in-bilico-e-il-rischio-di-una-nuova-incertezza\/","title":{"rendered":"Libia: al Serraj in bilico e il rischio di una nuova incertezza"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 chiusa una settimana intensa sul versante del<strong> conflitto in Libia<\/strong>. La notizia delle <strong>dimissioni<\/strong>, non ancora formalmente accettate, del primo ministro del Governo di accordo nazionale (Gna) libico, <strong>Fayez al Serraj<\/strong>, ha naturalmente assorbito gran parte dell\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Ma non si tratta dell\u2019unico evento importante per la Libia negli ultimi giorni, tanto che si \u00e8 tornato a parlarne dopo settimane in cui l\u2019attenzione mediatica e dei politici europei si era spostata pi\u00f9 a Est, sul pi\u00f9 ampio conflitto del <strong>Mediterraneo orientale<\/strong><\/p>\n<p>Dopo mesi di scontri, intromissioni e rovesciamenti degli equilibri sul terreno e in seguito all\u2019annuncio della tregua sulla citt\u00e0 contesa di Sirte il 21 agosto scorso, si moltiplicano ormai le voci di un <strong>accordo tra Russia e Turchia<\/strong> \u2013 i due padrini pi\u00f9 importanti che sostengono rispettivamente l\u2019Esercito nazionale arabo libico comandato dal Generale Khalifa Haftar e il Gna di al Serraj \u2013 per mettere fine al conflitto.<\/p>\n<p><strong>Una settimana cruciale<\/strong><br \/>\nAnche la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/libia-cessate-il-fuoco-ed-elezioni-a-marzo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>questione petrolifera<\/strong><\/a>, ovvero l\u2019embargo imposto da Haftar a met\u00e0 gennaio 2020 per fare pressione sui negoziati in corso nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-dopo-la-conferenza-di-berlino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Conferenza di Berlino<\/a>, sembra in procinto di uscire dalla paralisi totale degli ultimi mesi. Essa rappresenta il pi\u00f9 grave problema per il Paese al momento attuale, a causa delle sue ripercussioni sulle casse dello Stato e sulla fornitura di energia elettrica per la popolazione.<\/p>\n<p>Il fatto che l\u2019embargo del petrolio potrebbe essere sollevato dopo otto mesi grazie a un accordo dietro le quinte tra il vice primo ministro del Gna <strong>Ahmed Maiteeq<\/strong>, da una parte, e il figlio di Haftar, Khalid, dall&#8217;altra, la dice lunga sulle ragioni che hanno portato al Serraj ad annunciare il proprio passo indietro a partire dal prossimo 31 ottobre. Sembra infatti che al Serraj non abbia gradito la mossa del proprio vice. Infine, come se non bastasse, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto questa settimana al segretario generale Ant\u00f3nio Guterres di nominare un nuovo inviato speciale dopo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/le-dimissioni-dellinviato-delle-nazioni-unite-ed-il-conflitto-libico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019uscita di scena di Ghassan Salam\u00e9 a inizio marzo scorso<\/a>.<\/p>\n<p>Proprio la mancanza di una figura di punta come Salam\u00e9 a far da scudo ad al Serraj negli ultimi mesi ha fatto aumentare le pressioni su di lui all\u2019interno del Gna e in generale della Libia occidentale, portando alla superficie <strong>lotte di potere interne<\/strong> che certamente stanno gi\u00e0 indebolendo profondamente la posizione del governo di unit\u00e0 nazioanel all\u2019interno del conflitto.<\/p>\n<p>All\u2019interno del proprio campo, al Serraj \u00e8 stato accusato di aver dato facilitazioni alle milizie che si sono infiltrate nei servizi segreti. Inoltre, le proteste in corso nel Paese, una novit\u00e0 degli ultimi mesi che hanno coinciso con l\u2019estensione dei contagi da Covid-19 e con l\u2019approfondirsi della <strong>crisi umanitaria<\/strong> in alcune aree anche a causa dell\u2019embargo petrolifero, si sono anche scagliate con la loro furia distruttrice contro l\u2019inefficienza e la corruzione dell\u2019intera classe politica che governa il Paese e di cui al Serraj non rappresenta che la punta dell\u2019iceberg e un utile <strong>capro espiatorio<\/strong> in questo momento di frammentazione degli schieramenti.<\/p>\n<p><strong>Nuovi negoziati, stessi rischi di personalizzazione<\/strong><br \/>\nDopo quasi cinque anni ai vertici del governo internazionalmente riconosciuto della Libia, al Serraj sembra intenzionato a fare un passo indietro anche in vista del processo che potrebbe mettersi in moto con la prossima conferenza di Ginevra in programma per ottobre. Da una parte, l\u2019aspettativa che da questo incontro possano scaturire passi concreti per far avanzare il Paese verso la pacificazione, la ricostruzione istituzionale e le elezioni deve essere smorzata dalla consapevolezza che tutto dipender\u00e0 dalla tenuta o meno e dai termini del <strong>possibile accordo turco-russo sulla Libia<\/strong>, <strong>secondo il modello gi\u00e0 sperimentato in Siria<\/strong>. Sia Haftar sia i suoi sostenitori di punta, ovvero gli <strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong>, sembrano avere ancora tutte le carte in regole per provare a far fallire qualsiasi tentativo di negoziato.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, l\u2019attenzione e l\u2019apprensione generate dall\u2019annuncio delle dimissioni di al Serraj tra gli analisti e i politici europei sono un esempio lampante dell\u2019<strong>eccessiva personalizzazione che ha caratterizzato il conflitto e la ricerca di una risoluzione<\/strong> a esso. Tale approccio \u00e8 ulteriormente accentuato dal fatto che si \u00e8 gi\u00e0 scatenata una serrata lotta per accaparrarsi la posizione di primo ministro e ognuna delle parti coinvolte nel conflitto sta lustrando i propri cavalli di battaglia.<\/p>\n<p>In conclusione, <strong>la probabile fuoriuscita di al Serraj avr\u00e0 certamente un impatto sull\u2019andamento del conflitto<\/strong> in Libia. Esso, tuttavia, non sar\u00e0 tanto legato alla perdita di una figura che non si \u00e8 rivelata fino a oggi particolarmente risolutiva o in grado di incidere sui processi in atto. Al contrario, i prossimi mesi saranno caratterizzati da possibili forti tensioni tra negoziati e nuovi tentativi di imporre una soluzione militare; da crescente frammentazione, soprattutto nel campo del Gna, e contestazioni dell\u2019ordine; e da sempre maggiori forme di interferenza da parte degli attori esterni.<\/p>\n<p>Si aprir\u00e0 dunque una nuova fase incerta per la Libia a dieci anni ormai dall\u2019inizio del conflitto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 chiusa una settimana intensa sul versante del conflitto in Libia. La notizia delle dimissioni, non ancora formalmente accettate, del primo ministro del Governo di accordo nazionale (Gna) libico, Fayez al Serraj, ha naturalmente assorbito gran parte dell\u2019attenzione. 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