{"id":84378,"date":"2020-09-28T19:00:17","date_gmt":"2020-09-28T17:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84378"},"modified":"2020-10-03T10:38:52","modified_gmt":"2020-10-03T08:38:52","slug":"la-doppia-incognita-russia-turchia-nel-nuovo-scontro-fra-armenia-e-azerbaigian","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/la-doppia-incognita-russia-turchia-nel-nuovo-scontro-fra-armenia-e-azerbaigian\/","title":{"rendered":"La doppia incognita Russia-Turchia nel nuovo scontro fra Armenia e Azerbaigian"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei pi\u00f9 longevi conflitti congelati del <strong>Caucaso meridionale<\/strong> si \u00e8 riacceso di colpo domenica 27 settembre, con una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-54314341\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-54314341&amp;source=gmail&amp;ust=1601396723814000&amp;usg=AFQjCNEQwTs1Jnly060le6bYCaP7DdP4PQ\">nuova escalation militare tra <strong>Armenia<\/strong> e <strong>Azerbaigian<\/strong><\/a>\u00a0nella <strong>regione contesa del Nagorno-Karabakh<\/strong>, autoproclamatasi\u00a0indipendente negli anni Novanta. Baku e Yerevan si accusano a vicenda di aver provocato lo scontro armato: un evento bellico che non \u00e8 nuovo nella storia dell&#8217;ultradecennale conflitto, ma che appare diverso rispetto agli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/chi-ha-interesse-a-rinfocolare-il-conflitto-tra-armenia-e-azerbaigian\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scontri avvenuti in estate<\/a> e anche dalla &#8220;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/nagorno-karabakh-la-guerra-dei-quattro-giorni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guerra dei quattro giorni<\/a>&#8221; dell&#8217;aprile\u00a02016. Alcuni fattori sono infatti diversi, in particolar modo il <strong>coinvolgimento degli attori esterni<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 avrebbe spinto l&#8217;Azerbaigian a cominciare l&#8217;offensiva per recuperare i territori perduti, anche se Baku afferma di essere intervenuta in risposta alla provocazione armena. Eppure l&#8217;Armenia \u00e8 l&#8217;attore che ha vinto la guerra e il cui obiettivo politico-strategico \u00e8 il mantenimento dello status quo, soprattutto in un contesto economico drammatico &#8211; \u00e8 il Paese del Caucaso pi\u00f9 colpito dalla pandemia -.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 adesso<\/b><br \/>\nAl di l\u00e0 di chi ha cominciato la guerra sono pi\u00f9 importanti i motivi per cui \u00e8 stata scatenata. Il primo fattore \u00e8 quello collegato alla <strong>situazione interna azera<\/strong>: vista la crisi economica, per il presidente dell&#8217;Azerbaigian <strong>Ilham Aliyev<\/strong> \u00e8 stato necessario spostare l&#8217;attenzione sul conflitto del Nagorno-Karabakh. A questo si aggiunge la frustrazione trentennale per aver perso la guerra e la regione.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, tutti gli attori esterni coinvolti nel conflitto sono alle prese con altri problemi e sicuramente non potranno intervenire con prontezza per frenare l&#8217;escalation: in particolare i tre Paesi che detengono la presidenza del Gruppo di Minsk (la struttura di mediazione del conflitto del Nagorno-Karabakh in seno all&#8217;Osce): <strong>Russia<\/strong>, <strong>Stati Uniti<\/strong> e <strong>Francia<\/strong>.<\/p>\n<p>Mosca, ad esempio, \u00e8 alle prese con vari grattacapi. C\u2019\u00e8 la seconda ondata di infezioni da coronavirus ad aggravare tutte le problematiche economiche del Paese; ma anche la difficile situazione geopolitica, con le preoccupazioni derivanti dalla Bielorussia e dal caso Navalny, che ha portato con s\u00e9 un ulteriore peggioramento dei rapporti con l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Poi ci sono gli Usa: a un mese dalle elezioni presidenziali, nessuno a Washington ha il tempo e la volont\u00e0 di intervenire nel Caucaso. Gli Usa manterranno molto probabilmente una posizione di neutralit\u00e0 \u2013 altra testimonianza del generale disimpegno da parte di Donald Trump nella regione -.<\/p>\n<p>Parigi \u00e8 invece impegnata con la strategia di ripartenza post-pandemia, \u00e8 in crisi con la Russia in seguito al caso Navalny e in difficili rapporti con la Turchia per le tensioni nel Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p><b>Quanto durer\u00e0<\/b><br \/>\nUn altro fattore che pu\u00f2 essere il punto di svolta nel conflitto \u00e8 la durata dell\u2019escalation. Gli scenari possibili sono due: da un lato <strong>una durata di pochi giorni appena<\/strong>, come in occasione degli scontri precedenti, al termine dei quali\u00a0l\u2019Azerbaigian riesce a conquistare alcuni villaggi persi, ponendo fine al conflitto salvo riprenderlo qualche mese dopo. Oppure, seconda opzione, <strong>lo scoppio di un conflitto su larga scala<\/strong>. In quest\u2019ultimo caso tutto dipende da due attori: la <strong>Turchia<\/strong> e la Russia.<\/p>\n<p>Se il ministero degli Esteri russo prima di contattare l\u2019Azerbaigian chiama Ankara vuol dire che \u00e8 cambiato qualcosa nella regione.\u00a0In tutte le varie fasi del conflitto, anche in quelle di escalation, la Turchia si \u00e8 sempre pronunciata dando sostegno politico a Baku, da una parte, ma richiamando al cessate-il-fuoco e invocando la via dei negoziati, dall&#8217;altra. Ieri, per la prima volta, il presidente turco <strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong> \u00e8 stato molto diretto: ha detto di appoggiare l\u2019Azerbaigian, accusato l\u2019Armenia di minacciare la pace nel Caucaso e infine di ritenere responsabile il governo di Yerevan per un&#8217;eventuale catastrofe. Dichiarazioni cos\u00ec nette non erano mai state pronunciate da Erdogan e hanno fatto quasi pensare a un intervento immediato della Turchia, anche considerando che Ankara \u00e8 diventata molto pi\u00f9 assertiva di prima, specie nel <strong>Mediterraneo,<\/strong> e non si pu\u00f2 escludere che lo stesso copione si ripeta anche nel Caucaso.<\/p>\n<p><b>Il ruolo di Mosca e Ankara<\/b><br \/>\nQualora si verificassero queste condizioni, si potrebbe anche pensare a un appoggio militare turco al governo azero. L\u00ec si arriverebbe direttamente a una guerra su larga scala. Cos\u00ec si avrebbe una situazione di conflitto con due attori locali, Armenia e Azerbaigian, con dietro due potenze come Russia e Turchia. Mosca \u00e8 infatti obbligata a difendere Yerevan in caso di attacco, considerando che l\u2019Armenia fa parte del <strong>Csto<\/strong>, l&#8217;Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva che ha una clausola di difesa collettiva come la Nato.<\/p>\n<p>Per adesso i russi hanno chiamato le parti al cessate-il-fuoco ed evitato un intervento diretto. Forse, si pu\u00f2 pensare che Mosca voglia permettere ad Aliyev di riprendersi qualche territorio, cos\u00ec da dare a Baku una piccola rivincita, pur mantenendo delle linee rosse da non oltrepassare, ripristinando cos\u00ec il fragile status quo precedente. In questo caso, comunque, <strong>Vladimir Putin<\/strong> dovr\u00e0 negoziare con Erdogan: il leader turco ha finora sempre lasciato campo libero nel Caucaso, evitando lo scontro diretto, ma ormai \u00e8 diventato un attore talmente imprevedibile che non si pu\u00f2 escludere un suo intervento. Ecco che, se si vedr\u00e0 garantito l&#8217;appoggio militare turco , l\u2019Azerbaigian potrebbe lanciarsi in una guerra locale potenzialmente catastrofica per tutta la regione.<\/p>\n<p>La Russia, ovviamente, potr\u00e0 continuare nel suo ruolo di <strong>presunto mediatore<\/strong> &#8211; va ricordato che durante questi anni ha continuato a vendere armi sia ad armeni sia ad azeri, e che la stessa Turchia, partner strategico di Baku, non ha mai ceduto tanti armamenti quanto la Russia all\u2019Azerbaigian \u2013. A un certo punto, per\u00f2, Mosca sar\u00e0 costretta ad intervenire a fianco dell\u2019Armenia: non \u00e8 nell&#8217;interesse russo risolvere il conflitto in favore degli azeri. Vorrebbe infatti dire perdere influenza su Yerevan, che ancora sette anni fa rinunci\u00f2 &#8211; a differenza dell&#8217;Ucraina &#8211; a firmare\u00a0 gli Accordi di associazione con l\u2019Unione europea perch\u00e9 il Cremlino aveva ricattato il governo minacciando di revocare il sostegno militare in caso di guerra con l&#8217;Azerbaigian.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 resta ancora oggi molto pi\u00f9 probabile il primo scenario descritto: quello di uno <strong>scontro limitato nel tempo che consenta al presidente azero Aliyev di riprendersi alcuni territori<\/strong> per poi fermarsi, senza provocare un allargamento su ampia scala dello scontro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei pi\u00f9 longevi conflitti congelati del Caucaso meridionale si \u00e8 riacceso di colpo domenica 27 settembre, con una\u00a0nuova escalation militare tra Armenia e Azerbaigian\u00a0nella regione contesa del Nagorno-Karabakh, autoproclamatasi\u00a0indipendente negli anni Novanta. Baku e Yerevan si accusano a vicenda di aver provocato lo scontro armato: un evento bellico che non \u00e8 nuovo nella storia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":84379,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[415,2259,76,2512,828,2511,799,424,108,130],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84378"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84378"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84378\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84381,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84378\/revisions\/84381"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}