{"id":84454,"date":"2020-10-01T12:18:58","date_gmt":"2020-10-01T10:18:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84454"},"modified":"2020-10-01T12:46:55","modified_gmt":"2020-10-01T10:46:55","slug":"lintervento-del-ministro-per-gli-affari-europei-vincenzo-amendola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/lintervento-del-ministro-per-gli-affari-europei-vincenzo-amendola\/","title":{"rendered":"L\u2019intervento del ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Il mio saluto e ringraziamento al presidente Nelli Feroci e alla direttore Nathalie Tocci, a tutti voi presenti, e soprattutto ai finalisti di questa terza edizione, rappresentante della Commissione Parenti, al professore Giovannini di cui siamo tutti estimatori, non solo del suo festival, ma del lavoro per modernizzare culturalmente il nostro paese, non solo dal punto di vista delle politiche ma anche della riflessione civile.<\/p>\n<p>Io, nel mio sentimento europeista, che \u00e8 basato su dati pragmatici e di realismo, non euforici, perch\u00e9 a volte l&#8217;euforia porta a fare errori, dico che c&#8217;\u00e8 una testarda e caparbia impostazione della Commissione di tutti i paesi, di tutti e 27, per quello che vogliamo mettere in campo.<\/p>\n<p>Stiamo vivendo una fase della nostra storia senza precedenti, ma quello che l&#8217;Unione europea, la sua Commissione, ha deciso, anche prima del Covid, durante, verso poi l&#8217;accordo del 21 luglio, quello che faremo con il patto siglato il 21 luglio, di avere una scelta che individua nell&#8217;asse strategica della transizione a un economia sostenibile verde, al cosiddetto European Green Deal, e alla transizione digitale, non scelte di merito per comporre programmi di spesa, ma visioni. Visioni, che sono anche competitive nel mondo di oggi, non solo per quello che stiamo vivendo, ma anche per la realt\u00e0 multilaterale. Quando decidemmo, prima del Covid, di insistere e lanciare il programma dell&#8217;European Green Deal, era evidente che ci muovevamo, e ci muoviamo, in un quadro multilaterale, dove gli accordi di Parigi sono messi in discussione, dove i nostri alleati o i nostri partner non rispettano quella che \u00e8 un ambizione che abbiamo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo una sfida per un bisogno delle societ\u00e0 civili europee di raggiungere un obiettivo come quello alla neutralit\u00e0 climatica nel 2050, ma \u00e8 un ambizione a cambiare un modello di sviluppo, di consumo, di vita, di organizzazione della societ\u00e0, in un contesto multilaterale in cui, l&#8217;Europa, sfider\u00e0 gli altri soggetti continentali, gli altri attori. Questa era e rimane l&#8217;ambizione del modello europeo.<\/p>\n<p>Siamo stati un po&#8217; il gigante gentile in tutti questi ultimi anni, rispetto a dei giganti che invece, hanno fatto dell&#8217;utilizzo dei gomiti alti un elemento di competizione internazionale. Noi abbiamo scelto la nostra strada.<\/p>\n<p>Ai finalisti, con i loro temi e con i loro argomenti, dico che questa scelta non sar\u00e0 facile, sar\u00e0 una grande battaglia politica multilaterale, e pi\u00f9 saremo bravi noi a farlo, e farlo magari anche in partnership con altri continenti, come quello africano innanzitutto, pi\u00f9 saremo credibili per la svolta che imporremo nelle politiche internazionali. L&#8217;anno prossimo sar\u00e0 un anno importante, non solo per l&#8217;attuazione dei programmi europei, saremo presidenti turno del G20, e questo sar\u00e0 un tema fondamentale; avremo al Cop26, con un partner importante e molto sotto discussione, la Gran Bretagna, saremo cio\u00e8 in un proscenio in cui le scelte saranno radicali, saranno chiare, e le risorse sono importanti, perch\u00e9 sono frutto di un comune sentire e, per la prima volta, di un comune debito, segnale di grande solidariet\u00e0 per gli europei. Fare debiti insieme per costruire, non 27 piani differenti, ma 27 piani comuni. Perch\u00e9 l&#8217;indicazione della spesa al 37% sulla transazione ecologica, e del 20% sulla transazione digitale, \u00e8 una scelta che faremo insieme. Consorzi europei, alleanze transnazionali, per costruire, per esempio, sull&#8217;efficientamento energetico, sulla capacit\u00e0 di cambiare la tecnologia e i meccanismi nel sistema produttivo, e lo faremo tutti insieme.<\/p>\n<p>Allora io capisco l&#8217;euforia che c&#8217;\u00e8 oggi in Italia. Si usa molto la parola Recovery Fund, a me fa sorridere perch\u00e9 poi la vera indicazione della Commissione \u00e8 Next Generation, una nuova generazione per l&#8217;Europa e per l&#8217;Italia, suona molto meglio, per\u00f2 \u00e8 poco traducibile nella stampa quotidiana. Questa pianificazione \u00e8 una pianificazione europea, su linee guida europee, su cui noi, come governo, stiamo costruendo la nostra pianificazione su particolari scelte di competitivit\u00e0 mondiale.<\/p>\n<p>Recuperare un autonomia strategica significa imporre anche il nostro modo di stare al mondo, e abbiamo scelto che deve essere verde sostenibile, cambiando quelli che sono alcuni paradigmi della costruzione sociale produttiva degli ultimi anni. L&#8217;Italia, in tutto questo, dovr\u00e0 anche recuperare enormi ritardi.<\/p>\n<p>Quando uno si accorge che l&#8217;80% delle frane europee avviene sul territorio italiano, quando si accorge che alcune regioni italiane sprecano l&#8217;acqua al 50 o 60%, mentre in Germania al 5%, in Olanda al 5%. Ci accorgiamo che dobbiamo modernizzare, rendere questo paese forte, dal punto di vista tecnologico, ma dobbiamo anche curare delle ferite del territorio. Non l&#8217;abbiamo mai fatto per carenza di fondi nazionali, adesso \u00e8 venuto il tempo di curare quelle ferite.<\/p>\n<p>A me fa piacere l&#8217;entusiasmo, molti parlano di infrastrutture, cose belle nel tempo. Io mi preoccupo pi\u00f9 del quotidiano, di come questo territorio va reso sostenibile dal punto di vista dell&#8217;impatto ambientale; inclusivo dal punto di vista sociale, perch\u00e9 abbiamo interi quartieri delle nostre citt\u00e0 che producono esclusione, e vanno ricostruiti, semplicemente senza perdersi in chiacchiere. Allora questo spirito di mobilitazione, questa euforia \u00e8 positiva.<\/p>\n<p>Adesso dobbiamo rendere le linee guida europee, e quelle italiane, concrete azioni, scelte fatte in tempi rapidi, con meccanismi che saranno necessariamente di governance straordinaria, come ha annunciato il Presidente del Consiglio, perch\u00e9 non possiamo sprecare un euro, e non possiamo sprecare un mese di tempo. Sar\u00e0 un piano che vuole la mobilitazione nazionale, di tutte le forze politiche, di tutte le regioni, di tutti i comuni, dentro una logica europea, dentro una logica di riforme, non perch\u00e9 ce lo chiede l&#8217;Europa, ma perch\u00e9 ne abbiamo bisogno noi, di avere una pubblica amministrazione e una giustizia che funzionino, che siano diverse, come indica le raccomandazioni della Commissione. Questo \u00e8 il grande sforzo, e se questo non sar\u00e0 solo sforzo, ma impatto realizzativo, sar\u00e0 una nuova et\u00e0 per l&#8217;Italia, una nuova generazione, e l&#8217;euforia si trasformer\u00e0 anche in speranza quotidiana di realizzare cose che nella storia italiana abbiamo peccato a realizzare soprattutto negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Il mio augurio ai finalisti della terza edizione, anche di accompagnare i nostri ministeri, il\u00a0ministero degli affari esteri, il ministero degli affari europei, e lo IAI, anche in una nuova avventura che partir\u00e0 quest&#8217;anno, che \u00e8 la Conferenza sul Futuro dell&#8217;Europa. L&#8217;Italia e l&#8217;Europa pre-Covid, diciamolo, avevano delle cose che non andavano bene, ed \u00e8 venuto il tempo di cambiarle, di modificare alcuni elementi di architettura istituzionale economica, e questa conferenza che si aprir\u00e0, avr\u00e0 bisogno della partecipazione, non solo dei livelli istituzionali, ma dei pi\u00f9 grandi centri studi, come lo IAI, e della partecipazione della societ\u00e0 civile, di tutte le reti di volontariato, associative, culturali e politiche, per trasformare nei prossimi 1-2 anni, anche l&#8217;Europa, da un attore incompiuto di integrazione, a un soggetto politico multilaterale che ha fatto strada, ha fatto delle scelte e soprattutto ha deciso di rialzare la testa in un mondo multilaterale in cui al conflitto sono susseguite poche proposte e poche idee di cambiamento.<\/p>\n<p>Nel salutarvi e nel ringraziarvi e darvi anche un appuntamento ai prossimi mesi, dove, con lo IAI, dovremo lavorare molto per organizzare questa conferenza, soprattutto per dare il messaggio giusto: l&#8217;Europa, dopo periodi di mancanza di solidariet\u00e0 su molti aspetti, si \u00e8 rimessa in cammino, con le sue difficolt\u00e0, ma alle difficolt\u00e0 bisogna far seguire una capacit\u00e0 di innovazione e soprattutto delle scelte chiare per il futuro.<\/p>\n<p>Transizione ecologica e digitale non sono due temi da simposio, sono due elementi di trasformazioni di una realt\u00e0 che, anche prima del Covid, ci diceva che eravamo (come dice il Pontefice) un po&#8217; malati, pensando di vivere da sani in un mondo che invece aveva grandi problemi.<\/p>\n<p>Vi Ringrazio&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/il-pianeta-leuropa-e-io\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Torna all&#8217;articolo generale\u00a0sull&#8217;evento conclusivo della terza edizione del premio IAI<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il mio saluto e ringraziamento al presidente Nelli Feroci e alla direttore Nathalie Tocci, a tutti voi presenti, e soprattutto ai finalisti di questa terza edizione, rappresentante della Commissione Parenti, al professore Giovannini di cui siamo tutti estimatori, non solo del suo festival, ma del lavoro per modernizzare culturalmente il nostro paese, non solo dal [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":84455,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[2516,2515,1348],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84454"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84454"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84454\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84525,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84454\/revisions\/84525"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}