{"id":84534,"date":"2020-10-01T19:52:47","date_gmt":"2020-10-01T17:52:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84534"},"modified":"2020-10-06T08:21:52","modified_gmt":"2020-10-06T06:21:52","slug":"procedimento-formale-di-infrazione-contro-il-regno-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/procedimento-formale-di-infrazione-contro-il-regno-unito\/","title":{"rendered":"Brexit: dall&#8217;Ue una procedura d&#8217;infrazione contro il Regno Unito"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea lancia un&#8217;<strong>azione legale contro il Regno Unito<\/strong> per la violazione da parte di Londra del patto di divorzio sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/brexit-un-accordo-sempre-piu-difficile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>. L&#8217;annuncio arriva direttamente dalla presidente dell&#8217;esecutivo comunitario, <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>: &#8220;La Commissione europea ha inviato oggi al Regno Unito una lettera di messa in mora per aver violato i suoi obblighi ai sensi dell&#8217;accordo di recesso. \u00c8 l&#8217;inizio di una\u00a0<strong>procedura formale di infrazione<\/strong> contro il Regno Unito che ha un mese per rispondere alla lettera di oggi&#8221;. Da Londra fanno sapere che <strong>Boris Johnson<\/strong> non intende fare passi indietro sull&#8217;<em>Internal market Bill<\/em>, legge oggetto del contendere.<\/p>\n<p>In questo podcast le opinioni di Ferdinando Nelli Feroci (<em>Presidente dello IAI<\/em>), Nicoletta Pirozzi (<em>Responsabile delle relazioni istituzionali e del programma &#8220;Ue, politica e istituzioni&#8221;<\/em>) ed Ettore Greco (<em>Vicepresidente vicario. Responsabile programmi &#8220;Multilateralismo&#8221; e &#8220;Politica estera dell&#8217;Italia&#8221;<\/em>). In apertura il servizio sul tema di Euronews.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=41246591&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-84544 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/AI_Banner_Ue_Brexit_Regno_Unito-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/AI_Banner_Ue_Brexit_Regno_Unito-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/AI_Banner_Ue_Brexit_Regno_Unito-768x410.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/AI_Banner_Ue_Brexit_Regno_Unito-1024x546.jpg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/AI_Banner_Ue_Brexit_Regno_Unito-125x67.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/AI_Banner_Ue_Brexit_Regno_Unito.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><b><\/b><\/p>\n<p><strong>FERDINANDO NELLI FEROCI<br \/>\n<\/strong>La Commissione europea ha ufficialmente annunciato l&#8217;<strong>apertura di una procedura di infrazione nei confronti del Regno Unito<\/strong> per violazione di norme del diritto europeo. Era un&#8217;iniziativa gi\u00e0 annunciata, non coglie di sorpresa e direi che \u00e8 quasi un atto dovuto da parte della Commissione, dopo che il governo britannico aveva presentato al parlamento di Westminster un disegno di legge, l&#8217;<strong><em>Internal Market Bill<\/em><\/strong>, il quale si proponeva apertamente di violare alcune disposizioni dell&#8217;accordo di recesso. Accordo che &#8211; occorre ricordarlo &#8211; era stato solennemente firmato dal governo britannico, era stato sottoscritto anche dalla Commissione europea, ovviamente a nome dei 27, ma soprattutto <strong>era stato ratificato dal Parlamento britannico<\/strong>. Le disposizioni dell&#8217;accordo che sarebbero violate dall&#8217;Internal market Bill sono quelle che si riferiscono alla famosa <strong>questione irlandese<\/strong>, alla regolamentazione del transito delle merci al confine tra le due Irlande. Con questa mossa la Commissione non compie che un <strong>atto dovuto<\/strong>:\u00a0di fronte a una violazione cos\u00ec flagrante riconosciuta dagli stessi autori del diritto europeo, non aveva altra strada che aprire una procedura di infrazione. Ma l<strong>a procedura di infrazione \u00e8 lunga<\/strong>. Oggi si apre con l&#8217;avvio di una <strong>lettera<\/strong> con la quale si chiede al governo britannico di fornire spiegazioni; si aprir\u00e0 un&#8217;<strong>interlocuzione<\/strong> con il governo di Londra, e tutto ritenere che nonostante questa iniziativa il negoziato possa proseguire, perch\u00e9 \u00e8 nell&#8217;interesse di entrambe le parti raggiungere una positiva conclusione di questo negoziato.\u00a0L&#8217;iniziativa di oggi va interpretata come un&#8217;evidente tentativo da parte di Bruxelles di esercitare <strong>ulteriori pressioni su Londra<\/strong>, cos\u00ec come Londra va fatto nei confronti di Bruxelles presentando l&#8217;Internal market Bill, ma il negoziato, che nonostante tutto \u00e8 proseguito anche nelle ultime settimane, dovrebbe continuare ad andare avanti. I punti in sospeso riguardano soprattutto i <strong>regimi di pesca<\/strong>\u00a0e i <strong>regimi degli aiuti di Stato<\/strong>. Sono punti complessi, controversi, ma ci sono margini per raggiungere un accordo. Un accordo \u00e8 nell&#8217;interesse evidente di entrambe le parti, soprattutto di Londra, ma anche di Bruxelles. C&#8217;\u00e8 da ritenere e da sperare che prevalga il buonsenso e che quindi si possa, nelle prossime settimane, definire un intesa che regoli per il futuro l&#8217;assetto delle relazioni tra il Regno Unito e l&#8217;Unione Europea dopo la definitiva uscita del Regno Unito dall&#8217;Ue.<\/p>\n<p><b>NICOLETTA PIROZZI<br \/>\n<\/b>La proposta avanzata il 9 settembre scorso da parte del governo britannico guidato da Boris Johnson per un <em><strong>I<\/strong><\/em><strong><em>nternal market\u00a0<\/em><\/strong><b><i>Bill<\/i><\/b>, e cio\u00e8 una proposta di legge sul <strong>mercato interno<\/strong>, aveva suscitato subito reazioni molto negative da parte dei vertici europei. Si erano espressi in maniera contraria sia la presidente della commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, sia il presidente del consiglio europea <strong>Charles Michel<\/strong>, sia il capo negoziatore <strong>Michel Barnier<\/strong>. Tutti avevano insistito sulla necessit\u00e0 da parte della Gran Bretagna di <strong>rispettare gli accordi presi<\/strong> con l&#8217;Unione europea il 31 gennaio scorso, sulla base dei quali sono stati avviati una serie di round di negoziati che avrebbero dovuto portare a una conclusione di un accordo formale tra le due parti alla scadenza del periodo di transizione il 31 dicembre di quest&#8217;anno. A parole Londra ha dichiarato di voler tutelare la tenuta interna del regno unito e proteggere la propria unione doganale attraverso questa proposta di legge. Tuttavia la proposta di legge determina una serie di problemi relativi all&#8217;accordo preso con l&#8217;Ue, che hanno a che fare, in particolare, con la questione dell&#8217;Irlanda del nord, ossia l&#8217;accettazione dei controlli doganali e di conformit\u00e0 commerciali dei prodotti diretti sull&#8217;isola dalla Gran Bretagna, e in secondo luogo, il ruolo del governo britannico nei sussidi all&#8217;economia, non previsti dalla normativa comunitaria sugli aiuti di stato, e che doveva servire a tutelare un terreno di gioco livellato per le aziende europee e britanniche. L&#8217;Ue ha chiesto al Regno Unito di porre rimedio a questa situazione e di eliminare i punti controversi all&#8217;interno della proposta di legge entro la fine di settembre. Nel suo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/lo-stato-dellunione-il-discorso-di-von-der-leyen-analizzato-da-nathalie-tocci\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>discorso sullo stato dell&#8217;unione<\/strong><\/a> la presidente della Commissione europea aveva anche richiamato l&#8217;insegnamento di Margaret Thatcher e la necessit\u00e0 da parte della Gran Bretagna di rispettare gli accordi internazionali per non perdere la sua credibilit\u00e0. Tuttavia, tutto ci\u00f2 <strong>non \u00e8 servito<\/strong>.\u00a0Questa settimana la <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/brexit-uks-internal-market-bill-passes-with-ease\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Camera dei comuni ha definitivamente approvato la proposta di legge<\/strong><\/a>. A questo punto per l&#8217;Unione Europea non c&#8217;era altra alternativa di agire in maniera decisa e farlo attraverso le <strong>vie legali<\/strong>. \u00e8 per questo che l&#8217;Unione ha promosso una procedura di infrazione che lascia in ogni caso tempo alle due parti di raggiungere un accordo politico. Questo accordo risulta sempre pi\u00f9 difficile per le tensioni createsi tra le due parti nel corso dei negoziati. Per quanto riguarda le motivazioni di <strong>Boris Johnson<\/strong>, probabilmente, queste hanno molto a che fare con le <strong>questioni interne<\/strong> al Regno Unito: c&#8217;\u00e8 stata una volont\u00e0 di venire incontro ai <em>brexiter<\/em>\u00a0pi\u00f9 intransigenti e allo stesso tempo di far ricadere sull&#8217;Unione europea le colpe per un accordo non cos\u00ec vantaggioso, o addirittura di un <em>no-deal<\/em>. Tuttavia, sembra che <strong>la posta in gioco sia molto alta<\/strong>, e che questo sia un <strong>azzardo<\/strong> da parte del premier britannico, che ha a che fare con una situazione nazionale resa ancora pi\u00f9 problematica da una risposta poco efficace alla crisi del Covid-19, e che sta avendo difficolt\u00e0 a trovare a livello internazionale alternative all&#8217;Unione europea, confermando il proprio ruolo globale al di fuori dell&#8217;Unione. Quindi le prospettive per il prossimo futuro sono tutt&#8217;altro che rosee.<\/p>\n<p><b>ETTORE GRECO<br \/>\n<\/b>La decisione dell&#8217;Ue di avviare un&#8217;azione legale contro il Regno Unito era attesa ed \u00e8 una reazione in qualche modo obbligata dall&#8217;annuncio di Londra di voler introdurre norme che cancellerebbero una parte cruciale dell&#8217;accordo per il ritiro dall&#8217;Ue, faticosamente raggiunto con Bruxelles. In particolare, il governo conservatore di Johnson vuole <strong>rimettere in discussione il protocollo sull&#8217;Irlanda del Nord<\/strong>, che \u00e8 parte integrante dell&#8217;accordo sulla Brexit. Il protocollo impegna le due parti di evitare il ripristino di un confine rigido fra le due Irlande, che poi \u00e8 l&#8217;unico confine che rimarr\u00e0 fra il Regno Unito e l&#8217;Unione europea a partire dal 1\u00b0 gennaio del prossimo anno quando terminer\u00e0 il periodo di transizione per la Brexit. L&#8217;<strong>Ue accusa il Regno Unito di aver rotto unilateralmente i patti<\/strong>, infrangendo l&#8217;obbligo, che \u00e8 uno dei cardini del diritto internazionale, a negoziare e a raggiungere gli accordi in buona fede. Il timore \u00e8 che il ripristino di un confine rigido fra le due Irlande alimenti <strong>tensioni fra cattolici e protestanti<\/strong> in Irlanda del Nord, dando adito a una dinamica conflittuale che potrebbe mettere a repentaglio l&#8217;accordo di pace del 1998\u00a0fra le due comunit\u00e0.\u00a0Il governo britannico dal canto suo, pur riconoscendo intanto che rimettere in discussione il protocollo \u00a0\u00e8 una violazione del diritto internazionale, sostiene che ci\u00f2 <strong>\u00e8 necessario<\/strong> per garantire che non si creino barriere fra le varie parti del Paese in caso di mancato accordo finale con l&#8217;Unione europea.\u00a0Per ora la Commissione europea si \u00e8 limitata a mandare una <strong>lettera al governo britannico<\/strong> ma si tratta, in ogni caso, di un primo passo della <strong>procedura di infrazione<\/strong> che potrebbe poi portare all&#8217;apertura di un caso legale davanti alla Corte europea di Giustizia. Londra ha tempo fino alla fine di novembre per dare una risposta alla missiva della Commissione. Nel frattempo va detto, continueranno i negoziati che ora sono anzi in una <strong>fase cruciale<\/strong>, in particolare per quanto riguarda il capitolo pi\u00f9 spinoso, quello <strong>commerciale<\/strong>.\u00a0A detta di entrambe le parti, un accordo \u00e8 in vista ma rimangono ostacoli non da poco su alcuni dossier, compresi quello degli <strong>aiuti britannici alle imprese nazionali<\/strong>, che secondo l&#8217;Unione europea ne trarrebbero un vantaggio competitivo inaccettabile. Ora \u00e8 chiaro che gli irrigidimenti di Londra e Bruxelles sono in parte tattici, mirano a ottenere il massimo delle concessioni dall&#8217;altra parte nella fase finale dei negoziati, che \u00e8 sempre la pi\u00f9 delicata. Ma quando poi si riunir\u00e0 il <strong>prossimo vertice dell&#8217;Unione europea dedicato alla Brexit<\/strong>, cio\u00e8 a met\u00e0 di questo mese, tra due settimane, non \u00e8 affatto detto che i leader europei si troveranno sul tavolo il testo di un accordo. Quindi, la stessa prospettiva di una <strong>Brexit senza accordo,<\/strong> cio\u00e8 un&#8217;uscita traumatica della Gran Bretagna dal mercato unico, non \u00e8 stata ancora del tutto scongiurata.\u00a0In sostanza, le due parti si trovano di fronte a un bivio: un&#8217;<strong>intensa di compromesso<\/strong> sui legami economici commerciali o uno <strong>scontro legale<\/strong> dagli esiti oltremodo incerti.\u00a0\u00a0<b><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Unione europea lancia un&#8217;azione legale contro il Regno Unito per la violazione da parte di Londra del patto di divorzio sulla Brexit. 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