{"id":84587,"date":"2020-10-02T19:21:40","date_gmt":"2020-10-02T17:21:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84587"},"modified":"2020-10-14T08:35:01","modified_gmt":"2020-10-14T06:35:01","slug":"nella-sfida-biden-trump-e-in-gioco-il-futuro-dellamerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/nella-sfida-biden-trump-e-in-gioco-il-futuro-dellamerica\/","title":{"rendered":"Nella sfida fra Trump e Biden \u00e8 in gioco il futuro dell&#8217;America"},"content":{"rendered":"<p>A un mese dall&#8217;elezione del 3 novembre, i <strong>sondaggi<\/strong> indicano una netta preferenza dell&#8217;elettorato degli Usa per il candidato del partito democratico, <strong>Joe Biden<\/strong>, rispetto al presidente in carica <strong>Donald Trump<\/strong>, candidato del partito repubblicano e appena finito in quarantena dopo esser stato trovato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/donald-e-melania-trump-positivi-al-coronavirus-sono-in-quarantena\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>positivo al coronavirus<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Sono diversi mesi che la media dei sondaggi d\u00e0 il <a href=\"https:\/\/projects.fivethirtyeight.com\/polls\/president-general\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>vantaggio di Biden in una forbice che oscilla tra il 4,5% e il 10%<\/strong><\/a>. Nell&#8217;ultimo mese, da quando cio\u00e8 la campagna \u00e8 entrata nel vivo, il vantaggio di Biden ha oscillato intorno al 7%. \u00c8 un margine sufficiente a mettere al riparo qualsiasi candidato, anche perch\u00e9 non si tratta di un dato estemporaneo, ma costante negli ultimi mesi.\u00a0Tuttavia, come ormai abbiamo imparato anche in Europa, l&#8217;elezione presidenziale negli Usa <strong>non \u00e8 un&#8217;elezione diretta<\/strong>, il che rende plausibile il risultato per certi versi paradossale di una vittoria del candidato che ha preso meno voti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 infatti la maggioranza relativa dei votanti che conta, bens\u00ec la <strong>maggioranza assoluta nel cosiddetto Collegio elettorale<\/strong>, un organo composto da <strong>538 funzionari<\/strong> a cui la Costituzione assegna il compito formale di eleggere il presidente e il suo vice (presidente e vice-presidente compongono infatti un unico ticket elettorale).<\/p>\n<p>I 538 membri del Collegio elettorale, o <strong>grandi elettori<\/strong>, sono distribuiti tra i <strong>50 Stati <\/strong>e il <strong>Distretto di Columbia<\/strong> (l\u2019unit\u00e0 amministrativa che comprende la capitale Washington) in maniera grossomodo proporzionale alla popolazione.<\/p>\n<p><strong>Quella per il presidente non \u00e8 quindi un&#8217;unica elezione bens\u00ec il risultato di 51<\/strong> (gli Stati pi\u00f9 Washington) <strong>elezioni parallele<\/strong>. Al candidato che conquista la maggioranza in uno Stato vengono assegnati tutti i grandi elettori attribuiti al singolo Stato, a prescindere dal margine di vantaggio (le uniche eccezioni sono <strong>Maine<\/strong> e <strong>Nebraska,<\/strong> che assegnano i grandi elettori su base proporzionale).\u00a0L&#8217;obiettivo dei candidati \u00e8 quindi <strong>conquistare un insieme di Stati\u00a0che collettivamente valgano almeno 270 grandi elettorali<\/strong>, la soglia &#8220;magica&#8221; che consegna le chiavi della Casa Bianca.<\/p>\n<p><strong>Gli Stati in bilico<br \/>\n<\/strong>La lotta elettorale si svolge pertanto in quegli Stati dove il vantaggio dell&#8217;uno o dell&#8217;altro candidato non \u00e8 cos\u00ec significativo da renderlo sicuro. Nel 2020 il numero di <strong><em>swing <\/em>o <em>battleground states<\/em><\/strong> (appunto gli stati in bilico) \u00e8 insolitamente <strong>alto<\/strong>.\u00a0Degli Stati storicamente oscillanti tra un partito e l&#8217;altro, come <strong>New Hampshire<\/strong>, <strong>North Carolina<\/strong> e <strong>Ohio<\/strong>, il pi\u00f9 importante resta la <strong>Florida<\/strong>. Se Trump dovesse perdere i 29 grandi elettori attribuiti alla Florida, la riconferma come presidente quasi sicuramente gli sfuggirebbe.<\/p>\n<p>Ai tradizionali <em>swing States<\/em> si aggiungono per\u00f2 anche stati che in passato erano stati solidamente nell&#8217;uno o nell&#8217;altro campo.\u00a0<strong>Michigan, Pennsylvania e Wisconsin<\/strong>, tre stati della regione dei Grandi Laghi in cui \u00e8 ancora presente una residua classe operaia bianca, sono stati per decenni un feudo democratico. Nel 2016 per\u00f2, a sorpresa e per pochissimi voti, <strong>preferirono Trump<\/strong>, di fatto consegnandogli la vittoria finale nonostante la candidata democratica Hillary Clinton avesse prevalso nel voto popolare di oltre due punti percentuali (equivalenti a tre milioni di voti). Il dato clamoroso del 2016 rende tuttora questi Stati un <strong>&#8220;campo di battaglia&#8221; aperto<\/strong>. Se Biden riuscisse a riconquistarli tutti e tre avrebbe eccellenti chance di ottenere la Casa Bianca.<\/p>\n<p>La sorpresa di quest&#8217;anno \u00e8 che Stati solidamente repubblicani sembrano alla portata del candidato democratico: <strong>Arizona, Iowa <\/strong>e addirittura <strong>Georgia e Texas<\/strong> (il secondo stato pi\u00f9 popoloso dopo la California). Per Trump \u00e8 fondamentale vincere in tutti questi stati o quantomeno nei maggiori di essi (Georgia e Texas).<\/p>\n<p>Sono queste le competizioni elettorali dunque su cui dovremo concentrarci per capire in che direzione andr\u00e0 l&#8217;elettorato Usa il prossimo 3 novembre.\u00a0Qualora i margini tra Biden e Trump fossero ristretti, dovremo aspettare qualche giorno e forse qualche settimana in pi\u00f9 per conoscere l&#8217;esito finale, perch\u00e9 moltissimi\u00a0americani votano per posta, e quest&#8217;anno pi\u00f9 che mai a causa della pandemia.<\/p>\n<p><strong>La legittimit\u00e0 del processo elettorale<br \/>\n<\/strong>Si \u00e8 detto pi\u00f9 volte che la campagna 2020 sarebbe stata un <strong>referendum su Trump<\/strong>, come spesso avviene quando uno dei due contendenti \u00e8 una <strong>figura estremamente controversa<\/strong>. L&#8217;attuale inquilino della Casa Bianca \u00e8 senz&#8217;altro un leader politico che cerca deliberatamente di esaltare le divisioni nell&#8217;opinione pubblica in modo da guadagnarsi il consenso entusiastico e partecipativo (cio\u00e8 un\u2019alta affluenza elettorale) dell&#8217;elettorato conservatore.<\/p>\n<p>Nonostante non siano comuni, candidati &#8220;che dividono&#8221; piuttosto che unire non sono una novit\u00e0 nella storia delle presidenziali americane. Trump tuttavia resta un&#8217;<strong>anomalia<\/strong> senza precedenti.\u00a0Il carattere controverso della sua candidatura &#8211; e presidenza &#8211; non risiede tanto nella radicalit\u00e0 della sua agenda di politiche pubbliche, su cui le differenze d&#8217;opinione sono del tutto legittime. Dipende invece dalla <strong>messa in discussione da parte di Trump della legittimit\u00e0 stessa del processo elettorale<\/strong>. In sostanza, il presidente ha adottato una condotta pi\u00f9 simile da leader autoritario che da candidato democratico.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 emerso chiaramente durante il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/il-primo-dibattito-fra-trump-e-biden-e-un-trionfo-del-caos\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>primo dibattito con Biden<\/strong><\/a>. In quell&#8217;occasione Trump ha affermato che le elezioni sono invariabilmente truccate, soprattutto grazie al <strong>voto per posta<\/strong>. Ora, i sondaggi indicano che la stragrande maggioranza di coloro che voteranno (o votano, dal momento che il processo \u00e8 gi\u00e0 in corso) per posta sono democratici. Qualora il margine tra Trump e Biden sia stretto, pertanto, \u00e8 plausibile che si verifichi una situazione che gli esperti americani hanno battezzato il &#8220;<strong>miraggio rosso<\/strong>&#8221; (il rosso \u00e8 il colore dei repubblicani, il blu dei democratici), in base alla quale Trump potrebbe risultare in vantaggio il 3 novembre negli Stati chiave per poi vedere questo vantaggio erodersi man mano che vengono contati i voti per posta.\u00a0Trump vuole delegittimare questo esito in partenza, e non si fa scrupoli a sostenere che il voto per posta \u00e8 <strong>fraudolento<\/strong> nonostante non ci siano prove al riguardo e, anzi, il voto per posta sia stato una pratica mai controversa e anzi largamente accettata.<\/p>\n<p>Il <strong>rifiuto di Trump di assicurare una transizione pacifica del potere<\/strong> &#8211; un&#8217;altra presa di posizione clamorosa e senza precedenti nella storia dei presidenti Usa &#8211; va inserito in questo quadro di <strong>delegittimazione preventiva<\/strong> di una sua eventuale sconfitta.<\/p>\n<p>L&#8217;ostinazione con cui il presidente evita di denunciare l&#8217;<strong>estrema destra americana<\/strong>\u00a0&#8211; il suprematismo bianco che sostiene un&#8217;ideologia affine ai gruppi neo-nazisti europei &#8211; alimenta un quadro di generale inquietudine e incertezza. Durante il dibattito Trump ha esortato i suoi sostenitori a presentarsi alle urne in teoria per verificare la correttezza del voto (che certo non \u00e8 compito di gruppi partigiani), ma in pratica con intenti intimidatori.<\/p>\n<p>Trump non \u00e8 solo su un candidato ideologizzato che propone un&#8217;agenda radicale ma legittima, ma un leader carismatico che <strong>propone un&#8217;idea di potere largamente incompatibile con gli ideali e le pratiche democratiche<\/strong> iscritte nella Costituzione degli Stati Uniti.\u00a0Da questo punto di vista, il referendum del 3 novembre \u00e8 meno un voto su Trump o Biden quanto un <strong>voto sull&#8217;idea di America e democrazia<\/strong> che l&#8217;elettorato predilige. Qualunque sia l&#8217;esito, \u00e8 un voto la cui importanza storica \u00e8 difficile da esagerare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un mese dall&#8217;elezione del 3 novembre, i sondaggi indicano una netta preferenza dell&#8217;elettorato degli Usa per il candidato del partito democratico, Joe Biden, rispetto al presidente in carica Donald Trump, candidato del partito repubblicano e appena finito in quarantena dopo esser stato trovato positivo al coronavirus. Sono diversi mesi che la media dei sondaggi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":84590,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1616,2160,656,452,2521,2520,657,422,2042],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84587"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84587"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84587\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84611,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84587\/revisions\/84611"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84590"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}