{"id":84635,"date":"2020-10-07T07:32:29","date_gmt":"2020-10-07T05:32:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84635"},"modified":"2020-10-06T15:35:19","modified_gmt":"2020-10-06T13:35:19","slug":"emomali-rahmon-ci-riprova-ennesima-corsa-presidenziale-per-il-satrapo-del-tagikistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/emomali-rahmon-ci-riprova-ennesima-corsa-presidenziale-per-il-satrapo-del-tagikistan\/","title":{"rendered":"Emomali Rahmon ci riprova: ennesima corsa presidenziale per il satrapo del Tagikistan"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>11 ottobre<\/strong> i cittadini del Tagikistan andranno alle urne per le <strong>elezioni presidenziali<\/strong>. La tradizionale data del 6 novembre, rimasta invariata per queste consultazioni dalle prime nel 1994, quest\u2019anno \u00e8 stata anticipata di quasi un mese. La scelta, sostengono fonti governative, \u00e8 data dalla volont\u00e0 di evitare che le elezioni coincidano con un eventuale picco di infezioni di <strong>Covid-19<\/strong>. La risoluzione per fissare la data \u00e8 stata approvata il 6 agosto scorso da una sessione congiunta delle due camere del parlamento tagiko.<\/p>\n<p>L\u2019attuale presidente <strong>Emomali Rahmon<\/strong>, con i suoi 28 anni al potere, \u00e8 il leader rimasto in carica pi\u00f9 a lungo nell\u2019area ex sovietica. Ha vinto ininterrottamente tutte le elezioni che si sono tenute dal 1994 &#8211; l\u2019ultima, nel 2013, con l\u201984% dei voti. Nessuna di queste, tuttavia, \u00e8 stata giudicata libera ed equa da parte degli osservatori elettorali occidentali.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni, Rahmon ha sistematicamente eliminato tutti gli avversari politici pi\u00f9 competitivi e i partiti ancora esistenti non hanno nessuna vera capacit\u00e0 di influenza decisionale nel panorama pubblico tagiko. Molti osservatori credevano che il 2020 sarebbe stato l\u2019anno del ritiro di Rahmon in favore del figlio <strong>Rustam Emomali<\/strong>, gi\u00e0 sindaco della capitale Dushanbe e presidente della Camera alta del Parlamento. Tuttavia, non \u00e8 andata cos\u00ec: Rahmon si \u00e8 ricandidato e sembra probabile che le prossime elezioni presidenziali seguiranno il solito corso scarsamente democratico.<\/p>\n<p><strong>La stretta sul potere presidenziale<br \/>\n<\/strong>Nel dicembre del 2015, le due camere del Parlamento tagiko hanno insignito Rahmon del titolo su misura di \u201c<strong>Leader della Nazione<\/strong>\u201d che garantisce immunit\u00e0 giudiziaria per l\u2019intera durata del suo incarico non solo a lui stesso, ma anche alla sua famiglia e alle sue propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Nel <strong>referendum del maggio 2016<\/strong>, quasi il 95% dei votanti ha approvato 41 emendamenti costituzionali, di cui 3 erano i pi\u00f9 significativi: la rimozione del limite dei due mandati consecutivi presidenziali, l\u2019abbassamento dell\u2019et\u00e0 per candidarsi come presidente da 35 a 30 anni e il divieto di fondare partiti politici su base religiosa.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dopo la seconda rielezione di Rahmon nel 1999, un emendamento costituzionale aveva allungato la <strong>durata del mandato presidenziale da 5 a 7 anni,<\/strong> permettendo a Rahmon di rimanere in carica fino al 2006. Senza il referendum del 2016, Rahmon non avrebbe potuto ricandidarsi alle elezioni di quest\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>La repressione dell&#8217;opposizione politica: ieri&#8230;<br \/>\n<\/strong>Se l\u2019abbassamento dell\u2019et\u00e0 per candidarsi come presidente sembrava un tentativo di spianare la strada al figlio Emomali (che compir\u00e0 33 anni a dicembre), il divieto dei partiti su base religiosa ha segnato la fine dell\u2019unica considerevole forza di opposizione contro Rahmon: il <strong>Partito del rinascimento islamico (Irpt)<\/strong>.<\/p>\n<p>Dopo aver perso i propri seggi in Parlamento e le proprie posizioni nel governo nel marzo del 2015, l\u2019Irpt \u00e8 stato messo al bando dalla Corte suprema tagika con l\u2019<strong>accusa di terrorismo ed estremismo<\/strong>. Molti dei leader del partito sono dovuti fuggire dal Paese per evitare lunghe pene detentive.<\/p>\n<p>Alle ultime elezioni presidenziali del 2013, l\u2019Irpt e il Partito socialdemocratico avevano sostenuto congiuntamente la candidata indipendente <strong>Oinikhol Bobonazarova<\/strong>, avvocata per i diritti umani. Non essendo riuscita a presentare i documenti con il numero di firme richiesto per candidarsi, Bobonazarova non pot\u00e8 alla fine correre.<\/p>\n<p>Nella stessa occasione, anche <strong>Zayd Saidov<\/strong> &#8211; uomo d\u2019affari ed ex funzionario del governo &#8211; aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi come presidente, con il partito <strong>Nuovo Tagikistan<\/strong> appena formato. Pochi mesi prima delle elezioni del 2013, Saidov fu arrestato e condannato in breve tempo a 29 anni di carcere, con accuse che andavano dalla frode allo stupro e alla poligamia.<\/p>\n<p><strong>&#8230; e oggi<\/strong><br \/>\nQuest\u2019anno, l\u2019unico volto nuovo a tentare di emergere \u00e8 stato quello di <strong>Faromuz Irgashev<\/strong>, avvocato di 30 anni proveniente dalla regione autonoma del Gorno-Badakhshan orientale (Gbao). In un video diffuso su YouTube a inizio settembre Irgashev aveva annunciato di volersi candidare alla presidenza in <strong>opposizione allo <em>status quo<\/em><\/strong>, avendo assistito nel corso del proprio lavoro &#8220;all&#8217;ingiustizia commessa dalle forze dell&#8217;ordine contro la gente comune&#8221;.<\/p>\n<p>Poco dopo il suo annuncio, Irgashev ricevette una visita da parte degli ufficiali regionali del Comitato di Stato per la Sicurezza Nazionale (Scns, l\u2019erede tagika del KGB dell\u2019era sovietica), che lo hanno prelevato dalla propria casa e portato a fare una \u201clunga passeggiata\u201d. Tuttavia, alla fine, \u00e8 stata la legge elettorale a fermare la sua candidatura alla presidenza: al pari di Bobonazarova nel 2013, Irgashev non \u00e8 riuscito a collezionare le 260 mila firme richieste ai candidati indipendenti.<\/p>\n<p><strong>I candidati<br \/>\n<\/strong>In questo contesto altamente repressivo, \u00e8 difficile trovare un vero sfidante per Rahmon alle elezioni dell\u201911 ottobre. Tuttavia, 6 dei 7 partiti legalmente registrati in Tagikistan hanno presentato come candidati i propri leader politici. Il termine ultimo per presentare i documenti di registrazione dei candidati era l\u201911 settembre.<\/p>\n<p>Il 14 settembre la Commissione elettorale centrale (CEC) ha accolto la presentezione di 5 candidati su 6: Rahmon \u00e8 il candidato del partito di governo, il Partito democratico popolare; Rustam Latifzoda del Partito agrario; Rustam Rakhmatzoda del Partito delle riforme economiche; Abduhalim Gafforov del Partito socialista;Miroj Abdulloyev del Partito comunista.<\/p>\n<p>Il <strong>Partito socialdemocratico<\/strong>, estremamente marginale ma molto fermo nella sua opposizione, <strong>ha deciso di boicottare le elezioni e non presentare nessun candidato quest\u2019anno<\/strong>.<\/p>\n<p>I quattro partiti sfidanti di Rahmon hanno partecipato alle elezioni presidenziali del 2006 e del 2013, ottenendo sempre consensi al di sotto del 5%. Secondo la maggior parte degli analisti, anche quest\u2019anno la loro partecipazione si riveler\u00e0 un puro gesto simbolico per il regime di Rahmon.<\/p>\n<p><em>A cura di Camilla Lombardi,\u00a0caporedattrice Russia e Asia Centrale de Lo Spiegone.<\/em><\/p>\n<p><small>***<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spiegone<\/a>\u00a0\u00e8 un sito giornalistico fondato nel 2016 e formato da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate al mondo delle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u201911 ottobre i cittadini del Tagikistan andranno alle urne per le elezioni presidenziali. 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