{"id":84640,"date":"2020-10-06T06:11:57","date_gmt":"2020-10-06T04:11:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84640"},"modified":"2020-10-05T23:21:00","modified_gmt":"2020-10-05T21:21:00","slug":"come-cambiano-i-rapporti-tra-germania-e-russia-dopo-laffaire-navalny","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/come-cambiano-i-rapporti-tra-germania-e-russia-dopo-laffaire-navalny\/","title":{"rendered":"Come cambiano i rapporti tra Germania e Russia dopo l&#8217;affaire Navalny"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/navalny-celebra-il-risveglio-con-i-seggi-vinti-dai-suoi-alle-amministrative\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>avvelenamento dell\u2019oppositore russo Aleksej Navalny<\/strong><\/a>\u00a0ha inaspettatamente innescato un dibattito sul futuro del gasdotto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/la-partita-delle-sanzioni-extraterritoriali-usa-su-nord-stream-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nord Stream 2<\/strong><\/a>. Nei giorni successivi al trasferimento di Navalny in Germania, prima <strong>figure di rilievo della Cdu<\/strong> come Norbert R\u00f6ttgen, Jens Spahn e Friedrich Merz, e in seguito il ministro degli Esteri <strong>Heiko Maas<\/strong> hanno ventilato l&#8217;ipotesi di <strong>rivedere la cooperazione sul progetto<\/strong> in caso di risposte insufficienti da parte di Mosca.<\/p>\n<p>Il collegamento fra l&#8217;<em>affaire<\/em> Navalny e Nord Stream 2 da parte di importanti elementi della politica e del governo tedeschi rappresenta una <strong>novit\u00e0<\/strong>, in rottura con la tradizionale separazione fra affari e politica che da molto tempo caratterizza l\u2019approccio tedesco alla Russia. L&#8217;attitudine di Berlino nei confronti della <strong>Russia<\/strong> &#8211; basata sulla definizione dell&#8217;interesse nazionale in termini economici, sul ruolo chiave dell&#8217;elite economica nella definizione della politica estera, e sulla visione degli affari come canale di cooperazione anche in un contesto di degenerazione politica &#8211; ha per molto tempo unito il panorama politico tedesco, riflettendo gli interessi di una potenza industriale dipendente dall&#8217;importazione di materie prime e dalle esportazioni.<\/p>\n<p><strong>La dimensione politica<br \/>\n<\/strong>Nord Stream 2, fortemente voluto dall&#8217;\u00e9lite industriale tedesca, rappresenta un simbolo di tale dinamica. Il gasdotto raddoppia la capacit\u00e0 del corridoio baltico Russia-Germania, rafforzando la centralit\u00e0 della rete tedesca nel mercato europeo. Al prezzo, tuttavia, di trascurarne la <strong>dimensione politica<\/strong>. I detrattori &#8211; soprattutto paesi dell&#8217;Europa centro-orientale &#8211; sospettano che l&#8217;ulteriore marginalizzazione del corridoio ucraino che risulterebbe dall&#8217;ampliamento di Nord Stream possa aumentare le opzioni di politica estera russe e privare lo Stato ucraino di entrate che ne limitino la fragilit\u00e0. Inoltre, temono s<strong>vantaggi commerciali<\/strong> derivanti dalla riconfigurazione dei flussi. Un&#8217;ulteriore complicazione \u00e8 rappresentata dall&#8217;innesto di Nord Stream sulla tensione politico-commerciale fra Stati Uniti e Germania.<\/p>\n<p>Per questi motivi, la Germania \u00e8 sotto pressione fin dall&#8217;annuncio del progetto nel 2015. Da una parte, una <strong>battaglia intra-europea<\/strong> ha condotto a un emendamento della direttiva Ue sul gas che ha reso il regime operativo previsto per la <em>pipeline<\/em> nelle acque tedesche incompatibile con le regole comunitarie.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra, gli <strong>Stati Uniti<\/strong> hanno imposto sanzioni che hanno costretto Gazprom ad avanzare nel progetto con i propri mezzi, al prezzo di notevoli ritardi. Tuttavia, prima del caso Navalny\u00a0i politici tedeschi avevano resistito alle pressioni, continuando a inquadrare il progetto in termini puramente commerciali. Allo stato attuale, \u00e8 ancora azzardato ipotizzare decisioni drastiche sul futuro del gasdotto. Quali sono dunque i margini di manovra per Berlino, e quali le implicazioni dell\u2019emergente dibattito?<\/p>\n<p><strong>Un passo indietro<br \/>\n<\/strong>L&#8217;avvelenamento offrirebbe al governo tedesco la possibilit\u00e0 di <strong>distanziarsi da un progetto politicamente divisivo e incompatibile con le ambizioni climatiche europee<\/strong>, senza subire l\u2019umiliazione di vederlo affondato dalle sanzioni americane. Fra le varie opzioni perseguibili, possono essere considerate sanzioni &#8211; possibilmente a livello Ue &#8211; che prevedano una moratoria sulla costruzione dell&#8217;ultimo tratto nelle acque tedesche, o un via libera che condizioni l&#8217;avvio dei flussi a risposte politiche da parte di Mosca.<\/p>\n<p>Dal punto di vista materiale, un&#8217;evoluzione di questo tipo non farebbe che confermare lo status quo. L&#8217;eventuale <strong>sospensione della <em>pipeline<\/em> non implicherebbe conseguenze serie sulla sicurezza energetica europea<\/strong>, vista l&#8217;ampia capacit\u00e0 di importazione inutilizzata e una domanda di gas che appare ormai stabilizzata. <strong>Gazprom<\/strong> rimarrebbe vincolata dalle rotte esistenti, senza beneficiare dell\u2019ulteriore flessibilit\u00e0 che la capacit\u00e0 addizionale di Nord Stream 2 avrebbe offerto in una competizione internazionale sempre pi\u00faintensa. Tuttavia, il gas russo manterrebbe un ruolo primario nelle importazioni tedesche ed europee, grazie a prezzi convenienti e un&#8217;abbondante rete infrastrutturale anche senza il raddoppio di Nord Stream.<\/p>\n<p><strong>La prospettiva russa<br \/>\n<\/strong>Il <strong>significato politico<\/strong> dell&#8217;emersione di un dibattito interno alla politica tedesca su Nord Stream 2 non va invece sottovalutato, indipendentemente dagli esiti. Tale emersione segnala a Mosca che <strong>azioni russe indesiderate possono ormai alterare l&#8217;equilibrio dei poteri nella politica estera tedesca<\/strong>, riportando gli interessi politici al centro rispetto a quelli commerciali. Questa evoluzione, decisamente poco gradita al Cremlino, sarebbe impensabile senza considerare cambiamenti strutturali nei termini dell&#8217;interdipendenza russo-tedesca come la transizione energetica, la sovrabbondanza di gas sui mercati mondiali, e il declino strutturale dell\u2019economia russa, che renderanno la Russia presumibilmente meno rilevante per l\u2019economia tedesca nel giro di qualche decennio.<\/p>\n<p>Sulla base di tali tendenze strutturali, un ripensamento strategico dovr\u00e0 necessariamente svilupparsi in Russia nel medio periodo verso due possibili direzioni: una <strong>modernizzazione economica<\/strong> che ridefinisca qualitativamente la natura dell&#8217;interdipendenza con l&#8217;Europa &#8211; opzione che necessita tuttavia passi politici russi che portino alla fine delle attuali sanzioni \u2013 o un\u2019accelerazione dell\u2019attuale riallineamento verso la Cina.<\/p>\n<p>Per il momento, <strong>Mosca sembra propendere per l&#8217;espansione dei corridoi energetici verso l&#8217;Asia<\/strong>, considerata un mercato energetico dalla domanda pi\u00fa dinamica di quella europea, e meno esigente in termini di condizionalit\u00e0 politiche. Tuttavia, i nuovi piani di neutralit\u00e0 carbonica di Pechino, che vedono una <a href=\"https:\/\/www.bloombergquint.com\/onweb\/china-s-top-climate-scientists-lay-out-road-map-to-hit-2060-goal\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>riduzione del consumo di gas del 75% fra il 2025 e il 2060<\/strong><\/a>,<a href=\"applewebdata:\/\/AC20E925-BD97-487B-A6C0-319D0F65002E#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><\/a> rendono questo sentiero sempre pi\u00fa stretto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;avvelenamento dell\u2019oppositore russo Aleksej Navalny\u00a0ha inaspettatamente innescato un dibattito sul futuro del gasdotto Nord Stream 2. 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