{"id":84654,"date":"2020-10-07T02:30:52","date_gmt":"2020-10-07T00:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84654"},"modified":"2020-10-13T08:32:36","modified_gmt":"2020-10-13T06:32:36","slug":"le-ragioni-del-conflitto-nel-nagorno-karabakh-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/le-ragioni-del-conflitto-nel-nagorno-karabakh-parte-2\/","title":{"rendered":"Le ragioni del conflitto nel Nagorno-Karabakh (parte 2)"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/le-ragioni-del-conflitto-nel-nagorno-karabakh\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leggi qui la prima parte<\/a>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/la-doppia-incognita-russia-turchia-nel-nuovo-scontro-fra-armenia-e-azerbaigian\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>influenze esterne<\/strong><\/a>, o si potrebbe parlare di ingerenze, vedono un cambiamento strategico importante rispetto alla <strong>guerra del 2016<\/strong>. Allora, dopo quattro giorni, le ostilit\u00e0 finirono perch\u00e9 <strong>la Russia si impose<\/strong> facendo rientrare l&#8217;emergenza. Questa volta Mosca, co-presidente del <strong>gruppo di Minsk<\/strong> assieme a Stati Uniti e Francia che, nell\u2019ambito degli sforzi dell&#8217;Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (<strong>Osce<\/strong>), ha l&#8217;obiettivo di <strong>incoraggiare una soluzione pacifica e negoziata<\/strong>, deve tenere presente due elementi nuovi.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che una fine immediata e senza un cambiamento dello status quo rischierebbe di innescare un&#8217;<strong>ondata di proteste feroci interne all&#8217;Azerbaigian<\/strong> da cui il presidente Aliyev verrebbe travolto. E quindi appare un&#8217;ipotesi poco probabile.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 il <strong>fattore turco<\/strong> che quattro anni fa era pi\u00f9 debole. <strong>Recep Tayyip Erdo\u011fan<\/strong>, ha fiutato &#8220;l&#8217;affare azero&#8221; e lo sta cavalcando in chiave anti-armena inviando caccia F-16 e combattenti turcomanni provenienti dalla Siria, regolarmente reclutati, addestrati e trasportati in loco a spese di Ankara. Proprio sul <strong>modello libico<\/strong> con la differenza che, mentre la Libia \u00e8 un Stato in prolungata crisi e travolto da una conflitto interno decennale, l&#8217;Azerbaigian \u00e8 uno Stato solido ed \u00e8 singolare che Aliyev abbia consentito di fare entrare tali elementi.<\/p>\n<p>Mentre la Turchia \u00e8 pesantemente schierata, la Russia ragiona su un piano strategico pi\u00f9 ampio. Come sottolineato dall&#8217;ambasciatore all&#8217;Onu <strong>Vasily Nebenzya<\/strong>, &#8220;\u00e8 inesatto dire che Mosca sostiene Yerevan, piuttosto occorre dire che sostiene un processo che riporti <strong>stabilit\u00e0<\/strong> nella regione\u201d. I russi insomma stanno coi russi, gestiscono il Caucaso utilizzandone le divisioni e vogliono tutelare la loro influenza sia in Armenia che in Azerbaigian fortissima in entrambe i casi, oltre a voler mantenere relazioni di opportunistico equilibrio con la Turchia.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;amicizia in crisi<br \/>\n<\/strong>Occorre anzi dire che negli ultimi tempi \u00e8 stata messa alla prova l&#8217;amicizia russa con Yerevan perch\u00e9 l&#8217;armeno Nikol\u00a0<strong>Pashinyan<\/strong> \u00e8 salito al potere con una &#8220;rivoluzione di velluto&#8221; senza la benedizione di Mosca, la quale \u00e8 preoccupata per una serie di altri fattori come l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/come-cambiano-i-rapporti-tra-germania-e-russia-dopo-laffaire-navalny\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>avvelenamento del leader dell&#8217;opposizione Alexei Navalny<\/strong><\/a>, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/09\/stallo-in-bielorussia-lukashenko-proteste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>rivolta in Bielorussia<\/strong><\/a> e le imminenti <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/nella-sfida-biden-trump-e-in-gioco-il-futuro-dellamerica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elezioni statunitensi<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Il Cremlino dovr\u00e0 bilanciare il suo desiderio di proteggere la sua influenza politico-militare nella regione con la sicurezza dei suoi interessi strategici ed economici nei confronti della Turchia di cui ha grande bisogno in questo momento soprattutto su dossier come Siria e Libia. Mosca, inoltre, gode di <strong>forti legami con Baku<\/strong>, comprese la vendita di armi, anzi fino qualche mese fa era la potenza dominante in Azerbaigian, ma da luglio l&#8217;escalation di tensioni ha portato la Turchia dalla retorica della fratellanza alla realt\u00e0 di un peso che si misura con il calcolo di Ankara di rientrare nel Caucaso.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che <strong>senza la Russia l&#8217;Azerbaigian diventerebbe il cortile di casa della Turchia<\/strong> nella regione e pertanto Mosca ha tutto l&#8217;interesse a tenerne a bada le pulsioni espansionistiche che vanno, a questo punto, oltre alle velleit\u00e0 di riconquista della grandezza ottomana. E ci\u00f2 a livello internazionale diventa il fattore chiave nell&#8217;attuale conflitto in Nagorno-Karabakh che potrebbe renderne la durata maggiore di quanto si creda perch\u00e9 fornirebbe, anche con l&#8217;afflusso di jihadisti dalla Siria, quelle risorse che mancherebbero a un certo punto alle forze di Baku.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che gli azeri devono portare a casa porzioni di territorio, per\u00f2 allo stesso tempo devono stare attenti perch\u00e9 a un certo punto la Russia non li lascer\u00e0 pi\u00f9 agire a briglia sciolta. Mosca ha tutti gli strumenti per poter arrestare e aiutare gli armeni a un contrattacco, ha una base di <strong>30 mila militari<\/strong> e ha schierato gli <strong>S-300<\/strong>, sebbene non \u00e8 chiaro che discrezionalit\u00e0 di utilizzo ne abbia Yerevan. Il punto \u00e8 che entrambi possono colpire la capitale dell&#8217;altro, la linea rossa che non \u00e8 mai stata superata e, credono gli esperti, nemmeno questa volta lo sar\u00e0.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 inoltre da dire che uno dei fornitori di armi agli azeri \u00e8 <strong>Israele<\/strong> &#8211; sebbene in parte sostituito dalla Turchia &#8211; pertanto un comportamento troppo aggressivo da parte di Aliyev potrebbe essere lesivo di tale rapporto. Infine, l&#8217;Azerbaigian ancora porta i segni del suo trascinamento nel <strong>conflitto ceceno<\/strong> e quindi sta ben attento a compiere errori tattici con la Russia.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 il secondo di tre contributi di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/autori\/francesco-semprini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Francesco Semprini<\/a> che verranno pubblicati su AffarInternazionali. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/le-ragioni-del-conflitto-nel-nagorno-karabakh\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui<\/a> il primo.<\/em><\/p>\n<p><em>Leggi qui la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/le-ragioni-del-conflitto-nel-nagorno-karabakh-parte-3\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">terza parte<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggi qui la prima parte.\u00a0 Le influenze esterne, o si potrebbe parlare di ingerenze, vedono un cambiamento strategico importante rispetto alla guerra del 2016. 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