{"id":84695,"date":"2020-10-08T23:27:37","date_gmt":"2020-10-08T21:27:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84695"},"modified":"2020-10-13T08:48:30","modified_gmt":"2020-10-13T06:48:30","slug":"prima-leuropa-e-litalia-che-lo-chiede-parla-sergio-fabbrini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/prima-leuropa-e-litalia-che-lo-chiede-parla-sergio-fabbrini\/","title":{"rendered":"&#8220;Prima l&#8217;Europa. \u00c8 l&#8217;Italia che lo chiede&#8221;. Parla Sergio Fabbrini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.shopping24.ilsole24ore.com\/sh4\/catalog\/products\/libri.jsp?navAction=jump&amp;navCount=0&amp;productId=prod2650027&amp;categoryId=SH246126&amp;prod_pos=\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Una raccolta di editoriali<\/a> pubblicati sul <strong>Sole 24 Ore<\/strong> in pi\u00f9 di un anno \u2013 fra marzo 2019 e agosto 2020 \u2013 a firma di <strong>Sergio Fabbrini<\/strong>, professore ordinario di Scienza Politica e Relazioni Internazionali e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche presso la LUISS Guido Carli, aiuta a fare il punto su cosa \u00e8 e cosa potrebbe ancora essere l\u2019Europa.<\/p>\n<p><strong>Il titolo del suo libro \u00e8 \u201cPrima l\u2019Europa \u2013 <\/strong><strong>\u00c8 l\u2019Italia che lo chiede\u201d. Ci spiega perch\u00e9? <\/strong><br \/>\n\u201cL\u2019Unione europea, che \u00e8 la forma organizzata assunta dall\u2019Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, \u00e8 il risultato di diversi Trattati ma anche di processi politici imprevedibili. \u00c8 con questa complessit\u00e0 che occorre fare i conti, quando si parla di Europa. Intanto, occorre conoscerla. Cos\u00ec, quello che cerco di fare nel libro \u00e8 spiegare come funziona l\u2019Europa, liberandola dalla prigionia delle partigianerie e dei pregiudizi che sono spesso, entrambi, l\u2019esito di ignoranza. La pandemia ha sottoposto a dura prova i Paesi europei, ma ha fatto anche capire che nessuno di essi pu\u00f2 singolarmente affrontare una sfida esistenziale di questa magnitudine. L\u2019Unione europea \u00e8 l\u2019unica organizzazione che pu\u00f2 affrontare quelle sfide, come \u00e8 avvenuto con le politiche decise dalla Banca centrale europea, dalla Commissione europea, dal Consiglio europeo. Tuttavia, in questo processo, si sono viste anche difficolt\u00e0, divisioni, incertezze. Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario pensare a nuove istituzioni e procedure per garantire un futuro all\u2019Unione europea. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/conferenza-futuro-europa-appuntamento-necessario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Conferenza sul futuro dell\u2019Europa<\/a>, quando partir\u00e0, sar\u00e0 un\u2019occasione molto utile, quasi necessaria, per fare una riflessione non retorica sull\u2019Ue. I valori europei hanno bisogno di gambe su cui camminare. L\u2019Unione europea deve dimostrare di essere efficace nelle decisioni e di essere legittimata nelle decisioni che prende. Chiarito questo, credo che il compito dell\u2019Italia sia quello di difendere l\u2019Unione europea ma anche di indicare i suoi punti di debolezza, avanzando proposte di riforma per migliorarla.<\/p>\n<p><strong>Nel libro insiste pi\u00f9 volte sul concetto di interdipendenza.<\/strong><br \/>\n\u201cDobbiamo tenere presente l\u2019<strong>ambiguit\u00e0 strutturale dell\u2019Unione europea<\/strong>, che nasce da un accordo fra Stati ma ha bisogno dei loro cittadini per legittimarsi. Quest\u2019unione di stati e cittadini deve fare i conti con le sfide attuali sulla base di una doppia e contraddittoria legittimazione, quella dei governi nazionali e quella degli elettori europei. L\u2019Unione europea non \u00e8 uno stato nazionale \u201cin grande\u201d, ma \u00e8 un\u2019entit\u00e0 politica radicalmente diversa. Aggrega Stati che hanno una diversa popolazione e diverse identit\u00e0 nazionali, sulla base di un principio di eguaglianza che non \u00e8 facile da garantire. Tuttavia, fuori dall\u2019Unione europea, quegli Stati sarebbero ancora pi\u00f9 diseguali. Questi stati sono divenuti sempre pi\u00f9 interdipendenti perch\u00e9 i grandi problemi che debbono affrontare sono sempre di meno nazionali. L\u2019inquinamento non si ferma alle frontiere, n\u00e9 i virus, n\u00e9 le crisi finanziarie, n\u00e9 i flussi migratori&#8230; L\u2019interdipendenza \u00e8 un vincolo ma anche un\u2019opportunit\u00e0 per affrontare problemi che da soli non saremmo in grado di risolvere. Tuttavia, l\u2019interdipendenza pu\u00f2 avere forme istituzionali diverse, pu\u00f2 essere diversamente organizzata. Il mio lavoro di ricerca come studioso \u00e8 finalizzato ad individuare una forma equilibrata dell\u2019interdipendenza, cos\u00ec da <strong>promuovere una democrazia sovranazionale compatibile con la preservazione delle democrazie nazionali<\/strong>. Il metodo federale \u00e8 per me uno strumento indispensabile per cercare di bilanciare &#8220;la sovranit\u00e0 dell\u2019Unione con quella degli stati membri\u201d. Ci\u00f2 che \u00e8 emerso dalle crisi multiple dello scorso decennio \u00e8 invece un eccessivo potere degli stati nazionali rispetto ai compiti da affidare alle istituzioni sovranazionali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" id=\"prodImg\" class=\"alignleft\" title=\"E' l'Italia che ce lo chiede. Prefazione di Giuliano Amato.\" src=\"https:\/\/www.shopping24.ilsole24ore.com\/ProductRelated\/big_images\/L6342020C57452.jpg\" alt=\"Prima l\" width=\"138\" \/><\/p>\n<p><strong>L\u2019epoca dell\u2019indipendenza nazionale \u00e8 dunque finita?<\/strong><br \/>\nS\u00ec. Occorre uscire dalla logica nazionalista\/indipendentista. Lo Stato nazionale ha molti compiti da svolgere, ma vi sono anche altri compiti che non pu\u00f2 pi\u00f9 svolgere da solo. Se si abbandona l\u2019ideologia statalista\/sovranista, allora si pu\u00f2 riflettere e discutere su cosa deve fare lo Stato e cosa deve fare l\u2019Unione europea. \u00c8 su questo piano che ci possono essere divisioni tra i partiti, non gi\u00e0 sull\u2019interdipendenza &#8220;S\u00ec o No\u201d. <strong>L\u2019interdipendenza europea \u00e8 un fatto, non un\u2019opinione<\/strong>. Dividiamoci, piuttosto, su come stare dentro al processo di integrazione europeo e su come contribuire alle decisioni che influenzano l\u2019intero continente. E, quindi, domandiamoci se il nostro sistema istituzionale e politico \u00e8 attrezzato per <strong>influenzare il processo di integrazione<\/strong>. Quest\u2019ultimo richiede efficienza, difficilmente \u00e8 compatibile con un Parlamento ancora basato su un bicameralismo perfetto, anche se \u00e8 costituito di meno parlamentari, o con un sistema partitico frammentato.<\/p>\n<p><strong>Next Generation EU non rende pi\u00f9 forte l\u2019idea di Europa?<\/strong><br \/>\nIl piano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/07\/il-consiglio-europeo-e-la-lanterna-magica-delleuropa-possibile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Next Generation EU<\/a> \u00e8 stata una dimostrazione che l\u2019Europa \u00e8 in grado di rispondere a sfide esistenziali come la pandemia in modo efficace. Nessun Paese da solo avrebbe potuto affrontare una sfida di questo tipo senza il sostegno dell\u2019Europa. La forza dell\u2019Europa \u00e8 anche legata alla forza dei suoi stati membri. In questa vicenda si \u00e8 visto come i due Paesi che continuano a dimostrarsi i paesi-guida come <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/parigi-berlino-la-leadership-non-lasse-che-muove-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la <strong>Francia<\/strong> e la <strong>Germania<\/strong><\/a>, hanno ragioni per essere tali. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/recovery-fund-e-semestre-tedesco-le-sfide-per-lunione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Germania<\/a> gi\u00e0 da giugno ha definito con precisione le priorit\u00e0 della sua risposta alla pandemia e dunque gli indirizzi per implementarle; la Francia, per ragioni legate anche a contingenze politiche, ha presentato il suo piano recentemente, ma anche in questo caso si tratta di un progetto molto chiaro, in termini di priorit\u00e0 e obiettivi. Quello che colpisce e che continua a colpire rispetto a questi due paesi \u00e8 <strong>la difficolt\u00e0 che ha l\u2019Italia a sviluppare un \u201cpensiero governativo\u201d di medio, non dico lungo, periodo<\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto a ragioni politiche, non intellettuali, naturalmente. Siccome il governo \u00e8 debole, continuamente sull\u2019orlo di una crisi di nervi, per via dell\u2019una o dell\u2019altra elezione locale o regionale, allora le priorit\u00e0 non possono essere definite con eccessiva chiarezza (c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che potrebbe questionarle). Di qui, l\u2019approccio bottom-up, consensuale ma anche particolaristico, o almeno questo \u00e8 il rischio.<\/p>\n<p><strong>Cosa deve fare oggi l\u2019Europa per sostenere i governi nazionali?<\/strong><br \/>\nDeve aiutare i governi nazionali a perseguire politiche che siano reciprocamente compatibili. Dobbiamo arrivare ad avere un continente che sia neutrale sul piano dell\u2019ambiente, molto sviluppato sul piano digitale, e molto inclusivo sul piano sociale. Un lavoro che devono fare insieme governi nazionali e autorit\u00e0 europee. Nel medio periodo, pi\u00f9 in generale, l\u2019Europa dovrebbe acquisire una competenza su quelle politiche che i governi da soli non possono perseguire: la sicurezza, la politica estera, la politica della difesa, la politica militare, la politica dell\u2019intelligence, la politica commerciale. Ma anche la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/08\/il-nuovo-patto-europeo-su-migrazione-e-asilo-tra-riforma-e-continuita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politica migratoria<\/a>, per quanto riguarda la difesa dei confini, la regolamentazione dell\u2019asilo politico, l\u2019integrazione degli immigrati.<\/p>\n<p><strong>Con i finanziamenti di Next Generation EU si apre una nuova fase, anche per l\u2019Italia. <\/strong><br \/>\nUn paese importante come l\u2019Italia richiederebbe la condivisione, da parte delle maggiori forze politiche, di ci\u00f2 che \u00e8 il suo interesse nazionale. Le maggioranze di governo possono cambiare, ma non gli indirizzi strategici del paese. Quando c\u2019\u00e8 stato il Marshall Plan c\u2019era una continuit\u00e0 garantita da una forza politica come la Democrazia Cristiana che ha consentito di fare da baricentro della maggioranza: i fondi del Marshall Plan nel corso degli anni \u201950 sono stati utilizzati dentro e attraverso quel baricentro. Il dramma dell\u2019Italia odierna \u00e8 che non vi \u00e8 un\u2019idea condivisa, da parte dei maggiori partiti e leader, degli interessi italiani. Eppure, in una democrazia solida, il compito dell\u2019opposizione dovrebbe essere quello di avanzare progetti alternativi a quello del governo, per utilizzare meglio le risorse di \u201cNext Generation EU\u201d, oppure di criticare il governo quando manifesta incertezze sulla sua politica atlantica, avvicinandosi troppo alla Cina. Comunque, auguriamoci che per gestire i <strong>209 miliardi di \u201cNext Generation EU\u201d destinati al nostro Paese<\/strong> si costruisca una network tecnico-politico che gestisca i fondi secondo <strong>priorit\u00e0 nazionali indipendenti dai cambiamenti governativi<\/strong>. Gli investimenti hanno durata pi\u00f9 lunga della vita di un governo, e devono dare una prospettiva al paese. \u00c8 questo che gli italiani si aspettano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una raccolta di editoriali pubblicati sul Sole 24 Ore in pi\u00f9 di un anno \u2013 fra marzo 2019 e agosto 2020 \u2013 a firma di Sergio Fabbrini, professore ordinario di Scienza Politica e Relazioni Internazionali e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche presso la LUISS Guido Carli, aiuta a fare il punto su cosa \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":84696,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2028,9],"tags":[2185,785,119,2539,96,2486,2338,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84695"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=84695"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84695\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":84697,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/84695\/revisions\/84697"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/84696"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=84695"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=84695"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=84695"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}