{"id":84700,"date":"2020-10-09T08:36:08","date_gmt":"2020-10-09T06:36:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84700"},"modified":"2020-10-15T11:02:36","modified_gmt":"2020-10-15T09:02:36","slug":"cosa-aspettarsi-dalla-procedura-di-infrazione-contro-il-regno-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/cosa-aspettarsi-dalla-procedura-di-infrazione-contro-il-regno-unito\/","title":{"rendered":"Cosa aspettarsi dalla procedura di infrazione contro il Regno Unito"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha avviato, lo scorso 1\u00b0 ottobre, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/procedimento-formale-di-infrazione-contro-il-regno-unito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una <strong>procedura di infrazione<\/strong> <em>ex <\/em>art. 258 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea (Tfue)\u00a0<strong>contro il Regno Unito<\/strong><\/a> per <strong>violazione dell\u2019Accordo di Recesso<\/strong>, entrato in vigore il 1\u00b0 febbraio 2020.<\/p>\n<p>Questa iniziativa pu\u00f2 destare qualche sorpresa perch\u00e9 la procedura in questione \u00e8 istituzionalmente diretta a reprimere infrazioni al diritto dell\u2019Unione Europea da parte degli Stati\u00a0 membri e presuppone la <strong>giurisdizione della Corte di Giustizia<\/strong>. Non dovrebbe dunque applicarsi al Regno Unito, uscito dalla Ue il 31 gennaio 2020, e per di pi\u00f9 per violazione di obblighi derivanti da un <strong>accordo internazionale<\/strong> come l&#8217;Accordo di Recesso.<\/p>\n<p>In effetti \u00e8 cos\u00ec: in via generale e di principio, Il Regno Unito non\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 sottoposto alla giurisdizione della Corte. Eventuali controversie circa l\u2019interpretazione e l\u2019applicazione dell\u2019Accordo di Recesso ricadono sotto una procedura diversa, secondo meccanismi abituali nel <strong>diritto internazionale per la soluzione di controversie in tema di trattati<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti stabilito, nel Titolo III della Parte Sesta dell\u2019Accordo, che in primo luogo le Parti devono sforzarsi di risolvere queste controversie tramite consultazioni in buona fede fra di loro; e se questo non dovesse riuscire, la questione va discussa nell\u2019ambito di un apposito comitato misto. Se poi non si raggiunge un accordo nemmeno in questa sede, allora pu\u00f2 essere investito della controversia un collegio arbitrale, le cui decisioni sono vincolanti per le Parti e possono portare all\u2019applicazione di sanzioni pecuniarie se non correttamente eseguite.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9 l\u2019Accordo di Recesso (Parte Quarta) introduce una deroga al sistema ora richiamato con riguardo a un <strong>periodo transitorio che va dal 1\u00b0 febbraio al 31 dicembre 2020<\/strong>. In questo periodo, il Regno Unito resta pienamente soggetto al diritto della Ue, le autorit\u00e0 europee conservano tutti i loro poteri e la Corte di Giustizia mantiene la sua giurisdizione nei confronti dell&#8217;accordo, con competenza a interpretare e attuare non solo le norme dell\u2019Unione ma anche quelle dell\u2019AdR. In principio, questo regime vale unicamente per le azioni instaurate davanti alla Corte prima della scadenza del periodo transitorio. \u00c8 tuttavia previsto che la Commissione possa avviare procedure di infrazione contro il Regno Unito <strong>anche nei quattro anni dalla fine di questo periodo<\/strong>, purch\u00e9 si tratti di infrazioni commesse entro il 31 dicembre 2020.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa della Commissione contro Londra, di cui si \u00e8 detto all\u2019inizio, si colloca evidentemente in questo contesto normativo. La Commissione ritiene che le disposizioni dell\u2019<em>Internal Market Bill<\/em>, in corso di adozione al Parlamento britannico, configurino una grave e palese violazione del <strong>Protocollo su Irlanda\/Irlanda del Nord<\/strong>, che costituisce una parte essenziale dell\u2019intesa. Per la verit\u00e0, una siffatta violazione si verificher\u00e0 solo quando il <em>Bill<\/em> in questione sar\u00e0 definitivamente adottato. Ma la Commissione considera che il solo lancio di questo provvedimento legislativo comporti una <strong>lesione dell\u2019obbligo di condotta in buona fede<\/strong> che le Parti si sono assunte in forza dell\u2019art. 5 dell\u2019Accordo.<\/p>\n<p>Questa norma recita, al primo comma, che la Ue e il Regno Unito, \u201cnel pieno rispetto reciproco e in totale buona fede, si assistono reciprocamente nell\u2019adempimento dei compiti derivanti dal presente accordo\u201d; il secondo comma specifica poi che le due Parti \u201cadottano ogni misura di carattere generale o particolare atta ad assicurare l\u2019adempimento degli obblighi derivanti dal presente accordo e si astengono da qualsiasi misura che possa mettere in pericolo la realizzazione dei suoi obiettivi\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 dunque in base all\u2019art. 5 dell\u2019Accordo di Recesso che la Commissione ha promosso la procedura di infrazione contro Londra. Prima di farlo, la Commissione non ha mancato di sollecitare l\u2019eliminazione dal <em>Bill<\/em> delle parti incriminate; ma non ha avuto successo. Di qui la decisione di avviare una procedura formale ai sensi dell\u2019art. 258 Tfue.<\/p>\n<p>Come stabilito da questa norma, la Commissione ha inviato al Regno Unito una lettera di messa in mora, assegnandoli un termine di trenta giorni\u00a0 per presentare le sue osservazioni. Il seguito \u00e8 quello previsto per il caso di uno Stato che persista nella condotta contestata: emissione di un parere motivato della Commissione, sottoposizione della vertenza alla Corte di Lussemburgo, eventuale applicazione di sanzioni pecuniarie.<\/p>\n<p><strong>La procedura di infrazione, tra fase pre-contenziosa e contenziosa, non si esaurisce in tempi brevi<\/strong>; va anche detto che difficilmente si arriva alle sanzioni, anche se nella prassi qualche volta questo si \u00e8 verificato.<\/p>\n<p>Il nostro caso presenta ovviamente aspetti di particolare delicatezza; i suoi sbocchi dipenderanno verosimilmente dall\u2019esito delle trattative in corso per l\u2019assetto delle future relazioni tra Londra e Bruxelles. Se si arriver\u00e0 a un accordo al riguardo, questo assorbir\u00e0 anche l\u2019attuale contenzioso sull\u2019<em>Internal Market Bill<\/em>; nel caso invece del <em>no deal<\/em>, il contenzioso \u00e8 destinato ad andare avanti; e c\u2019\u00e8 da aspettarsi che ad esso si aggiungeranno altre situazioni conflittuali tra Unione europea e Regno Unito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha avviato, lo scorso 1\u00b0 ottobre, una procedura di infrazione ex art. 258 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea (Tfue)\u00a0contro il Regno Unito per violazione dell\u2019Accordo di Recesso, entrato in vigore il 1\u00b0 febbraio 2020. 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