{"id":84713,"date":"2020-10-12T06:29:50","date_gmt":"2020-10-12T04:29:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84713"},"modified":"2020-10-12T06:30:14","modified_gmt":"2020-10-12T04:30:14","slug":"suggestioni-letterarie-per-il-rifiuto-della-pena-di-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/suggestioni-letterarie-per-il-rifiuto-della-pena-di-morte\/","title":{"rendered":"Suggestioni letterarie per il rifiuto della pena di morte"},"content":{"rendered":"<p><i>Con questo articolo lo scrittore Antonio Salvati riprende e riassume i temi del suo libro <a href=\"https:\/\/www.intrecciedizioni.it\/prodotto\/la-penna-e-la-forca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;La Penna e la Forca&#8221; (Intrecci Edizioni)<\/a>,\u00a0raccontando la pena di morte attraverso la lente della letteratura.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Letterati di un certo rilievo e non, soprattutto a partir dagli inizi dell&#8217;Ottocento, attraverso le loro opere hanno assunto posizioni contro la <strong>pena capitale<\/strong>. Per <strong>Jacques Derrida<\/strong> la storia della letteratura europea degli ultimi tre o quattro secoli &#8220;\u00e8 contemporanea e indissociabile da una contestazione della pena di morte, da una lotta abolizionista ineguale, certo, eterogenea, discontinua, ma irreversibile e tendenzialmente mondiale, come storia congiunta, una volta in pi\u00f9, della letteratura e del diritto e del diritto alla letteratura&#8221;.<\/p>\n<p>Difficile, ricordava <strong>Norberto<\/strong>\u00a0<strong>Bobbio<\/strong>, trovare un testo filosofico contro la pena di morte. Le opinioni dei grandi classici della filosofia sono prevalentemente, monotonamente a favore. Da <strong>Platone<\/strong>\u00a0e <strong>Aristotele<\/strong> fino a <strong>Kant<\/strong>\u00a0e al nostro <strong>Benedetto Croce<\/strong>, dobbiamo registrare una lugubre continuit\u00e0 nel sostegno filosofico alla pena di morte, che accomuna trasversalmente filosofi cattolici come <strong>Sant&#8217;Agostino<\/strong>, <strong>San Tommaso<\/strong> e pensatori protestanti come <strong>Lutero<\/strong> e <strong>Calvino<\/strong>; utopisti come <strong>Moro<\/strong> e <strong>Campanella<\/strong> e giusnaturalisti come <strong>Hobbes<\/strong>, <strong>Locke<\/strong> e <strong>Rousseau<\/strong>; illuministi come <strong>Diderot<\/strong> e <strong>Montesquieu<\/strong> e <strong>Condorcet<\/strong> e idealisti come <strong>Fichte<\/strong> e <strong>Hegel<\/strong>; pensatori liberali come <strong>Constant<\/strong> e <strong>Mill<\/strong> e tanti altri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/img.ibs.it\/images\/9788831398213_0_221_0_75.jpg\" alt=\"La penna e la forca. Scrittori e pena di morte. Suggestioni letterarie per il rifiuto della pena capitale - Antonio Salvati - copertina\" \/>Nella letteratura convergono tutti i grandi problemi suscitati nella mente umana dalla condizione mortale. Una cultura letteraria non posticcia, ma accurata e meditata, pone al centro l&#8217;esperienza umana e giova a costituire una mentalit\u00e0 comprensiva nei riguardi di tutti gli aspetti, dalla virt\u00f9 all&#8217;abiezione, della persona dell&#8217;uomo. La letteratura non vale nulla se non \u00e8, fondamentalmente, <strong>esperienza etica<\/strong>, rapporto col mondo e intensificazione dell\u2019esistenza, riflessione continua sui valori che ci conservano umani.<\/p>\n<p><strong>Giustizia e letteratura<br \/>\n<\/strong>Con la letteratura si affrontano temi come <strong>Dio<\/strong>, la <strong>mortalit\u00e0<\/strong>, il <strong>tempo<\/strong>, il <strong>significato della<\/strong> <strong>vita<\/strong>. Il romanzo possiede un alto valore conoscitivo. Dagli inizi dell&#8217;Ottocento inizia a diventare un genere egemonico, uno strumento di conoscenza e di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Il romanzo classico &#8211; intendendo con esso tutte le forme narrative che hanno avuto nell\u2019Ottocento la massima fioritura con <strong>Stendhal, Balzac, Dickens, Dostoevskij <\/strong>e<strong> Tolstoj<\/strong> &#8211; possiede un fascino immenso. Leggendo\u00a0<em>Il rosso e il nero, Guerra e pace, L&#8217;idiota<\/em>, ci sentiamo profondamente toccati. Per chi si occupa di <strong>diritto e giustizia<\/strong>, queste letture non possono che esercitare un interesse irresistibile. Si tratta di letture e di <em>topoi<\/em> politico-filosofici, pregni di quesiti sfidanti per il diritto e nei quali tema della giustizia \u00e8 una costante pietra d&#8217;inciampo, una domanda insistente, un traguardo tanto difficile fa raggiungere quanto decisamente necessario.<\/p>\n<p><strong>Filosofia e romanzo<\/strong> appartengono a due dimensioni diverse. Se pu\u00f2 apparire eccessivo affermare che il romanzo arriva l\u00e0 dove non arriva la filosofia, non siamo lontani dal vero nel sostenere che la filosofia (e la disciplina giuridica) sarebbe pi\u00f9 povera senza il romanzo e che tanti grandi romanzieri, anche inconsapevolmente, hanno saputo gettare uno sguardo totale sulla realt\u00e0, sul mondo. Come la filosofia e le scienze umane, la letteratura \u00e8 conoscenza del mondo psichico e sociale in cui viviamo. La realt\u00e0 che la letteratura vuole conoscere \u00e8 semplicemente l&#8217;esperienza umana. <strong>Dante<\/strong> e <strong>Manzoni<\/strong>, ha osservato Todorov, ci insegnano sulla condizione umana &#8220;quanto i pi\u00f9 grandi sociologi o psicologi e che non esiste alcuna incompatibilit\u00e0 tra la prima e la seconda forma di sapere<em>&#8220;<\/em>.<\/p>\n<p><strong>La pena di morte<br \/>\n<\/strong>Pu\u00f2 la letteratura calarsi nelle profondit\u00e0 di un abisso incommensurabile fino a <strong>far comprendere l&#8217;orrore della pena di morte?<\/strong> Il compito della letteratura non \u00e8 quello di fornire risposte esatte, ma solo quello di cercare queste risposte con i mezzi che ha a disposizione. Ci sono cose che solo la letteratura pu\u00f2 dire con i suoi mezzi espliciti. In un mondo sempre pi\u00f9 dominato dai social \u00e8 possibile utilizzare lo spazio letterario per interrogare s\u00e9 stessi e il proprio tempo.<\/p>\n<p>Credo che la letteratura riesca a soddisfare il bisogno e il desiderio degli studenti, quando opportunamente stimolati, di entusiasmarsi e perdersi dietro dei romanzi, magari coinvolgendo tecnicamente anche la rete. Se opportunamente interessati, anche quando non ne avessero piena coscienza, leggono i romanzi con entusiasmo. Con la ricerca e la sperimentazione delle emozioni, spesso il nucleo fondante del fatto letterario. <strong>Senza la letteratura siamo tutti pi\u00f9 poveri.<\/strong> Quando i giovani non sono in possesso di adeguati strumenti linguistici significa che mancano le parole che dicono la paura, la fragilit\u00e0, la differenza, la tristezza. Manca la capacit\u00e0 di nominare le cose, mancano le emozioni e, conseguentemente, un meccanismo di controllo sulla realt\u00e0 e su s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Colpisce una convinzione di <strong>Nadine Gordimer<\/strong>: &#8220;La mia narrativa \u00e8 pi\u00f9 vicina alla verit\u00e0 di tutta la saggistica che scrivo&#8221;. Scrivere \u00e8 spesso un dono e un talento innato. Il tipo di intuizione di uno scrittore, il potere della narrativa, dell&#8217;immaginazione di trasmettere al di l\u00e0 della superficie della vita qualcosa di pi\u00f9 profondo, non \u00e8 facile spiegarlo. Gli scrittori nascono con un&#8217;eccezionale capacit\u00e0 di osservazione: sin dall&#8217;infanzia guardano le persone, le cose, la vita, se stessi in modo incessante e piano piano cominciano a interpretare certi tratti, certe scene che non sono ovvie, che non sono in superficie. Procedono per intuizioni e cos\u00ec si riescono a creare personaggi che sembrano pi\u00f9 reali delle persone note ai lettori.<\/p>\n<p><em>La seconda parte dell&#8217;articolo verr\u00e0 pubblicato prossimamente su AffarInternazionali<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo articolo lo scrittore Antonio Salvati riprende e riassume i temi del suo libro &#8220;La Penna e la Forca&#8221; (Intrecci Edizioni),\u00a0raccontando la pena di morte attraverso la lente della letteratura.\u00a0 Letterati di un certo rilievo e non, soprattutto a partir dagli inizi dell&#8217;Ottocento, attraverso le loro opere hanno assunto posizioni contro la pena capitale. 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