{"id":84719,"date":"2020-10-12T05:38:37","date_gmt":"2020-10-12T03:38:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84719"},"modified":"2020-10-15T11:03:22","modified_gmt":"2020-10-15T09:03:22","slug":"la-nuova-zelanda-di-jacinda-ardern-verso-un-monocolore-rosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/la-nuova-zelanda-di-jacinda-ardern-verso-un-monocolore-rosso\/","title":{"rendered":"La Nuova Zelanda di Jacinda Ardern verso un monocolore rosso?"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 17 ottobre la <strong>Nuova Zelanda<\/strong> andr\u00e0 al voto per le elezioni legislative <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/nuova-zelanda-incognite-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a tre anni dalla vittoria della prima ministra <strong>Jacinda Ardern<\/strong><\/a>, che nel frattempo si \u00e8 trasformata in un <strong>brand progressista a livello globale<\/strong>. Mentre sui cartelloni di tutto il mondo il volto di Jacinda affianca Greta Thunberg come <strong>bandiera del nuovo movimento progressista giovanile<\/strong>, cerchiamo di capire com\u2019\u00e8 andata in questi quattro anni e cosa ci si aspetta dal voto.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni la Nuova Zelanda \u00e8 stata un Paese abbastanza aperto, soprattutto visto il facile paragone con il vicino conservatore: l\u2019<strong>Australia<\/strong>. Lo scenario politico neozelandese \u00e8 per\u00f2 sempre stato abbastanza silenzioso. I premier entravano nelle prime pagine della stampa internazionale solo durante la coppa del mondo di rugby, quando accompagnavano in campo gli <em>All Blacks<\/em>.<\/p>\n<p>Il sistema elettorale \u00e8 forse il tratto caratterizzante del Paese. A differenza dell\u2019Australia, infatti, la Nuova Zelanda ha un sistema misto che per\u00f2 favorisce la rappresentativit\u00e0 sulla governabilit\u00e0. Il Paese ha una sola camera cui il primo ministro chiede la fiducia.<\/p>\n<p><strong>Particolarit\u00e0 dei collegi elettorali<\/strong><br \/>\nOgni elettore neozelandese ha la facolt\u00e0 di votare per due sistemi in una scheda. Nella parte sinistra pu\u00f2 scegliere tra i candidati del proprio collegio uninominale, quindi un sistema maggioritario, mentre sulla destra ha le liste dei partiti che corrono nel sistema proporzionale su tutto il territorio nazionale. I 120 seggi del Parlamento vengono assegnati per\u00f2 solo in base alla parte proporzionale; i posti assegnati dal sistema uninominale vanno infatti a sottrarsi dal precedente. \u00c8 quindi di fatto un sistema proporzionale che ha effetti maggioritari solo grazie\u00a0 a due requisiti che tutti i partiti devono avere per entrare in Parlamento: una soglia del 5% e almeno la vittoria di un collegio uninominale.<\/p>\n<p>La Nuova Zelanda per\u00f2 ha un\u2019altra particolarit\u00e0. Il Paese ha infatti un distretto elettorale dove possono votare solo i <strong>maori<\/strong>. Questa previsione proviene dal passato coloniale e razzista di Wellington. Sono stati molti i tentativi di riforma di questo sistema elettorale, ma nessuno ha mai avuto successo. Per cambiarlo infatti sarebbe necessaria una maggioranza qualificata molto alta e vi \u00e8 anche una paura marcata di una parte di maori di essere condannati all\u2019irrilevanza se si togliesse questa norma.<\/p>\n<p>Grazie a questi due punti \u00e8 facile spiegare come il partito laburista di Ardern, nel 2017, pur avendo preso meno voti del partito di centro-destra \u00e8 riuscita a raggiungere, con alleanze varie, i 61 voti necessari per la fiducia. L\u2019attuale maggioranza \u00e8 rappresentata dai laburisti, dai Verdi e dal New Zealand First, un partito populista di destra che ha deciso di supportare la Ardern per rompere con il vecchio establishment pi\u00f9 che di vera condivisione. I partiti di maggioranza sono firmatari di un accordo di 15 punti da portare a termine entro la fine della legislatura.<\/p>\n<p><strong>Il fattore Ardern<\/strong><br \/>\nJacinda Ardern \u00e8 la vera protagonista di queste elezioni. In tre anni la premier ha rivoltato il Paese dal punto di vista delle <em>politics<\/em>, pi\u00f9 che delle <em>policy<\/em>. <strong>La leader laburista \u00e8 planata sul Paese dei Kiwi trasformandolo nel suo feudo<\/strong>, come si vede anche dai sondaggi che la danno in costante vantaggio.<\/p>\n<p>Ma la rivoluzione, per adesso, \u00e8 stata praticamente solo formale. La prima ministra si \u00e8 occupata principalmente di aprire un Paese che tendenzialmente era ancora negli anni \u201890 e che durante gli anni di governo dei\u00a0<em>Nationals\u00a0<\/em>di centro-destra non si era veramente modernizzato. Ardern ha risolto questioni legate ai <strong>diritti civili<\/strong>, ha iniziato a curare l\u2019<strong>aspetto ambientale<\/strong> come principale area di <em>policy<\/em>, riducendo emissioni e cambiando le linee industriali. Viste le difficolt\u00e0 interne alla coalizione, molto diversificata, il governo per\u00f2 \u00e8 andato a rilento e si \u00e8 presto ritrovato a dover gestire varie crisi totalmente inaspettate. Prima la <strong>sparatoria nella moschea di Christchurch<\/strong>\u00a0e l\u2019eruzione esplosiva del vulcano Whakaari su White Island.<\/p>\n<p><strong>Nel picco della pandemia a maggio, il consenso della prima ministra era valutato intorno al 70%<\/strong>, con i partiti di opposizione relegati a un sostegno sotto la doppia cifra.<\/p>\n<p><strong>La sfidante e i possibili alleati<\/strong><br \/>\nA sfidare Ardern nelle elezioni del 17 ottobre vi saranno numerosi candidati. <strong>Judith Collins<\/strong> dello storico partito di centrodestra <em>National Party<\/em>, al governo nei 10 anni prima di Ardern, \u00e8 la vera avversaria. <strong>Estremamente religiosa<\/strong>, Collins si sta battendo per cercare di risultare il pi\u00f9 diversa possibile dalla prima ministra in un universo politico come quello neozelandese in cui \u00e8 pi\u00f9 facile vedere le somiglianze che le differenze. Collins sembra per\u00f2 non essere riuscita a stare al passo della molto pi\u00f9 popolare Ardern.<\/p>\n<p>Collins ha avuto grandi difficolt\u00e0 in tutta la campagna elettorale, che l\u2019ha vista sempre inseguire nei sondaggi. La leader del centrodestra \u00e8 stata accusata di usare strumentalmente la provenienza del proprio partner, nato nelle Samoa, per fregiarsi di una mezza origine indigena. Questa scelta ha attirato grandissime critiche dalle comunit\u00e0 maori e samoane che si sono sentite prese in giro. Superato questo scandalo, Collins ha dovuto affrontare un\u2019altra bega, questa volta interna al suo partito. La candidata si \u00e8 inventata alcune ricette politiche durante l\u2019ultimo dibattito ed \u00e8 quindi stata sbugiardata dagli avversari interni. La candidata dei <em>Nationals<\/em> sembra essere credibile solo dal punto di vista economico, ma <strong>va malissimo tra giovani, donne e persone non religios<\/strong>e.<\/p>\n<p>Subito dopo Collins vengono i leader dei partiti minori. Il nazionalista leader del <em>New Zealand First<\/em> <strong>Winston Peters<\/strong>, attualmente vicepremier e ministro degli Esteri nel governo Ardern, \u00e8 in grande difficolt\u00e0. Non corre buon sangue tra lui e la premier, viste le idee divergenti sul tema delle <strong>migrazioni<\/strong>. La ministra vorrebbe aprire quasi tutto, mentre lui vorrebbe chiudere il Paese. Ma durante questi tre anni la corsa \u00e8 stata nettamente vinta dalla leader dei laburisti. Il Paese ha aperto con attenzione le frontiere e tutto questo ha inficiato sull\u2019immagine nazionalista di Peters e sulla sua percentuale ai sondaggi, intorno al 2%.<\/p>\n<p>Gli altri tre sfidanti sono cruciali ma minori. I due leader dei verdi <strong>James Shaw<\/strong>, attuale ministro ai Cambiamenti climatici, e <strong>Marama Davidson<\/strong>, di origine maori, sembrano essere pi\u00f9 degli alleati che degli avversari di Ardern. Hanno gi\u00e0 detto che in caso il <em>Labour<\/em> non dovesse avere i numeri per governare forniranno il proprio supporto, sempre che basti. I temi degli ambientalisti vanno molto forte in Nuova Zelanda, ma inevitabilmente soffrono la presenza della premier che sta chiaramente attirando il voto progressista. L\u2019ultimo sfidante \u00e8 invece <strong>David Seymour<\/strong> del ACT, un partito dei consumatori, liberale e libertario che combatte per un minore intervento dello Stato in economia, ma va malissimo nei sondaggi. Attualmente ha un solo seggio in parlamento.<\/p>\n<p><strong>I sondaggi<\/strong><br \/>\nLo scenario \u00e8 abbastanza chiaro: i laburisti vinceranno queste elezioni, ma bisogner\u00e0 capire come. Fino a qualche settimana fa il Paese era praticamente sicuro di vedere un governo monocolore, per la prima volta nella sua storia. Ardern era infatti data intorno al 57%, 20 punti davanti ai <em>Nationals<\/em>. L\u2019ultimo sondaggio di pochi giorni fa per\u00f2 l\u2019ha vista scendere in una forbice che va dal 47% al 53%. Collins \u00e8 intorno al 32%, mentre al 6% ci sono i Verdi e al 2% c\u2019\u00e8 <em>New Zealand First<\/em>. All\u2019interno del distretto maori il partito etnico maori \u00e8 sondato intorno al 26%, tre punti sotto il candidato laburista Tamati Coffey, che \u00e8 l\u2019unico candidato di un partito non maori che ha qualche speranza di strappare il seggio.<\/p>\n<p>La maggioranza della Ardern passer\u00e0 molto dal distretto maori e dalle percentuali degli altri partiti, se <em>New Zeland First<\/em> non dovesse entrare in Parlamento e il <em>Labour<\/em> dovesse vincere nel distretto maori aumenterebbero le <strong>possibilit\u00e0 di vedere una maggioranza monocolore rossa in Nuova Zelanda<\/strong>.<\/p>\n<p><em>A cura di Emanuele Bobbio, fondatore e caporedattore Oceania de Lo Spiegone<\/em><\/p>\n<p><small>***<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spiegone<\/a>\u00a0\u00e8 un sito giornalistico fondato nel 2016 e formato da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate al mondo delle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/small><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 17 ottobre la Nuova Zelanda andr\u00e0 al voto per le elezioni legislative a tre anni dalla vittoria della prima ministra Jacinda Ardern, che nel frattempo si \u00e8 trasformata in un brand progressista a livello globale. 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