{"id":84739,"date":"2020-10-14T08:29:44","date_gmt":"2020-10-14T06:29:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=84739"},"modified":"2020-10-14T08:29:44","modified_gmt":"2020-10-14T06:29:44","slug":"suggestioni-letterarie-per-il-rifiuto-della-pena-di-morte-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/10\/suggestioni-letterarie-per-il-rifiuto-della-pena-di-morte-parte-2\/","title":{"rendered":"Suggestioni letterarie per il rifiuto della pena di morte (Parte 2)"},"content":{"rendered":"<p>Molti autori sono straordinariamente persuasivi proprio per l&#8217;<strong>efficacia della loro arte<\/strong>, nella quale si esprime compiutamente la potenza delle loro idee, della loro passione civile. Non \u00e8 esagerato affermare che alcuni testi rappresentano una sorta di iconostasi del dolore, veramente capaci di suscitare sentimenti di piet\u00e0 e commozione. La nostra conoscenza \u00e8 polimorfa e si realizza attraverso diversi canali, non esclusi quelli del sentimento, della passione, dell\u2019emozione, dell\u2019affettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il teologo Olivi\u00e9r Cl\u00e9ment sosteneva che l&#8217;espressione artistica &#8220;ci risveglia. Essa ci cala pi\u00f9 in profondit\u00e0 nell\u2019esistenza. Fa di noi degli uomini e non delle macchine. Rende solari le nostre gioie e laceranti le nostre ferite. Ci apre all\u2019angoscia e alla meraviglia&#8221;. La letteratura consente a ciascuno, ricorda Todorov, &#8220;di rispondere meglio alla propria vocazione di essere umano&#8221;, grazie alle &#8220;<strong>sensazioni insostituibili<\/strong>&#8221; che ci procura.<\/p>\n<p><strong>La forza della letteratura<br \/>\n<\/strong>La letteratura, per la sua capacit\u00e0 di comunicare e trasmettere conoscenza, sa cogliere pi\u00f9 intuitivamente quello che altre elaborazioni di pensiero sono pi\u00f9 lente a formulare compiutamente. Lo storico Carlo Ginzburg cancella la distinzione tra narrazioni storiche e narrazioni di finzione. Vede le une e le altre in competizione nella &#8220;rappresentazione della realt\u00e0&#8221;. Se una ricostruzione storica \u00e8 indiziaria, il romanzo \u00e8 una miniera di tracce utili al <strong>racconto del vero<\/strong>, \u00e8 un libro di storia a tutti gli effetti. Inevitabilmente tra letteratura e storia c&#8217;\u00e8 dunque una frizione, che spesso rende ardua la ricerca della verit\u00e0: senza la storia la letteratura \u00e8 destituita di fondamento, ma senza letteratura la storia non pu\u00f2 raccontare la vita.<\/p>\n<p>La letteratura non meno di altre discipline aiuta a <strong>conoscere la storia e a promuovere i diritti civili e la libert\u00e0 <\/strong>laddove \u00e8 stata conculcata. Le pagine dell\u2019opera di Dostoevskij <em>Memorie dalla casa dei morti<\/em>furono una serrata requisitoria contro il sistema penitenziario russo che spinse lo zar Alessandro II a redigere un\u2019ampia riforma giudiziaria. L\u2019opera di Turgenev <em>Memorie di un cacciatore<\/em> rappresent\u00f2 un atto di denuncia sociale sulle condizioni miserevoli dei contadini e il dispotismo dei proprietari, descritti con tanta evidenza da suscitare sdegno presso i lettori. Molti comprenderanno l\u2019Italia fascista attraverso romanzi come <em>Gli indifferenti<\/em> di Moravia e <em>Fontamara<\/em> di Silone.<\/p>\n<p><strong>Pena di morte, giustizia e guerra<br \/>\n<\/strong>Il rapporto tra sistema penale e letteratura \u00e8 indubbiamente ricco e articolato. Molti poeti e letterati, toccando i <strong>temi del diritto e della pena di morte<\/strong> (Tolstoj, Dostoevskij e Wilde) hanno espresso l&#8217;auspicio che gli istituti giuridici, affinch\u00e9 possa aversi una <strong>giustizia pi\u00f9 umana<\/strong>, recepiscano un&#8217;etica e una cultura del perdono perch\u00e9 emerga fortemente l\u2019immagine di una giustizia che sappia portare in s\u00e9 il segno di ci\u00f2 che \u00e8 altro rispetto al male commesso, ricucendo i rapporti piuttosto che reciderli.<\/p>\n<p>Sostiene il giurista Luciano Eusebi: &#8220;l&#8217;idea che al negativo debba rispondersi con il negativo ha rappresentato, del resto, il pi\u00f9 potente moltiplicatore della violenza nella storia umana. Si pensi solo alla circostanza per cui le teorizzazioni del concetto di guerra giusta (di infinite guerre qualificate giuste) sono sempre state le medesime cui s\u2019\u00e8 fatto ricorso per giustificare sanzioni penali ispirate, pur sempre, allo schema della ritorsione (o della vendetta) e, segnatamente, per giustificare proprio la pena di morte&#8221;.<\/p>\n<p>Queste preoccupazioni, al fondo del pensiero di diversi autori, ci mostrano che <strong>i giuristi possono imparare dai letterati<\/strong>: l&#8217;insegnamento che molti scrittori possono dare ai giuristi consiste nell\u2019indicazione che <strong>troppo spesso le istituzioni giuridiche ottengono il risultato opposto a quello che si prefiggono<\/strong>, che la difesa della certezza del diritto e della dignit\u00e0 dell\u2019uomo deve essere oggetto di una continua e gelosa attenzione, e che \u00e8 cosa assai difficile costruire il diritto, soprattutto quello penale, in modo che sia realmente a misura dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Interrogativi cruciali e non meno delicati sul <strong>piano etico <\/strong><strong>e\u00a0<\/strong><strong>filosofico<\/strong> di quanto lo \u00e8 il tema della giustizia e della guerra. Si pu\u00f2 sostenere che nella storia del pensiero occidentale il tema della giustificazione del supplizio e quello della giustificazione della guerra si sono sviluppati in parallelo. Occorre interrogarsi ed adoperarsi per non essere complici di chi quotidianamente infrange l&#8217;antico patto biblico &#8220;non spargere il sangue dell&#8217;uomo&#8221;, iscritto nel cuore e nella tradizione dei popoli.<\/p>\n<p><strong>Il mondo contemporaneo<br \/>\n<\/strong>Il mondo contemporaneo \u00e8 complesso, richiede capacit\u00e0 di leggere le diversit\u00e0 degli eventi. Ma tale possibilit\u00e0 non \u00e8 offerta a tutti. Infatti, oggi, <strong>cultura e politica divorziano<\/strong>: quest&#8217;ultima ama spesso le semplificazioni gridate, stimolando le passioni, guidando le reazioni, senza aiutare a comprendere. Un mondo fatto di passioni e di emozioni che influenza tutti gli aspetti della vita quotidiana, compresi quelli della giustizia e delle pene.<\/p>\n<p>La letteratura pu\u00f2 aiutarci. A comprendere che <strong>la pena capitale rappresenta la sintesi della disumanizzazione a cui opporsi<\/strong>: \u00e8 una pena irreversibile, viene data dai poteri pubblici che dovrebbero difendere la vita, assomiglia a una vendetta, si basa sulla reciprocit\u00e0 con il male, lancia alla societ\u00e0 un potente messaggio di legittimit\u00e0 della ritorsione.<\/p>\n<p>La letteratura \u00e8 un&#8217;indispensabile risorsa di senso per l\u2019umanit\u00e0 del nostro tempo. E\u2019 una bussola per la vita, sostiene Tolentino De Mendon\u00e7a, &#8220;uno strumento prodigioso di lettura dell\u2019esperienza individuale e collettiva, storica e interiore, nella sua dimensione particolare come in quella universale&#8221;. Abbiamo bisogno della letteratura, non come una sorta di ornamento estetico, bens\u00ec come di una sua struttura portante, un <strong>codice di sopravvivenza del nostro stare al mondo<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 la seconda parte dell&#8217;articolo di Antonio Salvati pubblicato su AffarInternazionali<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti autori sono straordinariamente persuasivi proprio per l&#8217;efficacia della loro arte, nella quale si esprime compiutamente la potenza delle loro idee, della loro passione civile. Non \u00e8 esagerato affermare che alcuni testi rappresentano una sorta di iconostasi del dolore, veramente capaci di suscitare sentimenti di piet\u00e0 e commozione. 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